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Capire me, Capire te

Capire me, Capire te

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Capire me, Capire te

Lunghezza:
462 pagine
5 ore
Pubblicato:
21 feb 2019
ISBN:
9781547565740
Formato:
Libro

Descrizione

Capire noi stessi e come funziona la nostra mente è la strada per la saggezza. È solo così che potremo vivere felici. È qualcosa che non ci viene insegnato a scuola, ma che dovremo scoprire da soli.

Il libro ‘Capire me, capire te’ è uno strumento che può aiutare chiunque a comprendere se stesso in maniera chiara e semplice, attraverso la pura osservazione dei pensieri e delle emozioni e l’analisi della loro origine. Attraverso questa scoperta tutti noi abbiamo la possibilità di arricchirci di una conoscenza che può migliorare la nostra vita. Solo allora sapremo affrontare le difficoltà che incontreremo sul nostro cammino e lo stress che ne deriva. Poiché le nostre menti funzionano allo stesso modo, capire noi stessi vuol dire capire gli altri. È una rivelazione che porterà armonia nelle nostre relazioni, l’ingrediente essenziale di una vita felice. 

Lo scopo di questo libro è quello di rivelare i tanti modi invisibili in cui funziona la nostra mente che, dietro le quinte della nostra consapevolezza, condiziona i nostri pensieri e le nostre azioni. In 26 capitoli analizzeremo quei paesaggi del nostro mondo interiore che accomunano tutti gli esseri umani: l’arte di ascoltare, il meccanismo della comparazione, i nostri condizionamenti e l’impatto che hanno sulla nostra vita, la natura della paura e del desiderio e come influenzano il nostro comportamento, i nostri molteplici bisogni psicologici e le ripercussioni che hanno sulle nostre relazioni, l’affannosa ricerca di amore che ognuno di noi intraprende, le svariate convinzioni che ci danno conforto ma che creano anche divisione tra gli esseri umani, la solitudine, le abitudini che possono degenerare in dipendenze, le immagini che abbiamo di noi stessi e come cerchiamo di difenderle, il dolore che impedisce alla luce del sole di illuminare la nostra vita, e così via.

La bellezza di questo approccio è che non necessita di alcuna autorità, di nessun bagaglio di convinzioni né di filosofia. Basta la sola capacità di osservare come funziona la nostra mente ed è da questa osservazione che emergerà la saggezza.

Grazie a questa esplorazione avremo l’opportunità di porci delle domande che raramente ci facciamo, come ad esempio: ‘Viviamo con intelligenza o agiamo sulla base dell’influenza che il passato ha su di noi?’, ‘È possibile trovare armonia nelle nostre relazioni?’, ‘Possiamo sconfiggere la solitudine?’, ‘Siamo noi i responsabili dei nostri bisogni psicologici inconsci e perché ne abbiamo così tanti ?’, ‘Come possiamo trovare l’amore nella nostra vita?’, ‘Perché vogliamo sempre di più e non ci accontentiamo mai?’, e così via.  

Poiché la maggior parte dei problemi nasce dalla mente umana, allora la ricerca di una soluzione deve partire da lì.

Il libro fa parte dello Human Enquiry Project, un progetto no profit il cui obiettivo è quello di diffondere la saggezza che deriva dalla scoperta di noi stessi e dei meccanismi della nostra mente e che può contribuire a rendere migliore il mondo in cui viviamo. 

Pubblicato:
21 feb 2019
ISBN:
9781547565740
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Capire me, Capire te - Manoj Krishna

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Manoj Krishna ha studiato medicina a Pune in India, prima di trasferirsi nel Regno Unito per intraprendere una carriera nell’ambito della chirurgia spinale. Da sempre si interessa del modo in cui funziona la nostra mente e ha favorito la nascita di gruppi di discussione sull’argomento. Crede fermamente che le persone debbano essere educate all’esplorazione e alla comprensione della propria dimensione interna, allo stesso modo di come già avviene per il mondo circostante. Vive attualmente nello Yorkshire.

Pubblicato da ClearTree Press, Yarm, England.

