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Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia: "La razza anfibia"
Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia: "La razza anfibia"
Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia: "La razza anfibia"
E-book122 pagine49 minuti

Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia: "La razza anfibia"

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Info su questo ebook

In questo libro si tratta ampiamente del “popolo delle sirene” e degli anfibioidi in genere. Una ricerca che indaga l’origine di questo popolo di sirenidi e di altri esseri analoghi descritti variatamente in luoghi e tempi diversi. Attraverso resoconti, leggende e cronache di fatti ritenuti reali, iniziamo un viaggio che ci porta lontano nel tempo, alle radici della nostra civiltà e terminerà ai nostri giorni. Si racconta di molteplici esseri anfibioidi riportati in auge dalle più antiche tradizioni culturali, in particolare dallo storico babilonese Beroso che rispolvera resoconti antidiluviani celati tra i millenari miti sumeri, giungendo poi ai poemi epici come l’Odissea che vedono protagonista Ulisse incantato dal canto delle sirene, per poi giungere alle cronache medioevali e successivamente fino ai nostri giorni dove appaiono e si rinnovano nella visone aliena degli “anfibioidi” altri esseri ritenuti non più solo divini civilizzatori ma una razza presumibilmente aliena che giunge dallo spazio. Racconti fantastici e nuove interpretazioni che sconfinano nella realtà, dove rimane difficile stabilire il vero dal falso, ma sicuramente un mondo che confina e interagisce con le vicende umane.
LinguaItaliano
Data di uscita18 gen 2020
ISBN9788835360551
Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia: "La razza anfibia"
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    Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia - Lucio Tarzariol

    Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia

    ANFIBIOIDI (uomini pesce)

    A cura di Lucio Tarzariol

    In copertina Opera artistica di Lucio Tarzariol da Castello Roganzuolo

    SINOSSI

    In questo libro si tratta ampiamente del popolo delle sirene e degli anfibioidi in genere. Una ricerca che indaga l’origine di questo popolo di sirenidi e di altri esseri analoghi descritti variatamente in luoghi e tempi diversi. Attraverso resoconti, leggende e cronache di fatti ritenuti reali, iniziamo un viaggio che ci porta lontano nel tempo, alle radici della nostra civiltà e terminerà ai nostri giorni. Si racconta di molteplici esseri anfibioidi riportati in auge dalle più antiche tradizioni culturali, in particolare dallo storico babilonese Beroso che rispolvera resoconti antidiluviani celati tra i millenari miti sumeri, giungendo poi ai poemi epici come l’Odissea che vedono protagonista Ulisse incantato dal canto delle sirene, per poi giungere alle cronache medioevali e successivamente fino ai nostri giorni dove appaiono e si rinnovano nella visone aliena degli anfibioidi altri esseri ritenuti non più solo divini civilizzatori ma una razza presumibilmente aliena che giunge dallo spazio. Racconti fantastici e nuove interpretazioni che sconfinano nella realtà, dove rimane difficile stabilire il vero dal falso, ma sicuramente un mondo che confina e interagisce con le vicende umane.

    Il Mito delle Sirene tra realtà e fantasia

    ANFIBIOIDI (uomini pesce)

    A cura di Lucio Tarzariol

    Oannes, ricostruzione artistica di Lucio Tarzariol da Castello Roganzuolo (tecnica mista)

    MITOLOGIA

    Se parliamo di  Esseri anfibioidi non possiamo che iniziare con le mitiche Sirene il cui nome pare derivare dalla radice semitica 'sjr', che significa, per l’appunto, cantare. Il mito delle sirene, risale ufficialmente alla civiltà greca ma Io credo sia molto più antico. L’origine delle sirene trova parecchie varianti: Ovidio ci racconta che un tempo esse erano donne comuni, ma vollero chiedere agli dei di beneficiare delle ali, per cercare sui mari una loro compagna rapita da Plutone. Secondo altri, erano state trasformate da Demetra, quale punizione per non essersi opposte al rapimento di sua figlia. Si dice  anche che Afrodite avesse tolto loro la bellezza, perché disdegnavano i piaceri dell’amore. Mentre in altre leggende successive furono considerate anche divinità dell'aldilà e spesso raffigurate anche sui sarcofagi. Generalmente le Sirene sono considerate una personificazione dei pericoli del mare, demoni marini, metà donne e metà uccelli; il loro padre fu il dio-fiume Acheloo, mentre la loro madre fu la musa Melpomene o Tersicore. In letteratura sono in primis menzionate nell'Odissea, da dove si evince che esse furono grandi musiche e cantanti; abbiamo anche i loro nomi, furono chiamate, Ligia Leucosia e Partenope, dalla quale deriverebbe anche il nome antico di Napoli. Infatti una curiosa leggenda narra che sette fanciulle andarono una notte in riva al mare, portando ciascuna un cibo da offrire alla sirena Partenope perché aiutasse i loro uomini a rientrare sani e salvi dalla pesca. Il mattino dopo, il mare aveva mischiato gli ingredienti, trasformandoli in un buon dolce goloso, che i pescatori ben presto consumarono insieme alle loro compagne. Nella tradizione di Apollodoro, si afferma che una suonava la lira, un'altra cantava, la terza teneva il flauto. Non a caso la leggenda vuole che l'isola delle Sirene fosse locata, proprio lungo la costa dell'Italia meridionale, al largo della penisola di Sorrento. Si racconta che con il fascino provocato dai loro canti e dalla loro musica esse attiravano i marinai delle navi che vi passavano al fine di divorare i malcapitati. Secondo la leggenda gli Argonauti passarono loro vicino, ma Orfeo cantò tanto melodiosamente, che i marinai della nave Argo non ebbero voglia di ascoltarle. Solo Bute si lanciò in mare, ma fu salvato da Afrodite. Anche Ulisse nell’Odissea solcò quelle acque ma, preavvertito da Circe, ordinò ai suoi uomini di tapparsi le orecchie con la cera; lui stesso si fece legare a un albero della nave, vietando ai compagni di slegarlo, qualunque supplica avesse loro rivolto. La storia racconta che le Sirene, indispettite dal proprio insuccesso, si buttarono in mare e affogarono.

    Nettuno, immagine dal testo del 1580 di Vincenzo Cartari il

    primo a preoccuparsi a riprodurre le Immagini degli Dei degli antichi.

    Sopra un particolare di un mosaico proveniente

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