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Breve Storia del Cristianesimo Antico
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E-book194 pagine2 ore

Breve Storia del Cristianesimo Antico

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Info su questo ebook

Il cristianesimo è il fondamento del nostro patrimonio culturale. La predicazione del Vangelo di Cristo ha contribuito a formare il mondo occidentale, innestandosi nel preesistente tessuto dell’Impero Romano, e superandone i confini è giunta fino agli angoli più remoti dell’Europa moderna. In questo libro si vuole presentare con una breve esposizione storica i primi secoli in cui è sorto ed è stato diffuso il cristianesimo. A corredo di tale panorama storico-culturale tra le pagine del libro sono stati inseriti brevi saggi antologici di autori cristiani, per poter permettere al lettore di cogliere l’impegno nell’annuncio e nella difesa della fede cristiana di quanti hanno percorso il cammino della testimonianza cristiana.
LinguaItaliano
Data di uscita5 set 2019
ISBN9788831635110
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    Anteprima del libro

    Breve Storia del Cristianesimo Antico - R. Corrado Primavera

    Indice

    Capitolo 1 – Introduzione

    Capitolo 2 – L’alba del cristianesimo

    Capitolo 3 – I primi testi

    Capitolo 4 – La diffusione nell’impero

    Capitolo 5 – Lupi rapaci

    Capitolo 6 – La difesa della fede

    Capitolo 7 – Le persecuzioni

    Capitolo 8 – Il cristianesimo e Costantino

    Capitolo 9 – Il cristianesimo dopo Nicea

    Capitolo 10 – L’epoca aurea della teologia

    Capitolo 11 – I cristiani verso il medioevo

    Bibliografia

    Dello stesso autore

    R. Corrado Primavera

    Breve Storia

    del

    Cristianesimo Antico

    Da Gerusalemme a Roma

    Copyright © 2019 R. C. Primavera

    Roma

    corrado@chiesacittadiroma.it

    www.sefovanitalia.altervista.org

    Youcanprint

    Titolo | Breve Storia del Cristianesimo Antico

    Autore | R. Corrado Primavera

    Foto in copertina: mappa dell’Impero Romano disegnata nel 1779

    ISBN | 9788831635110

    © Tutti i diritti riservati all'Autore

    Questa opera è pubblicata direttamente dall'Autore tramite la piattaforma di selfpublishing Youcanprint e l'Autore detiene ogni diritto della stessa in maniera esclusiva. Nessuna parte di questo libro può essere pertanto riprodotta senza il preventivo assenso dell'Autore.

    Youcanprint

    Via Marco Biagi 6, 73100 Lecce

    www.youcanprint.it

    info@youcanprint.it

    Questo libro è dedicato a mia moglie Febe, compagna di vita che mi ha sostenuto per ogni parola che vi è scritta.

    Inoltre, è dedicato ai nostri figli, Simone, Andrea, Gabriele, e Sandra, cresciuti tra fogli, quaderni, appunti, penne, e

    hanno rinunciato al nostro tempo affinché lo dedicassi a quanto è qui contenuto.

    Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio

    Paolo di Tarso

    Capitolo 1 – Introduzione

    Studiare la storia del cristianesimo

    Cicerone nel De Oratore affermava: "Historia est testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis", che tradotto in italiano intende: "La storia è testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra della vita, nunzia dell'antichità."¹. Una frase che viene sintetizzata nella più comune affermazione: la storia è maestra di vita, a voler ricordare che dalla storia impariamo importanti lezioni per condurre la vita; obiettivi da stabilire, strategie da perseguire, esempi da imitare, errori da evitare.

    Il termine storia deriva da una radice etimologica delle lingue indoeuropee, widtor, che ha assonanza con il verbo latino video, da cui in italiano vedere. In modo più diretto la parola storia deriva dal termine greco istoria, che significa conoscere per mezzo della ricerca, o indagine. La stessa parola è affine al greco istor che indica il saggio o testimone. Dunque, fare storia implica fare un’indagine, la ricerca di testimonianze, di fatti. Come riferisce Cicerone, essa si rende testimone del tempo per mezzo di dati raccolti da fatti visti, accaduti.

    La storia può essere generale o specifica; raccoglie, cataloga e narra fatti, episodi, persone, popoli attraverso i secoli, o in modo più circoscritto, lo storico si dedica ad un singolo tema. La storia del cristianesimo è una esposizione generale, se non specificata, di quelle vicende che hanno influenzato, e a volte diretto, la storia dell’umanità secondo gli insegnamenti di quel Chrestus, come indicato dai Romani, proveniente da Nazareth. Il cristianesimo in due millenni ha profondamente segnato la presenza umana sul globo terrestre. Non si può ignorare il cristianesimo, senza menomare la storia dell’umanità. Non si può escludere il cristianesimo dalla memoria umana per conoscere il proprio passato e proiettarsi nel futuro.

