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Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0: Self-Publishing Facile

Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0: Self-Publishing Facile

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Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0: Self-Publishing Facile

Lunghezza:
287 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
10 dic 2019
ISBN:
9781393393368
Formato:
Libro

Descrizione

TUTTI SONO BRAVI A PUBBLICARE UN LIBRO, MA QUANTI SANNO POI VENDERLO?

Hai scritto un romanzo e non hai saputo resistere alla tentazione di cliccare sul pulsante PUBBLICA. Hai fatto bene!

Hai avvertito parenti e amici, postato su tutti i social possibili il link per acquistare il tuo libro e hai perfino tentato di corrompere il tuo medico personale per convincerlo a comprarne una copia. Risultato finale: le vendite sono morte dopo un paio di giorni. "Colpa del self-publishing che non funziona", pensi tu.

Forse, semplicemente, non hai considerato la giusta strategia promozionale.

A molti scrittori basta sentire nominare la parola "marketing" per farsi venire l'urticaria agli alluci. Questo perché la associano subito al tipico venditore porta a porta, quello che cerca di fregarti con un bel sorrisone e appiopparti un'inutile (ed esosa) polizza assicurativa o un, altrettanto, inutile aspirapolvere.

Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0 non è niente di tutto questo. Fare marketing significa trovare il modo migliore per far conoscere il tuo libro non solo a più persone, ma alle persone giuste. Lettori che sapranno apprezzarlo e vorranno continuare a leggerti e a seguirti.

Questa guida è stata realizzata per affrontare argomenti spinosi o del tutto ignorati nel mondo degli autori indie italiani. Eppure qualcuno doveva pur scriverla una volta per tutte. 

Leggere questa guida ti aprirà la mente. Metterla in pratica ti aiuterà nella tua avventura editoriale. Perché ricorda: non basta leggere un libro per avere successo. Chiunque può farlo. Ma solo i più volenterosi e intraprendenti ce la faranno.

Qui troverai alcuni degli argomenti affrontati nel libro.

  • Come funziona il malvagio algoritmo di Amazon
  • Come usare i social per promuovere un libro
  • I tre elementi principali di una pagina professionale su Amazon e perché spesso sono mal gestiti
  • Il segreto per triplicare le vendite di un libro
  • Come sfruttare i Facebook Ads senza andare in bancarotta
  • Come ottenere più recensioni senza vendersi l'anima al Diavolo
  • Considerazioni approfondite sulll'esclusività e sull'andare wide
  • Come creare una fanbase pronta a credere in te e a supportarti
  • Che cos'é un Launch Team e perché hai bisogno di averne uno
  • L'importanza del read-through 
  • Come lanciare un libro evitando che precipiti prima di aver toccato il suolo lunare
  • Come ottimizzare un libro per renderlo portavoce del tuo brand
  • Cosa sono gli Also Boughts e perché tutti gli ignorano (tranne Amazon)
  • Esercizi pratici per non dormire sugli allori e migliorare subito il tuo brand
  • Interviste esclusive con esponenti del self-publishing italiano (e non solo)

Come vedi c'è di tutto e di più per portare i tuoi libri a un livello superiore. Il resto però dipende da te. Divora questo libro e portati un passo avanti a tutti.

Editore:
Pubblicato:
10 dic 2019
ISBN:
9781393393368
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Self-Publishing Marketing per Scrittori 2.0 - Eugene Pitch

UNA LUNGA MA NECESSARIA PARTE INTRODUTTIVA

Chi la salta brucerà tra le pagine del libro degli inferi.

PREMESSA

Qualche anno fa a un convegno letterario, Mark Dawson, scrittore indie britannico, ricevette la seguente domanda:

Lei è più scrittore o più marketer?

La sua risposta fu:

Io sono per metà scrittore e per metà marketer.

Al che, la donna che gli aveva posto la domanda si accigliò e commentò con disgusto:

Allora lei non è un vero scrittore.

Questo aneddoto rispecchia la mentalità diffusa tra gli scrittori, in particolare quelli autopubblicati, che vedono il marketing come un groviglio nebuloso e malefico, volto solamente a irretire i malcapitati lettori e a depredarli dei loro averi senza vergogna. Lo scrittore vero non dovrebbe mai sporcarsi le mani a vendere il proprio libro, perché un libro buono si vende da sé.

Ora, tutto questo suona terribilmente romantico, ma la realtà è assai diversa. Senza una efficace campagna pubblicitaria un libro non si vende. Punto.