Cleartreepress.com

Stampato e rilegato da IngramSpark

Copyright © Manoj Krishna 2017.

All rights reserved. No part of this publication may be reproduced, stored in a retrieval system, or transmitted in any form or by any means, electronic, mechanical, photocopying, recording or otherwise, without the prior permission of the publisher.

A CIP catalogue record for this book is available from the British Library.

The author’s website is humanenquiry.org

Riconoscimenti

Sono grato ai numerosi insegnanti i cui scritti sono stati per me di grande ispirazione. In particolare, sono stati molto illuminanti gli scritti di J. Krishnamurti (1895–1986) che si possono consultare su jkrishnamurti.org.

Ho menzionato nel libro diversi fatti e sono grato a coloro che li hanno raccolti. Non ho fornito dei riferimenti, ma è possibile facilmente verificarli attraverso un motore di ricerca.

Sono anche grato ai numerosi amici e familiari che mi hanno dato un feedback e con i quali mi sono intrattenuto in lunghe discussioni.

Ad Anand e Nikhil

Contenuti

Premessa

Perché porci delle domande che riguardano la vita?

I benefici e l’arte dell’indagine

La consapevolezza ci può aiutare a risolvere i nostri problemi?

Consapevolezza

Ascoltare

Essere maestri nell’arte di saper ascoltare

Ostacoli all’indagine

Evitare le insidie più comuni

Comparazione

Perché ci paragoniamo continuamente agli altri?

Paura

È possibile vivere la vita senza la paura?

Desiderio

Perché l’entusiasmo si trasforma in delusione?

Rabbia

Comprendere la rabbia potrebbe ridurre la violenza nel mondo?

Immagine di sé

Le nostre immagini sono responsabili della nostra sofferenza?

Convinzioni

Perché siamo così attaccati alle nostre convinzioni?

Condizionamento

Siamo consapevoli di quanto il passato influenzi il nostro presente?

Ambizione e successo

Il finale ha un sapore amaro?

Interesse egoistico

Capire il nostro interesse egoistico può renderci più umani?

Solitudine

È possibile non sentirsi soli?

Opinioni

Come si formano e in che modo ci influenzano?

Abitudini e dipendenze

Vincere le nostre abitudini e dipendenze con la consapevolezza

Felicità

Perché è così sfuggente?

Dolore

Perché soffriamo?

Relazioni

L’arte dei rapporti armoniosi

Amore

La bellezza e la sfida dell’amore

Morte

Possiamo liberarci della paura di morire?

Identità

Chi sono io?

Humanenquiry.org

Un sito web a integrazione di questo libro

Lettera ad un amico

Premessa

Caro lettore,

Tutti noi ci ritroviamo, per diverse ragioni, a porci delle domande che riguardano la vita che conduciamo. Domande del tipo: come si fa a essere felici? Qual è lo scopo di questa vita? Perché il mondo è in preda al caos? È possibile vivere senza paura, dolore e conflitti? Perché ci sentiamo soli? Come si fa a trovare l’amore? Perché siamo costantemente insoddisfatti? Alcuni di noi posseggono una curiosità innata; altri invece finiscono per porsi delle domande dopo aver vissuto esperienze di conflitto o di dolore. Eppure, anche se ci poniamo tutti questi interrogativi, molti di noi non sanno da dove partire per affrontarli, o a chi rivolgersi per ottenere delle risposte. Molti di noi credono di non essere capaci di trovare le risposte da soli, oppure che è troppo complicato, o ancora come ha detto mia nipote, Non faccio della filosofia. Le risposte a queste e a molte altre domande che riguardano la vita potrebbero non trovarsi lì fuori ma dentro di noi. La chiave è capire noi stessi.

