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Vaticano: storie inquietanti

Vaticano: storie inquietanti

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Vaticano: storie inquietanti

Lunghezza:
290 pagine
4 ore
Editore:
Pubblicato:
7 nov 2019
ISBN:
9788835330226
Formato:
Libro

Descrizione

Signor papa, la “chiesa” cattolica non è la Vera Chiesa Cristiana fondata da Gesù e fedele alla sua Parola Scritturale, esclusiva Fonte di Vita Eterna (Giovanni 17:3). Le tradizioni e dottrine cattoliche oscurano il cielo di Roma, dell’Italia e di molti altri paesi. Il tuo “magistero” - come l’ombra di un enorme scorpione - soffoca i popoli con velenose parole che impediscono di vedere la Verità dell’Evangelo e di entrare nella Casa del Padre Celeste.
Ti ho scritto questa “lettera aperta” non perché io abbia qualcosa di personale contro di te, i tuoi sacerdoti o chiunque appartenga alla denominazione cattolica. La mia motivazione è opposta: l’amore di Cristo mi costringe ad avvisare che solo ubbidendo all’Unica Verità Biblica potremo essere Salvati. Proprio questo amore Scritturale sta alla base del presente volume. Il mio più grande desiderio è che tu possa realmente trovare la Via della Vita, offrendo le tue straordinarie potenzialità al Regno di Dio, per la Salvezza Eterna della tua anima e delle anime di tutti quelli che ti seguono.
Editore:
Pubblicato:
7 nov 2019
ISBN:
9788835330226
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Vaticano - Marina Bagni

RINGRAZIAMENTI AI MIEI COLLABORATORI

Il presente volume - insieme ad altri - è stato preparato con l’aiuto di alcuni collaboratori nel corso di molti anni. Un ringraziamento di cuore ai miei preziosi colleghi, che mi hanno coadiuvato nell’opera, mi hanno sostenuto con la loro assistenza e sostanziale partecipazione all’elaborazione di questo libro e di molti altri:

GIOVANNI BAGNI

OFELIA BAGNI

SERENA PANCRAZI

GIOVANNI PAOLO CAPURRO

Marina Bagni

IL LIBRO È DEDICATO

AL RE DEI RE,

AL SIGNORE DEI SIGNORI,

ALLA PAROLA VIVENTE

DI DIO,

Gesù CRISTO

CENNI SULL’AUTRICE

Marina Bagni, dopo essersi laureata in Lettere e Filosofia, si è specializzata soprattutto nella Filosofia metafisica, patristica, scolastica; e da lì ha proseguito con la storia generale della Teologia, con la Teologia fondamentale e speculativa; infine, ha approfondito lo studio comparato delle religioni. Ha lavorato come insegnante universitaria e ricercatrice, motivata particolarmente dal desiderio di trovare valide prove riguardo all’esistenza di Dio e di una vita ultraterrena. Tuttavia, dopo anni di ricerca, si è convinta che né la filosofia, né la teologia, né la scienza comparata delle religioni potevano aiutarla.

La risposta a tutte le sue domande è arrivata all’improvviso, quando un Pastore Evangelico - incontrato durante un viaggio - le ha fatto conoscere il Vero Gesù Vivente e l’ha condotta nello studio dell’Antico e del Nuovo Testamento. Da quel momento, Marina ha dedicato il suo tempo a scrivere libri e a predicare in conferenze, congressi, chiese sia in Italia sia all’estero, affermando la realtà Salvifica e Guaritrice della Parola di Dio senza contaminazioni di dottrine umane.

Inoltre, dal 2008, l’autrice ha insegnato Apocalisse e Cattolicesimo alla luce delle Scritture presso la Missione Italiana per l’Evangelo (MIE) durante i Corsi di Aggiornamento Teologico a Metodologia Adenominazionale (CATMA) per Pastori e Anziani. Marina ha svolto tale ruolo - a Vico Equense (penisola sorrentina) - sino alla fine del Corso 2015, quando si è temporaneamente ritirata dall’insegnamento per dedicarsi interamente a scrivere.

