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Incarnazione e incorporazione: Sguardi filosofici e teologici

Incarnazione e incorporazione: Sguardi filosofici e teologici

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Incarnazione e incorporazione: Sguardi filosofici e teologici

Lunghezza:
102 pagine
1 ora
Pubblicato:
Feb 4, 2020
ISBN:
9788838248924
Formato:
Libro

Descrizione

Il problema del «corpo» e della «carne» e l’insieme di declinazioni che inaugura investono direttamente la filosofia, la teologia, le scienze umane, e le risospingono verso una rinnovata interrogazione sui loro statuti metodologici o disciplinari. Domande antiche e nuove che sollecitano nuove configurazioni non soltanto di quanto la tradizione ha inteso con tali termini ma, più ancora, delle discipline stesse che non possono non lasciarsi trasformare da quanto interrogano.
Senza dunque pretendere nemmeno di accerchiare l’immenso problema che si è deciso di raccogliere sotto i due termini «incarnazione» e «incorporazione», i contributi qui presentati, assumendo momenti del dibattito filosofico contemporaneo, vorrebbero interrogare alcune delle modalità in cui questo problema è affiorato o è stato esplicitamente affrontato: dal dato scritturistico letto dalle tradizioni cristiana ed ebraica, alle indagini squisitamente fenomenologiche di Husserl e Merleu-Ponty, per giungere poi alle declinazioni contemporanee della «nudità» e della «denudazione».
Un diorama filosofico consapevole della parzialità di quanto presenta, ma che pure intende offrirsi quale spunto per riattraversare quanto troppo spesso si affida all'ovvietà del già noto o alla brutalità del "dato" che sembrerebbe non necessitare di ulteriori investigazioni. È, allora, contro ogni rassicurante semplificazione che il «corpo» e la «carne» tornano ad essere il cuore pulsante di domande che attraversano l'umano e la sua enigmatica avventura nella storia.  

Contributi di:
Silvano Facioni
Raoul Frauenfelder
Rocco Sacconaghi
Mario Vergani
Pubblicato:
Feb 4, 2020
ISBN:
9788838248924
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Silvano Facioni (ed.)

Incarnazione e incorporazione

Sguardi filosofici e teologici

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Direttore responsabile: Vincenzo Cappelletti

Comitato di direzione: Francesco Bonini, Matteo Negro, Fabio Pierangeli

Coordinatore sezione on-line di Storia: Francesco Bonini

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Coordinatori sezione on-line di Filosofia: Massimo Borghesi, Calogero Caltagirone, Matteo Negro

Coordinamento collana ebook Biblioteca della Rivista «Studium»: Simone Bocchetta, Anna Augusta Aglitti

Copyright © 2020 by Edizioni Studium – Roma

ISBN 978-88-382-4892-4

ISBN: 9788838248924

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http://write.streetlib.com

Indice dei contenuti

Incarnazione e incorporazione

Piani inclinati

Prima planimetria filosofico-teologica: incarnazione

Seconda planimetria filosofico-teologica: incorporazione

Auto-affezione tattile in Husserl e Merleau-Ponty

Introduzione

La costituzione del corpo vivo per mezzo della tattilità

Dal corpo vivo alla filosofia della carne

Conclusioni

La riscrittura del trascendentale

L’incarnazione del senso: struttura dell’essere e contenuto dell’esperienza

Oltre Kant: una nuova concezione del limite

Oltre Husserl: trascendentale pre-soggettivo o intrascendibilità del personale?

Nudità dei corpi

Nudità metaforica e letterale

Processi

Movimenti

Incontri

BIBLIOTECA DELLA RIVISTA «STUDIUM» / 4.

FILOSOFIA / 2.

Silvano Facioni (ed.)

Incarnazione e incorporazione

Sguardi filosofici e teologici

Incarnazione e incorporazione

Sguardi filosofici e teologici

Introduzione

Nelle traiettorie che il pensiero traccia lungo la sua storia ci sono domande che tornano con potente insistenza, seppure in forme o con modulazioni che non ne permettono l’immediato riconoscimento. Il problema del «corpo» e della «carne» e l’insieme di declinazioni che inaugura appartengono a questo genere di domande che investono la filosofia, la teologia, le scienze umane, risospingendole continuamente ad interrogarsi sui loro statuti metodologici o disciplinari e sollecitando a nuove configurazioni non soltanto i loro contenuti ma, più ancora, le discipline stesse che non possono non lasciarsi trasformare da quanto interrogano.

Senza dunque pretendere nemmeno di accerchiare l’immenso problema che si è deciso di raccogliere sotto i due termini «incarnazione» e «incorporazione», i contributi qui presentati, assumendo momenti del dibattito filosofico contemporaneo, vorrebbero interrogare alcune delle modalità in cui questo problema è affiorato o è stato esplicitamente affrontato.

Dopo un primo approccio più marcatamente filosofico-teologico in cui i due termini vengono messi alla prova nella dimensione biblica, e dove addirittura sembrerebbe che si configuri il punto di separazione tra la tradizione ebraica e quella del cristianesimo nascente, il discorso si sposta nel tempo (e nello spazio) per approdare nel cuore della contemporaneità filosofica.

