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Lilith. L'integrazione dell'ombra

Lilith. L'integrazione dell'ombra

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Lilith. L'integrazione dell'ombra

Lunghezza:
307 pagine
3 ore
Pubblicato:
27 mag 2019
ISBN:
9788832299113
Formato:
Libro

Descrizione

Il libro “Lilith” di Francesca Ollin Vannini e Francesco Akash Ballarini è un viaggio nelle profondità del tuo inconscio, per portare alla luce la tua ombra e dare luce a ciò che non vuoi vedere o di cui hai paura.
Ma l’ombra è il tuo potere perduto e la tua parte più vera: una volta illuminata e integrata, essa diventa il tuo maggiore potenziale.
Ciò che ripudi o rifiuti tocca l'irrazionalità dell'Essere nella sua parte più fragile e profonda, ma se l’ombra non è riconosciuta si manifesta all'esterno attraverso le proiezioni in modo distruttivo, attraendo situazioni conflittuali.
Scopri in questo libro i segreti della Luna Nera nel tema natale per riunire ciò che è stato demonizzato sotto una luce nuova, essenziale e vera, per smussare quelle rabbie antiche, scontri e giochi di potere che sorgono tra un maschile e un femminile ferito che si incontrano.
Lilith è la ribelle, colei che si rifiutò di soggiacere ad Adamo perché creata contemporaneamente, utilizzando gli stessi materiali, quindi uguale a lui a ogni livello. Lilith si rifiuta di obbedire a uno schema prestabilito in cui le si chiede di giacere sotto all’uomo, dargli figli, dar figli che serviran­no al Creatore per popolare la Terra.
Lilith non ci sta nel programma e dà inizio alle guerre di potere tra maschio e femmina. Se ne va. Abbandona il Paradiso Terrestre, abbandona lo schema prestabilito. Non vuole rientrare nelle regole. Preferisce il rischio, la solitudine, la lotta per la sopravvivenza.
Da qui ha inizio il mito della Strega, di chi vuole vivere al limite, di chi è troppo grande perché rientri nei piccoli spazi che la cultura patriarcale riserva a tutti, a garanzia del mantenimento di un ordine e dell’esercizio di controllo sulla mente della collettività.
Lilith diventa la strega, quell'energia che appartiene a ogni essere umano e che, grazie agli strumenti spiegati nel libro, ti mette in contatto con l'autenticità e la verità ultima, l'u­nica che può veramente trasformarti e liberarti dalla schiavitù interiore.
Lilith è immune alla paura della punizione, pur venendo condannata dalla paura che l'umano prova verso sé stesso, a rimanere nell'ombra. Finché l'umano, uomo o donna che sia, non trova il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
Lilith assume così la natura della rivincita sulle paure, quando l’umano, assumendosi la responsabilità, non teme più un’autorità esterna, perché ritrova il contatto con il proprio potere interiore, finora demonizzato da chi teme il momento in cui, risvegliandosi alla propria verità, la massa non riconosca più alcuna forma esterna di controllo perché comincia a fidarsi di sé e delle proprie capacità percettive.
Il tuo talento risiede nella sacralità dello Spirito, intrappolata nel senso di separazione che hai e che deve essere manifestato per ritrovare quella parte, riconoscerla e integrarla.
Solo così, accettando l’ombra, riconoscendola e rimettendola al suo posto nella tua vita, come ti insegna a fare questo manuale, puoi tornare unito dentro e trasformare l'ombra nel tuo più grande potere.
Pubblicato:
27 mag 2019
ISBN:
9788832299113
Formato:
Libro


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Anteprima del libro

Lilith. L'integrazione dell'ombra - Francesca Ollin Vannini e Francesco Akash Ballarini

©2019

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isbn 978883229913 (epub)

isbn 978-88-94975-58-1 (cartaceo)

PREFAZIONE

"La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore.

Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia."