No, non è vero, ho sentito di quell'autrice che senza alzare un dito ha venduto milioni di copie del proprio capolavoro e...

A parte questi miracoli letterari che avvengono a ogni morte di papa, ti assicuro che comunque anche quella fortunata scrittrice un dito lo avrà alzato, e pure tutto il braccio. La manna non cade dal cielo. Se vuoi scrivere infischiandotene di trovare i lettori fai pure, ma poi non lamentarti se non vendi neanche una copia perché In Italia nessuno legge ed è un paese brutto e cattivo. Dovrai sudare; dovrai anche tu, come Mark Dawson, adottare la mentalità dello scrivere di giorno e fare marketing di notte. Ma sappi che ciò non ti porterà a snaturarti, bensì ti aiuterà a trovare l'apprezzamento di tanti nuovi lettori. Dawson forse non sarà uno scrittore duro e puro, ma ha scritto decine di libri, venduto milioni di copie e a breve uscirà perfino una serie televisiva basata su un suo popolare personaggio letterario. Mica male per un non-scrittore. Questo perché Mark è in realtà uno scrittore 2.0.

Se non hai intenzione di sporcarti le mani col marketing allora lascia perdere la via dell'autopubblicazione e butta via questo libro (non sia mai!).

TUTTO INIZIÒ NEL LONTANO...

Ci avevo messo due anni a finire quel dannato libro. Non che ci avessi messo davvero due anni a scriverlo, ma dalla prima parola (buttata giù quasi per gioco) all’ultima (scritta con la soddisfazione di aver terminato un capolavoro) erano passati circa due anni. In realtà, di mezzo c’era stata una pausa di svariati mesi (sei, otto, dodici…chi se lo ricorda).

Ricordo che mi precipitai da mia moglie dicendole qualcosa del tipo Sai amore, ho scritto un libro! con un bel sorriso a trentadue denti stampato in faccia. Lei non ricambiò e invece disse Perché? Chi vuoi mai che lo legga? Perché invece di scrivere non ti occupi di tuo figlio che è ancora piccolo?.

Ecco. In quel momento avevo realizzato due cose: non era vero che avevo scritto un capolavoro e sì, ero davvero solo nell’affrontare quella lunga traversata.

Una traversata lunga anni per far conoscere il mio non-capolavoro a più lettori possibili; combattendo con il fuso orario (per chi non lo sapesse, io vivo in Giappone), con le notti insonni perché mio figlio di dormire non ha mai voluto saperne, con il lavoro massacrante (sono un insegnante d’asilo che lavora dieci ore al giorno), con i soldi da Amazon che non potevo ricevere a causa di problemi di compatibilità con le banche giapponesi, con il budget ridotto perché, ahimé, lavoro solo io e lo stipendio è quello che è (e devo mettere i soldi da parte per andare in Italia ogni tanto, altrimenti a mia madre viene un infarto!).

Insomma, scrivere un libro è già di per sé complicato, ma riuscire a venderlo è proprio un bel casino.

Ancora prima di finire di scriverlo, ricordo che già cominciavo a pensare a quale strategia promozionale adottare. Se non altro ero partito con il piede giusto. Cercai in lungo e in largo tra i siti italiani ma, a parte Libroza e Credi Nella Tua Storia, trovai poco e niente. Allora, dato che con l’inglese me la cavo (è la materia che insegno per il mio lavoro) diedi un’occhiata ai siti degli autori indie internazionali, in particolare inglesi e americani. E fu lì che scoprii un mondo tutto nuovo.

Avevo deciso fin da subito che avrei autopubblicato il mio libro; che non avrei neanche provato a spedirlo a qualche casa editrice. Potevo e volevo fare tutto da solo per dimostrare a me stesso che, in fondo, avrei potuto combinare qualcosa di buono nella vita.

Seguendo i giganti del self-publishing (che in inglese significa autopubblicazione) ebbi la conferma di stare dalla parte giusta. Mi buttai sullo studio con grande motivazione: book marketing, come disegnare le copertine dei libri, social marketing, come formattare un libro, mail marketing, web design, come realizzare audiolibri, copywriting, graphic design, videomaking, podcasting e chi più ne ha più ne metta.

Il tutto continuando a scrivere di notte e durante la pausa pranzo al lavoro. Ogni giorno.