La Redazione

FINALITÀ E AVVERTENZE

Il nostro obiettivo è quello di vedere la liberazione di un gran numero di anime e di introdurle nella conoscenza dell’autentica Salvezza Eterna: essa consiste nel nascere di nuovo e nell’obbedire al reale Gesù Cristo, che è la Parola di Dio testimoniata nelle sue Integrali Scritture.

Non è nostra intenzione offendere alcun individuo né gruppo di persone, ma soltanto evidenziare la deviazione delle loro dottrine rispetto alla Verità Biblica. La nostra finalità è quella di esortare tutti a rivalutare la Parola del Signore, affinché molti possano entrare nella gioia del Regno Celeste.

In questo libro è stato scelto un particolare uso delle lettere maiuscole e minuscole per sottolineare determinati concetti spirituali, facilitando la lettura del testo. Per la stessa ragione è stata adottata una specifica formattazione del libro, che si avvale di caratteri grassetti, corsivi e sottolineati.

Citazioni Bibliche tratte dalla versione Riveduta in testo originale dal dott. Giovanni Luzzi (1927).

Per comunicazioni, richieste, suggerimenti scrivere a: info@marinabagni.it

La Redazione

PREFAZIONE

In tutto il corso delle Sante Scritture viene più volte evidenziata, in diverse maniere, l’importanza del comandamento del Signore Gesù, il quale ammonisce tutti coloro che desiderano essere suoi seguaci a non giudicare con la propria ragione umana. In tal modo, essi non saranno giudicati, a loro volta, da Lui con la stessa misura con la quale hanno giudicato gli altri.

Nell’Evangelo di Matteo, la preghiera del Padre Nostro ci invita a perdonare coloro che hanno peccato contro di noi, se vogliamo essere, a nostra volta, perdonati dal Padre (Matteo 6:12). Subito dopo, Gesù ribadisce il medesimo concetto in questo modo:

14 Poiché se voi perdonate agli uomini i loro peccati, il Padre vostro Celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà i vostri peccati. (Matteo 6:14-15)

Il Maestro ripete ancora la stessa esortazione al principio del capitolo 7:

1 Non giudicate, affinché non siate giudicati; 2 perché col giudizio col quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi. (Matteo 7:1-2)

Tuttavia, nella Santa Bibbia, vi sono delle eccezioni a questo sostanziale avvertimento. Sia nell’Antico sia nel Nuovo Testamento, il Signore - secondo la sua Volontà - autorizza i suoi servitori a contrastare le false dottrine, per mezzo della spada della Parola.

La vera spada dello Spirito non fa alcun male, non ferisce e non uccide nessuno: è una delle armi Bibliche donateci dal Figliuolo per liberare le anime dalle menzognere credenze nelle quali sono incatenate. Così spiega l’apostolo Paolo:

17 Prendete anche l’elmo della Salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio. (Efesini 6:17)

Gesù ci esorta a ridare la vista a coloro che sono ciechi e a far uscire dal carcere i prigionieri:

18 Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo Egli mi ha unto per Evangelizzare i poveri; mi ha mandato ad annunziare liberazione ai prigionieri e ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, 19 e a predicare l’Anno accettevole del Signore. (Luca 4:18-19)

Annunziare liberazione ai prigionieri e ricupero della vista ai ciechi significa - nella dimensione spirituale - spezzare le catene di quelli che giacciono nelle tenebre di religioni mortifere e condurli fuori, affinché possano vedere la luce della Verità.

Noi, dunque, come figli di Dio e predicatori del Pieno Evangelo, possiamo e dobbiamo smascherare le false dottrine. Questo compito implica un combattimento spirituale - mediante la spada della Parola di Dio - contro i dottori fraudolenti, spesso capaci di trascinare molti al loro seguito.