CARL GUSTAV JUNG

Questo libro nasce da un incontro speciale che sembrerebbe venire da una forza più grande e misteriosa che al momento chiamiamo Lilith. L’interesse astrologico di Akash l’ha portato a svelare i segreti della Luna Nera nel tema natale e a portar alla luce tematiche profonde che riguardano il nostro inconscio e che non riusciamo a vedere veramente perché appartenenti a una storia antica e molto radicata. Nella sua prima serata sulla Luna Nera ci siamo conosciuti di persona e qualcosa dentro di me è risuonato così forte da seguire quel grido e ascoltarlo, qualcosa si era risvegliato. Sicuramente il mio passato da strega che fin dall’età di 8 anni mi faceva ricercare nella magia e nelle sedute spiritiche un senso più grande e invisibile che era nascosto agli occhi altrui e di cui nessuno parlava. La strega finalmente prendeva un senso più ampio nella mia vita, qualcosa d’inimmaginabile.

Lilith è apparsa e ci ha unito nel seminario dove s’incontrano le nozioni astrologiche e quelle magiche per completare l’incontro tra Adamo e Lilith e riunire ciò che è stato demonizzato sotto una nuova luce, quella essenziale e vera che raccontiamo in questo manuale: riuniamo ciò che è stato separato, prima dentro di noi e poi fuori. Non è stato facile smussare quelle rabbie antiche, quegli scontri, i giochi di potere che sorgono tra un maschile e un femminile ferito che s’incontrano, ma sicuramente ne è valsa la pena. L’amore che ritorna a espandersi e l’integrazione sono un dono divino che in questa Terra va raggiunto perché ognuno lo merita e questo è adesso.

La bellezza che qui nasce è profondamente vera, il maschile ferito che parla ai suoi compagni nel cameratismo che gli corrisponde e il femminile ferito che scopre la sua ferita e la fa sanguinare per ritornare all’essenziale, alla vita-morte-rinascita di cui siamo artefici per poi riunirsi nel matrimonio alchemico che integra ciò che era stato perduto. Gli stregoni e le streghe, il servizio gli uni agli altri, il coraggio di attraversare quel dolore risvegliandolo, per accettarlo e onorarlo perché averlo vissuto e conservato dentro è uno sforzo immane da sostenere per le nostre Anime.

Il tempo di liberarlo è adesso. Il tempo per rincontrarlo dipende da noi, da ogni singolo individuo che vuole donare a se stesso l’amore che merita. Lilith ci ha dato un compito facendoci incontrare, anche se i modi sono diversi si completano e s’integrano dando una visione più ampia del suo senso profondo, del mistero di cui siamo portatori. Io e Akash non possiamo rifiutare di nuovo la sua offerta. Quando Lilith diventa alleata è una forza viscerale e così potente che ti spinge verso quel mistero che non va spiegato razionalmente, ma vissuto interiormente come un grande dono.

Oggi tutto questo è al servizio di tutti e siamo sicuri che può essere di grande aiuto. Lasciando all’ombra la sua parte in questa esistenza e accettandola così com’è, ma migliorando la nostra visione, diventiamo collaboratori e alleati di tutte le nostre parti, amandole come una Madre ama un bambino, regalandoci così, il vero incontro sacro che andrà a nutrire il nostro interiore, il nostro cuore, le nostre relazioni e la vita in generale. Ricordati che l’energia della strega è la più potente che esiste e, oggi, riscopri che appartiene proprio a te e che la puoi usare a tuo favore.

Questo libro è nostro figlio, una creazione alchemica data dall’incontro di due personalità che hanno fatto reazione chimica e di cui Lilith ne è parte intrinseca e segreta. Per questo, lo dedichiamo a tutti coloro che cercano dentro loro stessi e si affidano al mistero dell’esistenza di cui riconoscono di essere parte.

Akash&Ollin

INTRODUZIONE

Finalmente ci siamo! Siamo arrivati in una fase dello stato di coscienza della Terra in cui è possibile ricordare. Finalmente gli umani stanno recuperando la vista rispetto a una saggezza antica che era stato loro imposto di dimenticare. Una saggezza avvolta da uno spesso velo di distorsione, obnubilamento, manipolazione.

