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Simboli, tra conoscenza e destino

Simboli, tra conoscenza e destino

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Simboli, tra conoscenza e destino

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
165 pagine
1 ora
Pubblicato:
22 feb 2019
ISBN:
9788832523720
Formato:
Libro

Descrizione

I simboli non hanno tempo, evolvono mantenendo la loro purezza originaria e si svelano offrendo all'osservatore la possibilità di conoscere se stesso, le sue origini e il suo destino.
Ogni ricerca interiore presuppone un intimo legame tra pensiero e materia, un legame rafforzato dai simboli, che agiscono come uno specchio, riflettendo la coscienza del ricercatore.
Ricchi di significati metafisici, psicologici e pratici, i simboli creano ponti tra il cielo, la terra e gli inferi, ma mostrano anche le strade che ognuno percorre nel corso della vita. E nella vita si può procedere in maniera casuale, sospinti dai venti dell'esistenza, oppure in maniera intenzionale. L'alchimista è un ricercatore che esce consapevolmente dai limiti del proprio mondo e si incammina per altre vie, che gli permettano di essere il meglio di ciò che è.
Il pendolo, il caduceo, la spirale, la croce, l'Albero della Vita, l'Albero Cosmico norreno, l'Albero degli Eroi e l'Opera alchemica, sono alcuni dei simboli che incontrerete in questo libro.
 
Pubblicato:
22 feb 2019
ISBN:
9788832523720
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Simboli, tra conoscenza e destino - Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

Ringraziamenti

Dedica

A tutte le manifestazioni di Dio

La Natura è un tempio ove pilastri viventi

lasciano sfuggire a tratti confuse parole;

l’uomo vi attraversa foreste di simboli,

che l’osservano con sguardi familiari.

Charles Baudelaire

1 - Alchimia interiore e alchimia esteriore

Le tradizioni legate all'alchimia si sono propagate per millenni e in almeno tre continenti. Nell'antico Egitto, in Grecia, nei Paesi arabi e a seguire in altre zone d'Europa troviamo un'alchimia definita occidentale, connessa al sistema filosofico dell'ermetismo, nato con la figura leggendaria di Ermete Trismegisto, mentre in Cina si sviluppa un'alchimia detta orientale, strettamente collegata al Taoismo. Non sappiamo se le due tipologie abbiano origini comuni e fino a che punto si siano influen zate reciprocamente, ma sappiamo che entrambe hanno un doppio indirizzo: uno esteriore e uno interiore. Il primo è incentrato sulla produzione di rimedi e sostanze che permettano di vivere a lungo e in salute, mentre il secondo vede nel corpo e nella mente il laboratorio dove sperimentare la propria trasmutazione e accedere all'immortalità e alla libertà.

Fulcro di questo complesso di conoscenze pratiche, filosofiche ed esoteriche è, in occidente, la mitica pietra filosofale e, in oriente, il famoso elisir di lunga vita, ma è evidente che i due composti si possono tranquillamente equiparare, tanto più che a essi vengono attribuite le stesse proprietà di conoscenza, longevità e trasmutazione. Sul significato pratico da attribuire alla pietra e all'elisir si è dibattuto molto, ma a noi sembra chiaro che l'opera degli alchimisti sia di natura principalmente spirituale e pertanto che la meravigliosa sostanza si debba trovare dentro all'essere umano, per mezzo della ricerca e dello sviluppo trascendentale.

Questa convinzione, oltre a spingerci a concentrare l'attenzione prevalentemente sull'alchimia interiore, ci fa scorgere nella pietra filosofale la trasposizione figurata di ciò che in filosofia si intende per principio primo, ossia quel nucleo immutabile ed eterno, che definisce le strutture permanenti e divine della realtà di cui l'uomo ha esperienza. Grazie alla comprensione e alla realizzazione del principio primo si può accedere alle più alte vette della conoscenza e soprattutto alla trasformazione interiore e, di conseguenza, a un diverso modo di vivere. In questa prospettiva, il simbolo per eccellenza dell'alchimia non può che distillarsi nel laboratorio interiore, e non può che essere deputato a far giungere l'alchimista al sé consapevole, centro di ingegneria e architettura della propria esistenza.

A fondamento dell'alchimia occidentale troviam o, come già anticipato, l'ermetismo, una corrente filosofica nata dal Corpus Hermeticum attribuito a Ermete Trismegisto, il cui testo ispiratore è certamente la Tavola Smeraldina, nella quale gli alchimisti leggono l'intera opera della natura e il procedimento per ottenere la pietra filosofale. Il punto di partenza, a cui fare riferimento costante, è la dichiarazione Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per adempiere i miracoli della cosa una. E siccome tutto è nato da un'unica forza che si è convertita in materia, il compito del ricercatore sarà quello di separare la cosa spessa da quella sottile, salendo simbolicamente dalla terra al cielo e poi ridiscendendo per ospitare in sé la forza dalle cose superiori e di quelle inferiori, esattamente come fu creato, e si crea continuamente, il mondo. Qui il Dio creatore è una forza indefinita, immensa, incommensurabile e inconoscibile, ma onnipresente e visibile attraverso le sue stesse manifestazioni.

L'alchimia interiore può essere perseguita in modi e forme differenti, ma il suo scopo è essenzialmente uno: strutturare la Scintilla Divina che è in noi.

