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Il diario lombroso e il killer dei musei

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77 pagine1 ora

Sintesi

Il commissario Paolo Moretti della Sezione Omicidi di Torino, è un uomo dotato di esperienza, coraggio e senso pratico. Altezza 1,80, età 46, magro, capelli neri e un accenno di baffi e pizzetto. Dopo aver frequentato il conservatorio aveva iniziato a suonare la tromba in un quartetto jazz, esibendosi spesso nei locali. Avrebbe voluto intraprendere seriamente la carriera di musicista ma la morte improvvisa del padre lo pone davanti alla dura realtà e, in quel momento particolare della sua vita, non trova di meglio che entrare in Polizia. Moretti non ha smesso di coltivare la passione per la musica: nei momenti di stress lui tira fuori dalla custodia la tromba - regalatagli dal padre per il suo 18°- e si diverte a suonare assieme ai dischi (ne vanta una notevole collezione). Il suo cuore è segnato dalla perdita recente di sua moglie Luisa, uccisa da un colpo di pistola partito accidentalmente nel corso di una rapina in una farmacia di Torino. Nella sezione omicidi è entrato a far parte da pochi mesi un giovane 25enne di Salerno, Simone La Guardia, di aspetto niente affatto meridionale: biondo, occhi color nocciola, alto 1,85, robusto. Dopo aver fatto il volontario nell’Esercito per un anno, partecipa a un concorso in Polizia e lo vince. Simpatizza per le tesi “meridionaliste” esposte nel libro Terroni di Pino Aprile e di tanto in tanto si scontra con i colleghi torinesi, soprattutto quando la discussione vira sul calcio e sulle meraviglie della Vecchia Signora. L’investigatrice torinese Claudia Bonivènt ha 24 anni, fisico atletico - pratica arti marziali - capelli castani e occhi azzurri. È in polizia da 2 anni, ma già da quando era ragazzina sapeva di non voler fare altro. All’età di 10 anni, curiosando nella collezione di fumetti di suo padre, era rimasta folgorata dalle gesta della bella detective Modesty Blaise, protagonista dell’omonimo fumetto creato dall’autore inglese Peter O’Donnell. L’interesse per l’occulto e il mistero accomuna padre e figlia: il primo possiede l’intera collezione del Giornale dei Misteri, la prima rivista in Italia a occuparsi di parapsicologia, ufologia, esoterismo e discipline affini, lanciata nel 1971; la seconda ama i fumetti di Dylan Dog e i film horror. L’agente scelto Luca Brero, altro torinese “doc”, è un 64enne dal carattere duro. Fisico robusto, altezza media, aveva fatto parte, da giovane, dell’antiterrorismo. Non nasconde le sue simpatie per la Lega Nord. È molto incazzato perché, pur essendo prossimo alla pensione, l’entrata in vigore della riforma Fornero lo ha costretto a restare in servizio ancora per 2 anni.Per queste ragioni è insofferente un po’ verso tutti, ma principalmente con gli immigrati stranieri.

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