Vorrei invitarvi a seguirmi in un viaggio per capire come siamo davvero. Tutti gli esseri umani condividono la stessa consapevolezza e il pensiero opera dentro di noi utilizzando dei meccanismi che sono simili tra loro, ed è proprio per questo che possiamo analizzarlo insieme. È davvero semplice. Ognuno di noi può farsi queste domande e scoprire la verità. Basta andare un po’ più a fondo dentro di sé. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una visione chiara, porci domande argute ed essere pronti ad accettare ciò che scopriremo. Uso qui la parola verità nel senso più ordinario possibile, quello che scaturisce dalla semplice osservazione dei fatti, come ad esempio che la terra è tonda e gira intorno al sole; oppure che il nostro cervello fa di continuo paragoni; o ancora che tutti noi abbiamo dei bisogni psicologici che devono essere soddisfatti. Non attribuisco alcuna accezione religiosa alla parola ‘verità’. Ho scoperto, osservando giorno per giorno questa verità, ovvero come funziona la nostra mente e come opera il nostro pensiero - che possiamo anche chiamare coscienza - che siamo capaci di straordinarie intuizioni e questo ci condurrà verso una vita più armoniosa e felice.

Nel 1666, Isaac Newton osservò una mela cadere da un albero nel giardino di sua madre. Ulteriori indagini su cosa fosse responsabile di questo fenomeno lo condussero alla scoperta della teoria della gravità la quale si potrebbe definire una verità universale. Analogamente, se osserviamo il modo in cui opera il nostro pensiero e proviamo a indagare sul processo che ne è responsabile, possiamo fare anche noi delle scoperte che potrebbero rivelarsi universali e questo sarebbe d’aiuto non solo a noi stessi ma all’umanità intera; scoperte come il fatto che dietro alla rabbia si cela la sofferenza per essere stati feriti, o che dietro a tutte le nostre convinzioni si nasconde un senso di insicurezza psicologica. Nel mondo scientifico una verità appena scoperta può essere condivisa attraverso la parola scritta. Nel nostro mondo interiore dovremo mettere queste scoperte a disposizione di noi stessi perché divengano parte integrante del nostro tessuto vitale. Questa è una delle differenze cruciali.

In questo viaggio non esiste una distinzione tra ‘chi sa’ e ‘chi non sa’. Tutti, giovani o anziani, istruiti o meno, sono ugualmente dotati di questa capacità di comprensione e possono dare il loro contributo a questa esplorazione, purché siano disposti a mettersi in discussione e a esaminare se stessi.

La verità è universale, è valida per tutti noi e può essere esplorata se ci poniamo delle domande. Mi sono accorto che con le domande giuste, le persone, qualunque sia la loro età, hanno una straordinaria abilità a cogliere la verità delle cose. Questo libro fornisce un contesto all’interno del quale è possibile esplorare queste domande. La sfida per ognuno di noi sta nel compiere questa esplorazione da soli, con passione e dedizione.

Tutti viviamo dei momenti che ci segnano profondamente e ci spingono a cambiare direzione nella nostra vita. Un giorno stavo guidando verso casa di ritorno dal lavoro e, ascoltando le notizie alla radio, ho sentito le urla di alcuni bambini. L’ospedale nel quale erano ricoverati si trovava in una zona di guerra ed era appena stato bombardato. Fu quello il catalizzatore che mi portò a cominciare questo progetto. Qualunque conflitto, nelle nostre vite e nel mondo, tutta la brutalità e le guerre sono provocate innanzitutto dal conflitto presente nel cuore umano. L’incapacità di saper comprendere e gestire questo conflitto interno può generare individui che reagiscono con la violenza. Purtroppo è questo il mondo in cui viviamo, ma se ci sforziamo di comprendere più a fondo le radici di questo conflitto, che a sua volta scaturisce dal modo in cui opera il nostro pensiero, ci verrà data la possibilità di vivere una vita interiore più serena. Possiamo vivere senza conflitto? Abbiamo tutti la responsabilità di analizzare questo interrogativo se vogliamo vivere con la pace nel cuore e dare ai nostri bambini un mondo sereno nel quale crescere.

