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A Sinistra. Bozzetto drammatico

A Sinistra. Bozzetto drammatico

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A Sinistra. Bozzetto drammatico

Lunghezza:
68 pagine
37 minuti
Editore:
Pubblicato:
10 ott 2019
ISBN:
9788831643412
Formato:
Libro

Descrizione

Grazia Deledda (Nuoro 1871 – Roma 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

« Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano. »

(Motivazione del Premio Nobel per la letteratura)
Editore:
Pubblicato:
10 ott 2019
ISBN:
9788831643412
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Grazia Deledda was born into a middle-class family in Nuoro, Sardinia in 1871. Her family disapproved of her desire to be a writer but that didn't stop her submitting stories and poetry to Italian magazines and publishing her first novel in her early twenties. She went on to write well over fifty books and was awarded the Nobel Prize in Literature in 1926. She died in Rome in 1936 at the age of 64. Her birthplace in Sardinia is now a museum in her honour.


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A Sinistra. Bozzetto drammatico - Grazia Deledda

INDICE

A SINISTRA BOZZETTO DRAMMATICO (1924)

Grazia Deledda

Biografia

Giovinezza

Attività letteraria giovanile

Maturità

Il premio Nobel

La morte

Critica

Verismo

Differenze rispetto al Verismo

Decadentismo

Deledda e i narratori russi

Altre voci di critici

Testimonianze di scrittori stranieri

Poetica

I suoi temi principali

Il fato

Il peccato e la colpa

Il bene e il male

Sentimento religioso

Personaggi

Una Sardegna mitica

Lingua e stile

Riconoscimenti

Le autrici della letteratura italiana

Opere

Riduzioni cinematografiche e televisive

Bibliografia

A SINISTRA BOZZETTO DRAMMATICO (1924)

A SINISTRA

BOZZETTO DRAMMATICO

(1924)

Il presente ebook è composto di testi di pubblico dominio.

L’ebook in sé, però, in quanto oggetto digitale specifico,

dotato di una propria impaginazione, formattazione, copertina

ed eventuali contenuti aggiuntivi peculiari (come note e testi introduttivi), 

è soggetto a copyright. 

 Edizione di riferimento: Romanzi e novelle. Vol. 2 / di Grazia Deledda. - Verona: A. Mondadori, 1945. – 8. p. 1106. - (Omnibus)

Immagine di copertina: Designed by pikisuperstar / Freepik

(http://www.freepik.com)

Elaborazione grafica: GDM. 

Grazia Deledda

Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926. 

Biografia

Giovinezza

Grazia Deledda nacque a Nuoro il 27 settembre 1871, quinta di sette tra figli e figlie,[2] in una famiglia benestante.[3]

Il padre, Giovanni Antonio Deledda, aveva studiato legge, ma non esercitava la professione. Era un imprenditore e agiato possidente, si occupava di commercio e agricoltura; si interessava di poesia e lui stesso componeva versi in sardo, aveva fondato una tipografia e stampava una rivista. Fu sindaco di Nuoro nel 1892. La madre era Francesca Cambosu.[4] Dopo aver frequentato le scuole elementari fino alla classe quarta, Grazia Deledda venne seguita privatamente da un professore ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di base di italiano, latino e francese (i costumi del tempo non consentivano alle ragazze un’istruzione oltre quella primaria e, in generale, degli studi regolari). Proseguì la sua formazione totalmente da autodidatta.[3] Importante per la formazione letteraria di Grazia Deledda, nei primi anni della sua carriera da scrittrice, fu l’amicizia con lo scrittore, archivista e storico dilettante sassarese Enrico Costa  che per primo ne comprese il talento. La famiglia venne colpita da una serie di disgrazie: il fratello maggiore, Santus, abbandonò gli studi, divenne alcolizzato e affetto da delirium tremens, il più giovane, Andrea, fu arrestato per piccoli furti. Il padre morì per una crisi cardiaca il 5 novembre 1892 e la famiglia dovette affrontare difficoltà economiche. Quattro anni più tardi morì anche la sorella Vincenza.[4]

Attività letteraria giovanile

Nel 1888 inviò a Roma alcuni racconti, Sangue sardo e Remigia Helder, che furono pubblicati dall’editore Edoardo Perino sulla rivista L’ultima moda, diretta da Epaminonda Provaglio. Sulla stessa rivista venne pubblicato a puntate

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