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S.Angela da Foligno - Manoscritto latino di Subiaco trascritto a colori
S.Angela da Foligno - Manoscritto latino di Subiaco trascritto a colori
S.Angela da Foligno - Manoscritto latino di Subiaco trascritto a colori
E-book376 pagine4 ore

S.Angela da Foligno - Manoscritto latino di Subiaco trascritto a colori

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Info su questo ebook

Don Andreoli propone, a colori, il testo del manoscritto angelano più completo, conservato nella Biblioteca del Monastero dei Benedettini di Subiaco.

Si tratta di uno strumento indispensabile per la conoscenza dell'esperienza e della dottrina di Sant'Angela da Foligno.
LinguaItaliano
Data di uscita22 gen 2016
ISBN9788893323789
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    S.Angela da Foligno - Manoscritto latino di Subiaco trascritto a colori - Sergio Andreoli

    benefattore

    PREMESSE

    1. Sant'Angela

    Non si sa con certezza in che anno e dove è nata Angela, canonizzata da Papa Francesco il 9 ottobre 2013.

    Si sposò, ma del marito non si conosce il nome, come non si hanno notizie sul numero e sull’identità dei figli.

    Dall’accenno ad uno dei suoi terreni, che vendette, per darne il racavato ai poveri, si deduce che era benestante.

    Il suo cammino di conversione e di perfezione ebbe inizio, a Foligno, nel Sacramento della Penitenza, nella Chiesa Cattedrale di San Feliciano, quando fece, dopo confessioni e comunioni in stato di peccato, una completa confessione al Cappellano del Vescovo - comunemente si pensa che questo avvenne nel 1285¹ -.

    Qualche anno dopo - si ritiene nel 1291 - aderì al Terz’Ordine Francescano, oggi denominato Ordine Francescano Secolare; in quel periodo era vedova e aveva perso i figli, oltre che la madre - al padre, Angela non fa mai cenno -.

    Dopo l’esperienza mistica, che si verificò durante il pellegrinaggio ad Assisi - successivo a quello compiuto a Roma - e che si concluse in modo singolare sulla soglia della Basilica Superiore di San Francesco, Angela tornò a Foligno e fu spinta da frate A. - suo parente e consigliere spirituale -, della comunità dei Minori del Convento di San Francesco, a raccontargli le tappe del suo itinerario spirituale, perché egli ne potesse verificare l’autenticità insieme ad altri, senza rivelare loro il suo nome; nacque, così, in latino, il Memoriale, che documenta anche il cammino del periodo successivo, fino al 1296.

    Da quell’anno fino alla morte, ci furono altre esperienze mistiche, riportate in brevi memoriali, ad opera di vari figli, membri del gruppo, che si era formato spontaneamente attorno a lei.

    Con Masazuola - per secoli identificata con il nome di Pasqualina - fece vita comune nella propria casa, di cui non è nota l’esatta ubicazione, ma, sembra, più vicina alla chiesa di San Feliciano che a quella di San Francesco; condusse una vita di intensa penitenza - chiedeva l’elemosina -, di profonda comunione con Dio - nella casa aveva un carcere, dove poteva ritirarsi per la preghiera -, e di maternità spirituale.

    Il dossier angelano - a cui si è soliti dare il nome di Libro -, si compone anche della confessio, dei sermones, dei dicta, delle epistulae e della notitia, e si chiude con la laudatio; tutti questi documenti, stilati in lingua latina, come i memorialia, si devono ad anonimi redattori.

    Angela morì a Foligno il 4 gennaio 1309².

    Il corpo si venera nella Chiesa di San Francesco, dove è stato eretto il suo Santuario.

    Le iniziative programmate dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del VII centenario della morte della Beata Angela da Foligno (1309-2009) e del Comitato di Coordinamento La città di Foligno e la Beata Angela, hanno dato un ulteriore, significativo impulso alla conoscenza della vita e della spiritualità di Angela, già apiamente diffusa, come si può rilevare dalla rete internazionale Internet³.

