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Capire la musica-Didattica degli elementi musicali

Capire la musica-Didattica degli elementi musicali

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Capire la musica-Didattica degli elementi musicali

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
169 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
16 lug 2019
ISBN:
9788831630627
Formato:
Libro

Descrizione

Questo testo di didattica è utile per tutti gli insegnanti e i musicisti i quali volessero approfondire gli elementi che sono alla base del linguaggio musicale. Inoltre, secondo il principio dell'autoeducazione, questo libro può servire anche a coloro che volessero avvicinarsi al linguaggio musicale, per curiosità o per necessità, con l'obiettivo di "capire la musica". La maggior parte dei testi di didattica musicale parte dalla trattazione del pentagramma e delle note, questo testo invece vi arriva, partendo da nozioni "elementari", non per questo banali, che sono alla base del linguaggio musicale.
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Pubblicato:
16 lug 2019
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9788831630627
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Libro

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Anteprima del libro

Capire la musica-Didattica degli elementi musicali - Fabrizio Fiordiponti

info@youcanprint.it

PREFAZIONE

In tutti questi anni di studio e di ricerca mi sono sempre fatto una domanda alla quale solo recentemente sono riuscito a darmi una parziale risposta e tale risposta ha preso forma con una poesia Il levare che riporterò alla fine di tale introduzione: la Musica è un’arte o l’Arte è una musica? Se ipotizzassimo tutto l’Universo come una grande Partitura musicale scritta a priori, dovremmo immaginare il Creatore come un possente Direttore di orchestra che detta il tempo allo spazio della materia oppure potremmo immaginare l’Universo come una composizione che si fa da sè nel tempo occupando uno spazio in continua evoluzione, come se tutto fosse stato pensato prima; composizione che non richieda interventi dall’esterno all’atto stesso della creazione, praticamente il battere (nel nostro caso l’esplosione della singolarità nel Big Bang), preceduto da un levare (ossia il Gesto creativo). Ho inoltre pensato che, se esistesse un Creatore come io credo esista, Egli non si sia fermato alla scrittura di un’unica Partitura (il nostro Universo in questione) ma ne abbia creati degli altri ed infatti la Scienza ipotizza i Multiversi senza capacità alcuna né di stabilirne la realtà né di capire se tali Multiversi siano tra loro collegati. In sostanza Dio, a mio modesto parere, non si è limitato alla creazione di una sola opera d’Arte, quindi di una sola Partitura musicale (considerando l’Universo come tale) ma è in continua creazione all’infinito nella generazione di infiniti Universi e dunque infinite Musiche. Siamo abituati a pensare la Musica come un qualcosa fatta di soli suoni e tuttavia una partitura musicale contemporanea può anche richiedere l’accesso ad elementi tipici di altre arti come, ad esempio, i colori. Nessuno ce lo vieta. Un’opera musicale, quale ad esempio l’opera lirica, aveva, come ha in sé, elementi di tante altre arti ed ecco che suoni, parole, forme, coreografie, sceneggiature, fotografie, costumi, ecc ecc remavano, come remano, tutti nella stessa direzione che è quella della Musica in un contesto artistico citato nei libri di Storia. Perché ad oggi, dunque, limitarci ai soli suoni per comporre Musica quando è l’etimologia stessa della parola (Musica come Arte delle Muse) che assegna alla Musica una dimensione ben più vasta di quella percepita dal solo nostro udito ma che va a coinvolgere anche tutti gli altri sensi?

A mio parere la Musica è sia un’arte e nel contempo anche l’Arte può essere una musica. Infatti lo studio dell’armonia dei Pianeti ha determinato relazioni e rapporti che hanno originato una traduzione del Disegno (o Partitura che dir si voglia) che viene interpretato sia musicalmente sia artisticamente in più forme e linguaggi. Insomma si può far Musica colorando e si può semplicemente disegnare suonando.

Le divisioni, le categorie, i campi non aiutano certamente l’atto creativo che, in quanto definito tale, potrebbe essere al di fuori di regole e convenzioni anche storicamente determinatesi (altrimenti che atto creativo sarebbe…). Un atto creativo non deve essere pensato all’interno di schemi, altrimenti rischia di sostanziarsi di cose già fatte o dette o scritte, ma deve tendere a cercare quella Musica che Dio non ci ha fatto ancora ascoltare…

Per tali motivi a me piace comporre Musica contemporanea alla maniera un po’ antica in Artinsieme che sarà oggetto di successive pubblicazioni.

Questo testo è stato pubblicato nel 2001 dalla Physa Edizioni musicali di Caselle di Altivole (TV) con ISBN 88-900617-0-7 con prefazione della Prof.ssa Anna Maria Santo che viene riportata a pag. 11. Viene ripubblicato, riveduto e integrato, nel 2019 con la casa editrice youcanprint.it come volume della

Collana di Artinsieme.