Finalmente siamo arrivati al momento in cui la vera natura della Donna e del suo ruolo nel grande disegno di questo pianeta può essere contemplato dalla coscienza collettiva umana. Intanto solo contemplata, perché il processo di Risveglio degli umani è lento: è una voce sottile che inizialmente sussurra all’orecchio, quindi spesso è ignorato perché ci sono rumori molto più forti che la sovrastano. Poi saranno segnali e immagini che catturano lo sguardo per un attimo, nel tentativo di creare un varco oltre le distrazioni di una vita spesso basata sulla sopravvivenza quotidiana. Il processo di Risveglio è lento: prima sarà una singola persona che si accorge e racconta. Le sue parole cominceranno a risuonare dentro i ricordi di altri, attivando piano piano la memoria. E così via.

Quando vengono scritti libri come questo, sul riappropriarsi di una parte di noi molto importante perché oscura e densa, e proprio per questo motivo ci pilota automaticamente, significa che il collettivo è pronto ad integrare ciò che non ha mai voluto prendere in considerazione perché scomodo e sbagliato. Significa che il collettivo si sta avvicinando al superamento del senso della dualità come separazione e si comincia a percepire il dono che il senso di opposizione comporta: la possibilità di costruire ponti verso l’oltre, oltre l’individualità, trascendendo quel senso di smarrimento cui l’umano è pervenuto quando ci è stato inserito il corpo calloso, scindendo per sempre l’Androgino da se stesso.

Così è iniziato il cammino di Ricerca. È un percorso antico, che accompagna da sempre la storia umana, rimasto riservato a pochi per tanto tempo, poi diffusosi a livello planetario all’apertura dell’ultimo importante ciclo terrestre del post 2012. Ora tante persone si trovano in ricerca, tanta gente sta rispondendo a una chiamata. Tanta gente si è sensibilizzata sull’importanza di intraprendere un lavoro di elaborazione del proprio vissuto per rispondere alle tante domande che una percezione della realtà esteriorizzata ed esteriorizzante non riesce a fornire.

La cosa fondamentale di questa opera è che venga composta a quattro mani da una donna e da un uomo, coppia nella vita quotidiana, collaboratori nella professione. Questo fatto ha una valenza altamente simbolica nel cammino del Risveglio, perché la coppia di opposti rappresenta l’integrazione di ciò che non conosciamo di noi e che l’altro ci mostra. Nell’accettare quello che apparentemente non ci appartiene, nel compiere la fase di inspirazione dentro la respirazione, si introietta il nostro opposto, sentendo quanto spazio riusciamo a fare all’altro, a quanto non ci piace di lui/lei, quindi a quanto non sopportiamo di noi stessi, con cui l’altro ci mette in contatto. Un uomo e una donna si sono messi in confronto per scrivere un libro sull’integrazione di ciò che non abbiamo mai voluto vedere di noi partendo dall’archetipo di Lilith, la prima moglie di Adamo, storia poco nota nella cultura occidentale perché appartenente alla Genesi ebraica.

