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Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato

Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato

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Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato

Lunghezza:
355 pagine
5 ore
Pubblicato:
7 feb 2019
ISBN:
9788867354139
Formato:
Libro

Descrizione

L’insegnamento della religione cattolica è una classica materia mixta nelle relazioni tra Chiesa cattolica e comunità politica. Il volume prende in esame il tema dello status giuridico degli insegnanti di religione, che investe, per così dire ‘ontologicamente’, profili di diritto canonico e di diritto ecclesiastico dello Stato. La prima parte guarda al diritto della Chiesa, che inserisce la ‘missione’ del docente nell’ambito del suo munus docendi. Nella seconda parte si pone attenzione allo statuto degli insegnanti di religione nell’ordinamento giuridico italiano, sia in prospettiva storico-giuridica, sia alla luce dei più recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali.
Pubblicato:
7 feb 2019
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9788867354139
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Libro

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Anteprima del libro

Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato - Michele Madonna

Indice

Premessa

Capitolo primo - Lo statuto canonico dell’insegnante di religione

1.1 L’assetto normativo tra diritto universale, diritto particolare e indicazioni magisteriali

1.2 L’insegnante di religione e il munus docendi della Chiesa

1.3 La missione specifica del docente

1.4 Lo status giuridico e il rapporto con l’autorità ecclesiastica

Capitolo secondo - Gli insegnanti di religione nell’ordinamento italiano dal periodo liberale all’Accordo di Villa Madama del 1984

2.1 Dalla legislazione sardo-piemontese all’avvento del regime fascista

2.2 Dalla riforma Gentile del 1923 ai Patti lateranensi

2.3 La disciplina concordataria del 1929 e la sua attuazione tra fascismo e Repubblica

2.4 L’Accordo del 1984 e le successive intese tra Ministero dell’Istruzione e Conferenza Episcopale Italiana

Capitolo terzo - Il vigente status giuridico del docente tra sviluppi normativi e orientamenti giurisprudenziali

3.1 Premessa

3.2 Gli insegnanti di religione nel quadro del personale docente tra elementi comuni e profili di specialità

3.3 L’istituzione del ruolo con la legge n. 186 del 2003

3.4 Il concorso riservato del 2004 e l’accesso al ruolo

3.5 La mobilità dei docenti

3.6 La qualificazione professionale prima e dopo l’istituzione del ruolo

3.7 L’attestato di idoneità della competente autorità ecclesiastica prima e dopo la legge n. 186/2003

3.8 La partecipazione degli insegnanti di religione agli scrutini e alla decisione sull’assegnazione dei crediti scolastici

3.9 Aspetti lavoristici

Capitolo quarto - I docenti di religione nella prassi concordataria della Santa Sede successiva all’Accordo di Villa Madama del 1984

4.1 L’organizzazione dell’insegnamento

4.2 Lo status dei docenti

Considerazioni conclusive

Bibliografia

e-Reprint

NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

Collana diretta da Antonio G. Chizzoniti


NUOVI ITINERARI

MICHELE MADONNA, Profili Storici del Diritto di Libertà Religiosa nell’Italia Post – Unitaria (2012)

NICOLA FIORITA, Scuola pubblica e religione (2012)

LAURA DE GREGORIO, Conferenza episcopale italiana. Potere normativo e ruolo pastorale (2012)

FABIANO DI PRIMA, Giudice amministrativo e interessi religiosi collettivi. Istanze confessionali, conflitti e soluzioni giurisprudenziali (2013)

STELLA COGLIEVINA, Diritto antidiscriminatorio e religione. Uguaglianza, diversità e libertà religiosa in Italia, Francia e Regno Unito (2013)

ANTONIO G. CHIZZONITI (a cura di), Religione e autonomie locali. La tutela della libertà religiosa nei territori di Cremona, Lodi e Piacenza (2014)

MICHELE MADONNA, Dal carattere sacro al particolare significato. La città di Roma nel Concordato del 1929 e nell’Accordo del 1984. Un itinerario storico-giuridico (2014)

