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La scelta dell'ignoto

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Sintesi

L’autore, prima sordastro incompreso durante la sua fanciullezza e la successiva adolescenza per le malattie infantili, e poi totalmente sordo in gioventù per un invasivo intervento chirurgico, si era sentito sospingere a porsi domande di natura intima-spirituale, senza tuttavia sapervi rispondere esaurientemente. Questo processo fu tormentato sia per l’emarginazione che era costretto a subire, sia per la religione che lo attirava e nel contempo lo respingeva. Non potendo risolversi nel suo paese natale, fra le zolle paterne, decise infine di emigrare nel Nord.
Nell’ambiente stimolante di Milano il silenzio, che era stato dapprima convulsamente rifiutato, e poi pienamente accettato, gli ha favorito quelle ascensioni sempre più ardite che gli hanno permesso di pervenire all’illusorietà di tutte le religioni esistenti, partendo da quella cristiana. Con l’acquisizione della propria stabilità con relativa autostima, ha ritenuto opportuno narrare la genesi della sua evoluzione. Dopo “Il confino del silenzio”, che è ambientato nel Sud contadino, già pubblicato, ha scritto “La scelta dell’ignoto”, legato al Nord industriale.
Questo impegno narrativo segue quello saggistico, le cui opere sono: "Dio controstoria di un mito", "L’inganno dei Vangeli", "Atti apostolici forieri di violenza" e "Religioni, uno scandalo millenario".


Ton Milan, nato in un ambiente contadino della Puglia, quarto di 6 fratelli (di cui il primo morto alla nascita per idrocefalia), concepiti da due coniugi consanguinei, visse sotto la cappa religiosa che offriva il confortante Cielo per tollerare la dura vita spartana. In verde età gli fu diagnosticata una sordità parziale, che in realtà lo aveva colpito sin quasi dalla nascita. Emarginato, si chiuse a riccio, meditando come riscattarsi.
A vent’anni un intervento invasivo lo rese completamente sordo, scaraventandolo nel silenzio assoluto. Per le sue gravi crisi la fede cattolica gli fu utile come ancora di salvezza, non avendo altro, ma poi si rivelò limitante.
La sua febbrile voglia di evadere lo sospinse infine nel Nord, dove visse il ’68 studentesco. Per la sua sete  di riscatto soggiornò nel Messico per alcuni mesi e visitò Praga e Kiev.
Dopo varie crisi religiose e decenni di meditazioni, letture ed esperienze, è approdato a una riconsiderazione razionale di Dio, cioè alla sua illusorietà.

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