    2. Il Codice CXII di Subiaco

    Il Codice CXII, che, secondo Ludger Thier O.F.M. e Abele Calufetti O.F.M., appartiene alla Seconda famiglia dei manoscritti angelani, viene da loro così descritto:

    "Cartac. (carta velina resistente); mis. 280x200 mm.; ff. 190, scritti su due colonne e numerati in cifre arabe nel recto; porta la data 1496; legatura antica, sul cui dorso si legge: Vite SS. Angeline de Fulgineo, S. Franicisci (autore fr. Leone) et Catherine Senensis; caratteri gotici.

    Le biografie contenutevi sono disposte come segue: ff. 1r-60r: De B. Angelina de folingio (sic); ff. 60v-107r: Incipit vita B. Francisci; ff. 107v-188r: Vita B. Catherine de Senis; ff. 188v-190r: Revelationes domne nostre beate Elisabeth.

    Si apre con una lunga rubrica di 20 righe (rasa in A [n. b.: Codice 342 della Biblioteca Comunale di Assisi], che sarebbe l’approvazione degli scritti angelani da parte del cardinal Giacomo Colonna.

    Segue immediatamente il prologo: Vere fidelium experientia…

    A differenza di quanto si constata in A, nessuno dei passi spirituali appare qui diviso in paragrafi; tra l’uno e l’altro c’è generalmente una formula uguale a quella del f. 8r: Explicit primus passus, incipit secundus.

    La seconda parte dell’opera inizia al f. 29r con le parole: Secuntur exhortationes salutifere.

    Termina con l’epilogo: Ne inflatura. Se ne trova una trascrizione nella Biblioteca Comunale di Foligno: F. 54-3-111, col titolo Scritti della Beata Angela da Foligno, copia di un codice sublacense del 1496, di D. Leone Allodi, O.S.B., 1908.

    Il testo inoltre è riprodotto in Aut. [n. b.: L’autobiografia e gli scritti della Beata Angela da Foligno, pubblicati e annotati da un codice sublacense per cura di Mons. M. Faloci Pulignani, tradotti da Maria Castiglione Humani, con prefazione di Giovanni Joergensen, Casa Editrice «Il Solco», Città di Castello MCMXXXII].

    Incipit: Si cui infrascripta legere.

    Explicit: Ad femineum sexum est translata prophetia" (Libro, p. 58).

    In nota, L. Thier e A. Calufetti citano: Aut., p. XXIX s.; P. Doncoeur, Le livre de la B. Angèle de Foligno (testo latino), p. XIV-XV; M. J. Ferré, Le livre de l’expérience des vrais fidèles, p. XXIII-XXV⁴.

    3. Nota

    Della prima parte del Codice CXII, del 1496, conservato nella Biblioteca Statale del Monumento Nazionale Monastero Santa Scolastica di Subiaco, relativa al dossier su Angela da Foligno, fu fatta, nel 1908, la trascrizione⁵ da dom Leone Allodi O.S.B., su richiesta di monsignor Michele Faloci Pulignani, che, nel 1932, ne curò la pubblicazione, con la traduzione di Maria Castiglione Humani⁶.

    Dopo poco più di cent’anni, ho voluto cimentarmi nello stesso lavoro, al termine del quale, per completarlo e correggerlo, ho fatto un accurato confronto con il quaderno allodiano e con la preziosissima edizione critica di Ludger Thier O.F.M. e Abele Calufetti O.F.M.⁷.

    Spero che questa edizione a colori - ordinata secondo i generi letterari: memorialia, confessio, sermones, dicta, epistulae, notitia e laudatio -, torni utile a quanti si interessano della grande mistica folignate⁸.

    4. Abbreviazioni

    Autobiografia = L’autobiografia e gli scritti della Beata Angela da Foligno, pubblicati e annotati da un codice sublacense per cura di Monsigno Michele Faloci Pulignani, tradotti da Maria Castiglione Humani, con prefazione di Giovanni Joergensen, Casa Editrice «Il Solco», Città di Castello MCMXXXII.

