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Il Libro degli Insegnamenti Segreti dei Rosacroce: Scritti Scelti

Il Libro degli Insegnamenti Segreti dei Rosacroce: Scritti Scelti

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Il Libro degli Insegnamenti Segreti dei Rosacroce: Scritti Scelti

Lunghezza:
164 pagine
3 ore
Pubblicato:
2 mag 2019
ISBN:
9788869374371
Formato:
Libro

Descrizione

La Conoscenza diretta  dei Mondi Superiori
Ricette e Tecniche secondo l’esoterismo dei rosacroce
 “Lo scenario è Parigi, tra il 1614 e il 1617, quando, con il sostegno della buia notte, certi uomini con certi antichi segreti trovarono la giusta occasione per tappezzare i muri dell'ancora addormentata città con tre distinti manifesti, i quali, al risveglio del Sole, avrebbero provocato non poco stupore
 I tre manifesti rivelarono l'esistenza di un ordine esoterico, i Rosacroce, fino ad allora rimasto dietro le quinte del mondo, intento a conservare   arcaiche conoscenze e remoti insegnamenti, come invisibili guardiani di   un'occulta, sotterranea biblioteca.
 Più precisamente, nei manifesti, vi erano allusioni e riferimenti simbolici a materie non ordinarie come la Cabala, Ermetismo e Alchimia. Inoltre, veniva esplicitato che il progetto dell'ordine era di fornire, mediante le suddette antiche verità, segrete conoscenze riguardo la natura, l'universo fisico e il regno spirituale.
 Ovviamente questo fine richiedeva un percorso intellettuale non accessibile a chiunque; infatti, nei manifesti veniva chiarito che solamente coloro dotati di particolare passione, determinazione e una vasta apertura mentale, avrebbero potuto accedere al misterioso ordine rosacrociano, e che quindi “l'uomo medio” guidato solo da una superficiale curiosità, non sarebbe mai stato accettato”
 Il Libro degli Insegnamenti Segreti fornisce un “percorso”
per la Conoscenza diretta dei Mondi Superiori secondo tecniche e ricette dell’Esoterismo dei Rosacroce.
 
Pubblicato:
2 mag 2019
ISBN:
9788869374371
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Il Libro degli Insegnamenti Segreti dei Rosacroce - Max Heindel

ROSA-CROCE

​Introduzione

Lo scenario è Parigi, tra il 1614 e il 1617, quando, con il sostegno della buia notte, certi uomini con certi antichi segreti trovarono la giusta occasione per tappezzare i muri dell'ancora addormentata città con tre distinti manifesti, i quali, al risveglio del Sole, avrebbero provocato non poco stupore o addirittura eccitamento in alcuni, che trovarono impresso tra l'inchiostro di quei fogli, una nuova luminosa ragione di vita.

I tre manifesti rivelarono l'esistenza di un ordine esoterico, i Rosacroce, fino ad allora rimasto dietro le quinte del mondo, intento a conservare arcaiche conoscenze e remoti insegnamenti, come invisibili guardiani di un'occulta, sotterranea biblioteca. Più precisamente, nei manifesti, vi erano allusioni e riferimenti simbolici a materie non ordinarie e che attualmente non vengono considerate scientifiche, come la Cabala, Ermetismo e Alchimia. Inoltre, veniva esplicitato che il progetto dell'ordine era di fornire, mediante le suddette antiche verità, segrete conoscenze riguardo la natura, l'universo fisico e il regno spirituale. Ovviamente questo fine richiedeva un percorso intellettuale non accessibile a chiunque; infatti, nei manifesti veniva chiarito che solamente coloro dotati di particolare passione, determinazione e una vasta apertura mentale, avrebbero potuto accedere al misterioso ordine rosacrociano, e che quindi l'uomo medio guidato solo da una superficiale curiosità, non sarebbe mai stato accettato.

Parte fondamentale dei manifesti era il messaggio di rivoluzione, o rinnovamento, universale del genere umano, attuabile proprio e unicamente attraverso una scienza tenuta nascosta fino a quel momento, fino a quando l'intelletto umano sarebbe stato in grado di riceverla. I nomi dei tre manifesti erano: Fama Fraternitatis, Confessio Fraternitatis e Le Nozze Chimiche di Christian Rosenkreuz.

