Goditi subito questo titolo e milioni di altri con una prova gratuita

Solo $9.99/mese al termine del periodo di prova. Cancella quando vuoi.

Il Castello di Rivarola: Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

Il Castello di Rivarola: Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

Leggi anteprima

Il Castello di Rivarola: Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

Lunghezza:
159 pagine
1 ora
Pubblicato:
Nov 21, 2019
ISBN:
9788899932787
Formato:
Libro

Descrizione

Le indagini condotte a Rivarola si inseriscono nel quadro di un più ampio progetto di studio sull’incastellamento ed il popolamento medievale della Liguria Orientale e sono nate - nel 1996 - da una doppia esigenza. Si intendeva, infatti, avviare un’indagine archeologica “campione” nell’ambito di un insediamento fortificato genovese e, in particolare, del castello che, alla luce delle fonti scritte, risultava essere stato il più importante nel quadro della politica di espansione genovese nell’area del Tigullio nella prima metà del XII secolo. Si voleva, inoltre, verificare la possibilità di un incastellamento signorile anteriore al 1132, data della conquista genovese del colle di Rivarola. Entrambi gli elementi erano ipotizzabili sulla base dell’analisi delle fonti scritte, ma anche considerando la posizione strategica del castello, ubicato in corrispondenza del punto di congiunzione di tre sistemi di valli (Val Fontanabuona, Val Graveglia e Valle Sturla), al centro di un’area di forte sviluppo di poteri locali tra XI e XII secolo. Le ricerche sono riprese nel 2018, nel quadro delle attività della Cattedra di Archeologia medievale dell’Università di Genova. Il volume ripropone e, soprattutto, aggiorna alcuni testi già editi e presenta i dati emersi dalle nuove campagne di scavo, di rilievo e di studio.
Pubblicato:
Nov 21, 2019
ISBN:
9788899932787
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Correlato a Il Castello di Rivarola

Libri correlati

Articoli correlati

Anteprima del libro

Il Castello di Rivarola - Fabrizio Benente

Colophon

© Oltre S.r.l. 2019 - ISBN EBOOK 9788899932787

© Oltre S.r.l. 2019 - ISBN CARTACEO 9788899932589

Titolo:

Il Castello di Rivarola

Campagne di scavo 1996/97 e indagini archeologiche 2018

di Fabrizio Benente

edizioni.oltre.it

Marchio editoriale Oltre edizioni

Collana Medioevo ritrovato diretta da

Fabrizio Benente

Pubblicazione cofinanziata da:

Università degli Studi di Genova

Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia

Istituto Internazionale di Studi Liguri, Sezione Tigullia

Comune di Carasco

Sommario

Colophon

Fabrizio Benente

Vecchi scavi e nuovi progetti di ricerca nel Comune di Carasco (GE)

Il Castello di Rivarola Scavi e ricerche 1996-1997

Fabrizio Benente, Alessandra Frondoni

Introduzione

Fabrizio Benente

Il castello di Rivarola tra documenti scritti e memoria locale

Fabrizio Benente, Tiziana Garibaldi

Le campagne di scavo 1996-1997

Fabrizio Benente

La vita quotidiana del castello: i reperti di scavo

Deneb Cesana

L’alimentazione: i reperti faunistici

Fabrizio Benente

I primi dati acquisiti e le prospettive di ricerca

Bibliografia

La Cappella e l’ospedale di San Lazzaro

Fonti storiche, archeologiche, epigrafiche

Renato Lagomarsino

La Cappella e l’ospedale di San Lazzaro

Renato Lagomarsino

Le epigrafi scomparse

Alexandre Gardini

Le indagini archeologiche nella cappella di San Lazzaro

Fabrizio Benente

San Lazzaro: dati di sintesi

Il castello di Rivarola – Scavi e ricerche 2018

Fabrizio Benente

Dal castello alla cava di pietra, all’uliveto

Giada Molinari

Area 1000, Settore 1600 – Relazione preliminare

Andrea Pollastro

Area 5000 – Relazione preliminare

Fabrizio Benente

L’archeologia del colle di Rivarola – Vingt ans après

Bibliografia

Fabrizio Benente

Vecchi scavi e nuovi progetti di ricerca nel Comune di Carasco (GE)

