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Amori moderni (Novelle)

Amori moderni (Novelle)

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Amori moderni (Novelle)

Lunghezza:
94 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
10 ott 2019
ISBN:
9788831643405
Formato:
Libro

Descrizione

Grazia Deledda (Nuoro 1871 – Roma 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

« Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella s
Editore:
Pubblicato:
10 ott 2019
ISBN:
9788831643405
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Grazia Deledda was born into a middle-class family in Nuoro, Sardinia in 1871. Her family disapproved of her desire to be a writer but that didn't stop her submitting stories and poetry to Italian magazines and publishing her first novel in her early twenties. She went on to write well over fifty books and was awarded the Nobel Prize in Literature in 1926. She died in Rome in 1936 at the age of 64. Her birthplace in Sardinia is now a museum in her honour.


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Anteprima del libro

Amori moderni (Novelle) - Grazia Deledda

INDICE

AMORI MODERNI

Grazia Deledda

Biografia

Giovinezza

Attività letteraria giovanile

Maturità

Il premio Nobel

La morte

Critica

Verismo

Differenze rispetto al Verismo

Decadentismo

Deledda e i narratori russi

Altre voci di critici

Testimonianze di scrittori stranieri

Poetica

I suoi temi principali

Il fato

Il peccato e la colpa

Il bene e il male

Sentimento religioso

Personaggi

Una Sardegna mitica

Lingua e stile

Riconoscimenti

Le autrici della letteratura italiana

Opere

Riduzioni cinematografiche e televisive

Bibliografia

AMORI MODERNI

AMORI MODERNI

COLOMBA


AMORI MODERNI

Grazia Deledda


Il presente ebook è composto di testi di pubblico dominio.

L’ebook in sé, però, in quanto oggetto digitale specifico,

dotato di una propria impaginazione, formattazione, copertina

ed eventuali contenuti aggiuntivi peculiari (come note e testi introduttivi), 

è soggetto a copyright. 

 Edizione di riferimento: Novelle 2 / Grazia Deledda - Nuoro: Ilisso, [1996] - 421 p.; 18 cm. - Bibliotheca Sarda; a cura di Giovanna Cerina

Immagine di copertina: https://pixabay.com/it/photos/coccinelle-bug-insetti-coppia-1593406

Elaborazione grafica: GDM 2019 .

Grazia Deledda

Grazia Maria Cosima Damiana Deledda (Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) è stata una scrittrice italiana, vincitrice del Premio Nobel per la letteratura nel 1926. 

Biografia

Giovinezza

Grazia Deledda nacque a Nuoro il 27 settembre 1871, quinta di sette tra figli e figlie, in una famiglia benestante.

Il padre, Giovanni Antonio Deledda, aveva studiato legge, ma non esercitava la professione. Era un imprenditore e agiato possidente, si occupava di commercio e agricoltura; si interessava di poesia e lui stesso componeva versi in sardo, aveva fondato una tipografia e stampava una rivista. Fu sindaco di Nuoro nel 1892. La madre era Francesca Cambosu. Dopo aver frequentato le scuole elementari fino alla classe quarta, Grazia Deledda venne seguita privatamente da un professore ospite di una parente della famiglia Deledda che le impartì lezioni di base di italiano, latino e francese (i costumi del tempo non consentivano alle ragazze un’istruzione oltre quella primaria e, in generale, degli studi regolari). Proseguì la sua formazione totalmente da autodidatta.

 Importante per la formazione letteraria di Grazia Deledda, nei primi anni della sua carriera da scrittrice, fu l’amicizia con lo scrittore, archivista e storico dilettante sassarese Enrico Costa  che per primo ne comprese il talento. La famiglia venne colpita da una serie di disgrazie: il fratello maggiore, Santus, abbandonò gli studi, divenne alcolizzato e affetto da delirium tremens, il più giovane, Andrea, fu arrestato per piccoli furti. Il padre morì per una crisi cardiaca il 5 novembre 1892 e la famiglia dovette affrontare difficoltà economiche. Quattro anni più tardi morì anche la sorella Vincenza.

Attività letteraria giovanile

Nel 1888 inviò a Roma alcuni racconti, Sangue sardo eRemigia Helder, che furono pubblicati dall’editore Edoardo Perino sulla rivista L’ultima moda, diretta da Epaminonda Provaglio. Sulla stessa rivista venne pubblicato a puntate il romanzo Memorie di Fernanda.

Nel 1890 uscì a puntate sul quotidiano di CagliariL’avvenire della Sardegna, con lo pseudonimo Ilia de Saint Ismail, il romanzo Stella d’Oriente, e a Milano, presso l’editore Trevisini, Nell’azzurro, un libro di novelle per l’infanzia.

Deledda incontrò l’approvazione di letterati come Angelo de Gubernatis e Ruggero Bonghi, che nel 1895 accompagnò con una sua prefazione l’uscita del romanzo Anime oneste.

Collabora con riviste sarde e continentali: La Sardegna, Piccola rivista e Nuova Antologia.

Fra il 1891 e il 1896 sulla Rivista delle tradizioni popolari italiane, diretta da Angelo de Gubernatis venne pubblicato a puntate il saggio Tradizioni popolari di Nuoro in Sardegna, introdotto da una citazione di Tolstoi, prima espressione documentata dell’interesse della scrittrice per la letteratura russa. Seguirono romanzi e racconti di argomento isolano. Nel 1896 il romanzo La via del male fu recensito in modo favorevole da Luigi Capuana.

Nel 1897 uscì una raccolta di poesie, Paesaggi sardi edito da Speirani.

Maturità

Nell’ottobre del 1899 la scrittrice si trasferì a Roma. Nel 1900, sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze, conosciuto a Cagliari. A Roma condusse una vita appartata. Ebbe due figli, Franz e Sardus.

Nel 1903 la pubblicazione di Elias Portolu la confermò come scrittrice e l’avviò ad una fortunata serie di romanzi ed opere teatrali: Cenere (1904), L’edera (1908), Sino al confine(1910), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913),L’incendio nell’oliveto (1918), Il Dio dei venti (1922). Da Cenere fu tratto un film interpretato da Eleonora Duse.

La sua opera fu apprezzata da Giovanni Verga oltre che da scrittori più giovani come Enrico Thovez, Emilio Cecchi, Pietro Pancrazi, Antonio Baldini. Fu riconosciuta e stimata anche all’estero: D.H. Lawrence scrive la prefazione della traduzione in inglese de La madre. Grazia Deledda fu anche traduttrice, è sua infatti una versione di Eugénie Grandet di Honoré de Balzac.

Il premio Nobel

Nel 1926 le venne conferito il premio Nobel per la letteratura.

La morte

Un tumore al seno di cui soffriva da tempo la portò alla morte il 15 agosto 1936.

Le spoglie di Deledda sono custodite in un sarcofago di granito nero levigato nella chiesetta della Madonna della Solitudine, ai piedi del monte Ortobene di Nuoro.

Lasciò incompiuta la sua ultima opera Cosima, quasi Grazia, autobiografica, che apparirà in settembre di quello stesso anno sulla rivista Nuova Antologia, a cura di Antonio Baldini e poi verrà edita col titolo Cosima.

La sua casa natale, nel centro storico di Nuoro (Santu Predu), è adibita a museo.

 Critica

La critica in generale tende a incasellare la sua opera di volta in volta in

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