ANTONIO G. CHIZZONITI (a cura di), Cibo, religione e diritto. Nutrimento per il corpo e per l’anima (2015)

DANIELE FERRARI, La libertà di coscienza nella pluralità degli ordinamenti giuridici (2015)

ADORACIÓN CASTRO JOVER (ed.), Asistencia social, participación y reconocimiento de la diversidad. Un estudio comparado entre Alemania, España, Francia e Italia (2015)

VINCENZO PACILLO (ed.), The Public funding of Religious groups in Switzerland problems and issues against the European Context (2016)

PAOLA MARZARO, Gli edifici di culto di proprietà privata: condizione giuridica e ipotesi di valorizzazione (2017)

MARIA CHIARA RUSCAZIO, Libertà religiosa e norme ‘Silenti’. Studio sulla normatività implicita nel diritto ecclesiastico (2017)

LUCIA GIANNUZZO, Laicità europea e libertà religiosa alla luce della giurisprudenza della Corte di Strasburgo in tema di simboli religiosi: ipotesi ricostruttive (2017)

MICHELE MADONNA,Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato (2018)

Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica tra diritto della Chiesa e ordinamento dello Stato, Michele Madonna

© marzo, 2018

in copertina particolare di Gesù fra i Dottori (1311) di Duccio di Buoninsegna, Museo dell’Opera del Duomo, Siena

Vietata la distribuzione e la copia anche parziale dell’opera i cui diritti sono riservati all’autore e all’editore

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NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

Collana diretta da Antonio G. Chizzoniti

Comitato Scientifico: Manlio Miele, Daniela Milani, Miguel Rodriguez Blanco, Carmela Ventrella

Redazione: Miriam Abu Salem, Laura De Gregorio, Anna Gianfreda

Collegio degli arbitri revisori: Romeo Astorri, Andrea Bettetini, Geraldina Boni, Salvatore Bordonali, Adoración Castro Jover, Nicola Colaianni, Gaetano Dammacco, Rosaria Maria Domianello, Giorgio Feliciani, Antonio Fuccillo, Ombretta Fumagalli Carulli, Angelo Licastro, Antonino Mantineo, Francesco Margiotta Broglio, Roberto Mazzola, Cesare Mirabelli, Marta Tigano, Giovanni Battista Varnier, José María Vázquez García-Peñuela, Marco Ventura

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Borè s.r.l via Roma 73, 73039 Tricase (Le)

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isbn: 978-88-67354-12-2

isbn (ebook): 978-88-67354-13-9

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NUOVI STUDI DI DIRITTO ECCLESIASTICO E CANONICO

Michele Madonna

LO STATUS GIURIDICO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA TRA DIRITTO DELLA CHIESA E ORDINAMENTO DELLO STATO

15

NUOVI ITINERARI

PREMESSA

Nel Sillabo (1864), Papa Pio IX annoverava tra i principali errori dell’età nostra la seguente proposizione: l’intero regolamento delle pubbliche scuole, nelle quali è istruita la gioventù dello Stato, eccettuati solamente sotto qualche riguardo i Seminari vescovili, può e dev’essere attribuito all’autorità civile; e talmente attribuito, che non si riconosca in nessun’altra autorità il diritto di intromettersi nella disciplina delle scuole, nella direzione degli studi, nella collazione dei gradi, nella scelta e nell’approvazione dei maestri (XLV)¹. Allo stesso tempo, affermava il Pontefice, in nessun modo poteva essere approvata dai cattolici quella maniera di educare la gioventù, la quale sia disgiunta dalla fede cattolica, e dall’autorità della Chiesa e miri solamente alla scienza delle cose naturali, e soltanto o per lo meno primieramente ai fini della vita sociale (XLVIII)².