Sapevo che sarebbe stato un viaggio lungo e arduo, ma non mi sono mai arreso. I risultati che ho ottenuto finora mi hanno dato ragione e il calore delle persone che mi seguono mi ha spronato nei momenti di sconforto. Ora, dopo tanto tempo, tanti soldi buttati e altrettanti guadagnati, premi vinti, migliaia di lettori raggiunti, recensioni positive e una serie thriller di tutto rispetto, ho deciso di volermi togliere un’altra piccola soddisfazione. Voglio sentirmi utile. Voglio fare qualcosa che nessun altro ha ancora fatto, voglio pubblicare il libro che avrei sempre voluto trovare sull’Amazon italiano. Un libro per aiutare altre persone che come me sognano di vivere della propria passione.

Ma per riuscirci dobbiamo prima cambiare il nostro modo di pensare. Basta con i consigli dei cosiddetti (e autoproclamati) guru del self-publishing che vogliono solo spillarti altri soldi, basta con le faide tra scrittori underground alla disperata ricerca della visibilità a scapito dei colleghi, basta con i consigli sbagliati, basta con i pessimisti che ripetono come un mantra cose del tipo Puoi fare soldi solo con i romanzi rosa, Gli italiani non leggono più, o ancora Quello è diventato famoso perché ha avuto culo. No. Quello ha avuto successo perché il culo se lo è fatto, giorno e notte, senza smettere mai di credere in se stesso. Perché alla fine, prima o poi, tutti possiamo arrivare al successo. Ma ci vuole costanza e ci vuole la giusta conoscenza della materia. E il bello è che questo è un lavoro che può fare chiunque e a qualunque età, e te lo dice uno che aveva sempre creduto di poter realizzare il suo sogno di scrivere un romanzo solo una volta raggiunta la pensione! E diamine, sono orgoglioso di essermi sbagliato!

Molti scrittori self-published si limitano a cliccare su pubblica e poi si siedono aspettando che le vendite creschino vertiginosamente. Altri, più volenterosi, pubblicano anche un bel post (o magari ben più di uno) su Facebook con il link al loro libro su Amazon e poi tornano a sedersi e ad aspettare. Poi tutti realizzano di non avere venduto neanche una copia e pensano erroneamente che la colpa è del sistema dell’autopromozione in sé. Si rinchiudono poi in un qualche gruppetto di altri autori sfigati, isolati tra le lande di internet, e passano il tempo a piangersi addosso o a maledire i lettori italiani che non capiscono una cippa.

Questi sono tipici esempi di scrittori 1.0.

Se invece vuoi lavorare sodo e cercare di fare di meglio, allora ti do il benvenuto nella squadra degli Scrittori 2.0. Non posso garantirti al 100% che il tuo libro avrà un successo stratosferico (del resto io non sono nessuno), ma capirai da te, leggendo questa guida, che le probabilità di riuscita aumenteranno notevolmente. Nel mondo del self-publishing nulla è certo né tanto meno costante, ma se vuoi farcela una speranza c'è sempre.

ps. Mia moglie si è finalmente ricreduta e ha dovuto ammettere che in fondo l’idea di pubblicare libri non è stata poi una perdita di tempo.

TAKE ACTION

Prendi un blocco note e scrivi perché mai hai deciso di scrivere, qual è l'obiettivo ultimo che ti sei posto. Okay, puoi aggiungerci anche un disegnino, ma non troppo grande.

ATTENZIONE AL LINGUAGGIO

AVVERTENZA PRIMA DI ALLACCIARSI LE CINTURE: QUESTO LIBRO CONTIENE UNA BUONA DOSE DI TERMINOLOGIA ANGLOSASSONE.

Questo perché ritengo che si debbano chiamare le cose con il loro nome (e guarda caso all'estero sono sempre più avanti rispetto a noi). Se cominciassimo a dire robe tipo...

"Che sport faccio?! Io pratico uno sport marziale nipponico dove si picchia la gente con calci e pugni per ricevere in cambio una cintura colorata da mettere sopra l'accappatoio bianco (karate)"

oppure...

"Che cosa mangiamo stasera? Io ho voglia di pezzi di salmone crudo, morto, appiccicati su palline di riso bianco insipido e intinti in una mistura di salsa di soia e un'altra salsa verde piccante che non ho capito come si chiama (sushi)"

...vedi da te che non andremmo molto lontano.