Nella vita di tutti i giorni, ciò si traduce in tre conquiste fondamentali: la prima è una maggior consapevolezza, che comporta un modo di agire più presente e vigile in sostituzione degli automatismi abituali; la seconda consiste nel risveglio della coscienza, che porta alla formazione dell'Io superiore al posto dell'ego e della comune personalità frammentata; la terza è un'esistenza più responsabile, dove la volontà e la creatività possono finalmente esprimersi costruttivamente. C'è poi un'aspirazione ancor più elevata, che trascende il quotidiano, a motivare il lavoro dell'alchimista, ed è la ricerca dell'immortalità. L'immortalità si concretizza dopo l'abbandono del corpo fisico e permette alla Scintilla Divina, cosciente di sé, di proseguire il proprio cammino in altre dimensioni.

Gli stadi fondamentali dell'opera alchemica sono tre: l'Opera al Nero, o Nigredo, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi; l'Opera al Bianco, o Albedo, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; e l'Opera al Rosso, o Rubedo, che rappresenta il momento in cui la materia si ricompone, fissandosi. In questa successione è illustrato, in maniera simbolica e concisa, ciò che accade nell'officina interiore: la prima fase corrisponde all'indispensabile decomposizione e destrutturazione del vecchio sé; la seconda chiama in causa la purificazione, la nobilitazione e spiritualizzazione della propria essenza; la terza culmina nella ricostruzione e fissazione del Sè spirituale.

Affinché il procedimento abbia un senso, esso non può ridursi all'aspetto teorico, ma deve realizzarsi sul piano pratico, pertanto si attua tramite l'uso del pensiero e di un programma operativo. Le tecniche devono prevedere il coinvolgimento del corpo, dell'anima e dello spirito, in un connubio di volontà e amore, e il percorso deve contemplare l'abbandono dell'ego, con le relative maschere, proiezioni e frammentazioni, e la rinuncia all'identificazione con la realtà esteriore e con i propri problemi e conflitti, il tutto al fine di approdare a un Io autentico, unificato e completo, un Io consapevole del proprio essere e dell'Essere Assoluto.

Procedendo in tale direzione, è logico affrontare questioni di natura esistenziale, quali l'origine dell'uomo e dell'universo, l'esistenza di un Dio assoluto, il senso della vita e della morte, l'immortalità dell'anima e dello spirito. Temi che, sebbene si articolino su modelli filosofici e teorici, devono trovare risposte sorrette da risultati concreti e che comportino uno specifico modo di essere e di vivere.

Secondo la filosofia ermetica, la vita non è un fatto casuale, ma vi è un principio metafisico all'origine, un'energia onnipresente che sostiene e muove tutto ciò che esiste, e l'essere umano può trovare un punto di contatto tra se stesso e il principio metafisico causante, ovvero tra l'energia finita che lo anima e l'energia infinita dell'Assoluto, così da integrare l'eterno nella sua esistenza effimera. Ora, questa ipotesi di lavoro è confortata dalle trasformazioni che si verificano nel corso dell'opera, ovvero nel passaggio da un'esistenza passiva, opaca, frammentata e instabile a uno stato di coscienza attivo, lucido, unitario e stabile, e nel conseguimento di un maggior equilibrio psicofisico e di un più elevato stato energetico. Frequentemente, poi, ne deriva anche un incremento delle capacità sensoriali ed extrasensoriali, che si estrinsecano nei sogni e nella realtà sotto forma di pensiero, percezione e immaginazione caratterizzati da una particolare creatività.

L'alchimia interiore presuppone un intimo legame tra pensiero e materia, e tale legame viene frequentemente rafforzato dall'intermediazione di immagini e simboli, ai quali si ricorre per spiegare ciò che non è alla diretta portata dei nostri sensi fisici.

Il simbolo è appunto un elemento che ha lo scopo di suscitare un'idea diversa da quella offerta dalla sua immediata forma sensibile, grazie ad aspetti che lo caratterizzano e sono in grado di evocare concetti astratti o di difficile espressione. Tra i simboli ce ne sono alcuni particolarmente idonei a indicare l'essenza sostanziale delle cose e a questi è stato attribuito il nome di archetipi. Ritroviamo questo concetto anche nel pensiero dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung, che descrive l'archetipo come un'immagine primordiale contenuta dell'inconscio collettivo, un modello profondo, connaturato nella psiche umana e insito nella struttura stessa del cervello.

In bilico tra psiche e soma, gli archeti pi presentano sia una struttura istintiva sia una spirituale e questo li avvicina al concetto delle idee platoniche, genitrici di ciò che si manifesta. In virtù della loro essenza, gli archetipi danno vita al simbolo, permettendogli di perdurare nel tempo, e aiutano chi vi entra in contatto a compiere il processo di costruzione della propria coscienza.

Pagina dal trattato di alchimia del XVI secolo di Raimondo Lullo.

2 - Un doppio intento

La nostra passione per l'alchimia interiore ci ha condotto allo studio di molti testi esoterici e contemporaneamente ci ha spronato alla ricerca pratica. Una parte del lavoro sperimentale ha trovato nelle scoperte sulla riflessologia cutanea, realizzate dal professor Giuseppe Calligaris, un valido strumento di supporto per il lavoro psicologico e spirituale. Negli anni, poi, abbiamo messo a punto un vero e proprio sistema operativo, che è culminato nella Dermoriflessologia e nella Dermoalchimia, nate per supportare l'opera dei moderni alchimisti.

Dopo la pubblicazione di numerosi testi incentrati prevalentemente sull'aspetto tecnico dell e sopracitate discipline, oggi abbiamo deciso di addentrarci nell'affascinante mondo del simbolismo, nella sua funzione di tramite tra la pratica e la teoria dell'opera alchemica e tra

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