    Il «Liber» = Il «Liber» della Beata Angela da Foligno, a cura di Enrico Menestò, tomo primo, trascrizione del ms. 342 della Biblioteca Comunale di Assisi, a cura di Francesco Verderosa, Fondazione Centro Studi sull’Alto Medioevo, Spoleto 2009.

    Il Libro = Angela da Foligno, Il Libro, Introduzione, traduzione e note di Salvatore Aliquò, Edizione riveduta e corretta da Sergio Andreoli, Città Nuova Editrice, Roma 2009.

    Il libro = Angela da Foligno, Il libro, Introduzione, traduzione e note di Sergio Andreoli, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 2004³.

    Libro = Ludger Thier O.F.M. - Abele Calufetti O.F.M., Il Libro della Beata Angela da Foligno, (Edizione critica), Iª edizione riservata alla Cassa di Risparmio di Foligno, Editiones Collegii S. Bonaventurae Ad Claras Aquas, Grottaferrata (Romae) 1985.

    Subiaco = Codice CXII, Biblioteca Statale del Monumento Nazionale Monastero Santa Scolastica, Subiaco (Roma).

    5. Avvertenze

    In tondo: citazioni bibliche e parole di Angela.

    In corsivo: parole dei redattori.

    In grassetto: rivelazioni.

    Fra le parentesi [ ]: termini aggiunti o sostituiti.

    Fra le parentesi ( ): parole del codice ritenute superflue o errate.

    Fra i segni < >: numero dei fogli del codice.

    Adattamenti: maiuscole e punteggiatura.

    In azzurro le citazioni bibliche vere o ritenute tali dalla fidelis Christi,

    in arancionealtre citazioni,

    in verde le parole di rivelazioni autentiche di: frater senex, Maria Mater, Jesus Christus, Spiritus Sanctus, Deus, beatus Franciscus e di ignotus, come sono riferite direttamente o ricordate dalla fidelis Christi o dai redattori,

    in rosso scurole parole delle rivelazioni false di: pseudo-sanctus Bartholomeus e di ignotus, come sono riferite dai redattori,

    in rosso e parole della fidelis Christi, come sono riferite dai redattori,

    in marronele parole dei contemporanei di Angela, esclusi frater scriptor-frater A. e altri redattori, di personaggi immaginari, della stessa fidelis Christi e dello stesso frater scriptor-frater A., quando, nel contesto delle testimonianze, sono riferite loro espressioni dirette, come sono state fissate dai redattori,

    in blu le parole del frater scriptor-frater A. e di altri redattori anonimi,

    in nero, tutto il resto.

    don Sergio Andreoli

    donsergiose@gmai.com

    ___________________

    ¹ Il Vescovo Paparone de' Papareschi, O.P., governò la diocesi dal 17 o 27 giugno 1265  al 21 luglio 1285, mentre Berardo de Comitibus dal 21 luglio 1285 al 15 maggio 1296.

    ² A Foligno si fa grande festa.

    ³ Per approfondimenti, cfr. queste mie pubblicazioni: Angela da Foligno maestra spirituale, Editrice Franciscanum, Roma 1996²; Angela da Foligno, Lettere e pensieri, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1998; Angela da Foligno, Gruppo Edicom, Rho (Milano) 1998³; Angela da Foligno, Edizioni Cantagalli, Siena 1999³; Angela da Foligno. Invito alla lettura, Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano) 1999; Angela da Foligno «alter Franciscus», Editrice Franciscanum, Roma 2008²; Angela da Foligno Penitente francescana, Edizioni Messaggero Padova, Padova 2008³; Via Crucis in cammino con Angela da Foligno, Città Nuova Editrice, Roma 2009; cfr. anche: Angela da Foligno e il suo culto. I. Documenti a stampa e nel web (1497 ca - 2003), a cura di Sergio Andreoli, Emiliano Degl'Innocenti, Paul Lachance e Francesco Santi, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, Firenze 2006.

    ⁴ Libro, p. 58.

    ⁵ Conservata a Foligno, nella Biblioteca Comunale Dante Alighieri, con la segnatura: F. 54-3-111.