Uffa, ma io sono una scrittrice italiana verace e parlo come mangio!

Allora le cose sono due: o apri la mente e impari qualcosa di nuovo oppure hai acquistato il manuale sbagliato. Comunque sia, per facilitarti la lettura, ho pensato bene di aggiungere in fondo al libro un piccolo dizionario dei termini stranieri più usati.

E ora possiamo anche cominciare.

QUANDO INIZIA IL BOOK MARKETING?

Non vedo l'ora di scoprire tutti i trucchi del mestiere e lanciare il mio libro nell'Olimpo di Amazon...

Frena il tuo entusiasmo: prima di pensare a come cominciare, è bene chiedersi quando cominciare. Nell'introduzione ti ho detto che quando il tuo libro è completato devi prepararti perché sei soltanto a metà del viaggio: la promozione è infatti l'altra metà del percorso, quella più avvincente. Ecco, dobbiamo qui chiarire una cosa, perché potresti credere che la scrittura e il book marketing siano due fasi scollegate e indipendenti. Ciò non è vero perché:

IL MARKETING DI UN LIBRO NON INIZIA DOPO UN LIBRO. INIZIA PRIMA.

Se cominci a promuoverlo dopo non muore nessuno, ma rinuncerai a una buona fetta di visibilità. L'obiettivo del book marketing non è vendere un libro (quello è un piacevole effetto collaterale), ma far sapere che esiste. E quando hai un libro nella tua testa prima ancora che sulla carta, credimi o no, il tuo libro già esiste. Certo è ancora in fase primordiale e magari è solo un guazzabuglio di idee sconnesse, ma sta piano piano prendendo forma. Quale momento più eccitante per condividerlo con gli altri?

Rendi quindi partecipi i tuoi fan del tuo processo creativo, chiedigli aiuto se ne hai bisogno, chiedi il loro parere (ma non buttarti giù da un ponte per seguirlo alla lettera; in fondo il libro è il tuo). Usa i social media per far sapere a tutti che sta nascendo un nuovo libro. Ci si affezioneranno quanto te e non vedranno l'ora che sia pubblicato per leggerselo!

Qui apro una doverosa parentesi: non fossilizzarti troppo sulle vendite quando ti approcci al book marketing e non cercare di paragonarti agli altri scrittori, anche se ti viene istintivo. Ognuno è un caso a sé e le vie del successo sono infinite.

NON LASCIARE CHE LE TUE VENDITE DEFINISCANO CHI SEI.

No, non è mia questa massima, bensì di Dale Roberts. Però capisci da te quanto sia vera.

Tornando al discorso sull'importanza di condividere il tuo lavoro in corso, ti porto come esempio quando decisi di scrivere uno dei miei thriller in 24 ore. Mentre mi affannavo a scriverlo, condividevo la mia esperienza regolarmente con video su Instagram e il supporto dei miei lettori mi spingeva ad andare fino in fondo con la mia personale sfida. Alla fine ci sono riuscito, ma il punto qui è proprio la motivazione che puoi ricevere in questo modo mentre stai scrivendo. Non si tratta quindi solo di un'operazione di marketing positivo, ma anche di un modo per avvicinare i lettori al difficile mondo degli scrittori; un mondo spesso intriso di dubbi e incertezze, dove l'amore dei fan spesso può fare la differenza fra il successo e la disperazione.

Ora, detto questo, è altamente probabile che tu abbia già pubblicato almeno un libro e che faccia parte di quegli scrittori che, come emerso da un mio recente sondaggio sul gruppo di Facebook Self-publishing Italia, non ha idea di come promuoverlo. Prendi i pop-corn e mettiti comodo, stai per ampliare i tuoi orizzonti.

MA PER CHI SCRIVI?

Questa è la prima domanda da porsi. Banale ma non più di tanto se ci pensi. Le risposte infatti variano da persona a persona.

Io scrivo per me stesso, se poi agli altri non piace è un problema loro.

Complimenti per la tua determinazione e auguri se speri di farci un sacco di soldi.

Io scrivo per tutti così tutti compreranno i miei romanzi.

Sicuro. Quando poi sbatti contro il muro della realtà chiamami.

Io scrivo per le persone a cui potrebbe interessare il mio libro.

Questo suona già meglio.

Faccio una premessa: non devi snaturarti, buttare via i tuoi romanzi di fantascienza e iniziare a scrivere racconti erotici per guadagnare soldi. I tuoi romanzi di fantascienza vanno benissimo, sappi solo che inevitabilmente non piaceranno per forza a tutti (lo stesso dicasi per i racconti erotici).

