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Lunghezza:
78 pagine
53 minuti
Pubblicato:
15 lug 2019
ISBN:
9788834156698
Formato:
Libro

Descrizione

Lo chiamano "il male del secolo", probabilmente perché il suo nome mette paura.
Il cancro, anche il nome è brutto, ma le conseguenze sono peggiori.

Li chiamano "viaggi della speranza", ma molto spesso rimangono tali.
La speranza, infatti, riempie i giorni dei malati e dei familiari, ma spesso rimane solo speranza.

Il libro racconta una malattia, il cancro, e un viaggio, della speranza, appunto.
E poi narra della battaglia che il malato ingaggia contro il male e di tutto quello che passano i familiari.

Sentimenti, paure e speranze di chi vive un dramma, la malattia del proprio papà o, comunque, di un congiunto.
Scienza e fede, terapia normale e terapie alternative, medici insensibili e sanitari umani e comprensivi.

Fa da contorno un sistema sanitario che, in Italia, non ha mai brillato, e le storture e le brutture di tale sistema.
Ventitré giorni vissuti dal protagonista con angoscia, ventitré giorni che lasciano un segno indelebile e drammatico.

Dalla vita alla morte, in una battaglia ancor oggi decisamente impari, e una speranza per il futuro.


***RECENSIONI

L'autore lo definisce un atto d'amore e io credo che lo sia per davvero.
Struggente per un verso, terribile per un altro.
La famiglia, l'amore che vi alberga, il sentimento forte verso il papà si scontrano con la malattia, con la sofferenza, con il dolore, in un mix avvolgente.
Mi è piaciuto davvero.
Gianni, medico

La chiamano medicina narrativa e dicono che aiuta i pazienti ad affrontare la malattia e in un certo senso a favorire la guarigione.
Non so se sia vero, ma in Mio Padre vi trovo questi principi, queste sensazioni, questi sentimenti.
Complimenti all'autore.
Enrico, amante dei libri e titolare di una libreria

L'autore scrive di aver provato sofferenza nello scrivere il libro e io ci credo.
Non è facile raccontare i propri sentimenti, le paure, la sofferenza, le speranze, ma è veramente bello che queste cose possano leggerle in tanti: i malati, i loro familiari, ma soprattutto chi queste cose non le ha mai vissute.
E poi meravigliosa è la speranza di un futuro in cui il cancro possa essere sconfitto e, soprattutto, la fiducia nella ricerca e nelle associazioni che si occupano di ricerca e di assistenza ai malati, come la Fondazione Garavaglia, cui l'autore devolve una parte dei ricavi della vendita del libro.
Anna, insegnate
Pubblicato:
15 lug 2019
ISBN:
9788834156698
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Mio Padre - ​​​​​​​Domenico Farina

Domenico Farina

Mio Padre

UUID: d12c521e-a72c-11e9-8013-bb9721ed696d

Este libro se ha creado con StreetLib Write

http://write.streetlib.com

Indice

Introduzione

Uno

Due

Tre

Quattro

Cinque

Sei

Sette

Otto

Nove

Dieci

Undici

Dodici

Tredici

Quattordici

Quindici

Sedici

Biografia

Pubblicato con

Il Servizio Numero 1 in Italia

di Assistenza alla Pubblicazione

per gli Autori Indipendenti

Self Publishing Vincente

www.selfpublishingvincente.it

Domenico Farina

Mio Padre

Facebook: mimmofarinaautore

Instagram: @mimmo_farina

Sitio Web: www.domenicofarina.com

Copyright © 2019 Domenico Farina

Tutti i diritti riservati.

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta

senza il preventivo assenso dell’Autore.

1 a edizione Luglio 2019

Titolo | Mio Padre

Autore | Domenico Farina

Ai malati oncologici, a quelli che ce l’hanno fatta

e a quelli che … vivono nei nostri cuori.