    ⁶ L’autobiografia e gli scritti della Beata Angela da Foligno, pubblicati e annotati da un codice sublacense per cura di Mons. M. Faloci Pulignani, tradotti da Maria Castiglione Humani, con prefazione di Giovanni Joergensen, Casa Editrice «Il Solco», Città di Castello MCMXXXII.

    ⁷ Ludger Thier O.F.M. - Abele Calufetti O.F.M., Il Libro della Beata Angela da Foligno, (Edizione critica), Iª edizione riservata alla Cassa di Risparmio di Foligno, Editiones Collegii S. Bonaventurae Ad Claras Aquas, Grottaferrata (Romae) 1985.

    ⁸ Ringrazio vivamente il bibliotecario di Subiaco, dom Mariano Grosso O.S.B., il personale della Biblioteca Dante Alighieri di Foligno, monsignor Luigi Moscatelli e padre Lino Temperini T.O.R., direttore di Analecta TOR.

    ANGELAE DE FULGINEO

    LIBER

    TYPIS VARIIS EXARATUS

    [PRIMA PARS]

    [De Angelae experientia decem memorialia]

    [1.]

    [Fratris A. memoriale: Si cui infrascripta]

    [Subiaco, ff. 1r-a/29r-b; Il «Liber», pp. 5-95; Autobiografia, pp. 1-207; Libro, Memoriale, pp. 125-401; Il libro, pp. 35-155; Il Libro, pp. 29-154]

    [A.]

    [Fratris A. declaratio]

    [Subiaco, f. 1r-a; Il «Liber», p. 5; Autobiografia, pp. 2-3; Libro, pp. 126-129; Il libro, p. 37; Il Libro, p. 29]

    <1r-a>⁹ Si cui infrascripta legere contigerit vel videre, quae¹⁰ per quemdam Fratrem Minorem fide dignum ex ore cuiusdam Famulae Christi diligentissime et studiose conscripta fuerunt, certissime noverit quod per dominum Iacobum de Columna¹¹, Diaconum Cardinalem, antequam cum Summo Pontifice in scandalum incideret, et per octo Fratres Minores, famosos lectores, visa et lecta fuerunt, quorum unus fuit lector in Conventu Mediolanensi per plures annos, ubi est Studium Generale, tres, qui fuerunt ministri in Provincia Sancti Francisci, duo, qui per plures annos inquisitores fuerunt in iam dicta Provincia, duo, qui, ultimi, custodes fuerunt in diversis Custodiis iam dictae Provinciae.

    Viderunt, nihilominus, tres alii Fratres multum intelligentes et sufficientes pro officio lectoriae, necnon¹² (et) plures alii Fratres fide digni et viri utique modesti et per divinam gratiam multum spirituales, quorum nullus in aliquo redarguit falsitatis, sed potius venerantur humiliter et tamquam divina carius amplectuntur.

    [B.]

    [Fratris A. introductio]

    [Subiaco, f. 1r-a/1r-b; Il «Liber», p. 5; Autobiografia, pp. 4-7; Libro, pp. 128-131; Il libro, p. 38; Il Libro, pp. 30-31]

    Vere fidelium experientia probat, perspicit et contrectat de Verbo vitae Incarnato, quemadmodum ipse in Evangelio dicit:

    «Si quis diligit me, sermonem meum servabit, et Pater meus diliget eum, et ad eum veniemus et mansionem apud eum faciemus»,

    et:

    «Qui diligit me, manifestabo ei meipsum».

    Quam experientiam et ipsius experientiae doctrinam ipse Deus suos fideles facit probare plenissime.

    Et hic etiam nuper, per aliquam suorum fidelium, ad devotionem suorum, praedictam experientiam et doctrinam fecit aliqualiter indicare, quae, licet minus plene et multum deminute¹³ et detruncate, in veritate, tamen, in verbis sequentibus describuntur.

    Qua, vero, causa et quomodo ego indignus scriptor coactus, ut credo, a Deo fuerim ad scribendum et praedicta Christifidelis¹⁴ omnino coacta fuerit ad dicendum, reperietur scriptum infra, ubi ego incepi <1r-b>¹⁵ noscere - vel scribere -, proprio ipso loco.

    [C.]