Scrivi ciò che ti senti dentro ma tieni sempre presente il pubblico di lettori al quale fai riferimento. Ricordati che hanno delle aspettative, siano esse a livello di narrativa o anche solo di copertina, tienile sempre a mente. Devi rispettare i lettori, non piegarli al tuo volere. Mica sei il re del Kindle.

Il fatto è che molti scrittori credono erroneamente che il modo migliore per vendere sia distinguersi. Invece, di solito, il modo migliore è proprio infiltrandosi. Che cosa intendo?

Se il tuo libro, vuoi per la copertina, il titolo, la descrizione o la storia in sé, non rispecchia almeno in parte i canoni del genere al quale vuoi farlo appartenere, i lettori si troveranno confusi, spiazzati... e sai che c'è? Nel dubbio non rischieranno i loro soldi. Mi dispiace ma è così. È un po' come giocare a tennis e voler vincere i campionati nazionali colpendo la pallina con la testa invece che con la racchetta. Va bene avere uno stile personale, però se si vuole vincere ci sono delle regole da seguire.

Detto questo, ora ti sorprenderò con una frase che trovai tempo addietro in un interessante corso di marketing:

NON ESISTE UN PRODOTTO SBAGLIATO.

ESISTE SOLO UNA PROMOZIONE SBAGLIATA.

Se sai come promuoverti al meglio, potrai anche vendere i frigoriferi agli eschimesi. Forse.

TAKE ACTION

Fatti un giro sui bestseller di Amazon del tuo genere e presta attenzione a copertina, descrizione e recensioni. Poi esplora forum, gruppi Facebook e blog relativi al tuo genere per conoscere i tuoi potenziali lettori, dove si radunano, cosa vogliono e come si esprimono.

AUTOPUBBLICAZIONE O EDITORIA TRADIZIONALE?

Il primo nodo cruciale da sciogliere è proprio questo: perché accontentarsi dell’autopubblicazione piuttosto che impegnarsi per trovare una vera casa editrice? La maggior parte delle persone crede ancora che il self-publishing sia la strada degli scrittori falliti, l’ultima spiaggia dopo che tutte le case editrici ti hanno rifiutato. Poi trovi autori come Mark Dawson che fatturano un milione di sterline all’anno tramite l’autopubblicazione. Un milione. Da soli. Senza accontentarsi delle briciole che gli avrebbe lasciato una normale casa editrice.

L’editoria tradizionale sta affrontando una grande crisi, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. All’inizio gli scrittori indie era considerati degli sfigati e per loro farsi strada era davvero dura. Poi un bel giorno, alcuni anni fa, Amazon se ne venne fuori con un’idea rivoluzionaria: il primo Kindle. Ecco, da quel momento in poi potevi distribuire i tuoi libri autonomamente in formato digitale, in tutto il mondo, attraverso il più grande distributore online e gratuitamente!

Ahimé, i tempi d’oro (fino al 2015) in cui si facevano soldi a palate pubblicando anche un misero ebook di 30 pagine su Amazon sono finiti da un pezzo, la concorrenza è maggiore perché ora gli autori si sono fatti più smart, ma fatto sta che il Kindle, e gli ebook in generale, hanno aperto le praterie a nuovi lettori. Esatto. Nonostante le case editrici vogliano farci credere che la gente odi gli ebook, che gli ebook degli autori indie svenduti a 99 centesimi o, peggio, gratis, abbiano svalutato l’intero mondo della letteratura, la verità è che, proprio grazie a questo nuovo formato e ai prezzi più moderati, molte persone nuove si sono avvicinate alla lettura. E con gli ebook uno scrittore non deve più farsi carico delle spese di stampa e riempirsi casa di copie invendute sperando di appiopparle ad amici e parenti. Adesso è tutto istantaneo ed economico. E invece di guadagnare un misero mezzo euro per ogni copia venduta, puoi guadagnarne anche cinque o addirittura di più.

Marco Montemagno, superstar di internet nel settore del marketing e dell’imprenditoria, ha da poco lanciato un libro su come sfruttare al meglio le potenzialità di Instagram. Un libro di un centinaio di pagine. Se l’avesse venduto tramite una casa editrice tradizionale il prezzo sarebbe stato di 8 o

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