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Virgilio Mago
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E-book88 pagine1 ora

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Fantasy - romanzo breve (60 pagine) - Le avventure arcane e fantasmagoriche del mago protettore degli abitanti di Neapolis.


In questo romanzo breve fantasy rivive il leggendario Virgilio Mago della tradizione medievale, più noto come stregone e negromante che come lo scrittore e poeta autore della celebre Eneide del mondo classico romano. In una Neapolis di fantasia, il misterioso alchimista incontra un guerriero di Babilonia, che lo incarica della fabbricazione di uno specchio magico per viaggiare attraverso le dimensioni alla ricerca del dio Marduk. Ha inizio in questo modo una straordinaria avventura fantastica, ricca di elementi ermetici e retrofuturisti.


Alberto Henriet è nato ad Aosta il 14 Ottobre 1962. Ha pubblicato racconti sulle riviste L’Eternauta, Futuro Europa, Nova SF e Dimensione Cosmica. Si è classificato secondo al Premio letterario Thoth-Amon 2018 con il racconto Oriental Fantasy Il guerriero di Samarcanda. Suoi racconti sono compresi nelle antologie collettive: Vlad (Ailus, 2017), Il barone immaginario (Mursia, 2018), Mediterranea (Italian Sword & Sorcery Books, 2018), Thanatolia (Watson, 2018), Impero (Watson, 2018) e Folklore (Watson, 2018). Ha pubblicato il western horror Dead Django (Edizioni Scudo, 2017) e i romanzi fantasy Ulric di Oxenton (Edizioni Scudo, 2016) e Le Cronache del Sole Mortale (Italian Sword & Sorcery Books, 2018).

LinguaItaliano
Data di uscita15 ott 2019
ISBN9788825410242
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    Anteprima del libro

    Virgilio Mago - Alberto Henriet

    2018).

    Introduzione

    Alessandro Iascy e Giorgio Smojver

    Q

    uesto romanzo breve nasce dalla mente di Alessandro Iascy, curatore della presente collana insieme all'infaticabile Giorgio Smojver, e dalla fine penna dell'autore Aostano Alberto Henriet. L'idea era quella di proporre una versione fantasy di Virgilio mago, figura pregna di mistero, fascino e leggenda. Questa strada, già stata battuta dall'autore americano Avram Davidson, viene qui percorsa da uno dei migliori autori del fantastico italiano capace, con il suo stile quasi pittorico, di rendere vive le atmosfere e le ambientazioni con una grande abilità nel trasformare le parole in immagini vive e suggestive. È stato facile scegliere Henriet per commissionargli questo romanzo ed è stato altrettanto piacevole e sorprendente apprezzarne il risultato.

    Difficile dire quando e dove prendano forma le leggende che trasformano Virgilio in mago e patrono della città di Napoli. La fragile base storica della leggenda è questa: Virgilio da giovane fu allievo del filosofo epicureo Sirone, un orientale che viveva e insegnava a Posillipo e che Virgilio stesso ricorda col nome di Sileno, il tutore di Dioniso, nell'Ecloga VI. In seguito Virgilio fu cultore della dottrina Neo-Pitagorica, con le sue pratiche mistiche e magiche. Determinante per la leggenda nel Medioevo fu la profezia dell'età dell'oro nell'Ecloga IV, dai cristiani intesa come profezia dell'avvento di Gesù. Se la leggenda sia di origine popolare, legata alla città di Napoli, o dotta, è ancora discusso. I Primi a parlarne sono dotti Inglesi e Tedeschi del XII secolo: Giovanni di Salisbury, Corrado di Querfurt, soprattutto Gervasio di Tilbury nei suoi Otia Imperialia, del 1212, che riporta tra le magie di Virgilio: l'aver forgiato una mosca di bronzo che proteggeva la città dagli insetti, l'incanto che proteggeva le porte della cinta di mura, l'edificazione in una notte della strada tra Napoli e Roma, la creazione di un orto di piante magiche e di una statua animata che proteggeva la città dalle eruzioni del Vesuvio. Corrado di Querfurt scrive le ossa del Mago, custodite in un castello dell'Ovo, se esposte avrebbero causato l’oscuramento del cielo, il ribollire delle acque e l’insorgere della tempesta. Il libro dei Sette Savi, una delle più diffuse raccolte di racconti del Medioevo, riporta la creazione per l'imperatore di uno speculum magicum che permetteva di individuare i nemici di Roma