Nel primo, il più rilevante, si parla del presunto fondatore dell'ordine (riconosciuto poi nel terzo manifesto con il nome di Christian Rosenkreuz), il quale dopo aver studiato l'occultismo in terre sconosciute del medio oriente, avrebbe riunito alcuni adepti in una piccola setta, che sarebbe poi diventato l'ordine dei Rosacroce, al fine di divulgare e conservare il più possibile il sapere da lui custodito. In origine si dice che il gruppo non comprendesse più di otto persone, e che ognuno dei membri prima della propria morte avrebbe dovuto rimediare un altro adepto per continuare a far vivere l'ordine.

Non si è certi riguardo la precisa storia riguardo la loro origine, quella di cui si è parlato in precedenza è solamente la più accreditata. Un'altra versione della faccenda è quella proposta dall'esoterista Rudolf Steiner, il quale racconta che l'ordine nacque nel tredicesimo secolo, quando dodici personaggi, rappresentanti delle religioni del tempo e possessori di elevate conoscenze, si riunirono e accolsero un tredicesimo adepto, giovane e devoto, a cui vennero trasmesse tutte le conoscenze appartenenti ai vari membri dell'ordine. Una volta compresa la totalità delle conoscenze, il nuovo discepolo avrebbe avuto la visione di un cristianesimo esoterico, una religione universale e sintesi superiore di ogni altra, rivivendo l'esperienza di San Paolo sulla via di Damasco.

Morto in giovane età, si sarebbe poi reincarnato secoli dopo e avrebbe riappreso le conoscenze ottenute nella vita precedente recandosi nuovamente a Damasco, e in seguito, si accerchiò di nuovi discepoli, ai quali trasmise le antiche conoscenze apprese secoli prima, adattate alla mentalità del loro tempo. Molti studiosi hanno indagato se il materiale dei vari manifesti sia da prendere come una grande allegoria o vada seguito letteralmente. L'opinione più popolare è che si debbano considerare le varie dissertazioni rosacrociane come delle allegorie. In seguito all'uscita dei manifesti, si creò ovviamente grande eccitamento in tutta Europa, dove oltretutto infuriavano conflitti religiosi e crisi politiche. Non era una cosa di tutti giorni leggere di una fratellanza misteriosa pronta a sconvolgere il panorama scientifico, sociale, politico e a trasformare la visione artistica e intellettuale del tempo.

Furono pubblicati negli anni successivi centinaia di libri in cui si discuteva l'argomento Rosacroce, chi a favore e chi contrario a credere che esistesse un gruppo di persone tanto influenti e tanto ricche di conoscenza. Col passare dei secoli il mito dei Rosacroce continuò ad esistere; molte figure di spicco nella storia, dai più grandi filosofi a scienziati fino ai migliori artisti, vennero associati per un motivo o per un altro alla confraternita rosacrociana, ed è grazie anche al peso dei nomi a cui appunto fu accostata la Rosacroce, che essa riuscì a sopravvivere nei secoli. Infatti, durante il diciannovesimo e il ventesimo secolo varie organizzazioni dichiararono di provenire da una tradizione rosacrociana e quindi di avere uno stretto legame con la misteriosa fratellanza, e se ne fecero promotori.

I vari gruppi possono essere divisi in tre categorie: i gruppi esoterici cristiani, che professano Cristo; i rosacrociani massonici; e infine i gruppi iniziatici come la confraternita AMORC. I gruppi esoterici cristiani si impegnano a fornire conoscenze esoteriche sugli insegnamenti spirituali della cristianità e tra i più importanti è doveroso citare l'Associazione Rosacroce, nata nel 1901 a Mount Ecclesia, ha l'obiettivo di preparare l'individuo attraverso un percorso di sviluppo armonioso della mente e del cuore verso il raggiungimento di uno spirito altruistico verso tutto il genere umano. Secondo l'Associazione, l'ordine rosacrociano originale fu fondato nel 1313, ed era composto da dodici membri più un tredicesimo a cui vennero affidate tutte le conoscenze; la loro missione era quella di preparare il mondo intero ad una nuova fase della religione, che includa la consapevolezza dei mondi interiori e dei corpi sottili, e di fornire una guida sicura verso il graduale risveglio delle facoltà spirituali latenti dell'uomo nei secoli fino alla venuta dell'Età dell'Acquario.