Siamo soli nell’universo o c’è vita al di fuori della terra? Solo nel 2016 sono stati spesi a livello mondiale più di 20 miliardi di dollari per progetti di esplorazione spaziale. Noi esseri umani siamo curiosi, pieni di risorse e di passione quando si tratta di esplorare il mondo che ci circonda e di unire i nostri sforzi per risolvere i problemi che incontriamo sul nostro cammino. Perché non abbiamo ancora dato la stessa importanza all’esplorazione del nostro mondo interiore e alla risoluzione dei problemi che incontriamo lì? Non abbiamo mai usato le nostre energie e la nostra passione per esplorare quesiti come: è possibile vivere senza la paura, l’insicurezza e il conflitto? Possiamo porre fine alla violenza nel mondo? Perché è così tanto difficile avere delle relazioni armoniose? Perché ci sentiamo soli? Non ci siamo mai lanciati nella sfida di esplorare il nostro mondo interiore e risolvere questi problemi. Forse è arrivato il momento di farlo.

I giovani di tutto il mondo vengono educati alla conoscenza di ciò che li circonda, ma non del loro mondo interiore. Questo li rende impreparati ad affrontare la vita che li aspetta e li conduce al conflitto e al dolore. Andrebbe tutto molto meglio se questa attività di comprensione facesse parte del loro percorso educativo tanto quanto imparare a leggere e a scrivere. Ovunque ci porti la vita, la capacità di capire profondamente noi e gli altri ci consentirà di essere la versione migliore di noi stessi e contribuirà al successo delle nostre relazioni e dei nostri progetti. Sarebbe di beneficio anche alle organizzazioni di qualunque genere. I lavoratori dotati di una consapevolezza di sé avranno delle relazioni interpersonali più armoniose e da ciò ne deriverà un’organizzazione più produttiva. Un professionista consapevole ha maggiori probabilità di fare ciò che è giusto per le persone alle quali fornisce i propri servizi.

Gli scienziati stanno scoprendo sempre nuovi collegamenti tra i processi legati al nostro pensiero e alle malattie. La mente e il corpo sono una cosa sola. Il modo in cui pensiamo produce in noi stress e ciò ha conseguenze sul nostro corpo a livello cellulare. Lo stress riduce la capacità del nostro sistema immunitario di far fronte alle malattie e da qui scaturiscono diversi problemi di salute. Se però impariamo a conoscere il collegamento che esiste tra i nostri pensieri e il nostro stress, questo ciclo si può spezzare.

Puoi utilizzare questo libro in due modi: puoi leggerlo procedendo dall’inizio alla fine oppure puoi leggere direttamente un capitolo che ti interessa in modo particolare. Ho cercato di rendere ogni capitolo il più completo possibile ed è per questo motivo che ti potrà capitare di incontrare più volte delle idee già espresse in altre parti del libro. Il sito humanenquiry.org fornisce ulteriore materiale a integrazione di questo libro.

Comprendendo più profondamente te stesso, comprenderai meglio anche gli altri e questo genererà illuminazione, compassione e bontà d’animo. Poniti domande su te stesso e osserva ciò che emerge. Non credere solo a quello che leggi; vivi in prima persona la trasformazione. Questo viaggio ti potrà sembrare difficile a volte, ma continua ad andare avanti. Potrebbe trasformare la tua vita.

Benvenuto.

Perché porci delle domande che riguardano la vita?

I benefici e l’arte dell’indagine

Come ho detto all’inizio del libro, siamo trascinati verso questo processo di indagine, ovvero siamo portati a farci domande sulla vita, per diversi motivi. Il motivo più comune è quando ci troviamo faccia a faccia con un problema o con un senso di vuoto che sentiamo di non essere in grado di risolvere. Il dolore psicologico ci spinge a chiederci, Perché? e a cercare una soluzione. Ritengo che la cosa migliore da fare sia intraprendere questa indagine sulla condizione umana prima che il dolore danneggi la mente e il corpo. Ci sono persone invece che sono curiose per natura e si interrogano spontaneamente sul significato e sullo scopo della vita – ‘Qual è il senso di tutto questo?’