È nostro specifico dovere avvisare i predicatori ingannati e i loro seguaci riguardo alla pericolosità delle loro credenze, affinché si ritraggano dal male e si convertano all’Unico Vero Dio. Altrimenti, essi saranno perennemente tormentati nel Lago di fuoco (Apocalisse 19:20).

Se noi avvertiremo i fuorviati, risulteremo innocenti agli occhi del Padre nostro, sia che essi accettino la Verità e ricevano la Vita Eterna, sia che la respingano. Così dice il Signore al profeta Ezechiele, nel sesto secolo avanti Cristo:

17 Figliuol d’uomo, Io [l’Eterno] ti ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; e quando tu udrai dalla mia bocca una Parola, tu li avvertirai da parte mia. 18 Quando Io dirò all’empio: Certo morrai, se tu non l’avverti, e non parli per avvertire quell’empio di abbandonare la sua via malvagia, e salvargli così la vita, quell’empio morrà per la sua iniquità; ma Io domanderò conto del suo sangue alla tua mano. (Ezechiele 3:17-18)

L’apostolo Paolo mette in guardia i Cristiani che egli ha allevato nell’integrità della Santa Parola, affinché si difendano dai predicatori di un altro vangelo (Galati 1:6-7), i quali sorgeranno proprio dal loro mezzo:

29 Io [Paolo] so che dopo la mia partenza entreranno fra voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge; 30 e fra voi stessi sorgeranno uomini che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli dietro a sé. 31 Perciò vegliate, ricordandovi che per lo spazio di tre anni, notte e giorno, non ho cessato di ammonire ciascuno con lacrime. (Atti 20:29-31)

Con la stessa onestà e lo stesso coraggio di Paolo, Pietro esorta i fratelli ad essere vigili e a non lasciarsi adescare dai predicatori corrotti. Questi ministri prometteranno la libertà dal peccato, mentre essi stessi ne saranno schiavi (II Pietro 2:18-19). L’apostolo Pietro denuncia ripetutamente i falsi dottori e anch’egli profetizza che usciranno dal grembo della chiesa Cristiana:

1 Ma sorsero anche falsi profeti fra il popolo, come ci saranno anche fra voi falsi dottori che introdurranno di nascosto eresie di perdizione, e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno addosso una pronta rovina. 2 E molti seguiranno le loro lascivie; e a motivo loro la via della Verità sarà diffamata. 3 Nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole finte; il loro giudizio già da tempo è all’opera, e la loro rovina non sonnecchia. (II Pietro 2:1-3)

Lo Spirito del Signore conduce sia Pietro sia Paolo a profetizzare che i predicatori di menzogne usciranno proprio dal mezzo dei primi Cristiani.

Pietro, inoltre, precisa il metodo che tali dottori traviati useranno per insinuarsi nelle chiese: introdurranno le loro eresie di nascosto, lentamente e progressivamente, in modo da non essere notati prima di aver ottenuto un gran numero di proseliti.

Qualche secolo dopo queste profezie, dal grembo della Prima Chiesa - acquistata da Cristo con il suo sangue - è sorta un’altra chiesa di falsi ministri romani. Essi hanno insegnato (e insegnano ancora oggi) dottrine perverse, ossia deviate dalle Sante Scritture.

CAPITOLO I - LA CHIESA APOSTATA ROMANA

LE DUE CHIESE

Il desiderio di potere e di denaro che, nell’Antico Testamento, aveva rovinato la casta Levitica disonorò anche - nei primi secoli dell’Era Cristiana - molti ministri ed eredi della vera Chiesa fondata da Gesù Cristo.

L’imperatore Costantino, dal 312 d.C. - anno in cui prese il potere a Roma - iniziò a fare proposte allettanti a centinaia di vescovi, che erano ormai caduti in un sistema verticistico completamente anti-Biblico. L’intenzione dell’imperatore era quella di riunire le varie comunità in un’unica chiesa chiamata catholica, che, in latino, significa universale.

