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Digitalizzare un'impresa: Manuale di sopravvivenza ICT per imprenditori e informatici

Digitalizzare un'impresa: Manuale di sopravvivenza ICT per imprenditori e informatici

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Digitalizzare un'impresa: Manuale di sopravvivenza ICT per imprenditori e informatici

Lunghezza:
113 pagine
48 minuti
Pubblicato:
14 giu 2019
ISBN:
9788861557888
Formato:
Libro

Descrizione

Il verbo “digitalizzare”, se applicato a un’impresa, può riservare grandi opportunità ma anche portare a disastri, umani ed economici. “Digitalizzare” un’impresa spesso si rivela… un’impresa, quasi sempre a causa del fattore umano e dell’incapacità da parte delle persone di trovare un punto di incontro fra il proprio modo di lavorare e i percorsi preordinati e a prova di errore imposti da una tecnologia informatica. E, spesso, gli imprenditori rinunciano a priori a digitalizzare vedendo solo la spesa iniziale e non considerando i frutti a medio-lungo termine di un investimento in tecnologie.
Con un linguaggio non tecnico, e l’ampio uso di esempi, aneddoti e metafore, il libro spiega a imprenditori e informatici benefici e insidie della digitalizzazione, offrendo approcci pratici per superare queste ultime, in particolare attraverso la ricerca di un punto di compromesso ideale fra esigenze degli utenti e soluzioni offerte dalle tecnologie, ma, soprattutto, perseguendo il massimo livello di coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti.
Per far meglio comprendere le grandi opportunità offerte dalla digitalizzazione, il libro affronta, sempre con linguaggio comprensibile anche ai non esperti, tematiche come l’analisi dei dati, Industria 4.0, l’intelligenza artificiale, la cybersecurity e la formazione in ambito ICT.
Pubblicato:
14 giu 2019
ISBN:
9788861557888
Formato:
Libro

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ISBN 978-88-6155-788-8

Proprietà letteraria riservata

© Giraldi Editore, 2019

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rispettivi proprietari.

Edizione digitale realizzata da Fotoincisa BiCo

Ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale o utilizzato dall’autore ai fini della creazione narrativa.

A Raffaella, Cristiano,

Fabrizio e Andrea.

Prefazione

A dispetto della data di nascita riportata sulla mia carta di identità, se non sono proprio un nativo digitale, poco ci manca. Ho iniziato a programmare a 15 anni, nel lontano 1983, con il mitico Commodore 64, e non mi sono più fermato. Ho scritto il mio primo gestionale aziendale nel 1986 su un Olivetti M20, per poi passare ai PC con il DOS prima e Windows poi, ed arrivare fino ad oggi con le tecnologie più moderne su piattaforme web e mobile. La mia grande passione per la programmazione ha dovuto fare i conti con la scelta di diventare imprenditore (sono figlio di due imprenditori, non poteva andare diversamente) per vendere i programmi che scrivevo. Essere imprenditore e volere rimanere, di fatto, un programmatore, è una scelta che si presta a molte critiche, ma così è. In questo contesto ho giocoforza dovuto affrontare la realtà delle aziende, piccolissime, piccole, medie e anche grandi. E ho constatato quanto spesso la teoria e la buona pratica, in ambito ICT, si scontrino con una realtà fatta di persone che non sempre sono in grado di comprendere i giusti percorsi per analizzare, sviluppare, avviare una nuova tecnologia (software o hardware che sia).

Un mio cliente qualche tempo fa mi disse che un buon applicativo software lo fanno le persone che lo usano. È una grande verità: anche il software più sofisticato, se non viene ben spiegato dai tecnici e ben compreso dagli utenti, può avere di fatto prestazioni scarse, mentre un software incompleto, in mano a persone sveglie e con tanta voglia di fare, verrà usato e migliorato nel tempo.

Per non farmi mancare nulla, ho anche mantenuto il ruolo di responsabile diretto del sistema informativo di un’altra azienda di cui sono socio la quale impiega, fra Italia ed estero, oltre 150 persone. Questo mi permette di stare contemporaneamente da entrambe le parti della barricata, fornitore e cliente, costantemente a contatto con gli utenti e le loro necessità di tutti i giorni.

In questo libro, ho voluto riassumere e mettere a disposizione del lettore tutto ciò che ho imparato in questi anni dalle mie esperienze in questi diversi ruoli, e che ho via via condiviso con platee sempre diverse e crescenti nei vari seminari cui ho partecipato come relatore e corsi di cui sono stato docente. Ho così avuto modo di constatare il bisogno, da parte di chi mi ascoltava, di sentirsi parlare in modo differente rispetto a ciò che normalmente facciamo noi informatici, sempre pronti ad esaltare le nuove tecnologie promettendo (e mostrando, quando si può) effetti speciali mirabolanti quando in realtà spesso aziende ed imprenditori chiedono solo strumenti semplici per migliorare il proprio modo di lavorare.

Per questo motivo, ho cercato di evitare di scendere nei dettagli tecnici, perché questo vuole essere un vero e proprio manuale di sopravvivenza destinato soprattutto a chi non è un tecnico informatico, e in particolare agli imprenditori. Per agevolare la comprensione, ho cercato di svelare cosa si cela dietro ai principali acronimi che noi informatici utilizziamo molto volentieri, quasi fossero parte di una forma di comunicazione che non deve essere compresa dai comuni mortali.

Magari non tutto ciò che ho scritto potrà risultare applicabile in ogni situazione, ma sono sicuro che il lettore troverà alcuni spunti interessanti che potrà utilizzare da subito nella propria attività, sia esso un imprenditore, un manager o un tecnico informatico che desidera essere più efficace verso i clienti e soprattutto verso gli utenti.

Buona lettura.

Pier Alberto Guidotti

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L’ICT come opportunità e non come costo

ICT. Information and Communication Technology. Oggi il dipartimento aziendale che si occupa dei computer e del software si chiama così. Più frequentemente si sente parlare di IT (Information Technology, senza la C di communication) o di SI, Sistemi Informativi. Un po’ di tempo fa si parlava di EDP (Electronic Data Processing) o di CED (Centro Elaborazione Dati).

L’informatica è entrata in maniera prepotente nelle aziende, anche le più piccole, alla fine degli anni ’80, quando il prezzo dei Personal Computer si è abbassato grazie all’avvento dei cosiddetti compatibili. All’inizio si faceva tutto con pochi PC, presenti solo nell’ufficio amministrazione, poi alla fine degli anni ’90 già nelle aziende si vedevano PC su ogni scrivania, tutti collegati in rete fra di loro. E nel decennio successivo hanno fatto la loro comparsa massiccia anche i server. Le aziende un po’ più grandi, diciamo dalle medie in su¹, avevano già elaboratori centrali molto potenti cui gli utenti si collegavano con i PC stessi o con terminali definiti stupidi, senza capacità di elaborazione

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