    Tutte le civiltà hanno investito le proprie energie per conservare il ricordo delle proprie origini, delle proprie vicende, e la visione delle proprie speranze future. Anche il popolo monoteista ebreo si è impegnato a conservare il ricordo delle proprie origini e del proprio cammino. Mosè nel suo ultimo cantico li esortava: "Ricordati dei giorni antichi, considera gli anni delle età passate, interroga tuo padre ed egli te lo farà conoscere, i tuoi vecchi ed essi te lo diranno"². Si notano in questa esortazione gli elementi caratteristici del fare storia: coloro che hanno visto fatti accaduti, testimoni interrogati, trasmettono la conoscenza mediante l’indagine. Nel Libro dei Salmi, la fedeltà di Dio viene esaltata dalla narrazione dei suoi interventi nelle vicende umane, in particolare nei Salmi dal 103 al 107. Lo stesso libro della Genesi è come una premessa storica per incoraggiare il popolo d’Israele prima dell’esodo dall’Egitto. Tali implicazioni percorrono per tutto l’Antico Testamento, dove la rivelazione di Dio avviene soprattutto per mezzo dei suoi interventi nella storia, nelle vicende umane.

    I cristiani sono altrettanto consapevoli che il piano di Dio si rivela nella storia; Dio è Dio della storia. I cristiani si distinguono nel loro rapporto con YHWH della Bibbia ebraica, per il fatto di riconoscere Gesù di Nazareth come l’unto dell’Eterno, il Messia Redentore. Dio fattosi uomo per la salvezza del genere umano. Nel cristianesimo la nascita di Gesù è un evento storico unico, irripetibile. L’incarnazione del Logos, come lo definisce Giovanni nel suo Vangelo, la seconda persona del Dio uno e trino, è un intervento divino che cambia la storia dell’uomo. Un intervento talmente significativo nel mondo cristiano che determina la stessa cronologia storica in prima e dopo l’incarnazione. L’apostolo Paolo collega l’evento dell’incarnazione alla completezza del tempo storico, il tempo perfetto (quando giunse la pienezza del tempo)³, scelto da Dio per il suo intervento divino. To pleroma tou kronou, il tempo che ha raggiunto il culmine esatto affinché l’incarnazione avesse luogo nella storia dell’umanità, e Dio stesso intervenisse nella dimensione umana, nato da donna, nato sotto la legge. Un’affermazione così definita da obbligare ogni lettore ad indagare le caratteristiche storiche, politiche, sociali, geografiche di quel periodo storico, il tempo scelto da Dio, che è sovrano della storia.

    La storia del cristianesimo è importante, e conoscere la storia dell’opera di Dio ha un valore fondamentale per comprendere la rivelazione divina. La storia dello sviluppo e della diffusione del cristianesimo, delle attività cristiane ecclesiali e para-ecclesiali, illustra l’opera di Dio nelle vicende umane. La nostra storia contemporanea, come cristiani, acquista una migliore comprensione quando diventiamo consapevoli del percorso dei nostri predecessori, come discepoli e testimoni di Cristo. Nella prospettiva del cammino storico delle chiese cristiane si comprende con maggior chiarezza lo sviluppo e le differenze delle confessioni di fede, la nascita, lo sviluppo e a volte il declino di tante denominazioni. Lo studio degli eventi passati aiuta a far luce sui problemi attuali, a comprendere la radice di errori commessi, e ad evitare di ripeterli. Molti mali presenti nelle chiese contemporanee mostrano spesso non solo l’ignoranza biblica, ma anche quella storica del cristianesimo.

    Il cristiano di oggi riceve coraggio dall’esempio di quanti lo hanno preceduto ad essere fedele alla volontà e alla parola di Dio, nonostante i numerosi conflitti interni ed esterni alle chiese. E. E. Cairns scrive a tal proposito: "Il cristiano dovrebbe conoscere le linee principali della nascita e dello sviluppo del cristianesimo, nello stesso modo in cui conosce la verità biblica."


    ¹ Marco Tullio Cicerone, De Oratore 2.36.

    ² Deuteronomio, 32:7.

    ³ Ai Galati, 4:4.

    ⁴ E. E. Cairns, Cristianesimo attraverso i secoli, Napoli, Ed. Centro Biblico, 1970, pag.xx.

    Capitolo 2 – L’alba del cristianesimo

    Quando inizia la storia del cristianesimo?

    Il cristianesimo è una religione monoteistica, cioè afferma la sua fede in un unico e vero Dio, per la cui definizione e difesa ortodossa sono sorte questioni teologiche e controversie ecclesiali. Il monoteismo è un carattere condiviso con l’ebraismo, che proclama la propria fede nello stesso Dio, unico termine del culto, la cui rivelazione è resa in forma scritta nelle scritture dell’Antico Testamento. Il cristianesimo riconosce l’autorità di tali scritture, pur rifacendosi al suo fondatore, il Cristo, parola greca che traduce l’ebraico Messia per indicare l’Unto di Dio, anche identificato come l’Unigenito, l’Emmanuele, il Logos, promesso nei testi veterotestamentari. La sua rivelazione è per l’umanità intera, per cui è altrettanto implicito l’elemento universale. Dunque, il cristianesimo si fonda sulla rivelazione dell’Antico e del Nuovo testamento, la Bibbia, ed è una fede storica, poiché sorto sulla radice di una religione esistente e ha un fondatore storico, Gesù di Nazareth, il Cristo, nato a Betlemme, nato da donna, nato sotto la legge¹.