"Date al dolore la parola; il dolore che non parla, sussurra

al cuore oppresso e gli dice di spezzarsi".

William Shakespeare

Introduzione

Le ragioni di un libro

Con papà ho sempre avuto un rapporto meraviglioso.

Lui non era solo mio padre, no, per me era un amico, anzi il mio migliore amico.

Un amico con il quale parlavo, mi confidavo, a cui chiedevo consigli soprattutto agli inizi della mia carriera professionale.

Il mio più grande cruccio è di averlo perso troppo presto o, il che è lo stesso, di averlo tenuto troppo poco con me.

Da quando, in quell’odiosa notte di giugno, se ne andò da solo e in silenzio, ho sempre desiderato fare qualcosa per lui.

Già, ma cosa?

Cosa si può fare per una persona che non c’è più?

Recitare delle preghiere?

Portare dei fiori al camposanto?

Custodire gelosamente qualcosa di suo?

Certo!

Infatti io ho sempre pregato per lui, sono sempre andato a trovarlo al cimitero, custodisco tante cose a lui appartenute in vita.

Alcune cravatte, che ogni tanto indosso.

Il suo orologio, donatogli dalla mamma per la sua laurea e che io uso nelle grandi occasioni.

La sua fede nuziale, regalatami da mamma qualche giorno dopo la scomparsa di papà, da cui non mi sono mai separato.

Ma io ho sempre desiderato fare qualcosa di più per lui, per ricordarlo, per sentirlo ancora vivo e vicino a me.

Gli ho dedicato il mio primo libro, che a lui sicuramente sarebbe piaciuto, ma ancora non mi bastava.

Poi ho pensato: devo scrivere un libro che parli di lui.

Già, ho letto che i libri rendono immortali e allora ho deciso: scriverò qualcosa per lui, cosicché mamma, io e i miei fratelli potremo ricordarlo, leggendo.

Scriverò perché i suoi nipoti, che non hanno avuto il piacere di conoscerlo di persona, potranno sapere chi era, leggendo di lui.

Ma scriverò per raccontare il modo con cui è andato via, anzi la malattia che, suo malgrado, l’ha portato via da noi.

E allora il libro racconta il mio papà, ma anche una malattia, il cancro, il suo rapido evolversi, i danni che fa.

E poi racconta i giorni della sofferenza, quelli della speranza, della preghiera, dell’illusione e, infine, quelli della disperazione.

È una merda il cancro, e ogni giorno miete vittime, senza pietà.

Una malattia che colpisce tutti: bambini, giovani e anziani; uomini e donne; ricchi e poveri; belli e brutti.

Sì, colpisce senza fare alcuna distinzione, colpisce e basta, all’improvviso, molto spesso senza preavviso.

È una malattia che mette paura e che ancor oggi appare invincibile.

Qualche tempo fa ho letto dello storytelling e della medicina narrativa o medicina basata sulla narrazione, una nuova tecnica o meglio un nuovo approccio con la malattia, con il malato e anche con i familiari di costui.

L’idea è quella di raccogliere i diversi punti di vista da cui si può guardare una malattia e, soprattutto, il consequenziale percorso di cura.

Sì, insomma, dalla diagnosi, alla cura e, laddove possibile, alla guarigione.

In tale ottica bisogna considerare che la malattia riguarda sì una persona, il malato, ma coinvolge anche altri: i familiari del malato, i medici, gli infermieri, talvolta i sacerdoti, tutti protesi a migliorare

le condizioni di vita del malato e, se possibile, a traghettarlo verso la guarigione.

Ecco dunque che la medicina narrativa non riguarda solo il malato, i suoi pensieri, le sue paure, le sue speranze, ma anche tutti gli altri protagonisti di una vicenda chiamata semplicemente malattia.

E allora lo storytelling non è più, o non è solo, il racconto che della malattia fa il paziente, ma anche il racconto degli altri protagonisti, fra i quali,

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