Parlando agli insegnanti di religione il 25 aprile 2009³, Benedetto XVI avvertiva che la loro presenza nella scuola pubblica lungi dal costituire un’interferenza o una limitazione della libertà, (...) è anzi un valido esempio di quello spirito positivo di laicità che permette di promuovere una convivenza civile costruttiva, fondata sul rispetto reciproco e sul dialogo leale, valori di cui un Paese ha sempre bisogno. Il suo successore e regnante Pontefice Francesco, in un discorso al mondo della scuola italiana del 10 maggio 2014, afferma che l’educazione non può essere neutra, e ricorda che la missione della scuola è di sviluppare il senso del vero, il senso del bene e il senso del bello, attraverso un cammino ricco, fatto di tanti ‘ingredienti’. Lo stesso Papa Bergoglio, in un indirizzo di saluto pronunciato in occasione della visita in Vaticano del Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella il 18 aprile 2015, osserva che lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire.

All’incirca 150 anni, breve momento, piccola storia, nella eterna storia dei rapporti tra umano e divino⁴, separano le rigide prese di posizione di Giovanni Maria Mastai Ferretti dalle parole pronunciate da Joseph Ratzinger e da Jorge Mario Bergoglio. E, a ben vedere, un abisso sembra dividerle dal punto di vista teologico, culturale e giuridico. Eppure, si intravedono anche dei tratti comuni: la costante attenzione e preoccupazione della Chiesa cattolica per il tema dell’educazione e la rivendicazione di uno spazio per la religione nell’ambito della scuola in generale e di quella pubblica in particolare. Del resto, guardando a questi problemi in prospettiva storica, emergono costanti interazioni tra educazione e scuola, tra scuola e società, tra società civile e (…) religiosa⁵.

In tal senso, educazione ed istruzione si pongono come classiche materiae mixtae nelle relazioni tra Chiesa cattolica e comunità politica, soprattutto a partire dal XIX secolo, di fronte al progressivo affermarsi della scuola pubblica e laica⁶. Come è noto, infatti, la stessa nascita dello Stato moderno è caratterizzata, tra l’altro, dalla riappropriazione da parte dei poteri pubblici delle competenze in materia di istruzione⁷, a scapito delle istituzioni ecclesiastiche, e dalla graduale tendenza ad assumere in forma sempre più esclusiva e assorbente la funzione educativa⁸.

Con riguardo a tale fenomeno, l’attenzione della Chiesa verso il problema educativo assume due principali caratterizzazioni⁹. Da un lato, si rivendica la libertà di istituire e gestire scuole di ispirazione cattolica¹⁰. Dall’altro, si persegue l’obiettivo di garantire un insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche benché ormai laicizzate e prive di ogni ispirazione generale di carattere religioso¹¹.

La presente ricerca prende in esame questo secondo aspetto, relativo all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche con riferimento soprattutto alla realtà italiana. Tale questione, come è stato ben rilevato¹², "rientra in pieno nella categoria delle c.d. res mixtae, trattandosi di un insegnamento di tipo confessionale che investe la competenza dell’autorità ecclesiastica, ma istituito nella scuola pubblica, o comunque nel quadro della pubblica funzione in materia di istruzione, e pertanto rientrante pienamente nella competenza propria dello Stato".

Nell’ambito di un tema di così grande ampiezza, che investe per così dire ‘ontologicamente’, profili di diritto canonico e di diritto ecclesiastico dello Stato, si affronta un aspetto del complesso fenomeno, quello riguardante lo status dei docenti. Si tratta di un tema a cui la dottrina ha rivolto un’attenzione sporadica e frammentaria¹³, ma che assume le caratteristiche di un argomento di frontiera, a cavallo tra l’esigenza generale di autonomia della Chiesa e quella di sovranità dello Stato, tra la necessità di tutelare i diritti soggettivi fondamentali e quella di offrire guarentigie alle aspettative e all’interesse generale della collettività¹⁴.

La prima parte dello studio affronta i profili canonistici. Si offre anzitutto un breve quadro delle fonti, sia a livello di normativa universale, sia riguardo al diritto particolare emanato dalla Conferenza Episcopale italiana. Si passano anche sinteticamente in rassegna le principali indicazioni magisteriali in materia, soprattutto nell’insegnamento degli ultimi tre Pontefici.