    [Fratris A. memorialis primi undeviginti passus]

    [Subiaco, ff. 1r-b/3v-a; Il «Liber», pp. 5-14; Autobiografia, pp. 6-27; Libro, pp. 132-157; Il libro, pp. 39-50; Il Libro, pp. 31-44]

    [a]

    [Subiaco, f. 1r-b/1v-a; Il «Liber», pp. 5-6; Autobiografia, pp. 6-9; Libro, pp. 132-135; Il libro, pp. 39-40; Il Libro, pp. 31-33]

    Dixit quaedam Christifidelis quod, colloquendo de Deo cum Socia, assignaverat triginta passus vel mutationes, quas facit anima, quae proficiscitur per viam paenitentiae, quas inveniebat in se.

    Primus passus est cognitio peccati, qua anima valde timet ne damnetur¹⁶ in Inferna; et in isto plangit amare.

    Secundus passus est confessio, ubi adhuc habet verecundiam et amaritudinem et adhuc non sentit amorem, sed dolorem.

    Unde, retulit mihi quomodo multotiens communicaverat cum peccatis, quia pro verecundia non plene confitebatur.

    Et de die et de nocte reprehendebatur a conscientia.

    Et cum rogasset beatum Franciscum, ut inveniret ei confessorem, qui cognoceret bene peccata, et ipsa posset bene confiteri ei, (in) ipsa nocte apparuit ei Frater senex et dixit:

    «Soror, si citius rogasses me, citius fecissem tibi; sed quod petisti, est tibi factum».

    Et mane, statim ivi ad Sanctum Franciscum et redii cito et, in reditu, inveni unum Fratrem praedicantem in Sancto Feliciano et erat ille Frater, Capellanus Episcopi.

    Et statim deliberavi, Deo faciente, confiteri ei plene, si ipse poterat habere auctoritatem Episcopi, vel si ipse acquireret mihi Episcopum.

    Et fui bene confessa sibi.

    Et ille, audita confessione, dixit quod, si non eram contenta de eo, ipse diceret omnia peccata coram Episcopo.

    Et dixit (quod):

    «Paenitentiam, quam ipse imponet tibi apportabo, quamvis ego possim te absolvere, sine Episcopo».

    Unde, in isto passu [anima] adhuc habet verecundiam et sentit non amorem, sed dolorem.

    Tertius passus est paenitentia, quam facit satisfaciendo Deo de peccatis; et adhuc est in dolore.

    Quartus passus est cognitio divinae misericordiae, quae praedictam misericordiam concessit ei; et extraxit eam Christus de Inferno.

    Et hic incipit illuminari.

    Et tunc, plus <1v-a> plangit et dolet, quam prius et magis affectat facere paenitentiam acutiorem.

    Ego, Frater scriptor, dico quod, in omnibus passibus, non scripsi paenitentiam eius mirabilem, quam ipsa Fidelis Christi faciebat et quam ego didici, postquam scripseram passus praedictos, quia et ipsa non manifestabat, tunc, nisi quantum oportebat eam dicere pro passibus distinguendis.

    Et ego nolebam unam dictionem plus scribere, nisi sicut ipsa loquebatur; immo,¹⁷ (et) plura dimittebam, quae non poteram scribere.

    [b]

    [Subiaco, f. 1v-a/1v-b; Il «Liber», pp. 6-7; Autobiografia, pp. 8-11; Libro, pp. 134-137; Il libro, pp. 40-42; Il Libro, pp. 33-34]

    Quintus passus est cognitio sui, quia iam aliquantulum illuminata, [anima] non videt in se, nisi defectus; et tunc, condemnat¹⁸ seipsam Deo, quod certissime est digna Inferno.

    Et hic recipit amarum planctum adhuc.

    Et intelligas quod in omnibus istis passibus est mora.

    Unde, magna pietas et magnum cordolium est de anima, quae tam graviter potest se movere et cum dolore et cum maximo pondere versus Deum.

    Et valde parvum passum facit.

    Et scio de me, quia in quolibet passu morabar et plangebam et non dabatur mihi plus simul, quamvis aliqualis consolatio mihi esset quod poteram plangere in quolibet passu, sed erat una consolatio amara.

