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Argomenti di metodologie educative in comunità

Argomenti di metodologie educative in comunità

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Argomenti di metodologie educative in comunità

Lunghezza:
288 pagine
2 ore
Pubblicato:
Feb 8, 2019
ISBN:
9788867354788
Formato:
Libro

Descrizione

L’educatore professionale ha il compito di predisporre ed attuare, per i soggetti in difficoltà, un progetto educativo - riabilitativo per favorire il recupero e il reinserimento psicosociale. Il libro aiuta il futuro educatore in questa operatività, fornendo gli strumenti per lavorare nei contesti comunitari relativi alla disabilità, alla tossicodipendenza, al disagio dell’età evolutiva, alla terza e quarta età e alla realtà carceraria. Ogni capitolo è corredato da storie di vita (casi clinici) che favoriscono l’applicazione delle metodologie educative apprese.
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Feb 8, 2019
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9788867354788
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Anteprima del libro

Argomenti di metodologie educative in comunità - Vincenzo Amendolagine

Indice

INTRODUZIONE

CAPITOLO PRIMO - L’educatore professionale: identità culturale, ambiti di intervento e finalità educative

1.1 Il profilo professionale dell’educatore professionale

1.2 Gli ambiti d’intervento dell’educatore professionale

1.3 Le finalità educative dell’educatore professionale

1.4 La specificità professionale dell’educatore professionale

1.5 Modello medico, psicologico ed educativo

Per l’approfondimento

1. A Il counseling

1. B La comunicazione terapeutica: gli strumenti e le strategie per renderla efficace

1. C L’importanza della comunicazione nel costruire delle buone relazioni terapeutiche

Per l’apprendimento

CAPITOLO SECONDO - Progettazione educativa e programmazione educativa e didattica

2.1 La progettazione educativa

2.2 La programmazione educativa e didattica

Per l’approfondimento

2. A L’educatore professionale e la disabilità. Le storie di vita: Giordano

2. B Disabilità e qualità della vita. Il tempo libero della persona disabile

2. C Da castigo degli dei a diversamente abili: l’identità sociale del disabile nel corso del tempo

Per l’apprendimento

CAPITOLO TERZO - La comunità

3.1 L’origine delle comunità

3.2 Comunità e società

3.3 La comunità socio - sanitaria

3.4 La comunità nelle scienze dell’educazione

Per l’approfondimento

3. A L’educatore professionale e il benessere nella comunità: il laboratorio di educazione al benessere relazionale

3. B La psicoterapia di gruppo

3. C Dai giochi dei bambini ai giochi degli adulti. Per una teoria transgenerazionale dell’attività ludica

3. D La comunità familiare: la famiglia come luogo di benessere

Per l’apprendimento

CAPITOLO QUARTO - La comunità terapeutica per tossicodipendenti

4.1 La legge n. 45/99

4.2 Le comunità terapeutiche per tossicodipendenti

Per l'approfondimento

4. A Consumare e consumarsi: sguardi sulle tossicodipendenze

Per l’apprendimento

CAPITOLO QUINTO - La comunità per minori

5.1 La comunità scolastica

5.2 La comunità per minori

5.3 Le differenti tipologie di comunità per minori

Per l’approfondimento

5. A Le storie di vita: Romolo

5. B I disturbi comportamentali dell’età evolutiva

5. C Separazione dei genitori ed età evolutiva

5. D Il disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (ADHD)nell’età evolutiva: le strategie psicopedagogiche

5. E Il dolore dei bambini e le strategie psicopedagogiche d’intervento

5. F I litigi dei bambini e l’intervento degli adulti. Le tecniche psicopedagogiche di mediazione dei conflitti infantili

5. G Il mondo degli adolescenti: la transizione dall’infanzia all’età adulta

Per l’apprendimento

CAPITOLO SESTO - La comunità per anziani e la comunità carceraria

6.1 La comunità per anziani

6.2 La comunità carceraria

Per l’approfondimento

6. A Le storie di vita: Sara

6. B Le storie di vita: Giacomo

Per l’apprendimento

Vincenzo Amendolagine

ARGOMENTI DI METODOLOGIE EDUCATIVE IN COMUNITÀ

L’educatore professionale e la comunità

Questo libro non potrà formare oggetto di scambio, commercio, prestito e rivendita e non potrà essere in alcun modo diffuso senza il previo consenso scritto dell’autore. Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’editore e dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941.

Titolo | ARGOMENTI DI METODOLOGIE EDUCATIVE IN COMUNITÀ

(L’educatore professionale e la comunità)

Autore | Vincenzo Amendolagine

Isbn | 9788867354788

TUTTI I DIRITTI RISERVATI

©Libellula Edizioni 2018

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’Editore.

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Tel. /Fax +39/0833.772652

www.libellulaedizioni.com

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INTRODUZIONE

L’educatore professionale è un operatore sanitario che ha il compito di predisporre ed attuare, nell’ambito comunitario, un progetto di tipo educativo - riabilitativo per i soggetti in difficoltà con la finalità di favorire il recupero e il reinserimento psicosociale.

