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Sorge la Luna: Trilogia di Sedici Tramonti, #2

Sorge la Luna: Trilogia di Sedici Tramonti, #2

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Sorge la Luna: Trilogia di Sedici Tramonti, #2

Lunghezza:
241 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
Apr 6, 2019
ISBN:
9781386594932
Formato:
Libro

Descrizione

Anne Henderson, i cui superpoteri le hanno garantito l’immortalità millenni fa, è una delle poche persone consapevoli che l’agenzia governativa gestita dal Dottor Jacob Globe è stata sovvertita per uno scopo malvagio. Globe continua a cercare le persone dotate di superpoteri, ma non per aiutarle. Il suo scopo è apprendere il segreto dietro i loro poteri, e darli o toglierli a suo piacimento. Anne lavora al fianco di altri come lei, oltre al detective della polizia Frank Massey, il quale segue l’emergenza dei super, per salvare coloro che Globe ha catturato e per far conoscere al mondo il suo operato.

Mentre consolida il suo potere, Globe pianifica anche di estenderlo, candidandosi alla carica di sindaco di Seattle con una campagna elettorale anti-super. Tuttavia, la resistenza è sparpagliata e affronta persecuzioni e anche arresti quotidiani, mentre Globe si avvale di hacker esperti per incastrare un uomo innocente per un atto terroristico. Ma alcuni super, che lui ha catturato e sedato, sono mantenuti in quella condizione per un motivo, mettendo Anne e gli altri che combattono Globe di fronte a una scelta impossibile: lasciare che un mostro prosperi oppure sguinzagliarne un altro contro di lui.

Editore:
Pubblicato:
Apr 6, 2019
ISBN:
9781386594932
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Mark Gardner lives in northern Arizona with his wife, two school-aged children and a pair of spoiled dogs. Mark holds a degree in Computer Systems and Applications and is currently attending Northern Arizona University.


Anteprima del libro

Sorge la Luna - Mark Gardner

Anche

Ringraziamenti

Vorrei ringraziare particolarmente le seguenti persone:

L. Fergus

Julie Hutchings

Kay L. Ling

Meg MacDonald

Frank BJ Massey, III

Joynell Schultz

In aggiunta alle persone sopra elencate, ci sono stati tanti altri che mi hanno assistito, in un modo o in un altro, mentre scrivevo questa storia. Cercare di elencare tutti, rischiando di dimenticare qualcuno, sarebbe spiacevole. Tutti voi sapete chi siete! Grazie!

Nuovi Orizzonti

Andy Kitz serrò la mascella mentre i suoi occhi esaminavano lo schermo del portatile. Egli cercò di mantenere una faccia neutra, ma ogni secondo che passava portava a un altro sguardo accigliato di concentrazione.

Ha fatto passare la mano attraverso...

...il vetro! Ha fatto passare la mano attraverso il vetro!

...ma come ha potuto...

Le voci si sovrapponevano le une alle altre, stupite, mentre il super nel video mostrava le sue capacità a una platea tremante che, in streaming live, riprendeva con il telefono.

Quando il video terminò, Andy abbassò parzialmente il coperchio del portatile, si tolse gli auricolari e concentrò l’attenzione su un sorridente Brad.

Naturalmente, Brad non era il vero nome di Brad. Per lui e per chiunque altro nella rete, Andy era Sean, e Sean era padre, madre e moderatore di Last Regiment. Last Regiment raccoglieva e conservava registrazioni video, audio, fotografie e dati testuali sui superumani sparsi per la città dai suoi cinque informatori. Questi informatori avevano la loro propria rete di persone che Sean non incontrava mai perché i suoi cinque primari erano sufficienti per fidarsi di questi incontri senza destare sospetti. Era la legge, finché riguardava Last Regiment, e chiunque volesse essere coinvolto sapeva che quello era il prezzo per essere ammessi.

È fottutamente figo, Brad. È... Andy si sforzò di trovare la parola, ...bellissimo, concluse.

Il sorriso di Brad non sarebbe potuto essere più largo e Andy riaprì lo schermo per guardare di nuovo il video, mettendosi all’orecchio un solo auricolare. Senza una parola né ulteriori indicazioni da parte di Andy, la cameriera si avvicinò alla sua tazza. Lui aspettò che lei gliela riempisse, poi bevve una lunga sorsata, succhiando aria tra i denti nel tentativo di alleviare il dolore causato dal liquido caldo che gli bruciava la gola. Non distolse mai gli occhi dallo schermo.

La vista era dall’alto, probabilmente presa con un teleobiettivo dall’uscita antincendio di un caseggiato. Un superumano adolescente stava infilando una mano attraverso la vetrina di una gioielleria. La videocamera zoomò sulla mano mentre essa scivolava attraverso il vetro, come se il vetro non ci fosse. Allargando l’inquadratura, il video di Brad mostrò che tutt’intorno c’erano persone che dicevano cazzo e ma dai mentre filmavano quello che sembrava un dinamico stuntman. Proprio mentre la mano del ragazzo stava per stringere una collana, lui si voltò per fare l’occhiolino al suo pubblico.

Poi la sua faccia si contrasse per il dolore mentre emetteva uno strillo con tutto il fiato che aveva nei polmoni. Barcollò all’indietro e cadde; una fontana di sangue zampillava dal suo moncherino tranciato.

Andy ammirò il respiro affrettato di Brad mentre lui zoomava sulla mano recisa, che giaceva in una pozza di sangue all’interno del vetro, e poi sul ragazzo, che si contorceva in agonia mentre si teneva il braccio.

L’ultima immagine del video era quella degli agenti di polizia che giravano l’angolo e una vista sbilenca di un’uscita antincendio di metallo mentre Brad spegneva la videocamera.

Non poteva farlo senza guardare il processo, sussurrò Brad. Doveva concentrarsi sulla mano, sul vetro, e solo su quello; ma è diventato presuntuoso. Brad inclinò la testa da una parte. E l’ha pagata cara.

Andy estrasse una chiavetta verde dalla porta del portatile e la fece cadere nella tasca interna della giacca. Cosa gli è successo?

Brad fece una smorfia, con gli occhi che persero la caratteristica scintilla, come se il resto della storia fosse una tale noia.

I poliziotti lo hanno portato all’ospedale. Hanno trascorso un’ora fotografando la... alzò le dita per mimare le virgolette, ...scena. Per un istante diventò serio. Hanno cercato di salvargli la vita, ma non è stato in grado di spiegare come ha fatto un pezzo del suo braccio a finire dall’altra parte del vetro. Probabilmente passerà da tre a cinque mesi in riformatorio per la sua piccola bravata.

Che vergogna.

La porta del bar si aprì ed entrarono tre persone che si diressero verso il tavolo di Andy e presero le sedie libere. Qualcuno mancava...

Dov’è Lupi? domandò Andy.

Vicki, un’atletica brunetta con diabolici occhi neri, sui quali Andy di tanto in tanto fantasticava, fu la prima a rispondere. È malato, o qualcosa del genere. Mi dispiace, Sean. Comunque, mi ha dato il suo drive. Si rifiutò di incrociare lo sguardo di Andy.

Andy serrò la mascella. Sai di cosa abbiamo parlato. Dobbiamo essere prudenti. Se qualcun altro trova questi drive USB, siamo tutti nella merda più profonda.

Già, dice quello che organizza questi incontri in un bar polacco fottutamente affollato, motteggiò Liam.

Andy si voltò verso Liam. Liam non gli piaceva molto, non perché sembrava un delinquente, ma perché contestava sempre la leadership di Sean. Tutti loro avevano visto cose strane, ma nessuno di loro aveva mai assistito a ciò a cui aveva assistito Andy al magazzino di Seventh Street King. Andy era contento di aver fatto il backup del contenuto della sua videocamera sul cloud prima di distruggerla, in un meschino momento di paura.

Vicki rispose alla sfida di Liam prima che Andy finisse di elaborare l’insulto. Qui nessuno ascolta. Se è per quello, i clienti parlano a malapena l’inglese. Per loro, noi siamo un gruppo di studenti che beve il caffè.

Vero, ammise Bryan, annuendo.

Liam alzò gli occhi al cielo e si coprì la bocca, fingendo sorpresa. Finalmente Bryan dice qualcosa!

Lascialo stare, Liam! sussurrò Vicki dall’altra parte del tavolo.

Bryan tirò fuori la sua rossa chiavetta dalla tasca e la fece scivolare sul tavolo, verso Andy. Le mise sopra il suo berretto di lana – un tic nervoso che Andy gli aveva visto fare già molte volte.

Liam sospirò e tirò fuori la sua chiavetta nera. Vicki ne tirò fuori una rosa e una gialla.

Andy le raccolse e le nascose nella tasca interna, insieme a quella di Brad. Poi tirò fuori quattro pezzi di carta e ne diede uno ciascuno.

"Qui c’è la nuova password di questa settimana per Last Regiment. Assicuratevi di bruciare il foglio quando avete finito. Incrociò lo sguardo interrogativo di Vicki. Fai in modo che Lupi sappia, ma per l’amor di Dio sii discreta."

Vicki annuì con fare solenne.

"Vi contatterò in Last Regiment quando avrò finito con i vostri video. Continuate a guardare, continuate a cercare. Continuate a documentare. Tutti voi sapete cosa c’è in ballo."

I quattro annuirono, come facevano sempre; Andy rimise il portatile nello zaino, bevve un sorso di caffè e uscì dal bar.

* * *

Joaquin fissò se stesso nello specchio della stanza da bagno di Frank Massey. Aveva svitato il piercing dal sopracciglio e lo aveva messo sul lavabo. I capelli corti, che si era fatto ricrescere su consiglio di Massey, luccicavano, ancora umidi dalla doccia.

Spero che tu ti rada quel pizzetto.

Joaquin alzò gli occhi al cielo nel sentire la voce di Massey attraverso la porta. Gli piaceva quel pizzetto. Era figo, gli dava un po’ l’aspetto da Big AF. Era passato un po’ di tempo da quando ascoltava i suoi rap, ma lui li ricordava alla perfezione.

Le puttane ammazzerebbero per me, pensò Joaquin, sorridendo tra sé con autocompiacimento.

Bussarono alla porta. Joaquin fece schioccare la lingua.

Cazzo, no, mio vecchio amico. Te l’ho detto. Ho fatto col piercing e il resto. Il pizzetto non lo tolgo, fanculo.

Massey aprì la porta e rimase in piedi, con le mani sui fianchi.

Ne abbiamo parlato, ragazzo. La casa è mia – le regole le faccio io.

Joaquin sospirò e si passò una mano sul mento.

Le tue regole non sono fighe.

Già, ma anche vivere per strada non è poi così figo.

Joaquin incrociò le braccia sul petto.

Massey alzò un sopracciglio. Che c’è?

Non capisco perché mi fai vestire in questo modo e tutte le stronzate. Pensavo che dovessimo andare a caccia di super, fargliela pagare al Dottor Globe per cambiare, come hai detto. Per rendere il mondo migliore. Ma quello che Joaquin aveva in mente non era esattamente la pace e la salvezza del mondo. Lui diceva a voce alta parole che alla gente piaceva sentire, perché altrimenti si sarebbe sentito egoista. Voleva perseguire Globe perché lui lo aveva reso vulnerabile e spaventato, perché lui aveva portato via Peter e li aveva quasi sepolti tutti vivi. Non poteva essere ferito fisicamente, ma il suo passato di abbandono e i problemi di suo padre, le verità da dire, gli stavano fottendo la mente.

Massey entrò nel bagno e sedette sul bordo della vasca, interrompendo i pensieri di Joaquin.

Il mio dovere è trovare quei bastardi assassini e dimostrare quello che stanno facendo. Poi li sbatterò in galera. Hai un obbligo nei confronti della gente che vuoi proteggere. Ecco perché devi sembrare perfetto e avere un lavoro. Potrebbero volerci mesi prima che qualcosa salti fuori sul Dottor Globe. Ha tasche profonde da quando ha lasciato il suo incarico nell’Esercito. Non puoi vivere a casa mia senza contribuire.

No, amico, sai che voi sbirri non siete adatti a merda come questa. Bree vi fotterà come vuole. Avete bisogno di me.

Massey scosse la testa. Ogni cosa a suo tempo, Joaquin. Adesso raditi quella cosa dalla faccia. Sembri ancora un delinquente.

Joaquin arrossì; stava per aprire la bocca quando Massey gli lanciò quello sguardo. Era lo stesso sguardo che gli lanciava ogni volta che Joaquin stava per dire qualcosa di stupido o sbottava e iniziava a criticare le cose.

Guardò di nuovo nello specchio e aspettò che Massey uscisse dal bagno.

Dopo che Massey uscì, Joaquin prese il rasoio e lo strinse forte nella mano finché le nocche non diventarono bianche. Li avrebbe fottuti tutti davvero bene, e lui sarebbe stato l’eroe.

Ma era passato un mese dalla resa dei conti nella selvaggia natura canadese. L’unica cosa che era cambiata era la costante presenza della faccia quadrata di Globe su tutti i canali di notizie. La gente lo amava e Joaquin era testimone dell’influenza dei loro striscioni e delle loro magliette con la sua faccia stampata sopra. Sembrava che tutti appoggiassero la sua candidatura a sindaco, le sue molte opere benefiche. Nessuno sapeva da dove provenissero i suoi cospicui fondi, e nessuno se ne sarebbe preoccupato finché lui avesse continuato a dire che le persone dovevano risparmiare il proprio denaro anziché donarlo alla sua campagna. Era come se lui fosse l’eroe che tutti volevano essere. L’eroe del quale si erano convinti di avere bisogno. Cazzo, persino quelli come Joaquin volevano che Globe diventasse sindaco. Ed era ovvio che Globe aveva le sue mire, molto superiori al diventare sindaco di Seattle. Joaquin sapeva che Globe era un cattivo, ma solo una manciata di persone lo sapeva.

Fanculo quella merda, pensò Joaquin.

Il rasoio entrò in contatto con la pelle, quasi rompendosi all’impatto.

Le lame del rasoio continuavano a spezzarsi mentre lui premeva più a fondo nella pelle. Ne aveva cambiate otto prima di arrivare al pizzo. Ci volle di più, ma era molto più sicuro di un rasoio elettrico, che si piegava contro la sua pelle e gli ronzava in faccia. Si tamponò il mento con un asciugamano pulito e goffamente si abbottonò la camicia bianca.

Massey lo stava aspettando alla porta d’ingresso. Aveva messo il suo vestito migliore, e il distintivo da detective appeso alla cintura era stato lucidato alla perfezione.

Vai da qualche parte?

Massey alzò le spalle. Andò verso Joaquin e gli sistemò la cravatta, lisciandola con il palmo della mano.

Al distretto. Perché?

Nah, sei troppo tirato a lucido per quella discarica. Tutto quello che mi viene in mente è che ti sei vestito così per impressionare.

Pensa meno al mio aspetto e di più al tuo. Andiamo o arriverai in ritardo al colloquio.

* * *

I due fecero il viaggio in silenzio, con Joaquin che per la maggior parte del tempo guardò fuori dal finestrino, tirandosi di tanto in tanto la cravatta.

Questa stupida merda mi sta strozzando, amico. Ne ho davvero bisogno?

Tienila finché il colloquio non è finito.

Massey parcheggiò di fronte al negozio di Mr. Jabbar. Era un negozietto a conduzione familiare, di proprietà del vecchio arabo e di suo figlio. Massey lo aveva scelto perché si trovava a tre isolati da casa sua e perché non vendeva alcolici ai minorenni.

Sii sincero, non ribattere parola e ascolta. Hai una forte raccomandazione, qui.

Joaquin fissò le finestre dotate di inferriate, su cui c’erano dei cartelli che promuovevano sigarette e biglietti della lotteria. Scese dall’auto, lamentandosi all’idea di entrare lì dentro e far finta di essere educato e adeguato alla situazione.

Ecco dei contanti nel caso in cui tu debba prendere un taxi per tornare a casa.

Joaquin raggiunse la porta aperta e prese il denaro, infilandolo in tasca.

Perché stai facendo tutto questo? Sai cosa sono. Non voglio che tu faccia niente di tutto questo solo perché ti senti in colpa per quello che è successo.

Massey si interruppe per un secondo. Spostò lo sguardo sulla spalla del ragazzo, dove il suo proiettile lo aveva colpito tempo prima.

Hai delle potenzialità. Ora smamma.

Joaquin fece per protestare, ma l’auto partì rombando, attutendo le sue parole.

* * *

Miss Anne?

Anne distolse lo sguardo dalla scena dietro il vetro rinforzato della finestra e vide Bree, che indossava un pigiama di lino rosa. Bree teneva in mano un gattino liso che una volta era stato bianco, ma adesso nemmeno l’illuminazione industriale della stanza riusciva a nascondere lo sporco.

Anne si inginocchiò di fronte a Bree e le scostò i capelli biondi da una delle orecchie. Che c’è, tesoro?

Bree strinse a sé il gattino e a bassa voce domandò Perché sei così triste, qui?

Anne tornò a guardare dalla finestra, oltre la quale Peter e Kristof giacevano su letti d’ospedale, con tubi che andavano dalle loro braccia e dai loro polsi in macchinari il cui scopo era conosciuto soltanto dal Dottor Globe e dal team di scienziati che costantemente andavano e tornavano dal laboratorio situato dietro un’altra finestra con vetri rinforzati.

Vedi, tesoro, rispose Anne quando riportò l’attenzione sulla ragazzina, non sono felice qui.

E perché non te ne vai?

Perché il Dottor Globe non mi lascerebbe andare via. Dice che devo stare qui. Anne arruffò i capelli di Bree. E poi, chi si prenderebbe cura di te?

Bree sporse il labbro inferiore. Sono abbastanza grande per prendermi cura di me stessa, dichiarò con un’occhiata sprezzante.

Sono sicura che ne sei in grado, Bree, ma non sono sicura di avere qualcosa a cui tornare.

Bree si accigliò. Non avrei dovuto condurli alla capanna.

Anne si alzò e fissò la stanza al di là del vetro, poi vi appoggiò la testa contro, nello stesso punto di tutti i giorni. Ogni volta la sua fronte lasciava una macchia contro il vetro, e ogni mattina la macchia non c’era più. Perché dici così, tesoro? domandò alla precoce ragazzina di dieci anni. Si domandò se Bree capisse le ramificazioni di quella resa dei conti nel bosco; se capisse quel soggiorno forzato di Anne nel bunker sicuro. O le vite per sempre alterate a causa della bramosia di potere, del controllo, di un uomo solo.

Beh, rispose Bree, la sua attenzione rivolta al gattino impagliato che teneva tra le braccia, c’era così tanto fango dove la neve si era sciolta. Mi aveva sporcato le mie scarpe carine carine.

Quando Globe aveva catturato Peter, Kristof e Anne con l’aiuto di Bree, molte persone erano morte sulla neve sciolta di fresco. Anne era quasi felice che non ci fosse tanta neve. Il rosso era penetrato nel fango e vi si era mischiato. Il terreno bianco non avrebbe mostrato il mondo dove Justin era morto.

Non che Globe avrebbe permesso a chiunque di accedere all’area. L’intera porzione del parco provinciale era stata messa in quarantena. Documenti falsi avevano dichiarato l’area a rischio biologico. La dimostrazione di Bree con gli uccelli aveva convinto le autorità che in quella foresta fredda e buia ci fosse un pericolo reale. Poco sapevano che il pericolo reale se n’era andato con l’elicottero.

Scusa? mormorò Anne. Bree le stava dicendo qualcosa, ma lei non vi aveva fatto caso.

Chiederò al Dottor Globe di lasciarti andare via.

Anne sorrise. Devo stare qui, con te.

Il sorriso di Bree si spense. No! gridò. Non ho bisogno di te! Domani te ne andrai. Bree si voltò e uscì dalla stanza.

Anne sapeva che quando Bree si fissava su qualcosa riusciva sempre a ottenerla. Guardò di nuovo i letti d’ospedale e i due corpi in coma. Troverò un modo per liberarvi entrambi, pensò e uscì da quella fredda stanza dirigendosi verso un futuro che solo allora cominciava ad ammettere che la spaventava.

* * *

Joaquin sedette a disagio sulla sedia mentre Mr. Jabbar completava il suo Sudoku. Sul bancone c’era una lettera di raccomandazione, efficacemente scritta, con allegata la fotografia migliore di Joaquin. Mr. Jabbar spinse i suoi occhiali sul suo

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