Con questa manovra Costantino cercava di cementare - tramite una nuova religione - la struttura dell’impero, che si stava sgretolando. Egli rimase particolarmente colpito dall’autoritarismo con cui i vescovi riuscivano a farsi temere e ubbidire dai loro sottoposti. Così, pensò che il loro modello gerarchico avrebbe potuto rinforzare la sua vacillante organizzazione.

Inoltre, Costantino era assai preoccupato del pericolo provocato dalle forze Cristiane sempre crescenti all’interno dei confini dell’impero. Può sembrare strano che un uomo duro come lui sia stato il primo a garantire ai Cristiani libertà di culto (editto di Milano, 313 d.C.) e a concedere ai vescovi apostati cospicue rendite e una specifica autorità. In effetti, le sue decisioni sono dipese dalla complicata situazione politica in cui si trovava l’impero romano in quel periodo storico.

Era complicato, per qualsiasi imperatore, a questo punto, soffocare in un bagno di sangue le testimonianze dei fedeli seguaci di Cristo. Essi, diversamente da tutti gli altri sudditi, non avevano timore della morte e rifiutavano la venerazione alle statue dell’imperatore e alle altre statue degli dèi romani. I veri discepoli del Nazareno non davano all’imperatore alcuna possibilità di giungere a un’intesa, poiché non scendevano a compromessi; anzi, ogni sanguinosa repressione romana aveva l’effetto di incrementare il loro numero. Nella Lettera agli Ebrei, lo Spirito del Signore così attesta:

35 […] Altri [Cristiani] furono martirizzati non avendo accettata la loro liberazione al fine di ottenere una Risurrezione migliore; 36 altri patirono scherni e flagelli, e anche catene e prigione. 37 Furono lapidati, furono segati, furono uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, 38 maltrattati (di loro il mondo non era degno), vaganti per deserti e monti e spelonche e per le grotte della terra. (Ebrei 11:35-38)

Altri assillanti problemi, per Costantino, erano provocati dalle incursioni barbariche, sempre più frequenti nel territorio dell’impero. Queste rudi popolazioni provenienti dal nord indebolivano la potenza militare romana e favorivano l’infiltrazione di stranieri persino negli eserciti imperiali. Per fermare le incursioni, in un primo tempo, i romani regalarono molte terre di confine ai soldati più meritevoli; ma il lento ingresso di altri barbari continuò senza soste in tutti i settori dell’amministrazione imperiale, in occidente come in oriente.

A causa della grave crisi del suo impero, Costantino esaminò l’eventualità di un accordo con i capi di quegli ingestibili sudditi Cristiani.

Consapevole di sedere sopra un trono in pericolo, il dominus et deus (signore e dio) dell’impero romano assicurò ai vescovi di non imprigionarli e di non condannarli a morte. Inoltre, promise di esentarli dalle tasse e da altri oneri finanziari, offerse loro cariche ufficiali, benefici economici e la giurisdizione di territori. Costantino chiedeva ai vescovi, in cambio, di collaborare strettamente con la sua politica e di conciliare il loro Cristianesimo con la sua religione olimpica.

La strategia funzionò: circa 250/300 vescovi (le fonti non sono concordi) - calpestarono definitivamente la loro fede nella Parola di Gesù e si lasciarono corrompere dall’imperatore. Costantino fu accolto trionfalmente in mezzo ai vescovi apostati e presiedette, di fatto, il concilio di Nicea (325 d.C.), assumendone il controllo. Da quel momento in avanti, altri ministri sono stati comprati, hanno rinnegato Cristo e sono diventati, in pratica, una congregazione della grande Babilonia, cioè di Roma, come tante volte profetizzato sin dall’Antico Patto.

Il Maestro insegna ai suoi autentici discepoli a non fare alcun compromesso con il mondo, per non perdere la loro prerogativa di essere sale, cioè strumenti della Sapienza Celeste in mezzo agli uomini:

13 Voi siete il sale della terra; ora, se il sale diviene insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. (Matteo 5:13)

Così, la vera Chiesa di Cristo, tradita e indebolita, ha continuato il suo cammino di fede e di sacrificio, lontano dalle cariche pubbliche e dalla vita ufficiale dell’impero.