La seconda categoria come la terza invece, i gruppi rosacrociani massonici e i vari gruppi iniziatici, forniscono preparazione sia attraverso lo studio diretto e sia mediante la pratica del viaggio simbolico-iniziatico. Si parla spesso di simboli dunque, e non si può fare a meno di citare il simbolo rosacrociano per eccellenza: la rosa e la croce. Esso appare come una croce al cui centro è posta una rosa rossa, dorata e alcune volte bianca, a significare gli insegnamenti di una tradizione esoterica occidentale formatasi all'interno dei principi cristiani. Alcuni gruppi di stampo rosacrociano ritengono che il simbolo preceda il cristianesimo, e che la croce rappresenti il corpo, l'uomo, e che la rosa stia per la coscienza dispiegata dell'individuo. Si dice inoltre che la rosa rappresenti il silenzio mentre la croce la salvezza, obiettivo finale del progetto rosacrociano, insegnare all'umanità l'amore di Dio e la bellezza della fratellanza. Altri sono convinti che la rosa e la croce siano il simbolo del processo umano della riproduzione elevato a livello spirituale, in quanto entrambi i simboli, sia la rosa (femmina) che la croce (maschio) sono ritenuti emblemi sessuali; e siccome la generazione è la chiave dell'esistenza materiale, è corretto dire che i rasocrociani assumano come simboli caratteristici quelli che sintetizzano la creazione della vita, e inoltre siccome la rigenerazione è la chiave dell'esistenza spirituale, l'ordine ha scelto tali simboli ad esemplificare la redenzione dell'uomo attraverso l'unione della sua inferiore natura temporale con l'altissima natura eterna.

Nazareno Zoccatelli

MAX HEINDEL - IL METODO PER L’ACQUISTO DELLA CONOSCENZA DIRETTA DEI MONDI SUPERIORI

I PRIMI PASSI

È giunto il momento di indicare la via per mezzo della quale ogni individuo può investigare da se stesso tutti i fatti che in precedenza abbiamo fin qui studiati. Come è stato dichiarato in principio, non sono accordati « doni » speciali. Tutti possono riconoscere da se stessi la verità circa il pellegrinaggio dell’anima, dell’evolu­zione passata e del futuro destino del mondo, senza essere obbligati a dipendere dalla veracità di un altro. Esiste un metodo mediante il quale questa preziosa fa­coltà può essere acquistata, e lo studioso serio può met­tersi in grado d’investigare quei regni superfisici; un me­todo per mezzo del quale, se viene seguito con persi­stenza, i poteri di un Dio si possono sviluppare.

Un esempio semplicissimo può servire ad indicare i primi passi. Il miglior meccanico è quasi impotente senza gli arnesi del suo mestiere. Infatti una delle prin­cipali caratteristiche di un buon artigiano è quella di essere molto meticoloso riguardo alla qualità e alle con­dizioni degli arnesi che usa, giacché egli ben sa che il lavoro dipende tanto dalla loro perfezione, quanto dal­la sua abilità.

L’Ego ha molti strumenti: un corpo denso, un corpo vitale, un corpo del desiderio e una mente. Questi sono gli arnesi e dalla loro qualità e dal loro stato dipende il molto o il poco che egli può compiere nel suo lavoro di raccogliere esperienza in ciascuna vita. Se gli stru­menti sono inferiori e inadatti lo sviluppo spirituale sarà piccolo, e la vita, per quanto si riferisce allo spi­rito, sarà sterile. Generalmente noi consideriamo una vita « riuscita » dal conto-corrente che si ha alla ban­ca, dalla posizione sociale raggiunta, o dalla felicità risultante da un’esistenza scevra di preoccupazioni e in un ambiente sicuro.