Nel 1996 e nel 1997 la Soprintendenza archeologica della Liguria e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri realizzarono due campagne di scavo nel sito del castello di Rivarola, a Carasco. La ricerca si basava su una sorta di accordo/convenzione che lasciava alla Soprintendenza la direzione scientifica e affidava alla Sezione Tigullia dell’IISL il reperimento dei fondi necessari e la conduzione degli scavi, grazie al coinvolgimento di ricercatori, di studenti universitari e di semplici volontari. Dopo la seconda campagna di indagine, nonostante i risultati promettenti, le ricerche furono interrotte per diversi e giustificati motivi: il sito era – ed è tuttora – di proprietà privata; l’accesso non controllato e la fruizione dell’area ponevano questioni di sicurezza e di responsabilità; la conservazione dei resti andava garantita anche dopo la conclusione delle operazioni di scavo. In sostanza, occorreva un progetto di tutela, conservazione e valorizzazione, era necessario reperire le risorse per realizzarlo e occorreva ricondurre l’operazione di ricerca in un percorso più complesso e, ovviamente, aderente alle varie normative.

I dati delle prime campagne di scavo furono pubblicati in relazioni preliminari e furono oggetto di presentazioni nel corso di convegni e conferenze divulgative¹. Negli anni a seguire la Tigullia e il Comune di Carasco, grazie soprattutto al costante impegno di Renato Lagomarsino, organizzarono periodiche visite guidate ai resti del castello, rimanendo comunque non risolti i problemi relativi all’accesso al sito e alla messa in sicurezza del percorso. Nel 2006, in occasione della terza edizione della Festa medievale, la Tigullia e il Comune di Carasco realizzarono un piccolo volume, fuori collana ed estemporaneo, dedicato alle prime campagne di scavo condotte nel castello di Rivarola e nell’antica cappella di San Lazzaro². Stampato in un discreto numero di copie e distribuito gratuitamente, il volumetto andò celermente esaurito. Soltanto pochi esemplari entrarono nel circuito delle biblioteche liguri e nella disponibilità di studenti, appassionati e ricercatori. In anni successivi, per ovviare al problema, utilizzarlo in chiave didattica, e far fronte ad alcune richieste, ho messo a disposizione on line una versione in bozza, priva delle immagini, verificando – poi – che veniva cercata, consultata, e regolarmente scaricata dai siti che la ospitavano.

Lo studio del castello di Rivarola è proseguito nel contesto delle attività dell’Insegnamento di Archeologia medievale dell’Ateneo genovese, con l’assegnazione delle tesi di Laurea di Tiziana Garibaldi e, in tempi molto più recenti, di Chiara Pendola³. L’incompiutezza dei dati prodotti nel corso delle prime due campagne di scavo costituiva, comunque, un limite. Questo elemento critico ha suggerito l’organizzazione di una seconda fase di ricerche sul campo.

Nel 2018 sono, quindi, riprese le indagini di scavo, questa volta in regime di concessione ministeriale e a cura del Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia dell’Università di Genova. Le attività di ricerca sono state inquadrate nei percorsi didattici della Scuola di Specializzazione in Archeologia e dei corsi di Laurea triennale e magistrale. Al termine della campagna di scavo e della relativa occupazione temporanea, le aree oggetto di indagine sono state colmate, il piano di campagna ripristinato e il sito è stato restituito alla gestione e all’uso dei privati proprietari.

Non credo che i vecchi auspici di valorizzazione e pubblica fruizione siano ancora riproponibili, essendo trascorsi oltre vent’anni dalle prime campagne di scavo e ben dieci anni dalla pubblicazione del volume introduttivo ai primi risultati. Sono, però, convinto che l’archeologia debba sempre assolvere a finalità pubbliche, nel quadro della più ampia circolazione e della democratizzazione dei saperi. Inoltre, per l’esperienza positiva di collaborazione avviata in tempi recenti con lo scavo della chiesa medievale di San Marziano, confido nel futuro impegno dell’Amministrazione comunale di Carasco e del suo Sindaco.

