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I Baci dei Giuda
I Baci dei Giuda
I Baci dei Giuda
E-book86 pagine56 minuti

I Baci dei Giuda

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Giuda Iscariota è appena andato via per incontrare i sacerdoti del Sinedrio e accordarsi con loro per l'arresto del Messia. Nel cortile della fortezza di Pilato, viene allestito uno spartano e frettoloso pre-processo al Nazareno. Oltre Gesù e il Governatore Romano, sono presenti all'incontro il suo apostolo Giuda, il rivoluzionario e assassino Barabba, il capo del Sinedrio Caifa e un Console Romano dal nome Ottavio Massimo, un alto magistrato inviato dall'imperatore Tiberio Cesare. Il pre-processo diventa subito un confronto politico, filosofico e teologico avvincente crudo e senza mezze parole da parte dei sei personaggi presenti all'evento. Un misterioso viaggio nel futuro nell'anno 2023, Gesù Cristo incontra i vertici della Santa sede per un resoconto e processo definitivo al Cristianesimo e ai loro sovrani. I Pontefici e i Cardinali della Santa Chiesa Cattolica di Roma.
LinguaItaliano
Data di uscita19 ago 2019
ISBN9788890823015
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    Anteprima del libro

    I Baci dei Giuda - Umberto Rey

    © Copyright 2019 Umberto Passaquindici

    Tutti i diritti riservati

    ISBN 9788890823015

    Gerusalemme, anno trentatré

    Gesù di Nazareth è con i suoi apostoli nel cenacolo mentre consuma con loro l’ultima cena, l’evento che verrà denominato a posteriori Eucarestia. Giuda Iscariota è appena andato via. Giuda sa dove si recherà più tardi il Maestro con il suo seguito: presso un podere di proprietà di un amico di Gesù di Nazareth, luogo ricco di alberi d’ulivo, spesso utilizzato per pregare in solitudine o con i suoi discepoli.

    Quella sera Gesù è stranamente turbato, prega Dio e chiede l’allontanamento dell’amarissimo calice che dovrà bere di lì a poche ore.

    Conosce il progetto divino, sa quanto dura e ardua sia la sua missione. Sa quanto sia dura la terra degli Uomini, quanto cinica e spietata, quanto intricati e contorti siano gli equilibri del potere politico e religioso tra gli esseri umani, quanto l’amore, la pace, la solidarietà e la misericordia spaventino gli ordini dominanti.

    Gesù sa di rappresentare, e di essere, l’eternità armoniosa e divina, dimensione spirituale di estasi e pace, ma conosce bene lo scopo esperienziale dell’uomo sulla Terra, la conoscenza a 360° di tutte le emozioni, amore e odio, gioia e dolore, invidia e ammirazione, e così via.

    Gesù di Nazareth sa bene che queste due dimensioni molto differenti tra loro, la sua, totalmente spirituale, e quella degli uomini, in continua lotta tra spirito e materia, porteranno a un suo epilogo mortale triste e doloroso.

    L’uomo, nel suo brevissimo passaggio terreno, conosce e apprende molto, il molto che servirà per un’eternità cosciente e armoniosa. Senza la conoscenza totale non si può comprendere un singolo stato emotivo.

    Il Cristo sa che la conoscenza esclusiva dell’estasi divina non verrebbe compresa da chi non ha mai conosciuto il male, l’odio, il dolore.

    È questa coscienza la sua forza, lui sa che ha a che fare con tanti ciechi e sordi. Lui sa che chi sparge il seme della conoscenza su questa Terra pagherà il suo gesto di buona volontà e generosità.

    Nel frattempo Giuda Iscariota tratta le condizioni dell’arresto di Gesù con i sacerdoti del Tempio.

    Giuda: Io so dov’è il Nazareno, posso consegnarvelo. Sono un suo apostolo, il suo tesoriere, traduttore di libri in lingue diverse, il colto, la mente politica del gruppo. Le potenzialità del Maestro sono infinite, lui le usa per un solo fine: l’amore, il bene.

    Io mi chiedo se amare il proprio popolo sia un bene, se anche quello sia amore.

    Il nostro popolo è ancora succube di queste rozze sanguisughe. Il Messia lo aspettavamo da tempo: così come Mosè ci ha liberati dalla schiavitù d’Egitto, Gesù di Nazareth ci libererà dai Romani tiranni e usurpatori.

    Sommo Sacerdote Caifa: Consegnalo a noi, fallo interrogare da noi. Se i Romani lo dovessero arrestare, lo ucciderebbero di sicuro.

    Noi ci limiteremo ad interrogarlo.

    Eccoti trenta monete e una ricchezza che porterai con te per tutta l’eternità: l’esser stato colui che ha architettato e voluto la liberazione del popolo di Israele dai Romani, grazie all’intervento forzato di Gesù di Nazareth.

    Giuda: Una, tre, trenta, mille monete, questo a me interessa poco.

    Io voglio che nessuno faccia del male al Maestro, anzi, vi chiedo di allearci.

    Lui per me è il figlio di Dio.

    In una situazione estrema, di pericolo, anche di morte, Gesù reagirà come Dio fece in Egitto contro il Faraone e otterremo lo stesso risultato.

    La cacciata dei Romani e la nostra libertà.

    Caifa: E così sia, Giuda Iscariota.

    Ti garantiamo l’incolumità del Nazareno e osserveremo e appoggeremo con interesse il tuo progetto politico.

    Ma, oltre la gloria e la liberazione d’Israele, cosa chiedi Giuda, che velleità hai?

    Vuoi cacciare anche noi dal Tempio?

    Vuoi sostituire le nostre sacre scritture con le rivoluzionarie parole del Nazareno?

    Il tuo è un progetto politico o prevede la fusione tra politica e parola di Dio?

    Giuda: Lui sa che io sono qui da voi.

    Io con il mio libero arbitrio e coscienza ho deciso di scommettere, di rompere gli indugi.

    Vi chiedo un’alleanza, un’alleanza che deve durare per sempre.

    Noi siamo il popolo eletto, il popolo di Dio.

    Il figlio di Israele non vuole distruggere il suo popolo e il suo popolo non può uccidere suo figlio, che è figlio del Padre celeste.

    Oggi o domani o nei secoli, questa alleanza avverrà. Realizziamola oggi.

    Se non lo permetterete, la storia si ripeterà sempre nello stesso modo, con lo stesso tragico epilogo.

    Caifa: Dicci dov’è il Nazareno.

    Fa’ in modo che anche noi possiamo contribuire alla salvezza d’Israele.

    Giuda indica al Sommo Sacerdote il luogo e prende i trenta denari, ignaro dell’inganno del sacerdote.

    L’intento di quest’ultimo è l’arresto e l’interrogatorio del Messia con l’accusa di bestemmia

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