Allorché la vita è considerata in tal guisa, tutte le cose più importanti, quelle che sono permanenti, ven­gono dimenticate; l’individuo è accecato da tutto ciò che è evanescente ed illusorio. Un conto-corrente che si ha alla banca sembra un successo reale, se si dimentica il fatto che dal momento che l’Ego abbandona il corpo, non hanno importanza per lui né l’oro né alcun altro tesoro terreno. Può perfino accadere che si debba ri­spondere dei metodi impiegati per accumulare il gruz­zolo, e soffrire terribilmente vedendolo dissipare dagli altri. Si dimentica che anche la posizione sociale sva­nisce quando l’argenteo filo è reciso. Coloro che una volta adularono possono allora sogghignare, ed anche coloro che ebbero fede nella vita possono rabbrividire al solo pensiero di trascorrere un’ora in sola compa­gnia dei morti. Tutto ciò che è soltanto di questa vita, è vanità. Ha vero valore soltanto ciò che può essere portato con noi, oltre la soglia, come tesoro dello spi­rito.

La pianta di serra può apparire bellissima mentre fiorisce nella sua riparata casa di vetro, ma se il fuoco della stufa che la riscalda si spegnesse, appassirebbe e morirebbe. Invece la pianta cresciuta sotto la pioggia e sotto i raggi del sole, nella tempesta o nella calma, sopravviverà all’inverno e fiorirà di nuovo ogni anno. Dal punto di vista dell’anima, la felicità, gli agi e le comodità, sono generalmente circostanze sfavorevoli. Il cagnolino accarezzato, viziato, lisciato, è soggetto a ma­lattie che il bastardo cane randagio, il quale deve lot­tare per trovare un rimasuglio in una cesta d’immon­dizie, neppure conosce. La vita del cane randagio è dura, ma gli procura una tale esperienza che lo rende vigile, sensibile ed astuto. La sua vita è ricca di eventi ed esso raccoglie esperienza, mentre il cagnolino ipernutrito, accarezzato e vezzeggiato, trascorre il suo tem­po in ozio e in una terribile monotonia.

L’essere umano si trova in condizioni analoghe. Può essere duro combattere la miseria e la fame, ma, dal punto di vista dell’anima, è infinitamente preferibile al vivere nell’ozio e nel lusso. Ove la ricchezza non è niente più che una bene intesa filantropia, la quale aiuta l’uomo in modo da realmente innalzarlo, essa può essere una grandissima benedizione ed un mezzo di svi­luppo per il suo possessore, ma quando è usata per scopi egoistici e per opprimere, essa non è altro che una implacabile maledizione.

L’anima è qui per acquistare esperienza per mezzo dei suoi strumenti. Questi sono gli arnesi che ognuno riceve alla nascita, ed essi sono buoni, cattivi, o indif­ferenti, secondo quello che abbiamo imparato durante la passata esperienza per costruirli. Tali quali sono, noi dobbiamo, dopo tutto, lavorare con essi.

Se ci destammo dall’usuale sonnolenza e siamo an­siosi di progredire, sorge naturalmente la domanda: Che cosa debbo fare?

Senza arnesi ben tenuti il meccanico non può ese­guire un lavoro proficuo: similmente gli strumenti dell’Ego debbono essere puliti ed affilati; allora possiamo cominciare a lavorare per raggiungere qualche scopo. Lavorando con siffatti meravigliosi arnesi, questi si perfezionano mediante il retto uso, e divengono sempre più efficienti per aiutarci nel lavoro. Oggetto di que­sto lavoro è l’Unione col Sé Superiore.

Vi sono tre passi mediante i quali questo lavoro vin­ce la natura inferiore, ma essi non vengono comple­tamente mossi uno dopo l’altro. In un certo senso essi vanno insieme, così che allo stadio presente il primo riceve la massima attenzione, il secondo meno, ed il terzo meno ancora. Col tempo, quando il primo passo è stato completamente superato, naturalmente si pre­sterà maggiore attenzione agli altri due. Tre aiuti sono accordati per conseguire questi tre stadi. Si possono vedere nel mondo esterno, dove le grandi Guide dell’umanità li hanno collocati.

Il primo aiuto è costituito dalle Religioni Razziali che, aiutando l’umanità a dominare il corpo del desi­derio, lo preparano all’unione con lo Spirito Santo.

L’intero operato di questo aiuto si vide il giorno delle Pentecoste. Siccome lo Spirito Santo è il Dio della Razza, tutti i linguaggi ne sono l’espressione. Ecco perché gli

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