Il libro aiuta il futuro educatore in questa operatività, fornendo gli strumenti per lavorare nei contesti comunitari relativi alla disabilità, alla tossicodipendenza, al disagio dell’età evolutiva, alla terza e quarta età e alla realtà carceraria. Ogni capitolo è provvisto di approfondimenti ed è corredato da storie di vita (casi clinici) che favoriscono l’applicazione delle metodologie educative apprese. Inoltre, in ogni sezione è presente una parte dedicata alla verifica che, attraverso le esercitazioni proposte, vuole essere un momento di valutazione delle conoscenze - competenze acquisite.

Nel primo capitolo si prendono in considerazione l’identità culturale dell’educatore professionale, il suo profilo professionale, gli ambiti di intervento, le finalità educative che caratterizzano la sua pratica quotidiana e la specificità professionale. Nell’approfondimento si analizzano il counseling, la comunicazione terapeutica e gli strumenti per renderla efficace, l’importanza della comunicazione per costruire delle buone relazioni terapeutiche.

Il secondo capitolo si occupa della progettazione educativa e della programmazione educativa e didattica. Nell’approfondimento si introducono alcuni costrutti relativi alla disabilità. Nello specifico, sono presentati il caso clinico di Giordano, un ragazzo autistico; la correlazione che esiste fra disabilità e qualità della vita, con due storie di vita, relative a Saverio, un giovane affetto da cecità, e a Pasquale, un disabile che ha perso l’uso delle gambe. Inoltre, è affrontata l’identità del disabile nel corso del tempo.

Il terzo capitolo esamina le origini della comunità, la differenza che esiste fra comunità e società, le caratteristiche della comunità socio - sanitaria e il concetto di comunità nell’ambito delle scienze dell’educazione. Nell’approfondimento si illustra il laboratorio di educazione al benessere relazionale, la psicoterapia di gruppo, l’istinto al gioco che è presente in ogni essere umano ad ogni età e che, in circostanze particolari, conduce alla ludopatia, la comunità familiare come luogo di benessere.

Il quarto capitolo valuta la comunità terapeutica per tossicodipendenti, sottolineando i paradigmi operativi che caratterizzano l’agire comunitario. Nella sezione relativa all’approfondimento si spiegano le peculiarità della tossicodipendenza, corredate da due storie di vita, quella di Giovanni, un educatore che lavora in una comunità per tossicodipendenti, e quella di Adalberto, un giovane tossicodipendente.

Il quinto capitolo si sofferma sugli archetipi della comunità per minori, occupandosi anche di delineare le caratteristiche principali della comunità scolastica. Nell’approfondimento si evidenziano la storia di vita di Romolo, un sedicenne che vive in comunità; i disturbi comportamentali dell’età evolutiva, con le storie di vita di Andrea, di quattro anni, di Mario, di otto anni, e di Laura, di quattordici anni; la separazione dei genitori e le conseguenze che essa ha sui figli minori. A questo proposito sono illustrate le storie di vita di Giorgio, Vanessa e Alessandro. Nella stessa sezione sono indicate le strategie psicopedagogiche da adottare con i bambini affetti da disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività; le tecniche psicopedagogiche per aiutare il bambino a lenire il suo dolore, quando è presente; le pratiche psicopedagogiche di mediazione dei conflitti infantili; le tipicità del mondo adolescenziale.

Il sesto capitolo spiega le caratteristiche principali delle comunità per anziani e il ruolo dell’educatore professionale nella comunità carceraria. Nell’approfondimento sono riportate due storie di vita. La prima riguarda un’anziana signora, Sara, che vive in una comunità e la seconda è relativa ad un detenuto, Giacomo, che ha una condanna all’ergastolo.

CAPITOLO PRIMO

L’EDUCATORE PROFESSIONALE:

IDENTITÀ CULTURALE, AMBITI DI INTERVENTO

E FINALITÀ EDUCATIVE

1.1 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL’EDUCATORE PROFESSIONALE

Il D.M. 8 ottobre 1998, n. 520

Il Decreto Ministeriale 8 ottobre 1998, n. 520, del Ministero della Sanità ha legittimato il ruolo professionale dell’educatore professionale, stabilendo le peculiarità lavorative e il percorso formativo necessario per conseguire il titolo che abilità alla professione [1] [2].

Il ruolo dell’educatore professionale secondo il D.M. 8 ottobre 1998, n. 520

Nello specifico, nel Decreto Ministeriale citato si può leggere: [1] [2].

Alla luce della definizione data dal Ministero, si possono fare le seguenti considerazioni:

l’educatore professionale possiede due competenze, una di ordine sociale e l’altra di tipo sanitario;

il titolo è conseguito dopo un diploma di laurea abilitante;

la tipicità professionale dell’educatore è quella di predisporre dei progetti educativi e riabilitativi che hanno come obiettivo l’inserimento o il reinserimento psicosociale dei soggetti in difficoltà;

il contesto in cui l’educatore professionale opera è quello della vita quotidiana.

Prima della promulgazione del Decreto Ministeriale menzionato, alcune indagini scientifiche si erano poste l’obiettivo di focalizzare i compiti e le prerogative professionali dell’educatore professionale.

Ruolo dell’educatore professionale secondo la ricerca del Ministero dell’Interno

Fra i diversi studi effettuati è da menzionare quello del Ministero dell’Interno, che, a questo riguardo, costituì . Questo organismo nel 1984 declinò i compiti, il ruolo e le prerogative dell’educatore professionale. Nel documento prodotto dalla Commissione si può leggere che <.L’educatore professionale è un operatore che, in base a una specifica formazione professionale di carattere teorico e tecnico-pratico e nell’ambito dei servizi socio-educativi e educativo - culturali extrascolastici, residenziali o aperti, svolge la propria attività nei riguardi di persone di diverse età, mediante la formulazione e attuazione di progetti educativi caratterizzati da intenzionalità e continuità, volti a promuovere e contribuire al pieno sviluppo delle potenzialità di crescita personale e di inserimento e partecipazione sociale, agendo, per il perseguimento di tali obiettivi, sulla relazione interpersonale, sulle dinamiche di gruppo, sul sistema familiare, sul contesto sociale e ambientale e sull’organizzazione dei servizi in campo educativo> [3].

In altre parole, il documento redatto dalla Commissione mette in risalto alcune caratteristiche di questa nuova professionalità. In pratica, l’educatore professionale:

ha una competenza sia di carattere teorico che tecnico - pratico;

è un operatore che lavora nei servizi socio - educativi ed educativo - culturali extrascolastici;

si occupa di persone di diversa età;

il suo compito è quello di predisporre ed attuare dei progetti educativi, le cui caratteristiche sono l’intenzionalità e la continuità;

obiettivo principale della sua professionalità è quello di promuovere il pieno sviluppo delle potenzialità individuali, l’inserimento e la partecipazione sociale;

i contesti dove le sue azioni si esplicano sono:

le relazioni interpersonali;

le dinamiche di gruppo;

i sistemi familiari;

i servizi educativi.

Ruolo dell’educatore professionale secondo l’Associazione Nazionale Educatori Professionali

Nel 1992 fu fondata l’Associazione Nazionale degli Educatori Professionali (ANEP). Uno dei primi compiti che l’associazione si pose fu quello di elaborare un glossario delle competenze specifiche dell’educatore professionale, riprendendo alcuni costrutti declinati dalla Commissione del Ministero dell’Interno. Secondo l’ANEP <.l’Educatore Professionale è l’operatore che, in base a una specifica preparazione di carattere teorico e tecnico - pratico, svolge la propria attività mediante la formulazione e la realizzazione di progetti educativi, caratterizzati da intenzionalità e continuità, volti a promuovere lo sviluppo equilibrato della personalità e delle potenzialità, il recupero ed il reinserimento sociale di soggetti portatori di menomazioni psico-fisiche e di persone in situazione di disagio o esposte a rischio di emarginazione sociale o di devianza> [3].

Rispetto alla definizione della Commissione, le concettualizzazioni elaborate dall’ANEP mettono in evidenza i soggetti sociali dei quali l’educatore professionale si occupa. In altre parole, i fruitori dell’intervento dell’educatore professionale sono:

soggetti portatori di menomazioni psico-fisiche (disabili);

persone in situazione di disagio;

emarginati sociali;

soggetti devianti.

NOTE BIBLIOGRAFICHE E SITOGRAFICHE

Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 98 del 28 - 4 -1999

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1999/04/28/099GO190/sg

ANEP: Profilo professionale - La situazione attuale.http://www.anep.it/noiep.php?pageid=27

ANEP:Profilo professionale - La storia.

http://www.anep.it/noiep.php?pageid=27

1.2 GLI AMBITI D’INTERVENTO DELL’EDUCATORE PROFESSIONALE

I contesti professionali nei quali l’intervento dell’educatore professionale si esplica sono, quindi, i seguenti.

La disabilità

Azione educativa sui minori disabili a scuola e in centri diurni che si occupano di diversa abilità [1].

Il recupero scolastico

Azione educativa in centri diurni di sostegno educativo per i minori e per il recupero scolastico [1].

I tossicodipendenti

Azione educativa in comunità residenziali per tossicodipendenti [1].

Adolescenti devianti e delinquenti

Azione educativa in comunità per adolescenti sottoposti a provvedimenti del Tribunale per i minorenni [1].

Minori in affido

Azione educativa in comunità per minori in affido [1].

Anziani

Azione educativa rivolta agli anziani in comunità che li accolgono.

Soggetti problematici

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