Nello stesso tempo, è cominciata la triste storia di una chiesa apostata, un’organizzazione mondana che sarebbe stata chiamata - in conformità ai desideri di Costantino - cattolica romana. Questa seconda chiesa era governata da un gran numero di vescovi e di loro seguaci, i quali avevano scelto l’idolo del potere e del denaro (mammona), rinnegando la Parola di Dio testimoniata nelle Scritture:

24 Nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro. Voi non potete servire Dio e mammona [l’idolo del denaro]. (Matteo 6:24)

Gli ecclesiastici infedeli erano decaduti al punto da sottomettere la Verità Biblica ad un tiranno pagano. Tuttavia, il Maestro avverte, attraverso l’apostolo Paolo:

14 Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; perché quale relazione v’è fra la giustizia e l’iniquità? O quale comunione fra la luce e le tenebre? 15 E quale armonia fra Cristo e Beliar? O che v’è di comune tra il fedele e l’infedele? 16 E quale accordo fra il tempio di Dio e gli idoli? Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio Vivente. (II Corinzi 6:14-16)

Costantino era capriccioso e crudele: destituiva o esiliava i vescovi che avevano un’ideologia contraria ai suoi desideri e appoggiava, invece, quelli che lo aiutavano maggiormente a mescolare la religione olimpica con quella ‘Cristiana’.

L’elenco delle teorie arbitrarie, degli assiomi infondati, dei dogmi anti-Scritturali scaturiti da Nicea - e dagli altri successivi concili - è troppo lungo per essere trattato in questo breve studio. Basti ricordare che vi fu un indescrivibile proliferare delle più differenti dottrine relative alla natura di Dio. Ciò nondimeno, nessuna di esse era avvalorata dalla totalità di ciò che lo Spirito del Signore ha testimoniato di sé stesso nel suo Santo Libro.

I vescovi infedeli hanno continuato a definirsi Cristiani, ma non sono mai più stati tali. In realtà, essi hanno fatto un indegno commercio della Parola di Cristo, amputandola e manipolandola a proprio piacimento. Inoltre, hanno aggiunto alla Santa Bibbia le loro catechesi poco edificanti, i loro dogmi offensivi, le loro tradizioni menzognere.

Pertanto, tutto in tali prelati si è corrotto. Essi hanno sfruttato la gloria della Prima Vera Chiesa degli Atti e hanno continuato sfrontatamente a chiamare Cristiana la loro falsa chiesa, venduta ai romani. Questo sistema religioso, ancora oggi, è il frutto velenoso dell’albero romano cattolico. Così Gesù parla a proposito dei falsi profeti:

17 Così, ogni albero buono fa frutti buoni; ma l’albero cattivo fa frutti cattivi. 18 Un albero buono non può fare frutti cattivi, né un albero cattivo fare frutti buoni. 19 Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Voi li riconoscerete dunque dai loro frutti. (Matteo 7:17-20)

Le inaccettabili teorie approvate dai romani concili sono in contraddizione stridente con i Sacri Testi. Tali dottrine sono la conseguenza di una deliberata volontà di stravolgere gli insegnamenti impartiti da Gesù per adattarli ai miti, alle leggende e alle idolatrie della religione olimpica romana.

Inoltre, nell’indecorosa storia di questi concili, le arbitrarie visioni teologiche dei vari personaggi confliggevano le une con le altre al punto da scatenare violenti litigi. Durante il concilio di Nicea, l’imperatore stesso intervenne, in numerosi casi, a calmare le dispute fra i vescovi, al fine di evitare gli scismi minacciati dai focosi oratori.

Nessuno di loro aveva mai letto nelle Scritture quello che l’apostolo Paolo raccomanda al suo discepolo Timoteo?