Per le motivazioni appena accennate, e cogliendo la disponibilità di Paolo Paganetto e di Oltre Edizioni, mi è sembrato opportuno, in accordo con la Sezione Tigullia dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, ripubblicare integralmente i contenuti del volume del 2006 e aggiungere le relazioni preliminari dei nuovi scavi 2018, in modo da fornire una versione aggiornata delle ricerche, in attesa della loro pubblicazione finale. Il volume è organizzato in due parti, dedicate rispettivamente ai vecchi scavi (prima parte) e alle nuove ricerche (seconda parte). Formato e impostazione grafica sono stati leggermente cambiati. Nella prima parte sono stati eliminati alcuni refusi, e alcune immagini sono state sostituite o migliorate. Inoltre, ho apportato interventi nei testi, nell’apparato critico e nella bibliografia finale.

Nell’impossibilità di menzionarli uno per uno, desidero rivolgere un ringraziamento collettivo agli studenti dell’Università di Genova e ai volontari dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri che hanno preso parte alle due diverse fasi delle ricerche e degli scavi a Rivarola di Carasco. Senza il loro contributo e senza la loro capacità di adattarsi alla logistica e ai tempi del cantiere di scavo, la ricerca sarebbe stata più difficile e avrebbe fornito molti meno dati.

Tiziana Garibaldi, Anna Marra, Alessandro Panetta, Valentina Parodi, Marina Piombo, Valeria Repetto e Claudia Vanali hanno avuto ruoli di responsabilità nel corso della prima fase delle indagini (1996/97). Giada Molinari, Andrea Pollastro ed Enrico Cipollina (Dipartimento di Antichità, Filosofia e Storia dell’Università di Genova) sono stati fondamentali per la conduzione della campagna di scavo 2018. Fabrizio Bracco ha offerto la sua collaborazione al progetto, realizzando la nuova copertura fotografica tramite drone. Un ringraziamento particolare a Nadia Campana, funzionario della Soprintendenza SABAP Liguria. Renato Lagomarsino e Giovanni Mennella (Sezione Tigullia, Istituto Internazionale di Studi Liguri) non hanno fatto mancare il loro supporto alla nuova iniziativa editoriale.

Questo lavoro viene pubblicato anche per esigenze e finalità didattiche legate all’insegnamento dell’Archeologia medievale presso l’Ateneo genovese. Mi auguro che la peculiare eredità ligure dei temi di ricerca e degli indirizzi di metodo sia correttamente testimoniata e sia riconoscibile.

Nascio (Ne), 1 luglio 2019

Note

1

F. Benente, T. Garibaldi, A. Frondoni

, Lo scavo del castello di Rivarola, in L’incastellamento in Liguria (X-XIII sec.), Atti della Giornata di Studio, Rapallo 26 aprile 1997, a cura di F. Benente, Bordighera 2000

; F. Benente, T. Garibaldi, V. Parodi, A. Marra,

Storie di castelli e storie di villaggi archeologia medievale nelle valli del Tigullio

,

in "La Casana

", 2001,

pp.

28-37.

2

F. Benente,

Archeologia e medioevo. Il castello di Rivarola e la chiesa di San Lazzaro

,

Chiavari 2006

.

3

T. Garibaldi

, L’incastellamento in Val Graveglia, Tesi di Laurea, Facoltà di Lettere e Filosofia, Anno Accademico 2004/2005;

C. Pendola

, Lo scavo del castello di Rivarola: lo studio dei reperti, Tesi di Laurea magistrale, Università degli Studi di Genova, Anno Accademico 2015/2016.

Il Castello di Rivarola

Scavi e ricerche 1996-1997

Il colle di Rivarola fotografato dalla collina di Paggi. Le frecce indicano:1. la posizione del castello; 2. sezione esposta (1996) con area di rinvenimento di frammenti di ceramica romana d’età imperiale.

Il colle di Rivarola e il sito del castello (1), la piana di Carasco (5), il corso del Lavagna (4), alla confluenza con

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Il Castello di Rivarola

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori