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Antilia, sui mari della stregoneria

Antilia, sui mari della stregoneria

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Antilia, sui mari della stregoneria

Lunghezza:
95 pagine
1 ora
Pubblicato:
24 set 2019
ISBN:
9788825410037
Formato:
Libro

Descrizione

Fantasy - racconti (74 pagine) - Spada, stregoneria, tempeste, combattimenti all’arma bianca, spettri, demoni, ma soprattutto avventura. Questo è ciò che vi aspetta nell’arcipelago di Antilia.
Siete pronti a salpare sui mari della stregoneria?


Antilia è un arcipelago popolato da pirati, re guerrieri e negromanti, le cui vicende si svolgono in un tempo imprecisato della nostra Terra, che potrebbe essere il remoto passato o il lontano futuro. Si parte dall'impresa di re Mikras, che unifica le isole sotto la sua corona pagando un terribile prezzo, per poi passare alle avventure di Zyra, fanciulla rimasta orfana a causa di una razzia e destinata a diventare una conoscitrice di segreti tenebrosi. Nei racconti successivi, caratterizzati da viaggi per mare, tempeste, negromanzie, ricerche di antichi tesori, riti magici e combattimenti all'arma bianca, la sua vicenda si intreccia con quella di altri personaggi, come lo stregone Vartos, che avrà un ruolo importante nella sua vita.


Yuri Zanelli è nato a Genova il 20 Luglio del 1979. Nel 1989 riceve in regalo il librogame Il Castello di Tenebra, responsabile della passione per la letteratura fantastica e giochi di ruolo che lo accompagna tuttora. A 18 anni legge la raccolta dei racconti di Zothique di Clark Ashton Smith, che cambia il suo modo di concepire la letteratura fantastica. Oltre a CAS i suoi autori preferiti sono Fritz Leiber e Jack Vance. Altri suoi interessi includono il teatro, la storia militare, l’illustrazione fantasy e la storia dell’arte. Ha anche praticato la rievocazione storica (XIV e XV secolo) e la scherma antica. Dopo la laurea in Lingue Straniere presso l’Università di Genova ha lavorato in una casa editrice, insegnato in un istituto privato, ha curato animazioni didattiche a tema storico per adulti e bambini e insegnato calligrafia antica e medievale all’interno dei corsi di arte antica curati dall’Associazione Culturale genovese Ianua Temporis. Fa parte dei fondatori de La Porta dei Mondi – GdR Liguria, gruppo di amici nato per promuovere la pratica e la conoscenza del gioco intelligente a Genova e oltre. Attualmente lavora presso una società di servizi e abita nel centro storico di Genova.

Pubblicato:
24 set 2019
ISBN:
9788825410037
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Antilia, sui mari della stregoneria - Yuri Zanelli

Genova.

Introduzione

Quella che state per leggere è una raccolta di racconti che si ispirano alla tradizione della Sword & Sorcery americana, dominata da grandi autori quali Clark Ashton Smith, Robert E. Howard, Fritz Leiber, Jack Vance e Karl Edward Wagner. L'autore ci propone un'opera che vuole essere un omaggio innanzitutto alle storie più avventurose di Clark Ashton Smith, (come The master of crabs del ciclo di Zothique) e contemporaneamente all’intreccio di amore e morte, derivato direttamente dal decadentismo francese, che caratterizza molta della produzione del maestro californiano, soprattutto le novelle di Zothique. Molto significativo a questo riguardo è il rapporto di amore-odio che si stabilisce tra la negromante Zira e il mago elementalista Vartos. Il risultato è un'antologia composta quattro racconti, ognuno contenente un elemento differente che caratterizza le varie sfaccettature del genere di spada e stregoneria: dall’ironia di tante storie di Jack Vance e Fritz Leiber alla furia e disperazione di Kane, l’antieroe di Karl Edward Wagner, il cui romanzo Darkness weaves, insieme a The master of crabs, sono l'esempio perfetto di Sword & Sorcery marinaresca. Le ispirazioni però non si fermano allo Sword & Sorcery americano, infatti L’ultimo avversario, che apre la raccolta, prende spunto, oltre che dal racconto incompiuto di Ashton Smith Mandor’s enemy, anche dal poema Re Orso di Arrigo Boito, scrittore, poeta e compositore vissuto tra ‘800 e primo ‘900 che condivideva l’ammirazione per Baudelaire con l’autore di Hyperborea e Zothique.

Il nome Antilia è storico, e in epoca medievale indicava una terra misteriosa che si supponeva fosse situata da qualche parte a occidente delle coste europee, si tratta di un arcipelago mitico, come le isole Esperidi o le isole Fortunate. I testi spagnoli medievali la chiamano Isla de las Siete Ciudades, conosciuta anche col nome di Isola di San Brendano, ed è stata riportata sulle carte nautiche dal 1424 (quasi settant'anni prima dei viaggi ci Cristoforo Colombo, quindi) al 1508.

Altra importante fonte d'ispirazione per l'autore é stata la storia di Genova, sua città natale: era genovese del resto il cartografo Battista Beccario che nel suo portolano del 1435 rappresentò l'arcipelago formato dalle isole di Antilia, Satanazes Royllo e Tannar; le vicende degli antichi genovesi, sempre pronti a sfidare le onde per commerciare, ma anche a riadattare le loro galee per la guerra e la pirateria, tanto a occidente quanto nelle isole del Mare Egeo e sino in Crimea, in avventurose lotte con Turchi e Veneziani, hanno sicuramente plasmato la sua visione fantastica di Antilia.

Prologo

Le Storie di Antilia sono un interessante esempio di ibrido letterario, che unisce la cronaca storica al racconto di fantasia. Presentato come resoconti di vari autori, tra cui Yazef di Ombor, sedicente incantatore, e altri anonimi. Anche se non è da escludere che gli autori abbiano avuto accesso a fonti indirette riguardanti la storia precedente alle Grandi Devastazioni, esse vanno inquadrate nella fiorente tradizione dei cantastorie rurali del Periodo Oscuro, da cui riprendono elementi tipici quali la stregoneria e il gusto per le imprese marinaresche. La forma scritta in cui è riportato il racconto è in questo caso sicuramente più raffinata rispetto all’originale, ma la sua derivazione appare talmente chiara da non poter essere ignorata.

Reetha Sinkraal, Realtà e leggenda nelle epopee della Rinascita

Alla luce del recente ritrovamento di un manoscritto considerevolmente più antico e di contenuto sostanzialmente analogo rispetto a quelli finora conosciuti, è possibile affermare che le Storie di Antilia siano un’opera tramandata da secoli già in forma scritta, che non ha precedenti nella tradizione orale. Lo stile risulta omogeneo in tutto il testo, con la presenza di forme arcaiche non riscontrabili in nessun’altra opera risalente alla tarda Rinascita, il che suggerisce la redazione da parte di un singolo autore, nonché un’antichità delle Storie considerevolmente maggiore a quanto ritenuto finora attendibile.

Karl Simyt-Treeton, Le Storie di Antilia: nuove attribuzioni

L’ultimo avversario

Il tuono rimbombò nei cieli sopra l’Isola Bruna, e la pioggia iniziò a scrosciare, frustando con raffiche furiose i cavalieri giunti alla spiaggia. Avvolti in manti con cappuccio, incuranti del maltempo, galopparono verso un promontorio che si allungava tra i marosi, e si arrestarono davanti a un’apertura nella roccia. Smontarono, conducendo i cavalli alla briglia dentro la breccia, e l’oscurità di una vasta spelonca risuonò di echi al battere degli zoccoli sulla pietra. Uno degli uomini più alti si tolse il mantello per primo: lo scuro volto barbuto dai lineamenti aspri, la corporatura atletica, il farsetto di cuoio e la sciabola che portava al fianco facevano pensare a un soldato, ma il portamento altero e il rispetto in cui gli altri uomini lo guardavano ne rivelavano l'alto rango. Scrollò l’acqua dalla cappa e si avvicinò all’imboccatura di un passaggio che si inoltrava nella roccia, da cui proveniva un fioco bagliore, dopodiché si rivolse a un giovane baffuto: – Visman entra con me, gli altri aspettino qui.

– Agli ordini maestà – rispose l’altro, e i due si inoltrarono nel tunnel, con Visman che procedeva in testa, tenendo la mano sull’impugnatura della daga, visto che in quello stretto budello sfoderare la spada sarebbe stato impossibile. Camminarono a lungo; solo la spettrale luminescenza di festoni di licheni e macchie di strani funghi alle pareti mostrava loro la via. A un certo punto le loro narici furono offese da un afrore acre di putrefazione a mala pena coperto dall'aroma di aloe e di incenso, che esalava da dietro una tenda di canapa tesa a chiudere il corridoio. Visman scostò il drappo, rivelando una grotta satura di fumo e ingombra di mobili realizzati con il legno dei relitti: sgabelli a tre gambe, scaffali ricolmi di mazzi di erbe essiccate, vasi e ampolle di vetro, dove fluttuavano piccole creature bizzarre o ibride, pergamene arrotolate e teschi, umani e animali. Il nero calderone che ribolliva nel focolare di pietra diffondeva volute che solo in parte defluivano da un buco posto in alto nella parete, rendendo difficile valutare l’ampiezza dell'ipogeo. Il re entrò, oltrepassando Visman, e si rivolse a un angolo della grotta, alzando la mano.

– Salute, Yanu.

Appena pronunciò queste parole, una forma umana sbucò come d'incanto dalla coltre lattiginosa, piazzandosi di fronte al sovrano. Si trattava di una donna curva e vecchissima, dalla pelle avvizzita; la nube di capelli bianchi si confondeva con il fumo da cui era apparsa.

– Ben arrivato re Mikras – rispose la megera con voce gracchiante. – La salute alla mia età è quella che è, ma ti ringrazio. Vedo che alla fine ti sei deciso.

– Sì. Ho già conquistato molto, ma il ferro non basta per diventare re di tutto l’arcipelago di Antilia. Sono venuto a chiedere il tuo aiuto.

La vecchia si esibì in un sorriso che mostrò pochi denti macchiati di rosso. – Non il mio aiuto, grande re. Io sono soltanto un tramite tra te e

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