    Il cristianesimo è una fede storica, poiché è anche fattore distintivo della cronologia storica, non solo per l’introduzione, avvenuta nel 525, della divisione aC, avanti Cristo, e dC, dopo Cristo, o anche internazionalmente con le sigle BC e AD o anche CE², ma soprattutto perché per i cristiani con l’incarnazione è realmente iniziata una nuova epoca della storia umana. Un muoversi verso l’evento futuro del ritorno di Cristo, che è elemento essenziale della fede cristiana, l’aspetto escatologico, dal greco tà éskhata, le ultime cose. Un’attesa che ha una dimensione sia collettiva, sia individuale. La relazione tra collettività e individualità nel cristianesimo è sentita in maniera molto forte e incisiva, alla quale è data una grande importanza, tanto da costituire una società a sé, e da condizionare i rapporti tra la Chiesa e lo Stato. Spesso, in questo si è voluto vedere una identificazione con i culti misterici, ma da essi il cristianesimo si distingue per due ragioni fondamentali; nei primi il fondatore è un personaggio mitologico, nel cristianesimo Gesù è pienamente storico; la seconda ragione è che i culti misterici mantengono la credenza in una pluralità di dei, mentre nel cristianesimo la fede si fonda in un rigido monoteismo, come l’ebraismo.

    Gesù durante il suo ministero non ha fondato alcuna chiesa; ne parla solo in due occasioni, che troviamo nel Vangelo di Matteo: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia chiesa (16:18), e poco più avanti rivolto a tutti i discepoli, se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano (18:17). Uno degli elementi essenziali in cui si individua l’inizio della storia della chiesa è la discesa dello Spirito Santo, avvenuta a Gerusalemme, promessa da Gesù stesso, e narrata da Luca nel Libro degli Atti. La Bibbia, principale fonte per la conoscenza del cristianesimo, dimostra che la permanente dimora dello Spirito promesso avviene dopo l’ascensione di Cristo, nel giorno di Pentecoste. L’apostolo Giovanni nel suo Vangelo chiaramente informa il lettore che lo Spirito Santo fu dato dopo la glorificazione di Gesù³. La morte, la resurrezione, l’ascesa al cielo, e la discesa dello Spirito Santo il giorno della Pentecoste, furono eventi che introdussero una nuova epoca. Allo stesso modo ci sarà una nuova epoca al Secondo Avvento di Cristo, poiché le cose non potranno essere più le stesse.

    La pienezza dei tempi

    Quando l’apostolo Paolo ricorda nella Lettera ai Galati che nella pienezza dei tempi⁴ avvenne l’incarnazione e l’opera di Cristo, contestualizza l’evento nella storia umana; anche l’evangelista Marco sottolinea questo aspetto, riportando le parole della predicazione di Gesù: "il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino"⁵. La venuta di Gesù fu un fatto non solo giudaico, ma universale. Dio scelse quel tempo esatto per realizzare il suo piano di salvezza nella storia. Un tempo storico di cui Luca nel suo Vangelo indica i riferimenti storici con il censimento ordinato dall’imperatore Cesare Ottaviano Augusto⁶. Esaminare quel periodo storico, tra la fine del I secolo a.C. e i primi decenni del I secolo d.C. mette in evidenza il favorevole contesto politico, sociale, religioso, e culturale per la diffusione del cristianesimo.

    I Romani contribuirono significativamente alle caratteristiche della pienezza dei tempi, nonostante la diffusa idolatria rappresentata da statue, templi e culti di vario genere, Dio sovranamente usò il contesto della loro organizzazione per la realizzazione del suo piano.

    I vari popoli dell’area mediterranea svilupparono sotto il dominio romano un senso di unità sotto un’unica legge. In tutto l’Impero Romano era applicata la legge romana, a cui si aggiunse il processo ormai avviato di estendere la cittadinanza romana anche ai non Romani. In tale contesto, il messaggio evangelico di unità del genere umano di fronte ad un unico Dio trovava una maggiore accoglienza, non solo nel senso del giudizio verso il peccato, ma anche nel senso di un’unica comunità che costituiva un’unica famiglia di Dio. L’apostolo Paolo ampiamente illustra questo aspetto nella Lettera agli Efesini:

    Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d'uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. Ma ora, in Cristo Gesù, voi che allora eravate lontani siete stati avvicinati mediante il sangue di Cristo. Lui, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbattuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo terreno la causa dell'inimicizia, la legge fatta di comandamenti in forma di precetti, per creare in sé stesso, dei due, un solo uomo nuovo facendo la pace; e per riconciliarli tutti e due con Dio in un corpo unico mediante la sua croce, sulla quale fece morire la

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