Lilith è la ribelle, colei che si rifiutò di soggiacere ad Adamo perché creata contemporaneamente, utilizzando gli stessi materiali, quindi uguale a lui a ogni livello. Lilith si rifiuta di obbedire a uno schema prestabilito in cui le si chiede di giacere sotto all’uomo, dargli figli, dar figli che serviranno al Creatore per popolare la Terra. Lilith non ci sta nel programma e dà inizio alle guerre di potere tra maschio e femmina. Se ne va. Abbandona il Paradiso Terrestre, abbandona lo schema prestabilito. Non vuole rientrare nelle regole. Preferisce il rischio, la solitudine, la lotta per la sopravvivenza. Da qui ha inizio il mito della Strega, di chi vuole vivere al limite, di chi è troppo grande perché rientri nei piccoli spazi che la cultura patriarcale riserva a tutti, a garanzia del mantenimento di un ordine e dell’esercizio di controllo sulla mente della collettività. Chi non riconosce il posto che il sistema collettivo gli garantisce è legato a questo mito, chi vuole rompere le regole perché non ci si riconosce assume le qualità dell’Archetipo Lilith. Per la cultura generale è l’escluso, la pecora nera, colui/colei che spinge i confini oltre, che rompe gli schemi rivelando qualcosa che era stato demonizzato dall’establishment. Demonizzato per tenere lontano da una versione diversa della realtà attraverso la paura della perdita. La paura di rimanere esclusi è atavica, appartiene al bambino che vuole solo essere abbracciato, riconosciuto, mantenuto stretto intorno al corpo della madre. Ecco, la Madre. Il Creatore, dopo l’auto-esilio di Lilith, fornisce ad Adamo una donna su misura, Eva, quindi non più uguale a lui, ma creata in seguito, quindi sottoposta. Eva ubbidisce, ma non solo: Eva diventa capro espiatorio, prendendosi la colpa di tutte le disgrazie ricadute sull’umanità a causa della sua unica ma fondamentale disubbidienza: il contatto con il Serpente e l’aver subito la tentazione di cogliere il famoso frutto. Di nuovo è la donna che mostra all’uomo una nuova via verso l’oltre. Ma l’uomo teme il Padre, l’autorità, molto più di Eva, e si dissocia. Quindi alla fine Eva è molto più simile a Lilith che ad Adamo. Viene creata ubbidiente, sottomessa, ma l’istinto della figura femminile è sempre quello di non rientrare dentro le righe, gli schemi. Così anche Eva disubbidisce, ma questa volta coinvolge anche il maschio, che vigliaccamente le imputa completamente la responsabilità del gesto ribelle. Questa volta Adamo, pur dissociandosi, paga a sua volta le conseguenze del gesto disubbidiente.

La cultura patriarcale ha creato dunque due miti archetipici femminili opposti, che sono invece molto più simili di quanto si possa pensare. Nella storia della Genesi ebraica, si racconta che Lilith alla fine si auto-esiliò sulle rive del Mar Rosso, accoppiandosi con demoni e generando stirpi di creature malvagie. Nella Genesi del Vecchio Testamento si racconta che Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso Terrestre, costretti a coltivare la Terra per mangiare e soprattutto la donna fu condannata a partorire con dolore.

Disubbidienza uguale punizione, quindi un controllo esercitato attraverso la paura del castigo, senso di colpa per essere stato un cattivo figlio, pentirsi per rientrare in seno al clan, fare ammenda; farsi piccolo per far rientrare tutti i sogni, le aspirazioni, gli ideali, dentro le tante scatole facilmente catalogabili, e quindi controllabili, che l’umano ha a disposizione da parte di un sistema che l’ha abituato a scambiare i limiti per libertà, o peggio ancora, l’ha abituato ad aver paura della libertà.

Lilith è immune alla paura della punizione, pur venendo condannata dalla paura che l’umano prova verso se stesso, a rimanere nell’ombra. Finché l’umano, uomo o donna che sia, non trova il coraggio di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.

Lilith assume così la natura della rivincita sulle paure, quando l’umano, assumendosi la responsabilità, non teme più un’autorità esterna, perché ritrova il contatto con il proprio potere interiore, finora demonizzato da chi teme il momento in cui, risvegliandosi alla propria verità, la massa non riconosca più alcuna forma esterna di controllo perché comincia a fidarsi di sé e delle proprie capacità percettive.

L’umano impaurito è Adamo che si rivolge al Creatore quando Lilith decide di non ubbidire, demandando al Creatore il compito di contrastare il no della donna, senza mettersi in confronto dialettico con lei, ma, come un bambino inerme, va dal genitore a chiedere una soluzione. In questo caso l’Archetipo maschile mostra tutta la sua insicurezza e dipendenza dal modello patriarcale/genitoriale. Nel assumersi la responsabilità di dialogare con se stesso, con le proprie paure, Adamo può integrare la Forza, anziché temerla. Così Lilith può riemergere dall’oscurità, perdendo il ruolo di demone, diventando grinta, potere aggregante e magnetico che tiene insieme le correnti energetiche fluide che creano la realtà a tutto tondo, senza ossessioni per uno stato perfetto della realtà. Così l’umano acquisisce volume e spessore, entrando in contatto con il negato, con il lato oscuro. Così l’umano smette di combattere contro se stesso, quando cerca di assomigliare a qualcosa che non è. Così l’umano può fare pace con i modelli assunti quale metro di misura, allontanandosi dalle classificazioni, lasciandosi libero di essere. Adamo può rappacificarsi con Lilith, può iniziare a sentirsi sbagliato senza soccombere all’idea. Adamo, nel confronto con Lilith, può avvicinarsi alla propria natura divina unitaria, perché non si sta più giudicando, perché sta compiendo l’eroica azione di amare se stesso incondizionatamente.

In realtà all’umano viene richiesto un altro passaggio. Integrando Lilith, non è possibile escludere Eva. È necessario donare alla Madre il rispetto e l’onore che il suo ruolo di genitrice comporta, così da riportare ordine nella vita. È tempo di penetrare oltre il velo di giudizio e biasimo posto sopra l’Archetipo di Eva per aver infranto il comando del Creatore. È tempo di onorare il coraggio di chi non ha temuto la punizione ed ha percorso la solitaria via dell’eresia nel tentativo di mostrare cosa ci potesse essere nell’oltre, di cui era vietata la visione. In questo lato coincidente tra Lilith la Ribelle ed Eva la Conforme si trova terreno fertile per l’integrazione dei due lati del Femminile: la grinta della Strega è addolcita dal senso di accoglienza della Madre, la donna diventa così autorevole, non deve difendersi dalla sofferenza, dal senso di negazione di se stessa, dal senso di frustrazione e di rinuncia. Il Femminile può integrare i propri aspetti ombra/luce, permettersi di essere mistica e sensuale contemporaneamente perché entra in contatto con le risorse del corpo fisico, corpo dei sensi, e lo spiritualizza facendosi coppa, divenendo l’alambicco della trasformazione alchemica. Adamo, abbeverandosi dell’elisir che la Lilith/Eva produce nel proprio grembo, è a sua volta invitato a intraprendere un viaggio alchemico. La donna possiede un Fuoco interiore che scalda l’uomo e gli garantisce l’amore e la trasmutazione della propria ombra in accettazione. L’uomo garantisce alla donna la sopravvivenza, la protegge e se ne prende cura affinché lei possa mantenere alto il livello del proprio Fuoco. Grazie alla fiducia nel potere benefico del proprio Fuoco/Amore, Lilith/Eva finalmente può ergersi più forte dell’autorità del patriarcato basata sulla cultura della paura, conquistando la propria autorevolezza.

Ecco, questo è il viaggio dentro di cui la lettura di questo libro ci immerge. Un percorso alchemico, alchemizzante, verso la conquista dello stato interiore dell’Androgino, nell’armonia degli opposti che finalmente fanno pace in noi e ci garantiscono di poter creare pace intorno a noi.

Stefania Marinelli

IL MITO DI LILITH E LE SUE FONTI

Nelle principali culture del passato, l’immagine di Lilith rappresenta un aspetto della Grande Dea. La sua descrizione è sempre positiva: nell’antica Babilonia era venerata con i nomi di Lilitu, Ishtar o Lamaschtu (fig.1). Nella mitologia ebraica, invece, assume una connotazione femminile negativa: diventa il demone della notte, compagna di Satana, assassina di bambini e ingorda di uomini. Il peggio del peggio insomma. Una considerazione che ci trasciniamo da secoli e che ha influito su ogni tipo di relazione tra maschile e femminile, venerandone la separazione, la disuguaglianza sociale e spirituale a vantaggio del potere maschile. Il patriarcato come ancora oggi lo conosciamo e ne siamo influenzati, nasce proprio da questa leggenda mitologica, che forse tanto mitologica non è visto che alcuni autori, tra i quali Zecharia Sitchin, ne condividono la reale esistenza. Ma questo è un aspetto che non serve ai nostri studi sull’ombra. Quello che a noi ora interessa, è comprendere la simbologia di Lilith e della Luna Nera e riportarla alle dinamiche psicologiche della nostra struttura umana.

Lilith simboleggia la parte di noi che rifiutiamo; proprio perché rifiutata, diventa demoniaca. Lilith è presente nella tradizione Sumerica–Accadica, Egiziana e Greco-Romana, dove prende accezioni abbastanza positive. Solamente nella tradizione Ebraica, che poi sfocia anche nella cultura Cristiana, Lilith prende connotazioni molto negative come sopra ricordato. Infatti, di Lilith, le fonti parlano poco. C’è stata una rimozione di questo argomento e del passo biblico, per far sembrare tutto più buono e fatto bene perché Dio non può sbagliare. Ma Lilith non è uno sbaglio, Lei è la Donna, la parte femminile equiparata alla maschile che costruisce ogni cosa assieme all’uomo. Solamente che la cultura patriarcale ebraica l’ha rimosso per motivi di convenienza. L’uomo deve avere il dominio su tutto e tutti. Dio è sempre rappresentato con accezioni maschili. Nel sentire comune, Dio è sempre Uomo mentre la donna è al suo servizio. Lo vediamo anche nella storia di Cristo: la Madonna, la Madre, è al servizio dello Spirito Santo e non ha un ruolo attivo, se non quello di sostenere il proprio Figlio dell’uomo sacrificato in nome di Dio. Maria Maddalena che addirittura da prostituta, la Chiesa le concede la salvezza, solo nel momento in cui si mette al servizio del Figlio di Dio, convertendosi. C’è da aggiungere, che a Maria Maddalena è stata data questa connotazione solamente dal Concilio di Nicea (325 d.C.) in poi, quasi a ripetere ciò che era stato fatto nelle scritture sacre e cioè, mascherare la verità. Prima di tale data, pare addirittura che fosse la moglie di Gesù come indicato in qualche Vangelo Apocrifo. Pensate che razza di manipolazione è stata fatta e che ci ha condizionato per millenni.

Lilith va a creare nell’inconscio collettivo, credenze discriminatorie e repressive dell’energia femminile. Basta guardarci attorno e osservare nella società attuale il ruolo che la donna riveste: emarginata, spesso sottomessa, con pochi diritti e quelli che possiede, sono stati conquistati a caro prezzo. Le giornate sono continuamente costellate di notizie di femminicidio, di violenze sessuali di ogni tipo. Nel nostro inconscio risiede la convinzione ancora che Lilith vada uccisa se non si sottomette al volere del maschio Adamo. Ma questa divisione creata artificiosamente dall’Uomo potente e patriarcale, non può durare a lungo. Questa fase che stiamo vivendo è preparatoria al ritorno di Lilith dal Mar Rosso, ma non più in veste di Demone, ma in veste di salvatrice. Il femminile torna a essere sacro, con tutti i suoi aspetti di sangue e saliva. Lilith ci rimette in contatto con il nostro sentire più profondo, con la nostra natura più arcaica e con la nostra parte più emotiva. Il controllo che Adamo ricerca, va trasformato in fiducia ed equilibrio degli archetipi maschile – femminile. Per troppo tempo siamo stati condizionati da questa falsa mitologia che non fa che creare divisioni, guerre, competizioni e malessere. L’allineamento dei tre cervelli pancia, cuore e spirito è iniziato e presuppone che Lilith e Adamo siano di nuovo una di fronte all’altro.

In nome di questa falsa mitologia, tante guerre sono state mosse per la supremazia patriarcale, per il dominio su ciò che non possiamo controllare. Queste convinzioni e credenze hanno creato l’inquisizione, la caccia alle streghe che ha prodotto decine di milioni di morti. Come possiamo non vedere il male che la divisione ha creato. L’ombra ci ha distrutto, ci attacca continuamente, trova e troverà ogni mezzo per distruggerci. Lilith ci attacca attraverso i suoi figli demoni, attraverso la paura. Dal suo rifugio del Mar Rosso, Lilith è una furia, senza più uno scrupolo nei confronti del suo Adamo. Lei ha solo un obiettivo: essere di nuovo riconosciuta come Donna, non come femmina. La donna che ha pari dignità di anima e corpo con Adamo. La Donna capace di risvegliare le passioni umane che ricollegano Adamo alla sua vera natura, senza esserne spaventato. Lilith aiuta Adamo a radicarsi nella vita, cosa che lo spaventa tanto perché il radicamento crea dolore non solo fisico, ma anche di anima. Vivere significa morire. Lilith ricorda ad Adamo il

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