Fabrizio Fiordiponti

Biella, 10 giugno 2019

LEVARE

Levare…

mano fuori dal tempo che detta parola gesto sublime di lontana misteriosa memoria

nel battere di uno schioppo di un punto incandescente esplode in un'orchestra di atomi pesanti

cinetici si baciano molecole aride formando nuclei in misteriosi tempi vuoti

genera spazi allocati in vettori infiniti dimensioni di tempo compresse in istanti energetica forza suprema mescola i primi elementi nel brodo incandescente calore genera sostanze

gas si espande nell'esterno nulla annullato materia che avanza veloce e si raffredda

forma nel tempo dimensioni di spazio vaganti…

Levare…

rinasce la vita da morte di spazi trascorsi da polvere di corpi celesti estinti si crea

luce che cerca uno specchio riflette ed emana da molteplici silenzi vaganti di assenza una scia vettori energetici di tempi passati distinti

si incontrano allo zero di una nuova prima stella che nasce in una vaga dimensione lontana…

Levare…

suono da un timbro di inesplorata terra echi di orchestre di corde avulse dal tempo soffi di insieme di fiati portati dal vento ritmi di danze percosse su legni ad anelli musica di un altro mondo soave si ascolta

in dimensione ignota di un dopo che aspetta…

Levare…

direttore che orchestra materia in infiniti tempi

da un tempo non tempo egli plasma gli spazi infiniti muovendo sue braccia possenti dispone la vita

memoria conserva principio del battere il levare il cuore che il tempo ovunque dissocia in distanti spazi persi…

Levare…

prima di tutto da un dove

in assenza del niente…

gesto che muove l'origine…

e il suo incomprensibile senso…

Fabrizio Fiordiponti

(versi Artinsieme)

PREFAZIONE

La funzione formativa della musica ha oscillato tra un’impostazione professionale molto rigorosa e quindi chiusa e riservata ad un’élite di musicisti e di intenditori, ed una dal profilo ludico, ricreativo, d’intrattenimento leggero, destinata alle masse popolari.

Il nodo ideologico ed epistemologico non si è mai sciolto del tutto, pertanto, nella storia della scuola pubblica, l’insegnamento della musica ha subìto alterne vicende, quelle che di volta in volta legislatori o gente di scuola e di cultura elaborava e proponeva. L’attenzione si spostava a seconda di dove l’ago del giudizio e del pregiudizio segnava tempo sereno o burrasca. Oggi si è in molti a convergere sull’idea che la musica ha una sua identità educativa e che non è affatto marginale o inutile il suo insegnamento nella costellazione degli apporti disciplinari, come elementi formatori della personalità.

La completezza dello sviluppo di un soggetto si raggiunge anche con il contributo cognitivo della musica e la sua funzione educativa si raffina e si qualifica ulteriormente, perché fa leva sulle emozioni e sui sentimenti, ma si basa sulla crescita cognitiva ed intellettuale del soggetto che entra nella scuola e lentamente acquisisce consapevolezza di sé e maturità.

La psicologia cognitiva sottolinea l’utilità e la priorità dell’insegnamento musicale in quanto attivatore, attraverso l’ascolto, di abilità trasversali: logiche, matematiche, linguistiche, fisiche e ambientali. Queste considerazioni hanno fornito alla didattica elementi di riflessione sulle procedure di accesso all’apprendimento musicale tali da mutare sguardo e punto di vista sulla musica, per non riprodurre più la sterile diarchia tra musica colta, alta e difficile, e musica popolare, accessibile alle masse nella loro ottusa, irriflessa ubriacatura di suoni e rumori.

La scolarizzazione di massa, per tanti versi ancora non compiutamente realizzata, permette l’accesso alla cultura per tutti. Dobbiamo ancora rispondere, attraverso lo sviluppo e il rafforzamento dello strumento mentale, al bisogno di discernere per poter scegliere consapevolmente e gestire meglio la nostra quotidianità. La musica, l’educazione all’ascolto e alla decodifica del linguaggio musicale, fa nella discriminazione del suono, della scelta delle dosi sonore, l’ossatura della sua epistemologia ed incredibilmente corrisponde bene alle necessità emotivo-cognitive dell’essere vivente, storicamente e spazialmente determinato.

Ancora. La sua metodologia si radica nell’esercizio costante, breviario di educazione al senso della disciplina, all’esercizio della pazienza, al senso del limite in un contesto che fa della presenza degli altri, la possibilità di un’orchestrazione di voci e di suoni, la possibilità di una polifonia che ha cura amorosa del dettaglio, che rende armoniosi i suoni, l’equivalente dell’armonia delle relazioni umane, dello scambio reciproco, del rispetto, dell’attesa, della valorizzazione della voce dell’altro.

La musica concorre alla formazione del carattere morale ed è il punto di confluenza e di saldatura di tutte le componenti, di tutte le capacità di un soggetto in formazione.

La metacognizione e la pedagogia delle emozioni sostengono che emozioni e sentimenti poggiano su una base di conoscenza, e che l’organismo vivente vive per imparare ed impara per vivere. La stessa teoria di estetica musicale

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