3 Se qualcuno insegna una dottrina diversa e non s’attiene alle Sane Parole del Signore nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 egli è gonfio e non sa nulla; ma si ostina su questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, 5 acerbe discussioni d’uomini corrotti di mente e privati della Verità, i quali stimano la pietà essere fonte di guadagno. (I Timoteo 6:3-5)

Da Nicea in avanti, si sono costituite due chiese, entrambe denominate Cristiane. La prima era la Vera Chiesa Cristiana, ritiratasi nel nascondimento e rimasta fedele alle Salvifiche istruzioni del Maestro. L’altra era una chiesa solo formalmente Cristiana, ma di fatto idolatrica, schiava dell’imperatore romano e di mammona. Per mezzo del sostegno economico e politico di Costantino, la struttura cattolica - improntata sul formalismo farisaico - si affermò sempre più quale istituzione riconosciuta all’interno dell’impero.

14 Or i Farisei, che amavano il danaro, udivano tutte queste cose e si facevano beffe di Lui [Gesù]. 15 Ed Egli disse loro: Voi siete quelli che vi proclamate giusti dinanzi agli uomini; ma Dio conosce i vostri cuori; poiché quel che è eccelso fra gli uomini è abominazione dinanzi a Dio. (Luca 16:14-15)

Nel 380 d.C., gli imperatori Teodosio I (per l’oriente), Graziano e Valentiniano II (per l’occidente) emanarono l’Editto di Tessalonica e dichiararono il cattolicesimo quale religione ufficiale dell’impero. In realtà, questa nuova denominazione cattolica romana nascondeva un’insidiosa mistificazione rispetto all’originale Cristianesimo.

Una religione morta di uomini, che esaltava gli dèi olimpici, venne rimpiazzata con un’altra religione morta di uomini. Gli ecclesiastici romani che avevano fatto lega con l’imperatore hanno continuato ad attribuirsi il nome di Cristiani; ma, da quel momento in poi, si sono sistematicamente inginocchiati davanti ad altri idoli non meno pericolosi di quelli olimpici.

3 Ma il nostro Dio è nei cieli; Egli fa tutto ciò che gli piace. 4 I loro idoli sono argento e oro, opera di mano d’uomo. 5 Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, 6 hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, 7 hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non rende alcun suono. 8 Come loro sono quelli che li fanno, tutti quelli che in essi confidano. (Salmo 115:3-8)

Lo spirito anti-Cristiano che animava i membri della congregazione cattolica presto si manifestò in ogni aspetto dei loro culti e riti, che si distaccarono sempre più da quanto comandato dal Maestro nel Nuovo Testamento:

19 Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro ad osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, Io [Gesù] sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente. (Matteo 28:19-20)

Il paganesimo di questi vescovi cattolici si rivelò nella loro ambizione di predominare sulla comunità come una casta maschile, sopraelevata e privilegiata. Al contrario, il Salvatore desidera il servizio e non il dominio:

25 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse: Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano e che i grandi usano potestà sopra di esse. 26 Ma non è così tra voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi sarà vostro servitore; 27 e chiunque fra voi vorrà essere primo sarà vostro servitore; 28 appunto come il Figliuolo dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la vita sua come prezzo di riscatto per molti. (Matteo 20:25-28)

Gli autentici nati di nuovo sono tutti confratelli e riconoscono un Solo Supremo Capo (Efesini 1:22) e Sommo Sacerdote (Ebrei 7:28; 8:1; 9:11; 10:21): Gesù, il Maestro (Matteo 23:8), la Parola di Dio testimoniata nelle Scritture.

22 Ogni cosa Egli [il Padre] ha posta sotto ai suoi piedi, e ha dato Lui [Gesù] per Capo Supremo alla chiesa. (Efesini 1:22)

28 La Legge [Mosaica] infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a infermità; ma la Parola del giuramento fatto [dal Padre] dopo la Legge costituisce il Figliuolo, che è stato reso Perfetto per sempre. (Ebrei 7:28)

8 Ma voi non

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