Si riflette poi sul senso dell’insegnamento scolastico della religione cattolica e sull’identità specifica del docente nell’ambito generale del munus docendi della Chiesa. In seguito, l’attenzione è rivolta ad analizzare lo status giuridico canonico degli insegnanti di religione¹⁵.

Nella seconda parte della ricerca si guarda ai profili ecclesiasticistici, ponendo attenzione allo statuto giuridico degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche nell’ordinamento giuridico italiano¹⁶.

Dopo un inquadramento degli sviluppi normativi dal periodo ‘liberale’ al Concordato lateranense del 1929 fino al vigente Accordo di Villa Madama del 1984, si prende in esame il vigente status giuridico dei docenti, caratterizzato da un fitto ‘intreccio’ tra norme di derivazione ‘bilaterale’ e disposizioni ‘unilaterali’ dello Stato. L’attenzione è rivolta anche alle indicazioni in materia fornite dalla giurisprudenza, costituzionale, ordinaria e amministrativa.

I principali problemi analizzati riguardano il profilo degli insegnanti di religione nell’ambito del personale docente (anche dal punto di vista lavoristico), la loro qualificazione professionale, l’attestato di idoneità della competente autorità ecclesiastica. Non mancano cenni a più specifici aspetti, quali l’accesso al ruolo, la mobilità dei docenti, e la loro partecipazione alla decisione sull’assegnazione dei crediti scolastici.

L’ultima parte della ricerca offre una sintetica rassegna delle disposizioni riguardanti gli insegnanti di religione contenute negli accordi concordatari sottoscritti dalla Santa Sede nel periodo successivo all’Accordo di Villa Madama del 1984¹⁷. L’obiettivo è di evidenziare i principali elementi di continuità e discontinuità con la disciplina del nostro Paese, per verificare se e in quale misura il vigente Concordato italiano abbia costituito anche in tale materia un modello per la prassi concordataria negli anni seguenti sino ai giorni nostri¹⁸.


¹ Syllabus, Enciclica Quanta cura (1864), in Acta Sanctae Sedis, pars prima/III, pp. 701 e ss. Viene allo stesso modo condannata la proposizione secondo la quale l’ottima forma della civile società esige che le scuole popolari, quelle cioè che sono aperte a tutti i fanciulli di qualsiasi classe del popolo, e generalmente gl’istituti pubblici, che sono destinati all’insegnamento delle lettere e delle più gravi discipline, nonché alla educazione della gioventù, si esimano da ogni autorità, forza moderatrice ed ingerenza della Chiesa, e si sottomettano al pieno arbitrio dell’autorità civile e politica secondo il placito degli imperanti e la norma delle comuni opinioni del secolo (XLII). Cfr. sul puntoP. MONETA, Insegnamento della religione nella scuola pubblica e scuole religiose riconosciute nella prospettiva confessionale cattolica, in Insegnamenti e insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana, a cura di A. MANTINEO, D. BILOTTI E S. MONTESANO, Milano 2014, pp. 239-240.

² In generale, come acutamente osservato da A.C. JEMOLO (Premesse ai rapporti tra Stato e Chiesa, Milano, 1969, 2 ed., p. 14), la Chiesa potrà avere tolleranze, contentarsi di ciò che concedono i tempi, (…) ma non può accettare la concezione di uno Stato agnostico, disinteressato ai problemi religiosi (…), che pretende di interloquire in materia morale, di avere un’etica propria, di avere un proprio istituto matrimoniale, proprie norme sui diritti e i doveri in seno alla famiglia, proprie direttive in materia di istruzione e beneficenza.

³ Tutti gli atti pontifici menzionati nel presente studio sono consultabili, ove non sia diversamente indicato, sul sito istituzionale della Santa Sede www.vatican.va.

⁴ A.C. JEMOLO, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino 1948, p. 739.

⁵ R. BERTOLINO, Normativa canonica e magistero ecclesiale sull’insegnamento della religione a scuola, in «Città & Regione», 1977, p. 79.