Il contributo di Raoul Frauenfelder prende le mosse dal progetto fenomenologico che, a partire dalla differenza stabilita da Husserl tra corporeità meramente cosale o materiale ( Körper) e la corporeità animata, propriamente vivente ( Leib), si incammina verso l’analisi dell’esperienza della tattilità la quale, rispetto agli altri sensi, sembrerebbe interrogare proprio il cuore della distinzione husserliana che conclude verso un’esperienza del sentire sé. In questo quadro si elabora il pensiero di Maurice Merleau-Ponty, che introdurrà la nozione di «carne» e che, più ancora, la estenderà al mondo in generale inteso come Essere carnale costantemente auto-affetto. Percorsi, quello husserliano e quello merleau-pontiano, che non sono alieni da difficoltà intrinseche e perfino da aporie che Jacques Derrida si è fatto carico di rilevare in un testo dedicato a Jean-Luc Nancy e che rappresenta, a tutti gli effetti, una resa dei conti con il percorso fenomenologico (soprattutto francese).

La centralità della fenomenologia e, in particolare, l’attenzione dedicata da Merleau-Ponty alla «carne» torna anche nel contributo di Rocco Sacconaghi che, recuperando il primato del significato dell’esperienza propria del percorso fenomenologico e indicandola come un campo intrascendibile, sottolinea la fondamentale differenza con la filosofia trascendentale di matrice kantiana: ad essere radicalmente rivoluzionato, infatti, è il concetto di limite che, proprio con la fenomenologia, verrà inteso come condizione positiva di ogni forma di comunicazione, relazione, espressione.

Il tema del corpo trova un suo punto di irradiazione teorico attraverso le riflessioni di alcuni filosofi che sono, anche metodologicamente, distanti tra di loro. In questa direzione, il contributo di Mario Vergani, che assume la «nudità» come luogo dell’incontro, declina poi le metaforiche (paradossali, indecidibili, problematiche) che essa assume (comprese le espressioni nudo essere, nuda vita o nuda verità) a partire da tre autori-eponimi: Hans Blumenberg, Martin Heidegger e Giorgio Agamben, tutti convocati intorno a domande che sfidano le metafore che hanno prodotto.

Si tratta, come detto, di approcci la cui parzialità è inversamente proporzionale alla vastità delle questioni che attraversano: una parzialità che, in ognuno dei contributi, viene esplicitamente assunta come possibilità di riflettere senza cedere a pericolose quanto inconcludenti generalizzazioni le quali, oggi più che mai, invadono anche la scena pubblica della filosofia condannando ogni discorso ad una inquietante orizzontalità. Contro l’orizzontalità di un pensiero che archivia la complessità del domandare come puro esercizio accademico, questi contributi vorrebbero, in un certo senso, reagire: un letterale corpo a corpo con il pensiero che, nonostante la sua travagliata storia, non rinuncia ad accogliere le sfide e prova, quantomeno, a farsene testimone.

Silvano Facioni

Piani inclinati

«Incarnazione» e «incorporazione» tra filosofia e teologia

Difficile stabilire un primato (ammettendo che esista) tra le parole e la loro storia: cosa produce cosa? I significati che le parole assumono, i campi semantici di cui si appropriano o che contribuiscono ad ampliare e modificare appartengono indiscutibilmente al divenire storico, ma questo significa forse che è possibile determinare un primo, astratto significato che poi subirebbe eventuali mutazioni, oppure si deve riconoscere che significato e campi semantici appartengono interamente alla storia da subito e, dunque, non sarà possibile ricostruire stemmi e genealogie che prescindano da essa? Come considerare allora gli approcci filologici, etimologistici, archeologici del linguaggio? Dentro quale dispositivo o procedura teorica si situano? Quale sarà il loro fine (magari inconsapevole o comunque non dichiarato)? E, ancora, si tratta forse di schierare, come su un’immaginaria scacchiera, posizioni semplicemente contrapposte, o piuttosto abbandonare il metodo che tende a costruire binarietà (che sono sempre, da ultimo, metafisiche) e muoversi in direzione delle contaminazioni, dei travasi, delle oscillazioni che sono il portato principale dell’accadere storico?

Queste domande, che potrebbero inaugurare qualunque indagine non necessariamente filosofica, si direbbero dilatarsi a dismisura quando ad essere, per così dire, convocate, sono alcune parole che innervano buona parte della storia del pensiero occidentale e che addirittura, almeno in precisi momenti storici, hanno dominato il dibattito che coinvolgeva differenti ordini del sapere: sia il termine incarnazione, sia incorporazione – le parole su cui qui si intende brevemente lavorare –, infatti, potrebbero perfino indicare, seppure con plastica icasticità, epoche della storia che hanno segnato il dibattito tra ebraismo e cristianesimo; oppure, all’interno del cristianesimo, potrebbero scandire il costituirsi di una riflessione teologica che poneva al suo centro il problema della figura cristologica e ne indagava costituzione, natura, relazioni intrinseche; oppure, ancora, si tratta di parole che coinvolgono più ampiamente la questione del rapporto tra filosofia e religione o tra linguaggio teologico

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