    Le prime testimonianze italiane sono del tardo Duecento, il che fa pensare che la leggenda sia nata in realtà tra i dotti delle corti dei Plantageneti e degli Hohenstaufen e rende difficile credere a un'origine popolare e napoletana dei racconti, come pure fa Matilde Serao nelle Leggende Napoletane, citate da Alberto Henriet.

    In epoca moderna, lo scrittore americano Avram Davidson, vincitore di un premio Hugo e di un premio Edgar Allan Poe, scrisse una trilogia su Virgilio Mago; The Phoenix and the mirror (La Fenice e lo specchio, edito in Italia da Mondadori, nell'antologia All'ombra degli Dei, 1979), Vergil in Averno, 1987, The scarlet fig, 2002.

    Alberto Henriet ha ripreso gran parte di questo sparso materiale, lo ha saputo rinnovare e vivificare; anche se tratta temi affini a quelli di Davidson (la Fenice, lo specchio magico, il viaggio in Averno) li riscrive in modo del tutto originale. Ma non solo ha toccato tutti i tasti della leggenda virgiliana, ha voluto rendere omaggio ai giganti della letteratura fantastica di ogni tempo, dal Poema della Creazione babilonese a Ludovico Ariosto (l'Ippogrifo e il viaggio sulla Luna), da Oscar Wilde (l'ombra-doppio che si stacca dal protagonista e vive proprie avventure) a Clark Ashton Smith, per citarne solo alcuni. E, primo grande merito, questi elementi leggendari così disparati si fondono armoniosamente. Ma ciò che soprattutto ci ha colpiti è la capacità descrittiva di Henriet; le immagini sono icastiche e rimangono profondamente impresse nella fantasia.

    Siate quindi pronti a un viaggio fantastico nel magicum speculum del mago Virgilio!

    Non voglio sapere cosa c’è dentro i miti, né come essi cozzano e risuonano l’uno contro l’altro, i loro centri risplendenti, i loro limiti e la loro genesi. Voglio la loro forma, la loro tessitura, come li senti quando ci strusci contro lungo una strada oscura, quando li vedi ritrarsi nella nebbia, qual è il loro peso quando ti balzano sulla spalla da dietro (…)

    Samuel R. Delany, Una favolosa tenebra informe (1967)

    Se un uomo sogna di andare in cielo: i suoi giorni saranno brevi; se sogna di andare nell’oltretomba: i suoi giorni saranno lunghi.

    Divinazione babilonese

    Nota dell’autore

    V

    irgilio è a noi noto soprattutto nella veste di autore della tradizione classica romana di opere come le Bucoliche, le Georgiche e l’Eneide. Durante il Medioevo, tuttavia, alla sua figura tradizionale vennero legate leggende a carattere magico tanto da farlo ricordare soprattutto come stregone. È a questo singolare immaginario che nel mio testo faccio liberamente riferimento per narrare le sue straordinarie avventure fantastiche, che sono il soggetto del mio romanzo breve fantasy. Tutto ebbe inizio il 2 marzo 2019 quando Alessandro Iascy mi chiese di scrivere un romanzo breve fantasy per la sua nuova collana Heroic Fantasy Italia, curata per Delos Digital. Gli risposi che per me andava bene ma che preferivo scrivere su un argomento a sua scelta. Scrivere su commissione per me è più facile. A tema libero, tendo a divagare. E poi c’è il rischio di scrivere su argomenti che non interessano all’editore. Alessandro disse: – Mi piacerebbe uno Sword and Sorcery con protagonista

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