⁶ Come ben rilevato da R. BERTOLINO (Normativa canonica, cit., p. 83), il passaggio dalla società cristiana ad una secolarizzata si accompagna con la graduale trasformazione della scuola da confessionale a pubblica e laica. Per un sintetico quadro del rapporto tra Chiesa e mondo educativo nel periodo precedente all’Ottocento, si veda R. BENIGNI, Educazione religiosa e modernità. Linee evolutive e prospettive di riforma, Torino 2017, pp. 4 e ss.

⁷ G. CIMBALO, La scuola tra servizio pubblico e principio di sussidiarietà, Torino 1999, p. 201.

⁸ A. TALAMANCA, Libertà della scuola e libertà nella scuola, Padova 1975, p. 7. Per l’autrice, l’affermazione della qualificazione in senso laico dello Stato, viene perciò associata, secondo un nesso di causa ad effetto, alla analoga evoluzione della scuola, sostenendosi giustamente che Stato laico e scuola laica siano due termini di un unico binomio (Ibidem, p. 9).

⁹ Cfr. in tal senso P. MONETA, Insegnamento della religione nella scuola pubblica e scuole religiose riconosciute nella prospettiva confessionale cattolica, cit. p. 240.

¹⁰ Nell’ambito di un’ampia letteratura in materia, rimane fondamentale in materia lo studio di S. BERLINGÒ, Promozione culturale e pluralismo scolastico. Il diritto allo studio e le scuole confessionali, Milano 1983. Cfr. anche in proposito, tra gli altri, A. TALAMANCA, Libertà della scuola e libertà nella scuola, cit..; G. DALLA TORRE, La questione scolastica nei rapporti fra Stato e Chiesa, Bologna 1988; S. BERLINGÒ, Scuole confessionali, in Enciclopedia del diritto, XLI, Milano 1989; P.A. BONNET, Educazione cattolica, in Digesto delle discipline privatistiche VII, Torino 1991, pp. 388 e ss.; J. HENDRIKS, L’insegnamento e la normativa della Chiesa sulla scuola cattolica, in «Quaderni di diritto ecclesiale», 2000, pp. 339 e ss. Più recentemente, con riguardo al tema della parità scolastica, si vedano E. GIARNIERI, Considerazioni in ordine all’educazione religiosa in un contesto pluralista, con riferimento alla parità scolastica, in Educazione e religione, a cura di G. DALLA TORRE, P. LILLO, G.M. SALVATI, Città del Vaticano 2011, pp. 235 e ss.; M. MADONNA, La parità scolastica tra principi costituzionali, evoluzione normativa e sviluppi giurisprudenziali. Un breve itinerario, in Costituzione e istruzione, a cura di G. MATUCCI, F. RIGANO, Milano 2016, pp. 134 e ss.

¹¹ P. MONETA, Insegnamento della religione nella scuola pubblica e scuole religiose riconosciute nella prospettiva confessionale cattolica, cit. p. 240.

¹² G. DALLA TORRE, Annotazioni sulla disciplina canonica dell’insegnamento della religione, in Studi in onore di Lorenzo Spinelli, II, Modena 1990, p. 465.

¹³ Cfr. in tal senso N. FIORITA, Scuola pubblica e religioni, Tricase (Le) 2012, p. 158.

¹⁴ Così G. DAMMACCO, Lo stato giuridico dell’insegnante di religione, in L’insegnamento della religione dopo il nuovo Accordo tra Stato e Chiesa, a cura di G. DAMMACCO, Bari 1986, p. 122.