    Sextus passus est quaedam illuminatio gratiae, a qua profunde dabatur mihi cognitio omnium peccatorum.

    Et videbam me offendisse omnes creaturas pro me factas, in illa illuminatione.

    Et profunde reducebantur in memoriam mihi peccata (et) in confessione, quam faciebam de eis coram Deo.

    Et rogabam omnes creaturas, quas videbam me omnes offendisse, ut non accusarent me.

    Et dabatur mihi cum magno igne amoris orare.

    Et invocabam omnes Sanctos et Beatam Virginem, ut intercederent pro me et rogarent Amorem, qui tanta bona fecerat mihi, ut, quia cognoscebam me mortuam, faceret me vivam.

    Et videbatur mihi quod omnes creaturae haberent de me pietatem et omnes Sancti.

    <1v-b> Septimo: dabatur mihi respicere in cruce, in qua videbam mortuum Christum pro nobis.

    Sed erat visio adhuc insipida, quamvis haberem ibi magnum dolorem.

    Octavo: in aspectu crucis data est mihi maior cognitio quomodo Filius Dei mortuus fuerat pro peccatis nostris.

    Et tunc, cognovi omnia peccata mea, cum dolore maximo, et sentiebam quod ego crucifixeram eum.

    Sed non cognoscebam, adhuc, quod esset maius beneficium: an quod me reduxerat de peccatis et de Inferno et converterat me ad paenitentiam, an quia crucifixus fuerat pro me.

    Sed in ista cognitione crucis, dabatur mihi tantus ignis, quod, stando iuxta crucem, expoliavi me omnia vestimenta mea et me totam obtuli ei.

    Et quamvis cum timore, tamen, tunc, promisi ei servare castitatem perpetuam et non offendere eum cum aliquo membrorum, accusando ei omnia membra singulariter, scilicet quodlibet membrum per se.

    Et rogabam eum quod ipse me faceret istud praedictum observare, scilicet istam castitatem omnium membrorum et sensuum.

    Quia, ex una parte timebam promittere, et ex alia parte ignis praedictus cogebat me ad promittendum praedicta.

    [c]

    [Subiaco, ff. 1v-b/2r-b; Il «Liber», pp. 8-9; Autobiografia, pp. 12-15; Libro, pp. 136-141; Il libro, pp. 42-43; Il Libro, pp. 34-36]

    Nono: dabatur mihi quaerere quae esset via crucis, ut possem stare ad pedem crucis, ubi refugiunt omnes peccatores.

    Et fuit mihi instructa et illuminata et demonstrata via crucis isto modo: (quia) inspiratum est mihi quod, si volebam ire ad crucem, expoliarem me, ut essem magis levis, et nuda irem ad crucem, scilicet quod parcerem omnibus, qui me offendissent, et expoliarem me de omnibus terrenis et de omnibus hominibus et feminis et de omnibus amicis et parentibus et aliis et de possessione mea et de meipsa, et cor meum darem Christo, qui mihi praedicta beneficia fecerat, et irem per viam spinosam, scilicet tribulationis.

    Et tunc, coepi dimittere pannos meliores et de cibariis et de pannis capitis.

    Sed erat mihi satis adhuc verecundum et poenosum, <2r-a>¹⁹ quia non sentiebam adhuc de amore et eram cum viro meo.

    Unde, et [amarum]²⁰ erat mihi, quando dicebatur mihi iniuria, vel quando fiebat mihi iniuria; tamen, sustinebam patienter, sicut poteram.

    Et factum est, volente Deo, quod, illo tempore, mortua fuit mater mea, quae erat mihi impedimentum magnum.

    Et postea mortuus est vir meus et omnes filii, (in) brevi tempore.

    Et quia inceperam viam praedictam et rogaveram Deum, ut morerentur, magnam consolationem inde habui, scilicet de morte ipsorum.

    Et cogitabam quod deinceps, postquam Deus fecerat mihi praedicta, (quod) cor meum semper esset in corde Dei et cor Dei semper esset in corde meo.

