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Fuoco e Disobbedienza
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E-book66 pagine42 minuti

Fuoco e Disobbedienza

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Info su questo ebook

Lilith nata dalla polvere del Giardino, immagine e somiglianza di Dio.Eva, femmina di Adamo nata da una costola sottratta con l’inganno del sonno. Vento e tempesta Lilith, ammaliante e terrificante. Sottomessa e ubbidiente Eva, ignara di essere una sostituta. Le due donne saranno destinate ad incontrarsi e dal fuoco della lotta scaturita nascerà la disubbidienza, che come una danza liberatoria ristabilirà un nuovo ordine alle cose. E poi il Bambino e il suo sguardo di dolore sul mondo degli uomini e il ragazzo di pietra che ama le stelle… Su ogni volto, soffia il vento della disobbedienza… e dell’amore.
LinguaItaliano
Data di uscita2 giu 2019
ISBN9788834129371
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    Fuoco e Disobbedienza - Caterina Armentano

    Sofocle

    Lilith, La Prima Donna

    «Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.»

    (Genesi 2,21-22)

    «Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò.»

    (Genesi, 1:27)

    «I suoi cancelli sono cancelli di morte

    e dall'entrata della casa

    se ne va verso Sheol.

    Nessun che entri tornerà mai,

    e coloro che la possiedono scenderanno l'Abisso.»

    (4Q184)

    «Ella disse 'Non starò sotto di te, ' ed egli disse 'E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra.»

    (L'alfabeto di Ben-Sira)

    Me ne sarei ricordata se qualcuno mi avesse chiamata.

    Mi convinsi che fosse stato il silenzio a svegliarmi.

    L’assoluta prepotenza del nulla si insinuò in me facendomi capire che qualcosa era cambiato: percepii un movimento.

    Aprii gli occhi per la prima volta, e ciò che vidi mi piacque. Capii che avrei posseduto ogni singola foglia di quel luogo, l’avrei amata senza fermarmi a farmi troppe domande.

    Io fui, e ciò mi bastò.

    Poi, alzandomi, ruotai su me stessa. Fu allora che lo vidi.

    I miei occhi nei suoi, il mio sguardo che indagò la sua figura.

    Capii cosa fosse la passione nel momento in cui le sue dita sfiorarono le mie.

    Sento freddo e dopo il freddo arriva il calore. Lo percepisco mischiarsi alla polvere, insieme a gemiti e sensazioni, un alito di vita mi riempie i polmoni. Penso sia la fine. Credo di sparire, prima ancora che possa distinguere la luce dal buio.

    Invece apro gli occhi: tutto è appannato, indistinto, confuso.

    Chiudo e riapro gli occhi, e la luce nel Giardino mi appare spettrale, per un attimo mi sento smarrita.

    Mi alzo e faccio un giro su me stessa.

    Lui è lì. Mi fissa con circospezione.

    Io abbasso lo sguardo.

    Non aspettai che fosse lui a fare la prima mossa. Perché avrei dovuto?

    Passeggiai da sola e mi addentrai in luoghi mai esplorati.

    In verità il Giardino era nostro.

    Fu creato per entrambi, cosa avrei dovuto temere?

    Ammaestrai le creature e detti un nome alle piante.

    Inventai la danza e, quando la luna fu piena, mi inabissai nelle acque del Tigri e dell’Eufrate.

    Con la pelle morbida e gocciolante, prima che l’aria riuscisse ad asciugarmi del tutto, andai da lui e gli proposi di giacere con me.

    All’inizio la mia audacia lo intrigò, poi cominciò a scacciarmi dal giaciglio.

    Lo avevo fatto sentire inferiore, mi disse, e lui era nato per dominare.

    Aspetto che sia lui a chiamarmi.

    Aspetto che la sua mano si allunghi verso la mia.

    Non raccolgo un fiore senza il suo permesso, il Giardino è stato creato per lui.

    È detentore di verità assolute. Il suo sì e il suo no sono sacri.

    Mi guida verso luoghi sconosciuti. Mi sussurra il nome che ha dato a ogni creatura e mi elenca le cose da non fare.

    «Non dovrai mai ballare al chiaro di luna» mi ordina.

    Perentorio e arrogante.

    Io annuisco in silenzio.

    La sua parola è legge.

    La prima volta che vidi la pioggia uscii dal mio rifugio, e iniziai a ballare.

    Il mio corpo si impiastricciò di fango e foglie, mentre l’acqua mi scrosciò addosso, ripulendomi.

    Alzai le mani al cielo e benedii il Padre per quel dono che profumava l’aria di

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