¹⁵ Sulla disciplina canonica dell’insegnamento della religione, in generale si vedano R. BERTOLINO, Normativa canonica e magistero ecclesiale sull’insegnamento della religione a scuola, in «Città & Regione», 1977, cit., pp. 78 e ss.; D. MOGAVERO, L'insegnamento della religione nelle scuole secondo il Codice di Diritto Canonico, in «Monitor Ecclesiasticus», 1987, pp. 141 e ss.; G. FELICIANI, L'insegnamento della religione cattolica (IRC) nelle scuole pubbliche. Profili canonistici, in «Aggiornamenti sociali», 1989, pp. 357-372; G. DALLA TORRE, Annotazioni sulla disciplina canonica dell’insegnamento della religione, in Studi in onore di Lorenzo Spinelli, II, Modena 1990, cit., pp. 455 e ss.; G. FELICIANI, L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche tra normativa canonica e legislazioni civili, in «Ius Ecclesiae», 1994, pp. 159 e ss. Sullo status canonico dei docenti, si veda anche J. OTADUY, Profesores de religión (régimen juridico de los), in Diccionario General de Derecho canònico, Instituto Martin de Azpilcueta Faculdad de Derecho Canònico, Universidad de Navarra, Pamplona 2012, VI, pp. 445-451.

¹⁶ Nell’ampia letteratura sul punto, si vedano F. MARGIOTTA BROGLIO, Lo stato degli insegnanti di religione nell’ordinamento statuale, in «Riv. giur. scuola», 1963, pp. 770 e ss.; P. PICOZZA, Osservazioni sullo stato giuridico degli insegnanti di religione, in Ann. Macerata, XXXIII, 1983, pp. 428 e ss.; G. DAMMACCO, Lo stato giuridico dell’insegnante di religione, in L’insegnamento della religione dopo il nuovo Accordo tra Stato e Chiesa, a cura di G. DAMMACCO, Bari 1986, cit., pp. 121 e ss.; F.E. ADAMI, Brevi note sullo «status» giuridico dell’insegnante di religione, in Studi in onore di Guido Saraceni, Napoli 1988, pp. 337 e ss.; D. BONAMORE, Lo status giuridico degli insegnanti di religione nei "sistemi scolastici speciali e in quello comune: organico e ruolo, in «Dir. Eccl.», II, 1988, pp. 354 e ss.; G. DAMMACCO, Stato giuridico degli insegnanti di religione e ordinamento italiano, in «Dir. Eccl.», 1, 1994, pp. 241 e ss.; G. GIOVETTI, Lo stato giuridico degli insegnanti di religione. Alcuni appunti sulle iniziative giuridiche della XIII legislatura, in «Dir. Eccl.», 4, 1997, pp. 997 e ss.; A. GIANNI, Una recente proposta di legge sullo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica. Note sommarie sui profili concordatari, in «Quad. dir. pol. eccl.», 2, 1998, pp. 409 e ss.; M. SALAZAR, Il sistema di tutela degli insegnanti di religione, in «Riv. giur. scuola», 1998, pp. 403 e ss.; A. GUAZZAROTTI, L’insostenibile precarietà dell’insegnante di religione, in «Giur. cost.», 1999, pp. 3031 e ss.; A. TALAMANCA, IRC: strascichi di temi tradizionali e centralità del dibattito sullo status degli insegnanti di religione, in «Quad. dir. pol. eccl.», 3, 1999, pp. 669 e ss.; P. CAVANA, Osservazioni sullo stato giuridico degli insegnanti di religione, in «Dir. fam. pers.», 2000, II, pp. 534 e ss.; F. FRANCESCHI, Gli insegnanti di religione tra passato e futuro: brevi note a margine di una recente sentenza della Corte Costituzionale, in «Dir. Eccl.», 2, 2000, pp. 191 e ss.; V. PALOMBO, L’insegnante di religione, il principio di uguaglianza e il diritto al lavoro, in Ibidem, pp. 210 e ss..; M. SALAZAR, Insegnanti e insegnamento della religione cattolica nella giurisprudenza di fine millennio, in «Quad. dir. pol. eccl.», 3, 2000, pp. 756 e ss.; R. ASTORRI, La qualificazione professionale degli insegnanti di religione tra riforma della scuola e riforma dell’Università, in «Quad. dir. pol. eccl.», 1, 2001, pp. 127 e ss.; V. CASAMASSIMA, Recenti sviluppi in materia di stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica, in «Dir. Eccl.», 1, 2002, pp. 209 e ss.; A. GIANNI, La legge sul ruolo degli insegnanti di religione cattolica, in «Quad. dir. pol. eccl.», 2, 2004, pp. 381 e ss.; S.E. PIZZORNO, Il nuovo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica, in «Nuova Giur. Civ.», 2004, 1, pp. 196 e ss.; V. PRIMERANO, Lo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica dopo la l. 186/2003, in «Riv. giur. scuola», 2004, pp. 109 e ss.; P. CAVANA, La riforma dello stato giuridico degli insegnanti di religione (L. N. 186/2003), in «Dir. fam. pers.», 2005, II, pp. 1314 e ss.; L. NANNIPIERI, Insegnanti di religione cattolica e poteri dell’Ordinario diocesano, in «RIDL», 2006, pp. 66 e ss.; A. TALAMANCA, Lo stato giuridico degli insegnanti di religione: bilanciamento tra impegni bilaterali ed equiparazione giuridica, in R. BOTTA (a cura di), Diritto ecclesiastico e Corte costituzionale, Napoli 2006, pp. 323 e ss.; P. CONSORTI, Sul nuovo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica, con particolare riferimento alla loro mobilità, in «Stato, Chiese e pluralismo confessionale Rivista telematica www.statoechiese.it», giugno 2009, pp. 1-34; A. LAMORGESE, Gli insegnanti di religione e gli altri, in «Questione Giustizia», 2, 2009 pp. 213 e ss.; M. MADONNA, L’insegnamento della religione cattolica, tra amministrazione ecclesiastica e pubblici poteri. Brevi note sullo status dei docenti, in «Stato, Chiese e pluralismo confessionale Rivista telematica www.statoechiese.it», gennaio 2012, pp. 1-11; M. TIGANO, La «specialità» degli insegnanti di religione ed il (pericolo di un) giudizio di ragionevolezza «dimezzato», in «Quad. dir. pol. eccl.», 3, 2013, pp. 697 e ss.; M. RANIERI, Profili giuslavoristici del rapporto di lavoro degli insegnanti di religione cattolica nella scuola pubblica, in «Lavoro e diritto», 4, 2014, pp. 669 e ss. In generale, si veda Insegnamenti e insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana, a cura di A. MANTINEO, D. BILOTTI E S. MONTESANO, Milano 2014, cit. (in partic. R. ASTORRI, I problemi relativi alla qualificazione professionale dei docenti di insegnamenti religiosi, pp. 139 e ss.; A. BETTETINI, Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica, pp. 167 e ss.; S. ATTOLLINO, La nuova qualificazione dei docenti di religione: note a margine del d.p.r. n. 175 del 2012, pp. 187 e ss.).

¹⁷ In generale, sul tema educativo nell’attività concordataria della Santa Sede, si veda F. RICCIARDI CELSI, L’educazione nei Concordati, in Educazione e religione, a cura di G. DALLA TORRE, P. LILLO, G.M. SALVATI, cit., pp. 329 e ss.

¹⁸ Come è stato autorevolmente affermato dall’attuale Segretario di Stato di Sua Santità Pietro Parolin, l’Accordo di Villa Madama del 1984 ha certamente costituito un paradigma di riferimento delle convenzioni successivamente stipulate dalla Santa Sede (P. PAROLIN, Per la promozione dell’uomo e il bene del Paese, in I primi trent’anni del Concordato Craxi-Casaroli (1984-2014), a cura di G. ACQUAVIVA, F. MARGIOTTA BROGLIO, Venezia 2016, p. 121). Per approfondimenti sulla questione, cfr. R. ASTORRI, Gli accordi concordatari durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Verso un nuovo modello?, in «Quad. dir. pol. eccl.», 1, 1999, pp. 23-35; ID., L’accordo del 1984 e la politica concordataria di Giovanni Paolo II, in Studi in memoria di Cesare Mozzarelli, Milano 2008, pp. 1065-1098. In generale, sulla prassi concordataria della Santa Sede dopo il 1984, si veda D. ARRU, La pratica concordataria posteriore agli Accordi di Villa Madama, 2 ed., Roma 2002.