    Decimo: cum quaererem a Deo quid possem facere, propter quod plus ei placerem, ipse, pro sua pietate, apparuit mihi pluries dormienti et vigilanti, in cruce crucifixus.

    Et dicebat mihi quod respicerem in plagas suas et mirabili modo ostendebat mihi quomodo omnia sustinuerat pro me; et hoc pluries.

    Et cum ostenderet²¹ mihi omnia singulariter et singillatim, quae sustinuerat pro me, dicebat mihi:

    «Quid, ergo, potes facere, quod tibi sufficiat?».

    Similiter, multotiens apparuit mihi vigilanti, sed magis placibiliter quam dormienti, quamvis semper appareret multum poenatus.

    Et dicebat mihi, ut dixerat dormienti, ostendendo, a pedibus usque ad caput, poenas; et ostendebat pilos barbae et superciliorum et capitis sibi evulsos.

    Et numerabat flagellationes, assignando singulas flagellationes.

    Et dicebat:

    «Haec omnia pro te sustinui»;

    et tunc, reducebantur in memoriam meam omnia peccata mea mirabiliter, quibus ostendebatur mihi quod, cum ego recenter iterum plagassem eum peccatis meis, ideo, maximum dolorem debebam habere.

    Et tunc, habebam maiorem dolorem de peccatis meis, quam umquam habuissem.

    Similiter (et) mihi videnti passionem suam dicebat:

    «Quid potes facere pro me, quod tibi sufficiat?».

    Et tunc, plorabam multum et lacrimabar tam ardenter, quod lacrimae coquebant carnem.

    Unde, oportebat me <2r-b> postea ponere aquam ad refrigerandum.

    [d]

    [Subiaco, f. 2r-b/2v-a; Il «Liber», pp. 9-10; Autobiografia, pp. 12-17; Libro, pp. 140-143; Il libro, pp. 43-44; Il Libro, pp. 36-37]

    Undecimo: propter praedicta, movi me ad faciendum magis asperam²² paenitentiam.

    Hic est longus passus ad scribendum et mirabilis et supra humanum modum difficilis.

    Dico ego, Frater scriptor, qui postea didici de paenitentia eius.

    Duodecimo: cum non videretur mihi quod possem, cum rebus saeculi, facere sufficientem paenitentiam, deliberavi relinquere omnia omnino, ut possem facere paenitentiam et venire ad crucem, sicut mihi a Deo fuerat inspiratum.

    Praedicta, autem, deliberatio fuit mihi donata a Deo, per gratiam, mirabiliter, isto modo: cum desiderarem vehementer fieri pauper et cogitarem frequenter, cum multo zelo, ne, forte, accideret mihi mors, priusquam fierem pauper, et e contrario impugnarer a multis temptationibus - videlicet, quia eram iuvenis, unde mendicare poterat mihi esse periculum et verecundia, et quod oportebat me mori fame et frigore ac nuditate -, et cum dissuaderetur mihi hoc ab omnibus, tunc, quadam vice, a Deo miserante venit mihi quaedam magna illuminatio in corde meo, cum qua illuminatione venit quaedam firmitas mihi - quam, tunc, non credidi nec modo credo perdere in aeternum²³ -, scilicet quod, in illa illuminatione, disposui me et deliberavi quod, si oportebat me mori fame vel nuditate vel verecundia - ex quo Deo placebat vel placere poterat -, nullo modo ego, propter ista praedicta, dimitterem, etiam si certa essem quod ista omnia mala acciderent mihi, quia, etsi²⁴ omnia mala mihi accidebant, laeta²⁵ moriebar de Deo.

    Et ex tunc, vere deliberavi.

    Tertiodecimo: intravi per dolorem Matris Christi et Sancti Iohannis et rogabam quod ipsi acquirerent mihi signum certum, quo semper possem habere in memoria passionem Christi continue.

    Item, ista visio accidit: (quod) in somno²⁶ fuit mihi ostensum cor Christi.

    Et dictum est:

    «In isto corde non est mendacium, sed omnia sunt ibi vera».

    Et

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