CAPITOLO PRIMO

LO STATUTO CANONICO DEI DOCENTI DI RELIGIONE

1.1 L’assetto normativo tra diritto universale, diritto particolare e indicazioni magisteriali 1.2. L’insegnante di religione e il munus docendi della Chiesa 1.3. La missione specifica del docente 1.4 Lo status giuridico e il rapporto con l’autorità ecclesiastica

1.1 L’assetto normativo tra diritto universale, diritto particolare e indicazioni magisteriali

Prima di addentrarci nell’esame del profilo dell’insegnante di religione nell’ordinamento canonico, è opportuno fornire un sia pur sommario quadro delle fonti della materia in esame. Esse saranno passate rapidamente in rassegna in questo paragrafo, per poi essere riprese trasversalmente e specificamente nel corso della trattazione per tracciare lo statuto giuridico canonico del docente.

Partendo dalle leggi universali, quelle alle quali sono tenuti dovunque tutti coloro per i quali sono state date¹, il riferimento è anzitutto, per la Chiesa latina, alle disposizioni del vigente Codice di diritto canonico del 1983, in particolare alle norme del Libro III De Ecclesiae munere docendi, sulle quali si tornerà ampiamente nel proseguo del lavoro. Tra queste, il canone 798 enuncia il dovere dei genitori di affidare i figli a quelle scuole nelle quali si provvede all’educazione cattolica, e, se non sono in grado di farlo, a curare comunque che questa sia loro impartita al di fuori della scuola. E il canone 799 raccomanda ai fedeli di fare di tutto perché nella società civile le leggi, che ordinano la formazione dei giovani, contemplino nelle scuole stesse anche la loro educazione religiosa e morale, secondo la coscienza dei genitori.

Puntuali riferimenti agli insegnanti di religione sono contenuti nei canoni 804 e 805. Il primo dispone, al par. 1, che l’istruzione e l’educazione religiosa cattolica impartita in qualunque scuola è sottoposta all’autorità della Chiesa², e spetta alla Conferenza Episcopale emanare norme generali su questo campo d’azione, e al Vescovo diocesano regolarlo e vigilare su di esso. Ai sensi del par. 2, l’Ordinario deve darsi premura affinché coloro, i quali sono deputati come insegnanti della religione nelle scuole, anche non cattoliche, siano eccellenti per retta dottrina, per testimonianza di vita cristiana e per abilità pedagogica Per il can. 805, è diritto dell’Ordinario per la propria diocesi di nominare o di approvare gli insegnanti di religione, e parimenti, se lo richiedano motivi di religione o di costumi, di rimuoverli oppure di esigere che siano rimossi.

Tali disposizioni, che più avanti saranno oggetto di specifica analisi, si applicano anche alle scuole non cattoliche, che non sono sottoposte in quanto tali al generale potere di vigilanza e di controllo previsto per quelle cattoliche (cfr. cann. 803³, 806⁴), vale a dire alle scuole pubbliche (…) statali o più genericamente di enti pubblici territoriali o non territoriali, ovvero private, quale che sia la figura giuridica concretamente assunta dal gestore della scuola stessa⁵.

I cann. 804 e 805, peraltro, si limitano ad enunciare alcuni principi essenziali a livello di legislazione universale, lasciando più specifiche indicazioni al diritto particolare, anche per la notevole varietà di situazioni e per la grande diversità dei regimi dell’IRC sanciti dalle legislazioni civili⁶. Chiaramente la loro applicabilità è limitata a un insegnamento di carattere confessionale cattolico, restando esclusa la sottoposizione all’autorità ecclesiastica di un insegnamento religioso non confessionale, ad esempio di storia delle religioni, o di un insegnamento confessionale (…) di religione diversa dalla cattolica⁷, la cui possibilità è, sia pure implicitamente, ammessa dalla vigente normativa canonica⁸.

Per completezza, va segnalato il can. 636 del Codex Canonum Orientalium Ecclesiarum del 1990, secondo il quale "§ 1. Institutio catechetica in scholis quibuslibet Episcopi eparchialis

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