La maggior parte di noi aspira a vivere una vita felice, senza conflitti, piena di gioia, sensibili alle meraviglie del mondo e in armonia con le persone con le quali vive; ma se diamo un’occhiata alla nostra vita o a quella di coloro che ci circondano, ci renderemo conto che queste aspirazioni non sono facili da raggiungere. Come mai, quando cresciamo, ci sembra di perdere tutta la nostra capacità di meravigliarci e la curiosità che avevamo da bambini? Questa e altre domande simili possono essere esplorate attraverso il processo di indagine.

In questo capitolo analizzeremo:

Gli esseri umani sono differenti o sono fondamentalmente uguali?

Racconto di due computer: il nostro sistema operativo

In che modo questo ‘sistema operativo’ è invisibile a noi?

Differenza tra ‘Autoconsapevolezza’ e ‘consapevolezza di sé’

I benefici dell’indagine

Come possiamo cominciare a esplorare noi stessi?

Gli esseri umani sono differenti o sono fondamentalmente uguali?

La risposta breve è che siamo differenti sotto diversi aspetti, ma sono ancora di più gli aspetti per i quali ci somigliamo. Più di quanti possiamo immaginare. Dal giorno in cui nasciamo, ci viene insegnato che siamo unici. Abbiamo tutti un nome univoco e non abbiamo lo stesso aspetto fisico. Il nostro linguaggio è strutturato in modo tale che una delle prime parole che impariamo a dire è ‘io’ e la usiamo così spesso, in ogni frase, che finisce per rafforzare ulteriormente il nostro senso di unicità. In aggiunta, le persone si rivolgono continuamente a noi utilizzando il nostro nome e questo accresce ulteriormente la nostra percezione di essere degli individui distinti. Ci guardiamo attorno e, tra i sette miliardi di persone su questo pianeta, nessuno si somiglia. Quindi il nostro senso di unicità viene rafforzato dal nostro aspetto fisico, dalla nostra lingua, dal modo in cui gli altri si rivolgono a noi e dalla nostra cultura che celebra e loda la nostra unicità e le nostre conquiste.

Eppure gli esseri umani hanno anche tanto in comune. Ognuno di noi nasce e un giorno morirà. Proviamo tutti lo stesso spettro di emozioni: paura, solitudine, ambizione, invidia, rabbia, amore e felicità. Vogliamo domani più di quanto non abbiamo oggi. Abbiamo molti desideri, siamo alla ricerca del piacere e ci capita di essere tristi. La nostra reazione a una data situazione dipende dalle esperienze che abbiamo accumulato nel passato. Proviamo solitudine o irrequietezza e cerchiamo di sfuggire a entrambe. La maggior parte del tempo non siamo consapevoli di questa solitudine poiché è mascherata dal fatto di essere costantemente occupati. Siamo dotati di un cervello abilissimo che si inventa infinite opportunità di sfuggire al nostro senso di vuoto attraverso il piacere, lo stimolo e le sensazioni. Sviluppiamo dei modelli di reazione e di comportamento che ripetiamo nel corso di tutta la nostra vita. Vogliamo essere apprezzati e amati. Il nostro cervello paragona quello che abbiamo e quello che siamo al mondo circostante. Ci accomuna un interesse egoistico nascosto che opera nel nostro subconscio. Dunque a livello psicologico siamo molto simili.

Da un punto di vista biologico abbiamo ancora di più in comune. Le differenze nel nostro corredo genetico sono pari a meno dello 0.1%. In altre parole siamo simili per il 99.9%. La differenza tra il nostro DNA e quello di altri animali è altrettanto piccola. Siamo ad esempio uguali agli scimpanzé per il 96–98%.

Racconto di due computer: il nostro sistema operativo

Una buona analogia per aiutarci a comprendere quali sono le cose che accomunano tutti gli esseri umani è considerare l’analogia tra due computer. Il contenuto degli hard disk in ciascuno dei due computer nei quali vengono salvati i dati sarà diverso l’uno dall’altro. Supponiamo, ad esempio, che abbiano entrambi lo stesso sistema operativo in esecuzione, per es.: Windows. Il sistema operativo è l’interfaccia tra la persona e l’archiviazione dati sull’hard disk. Questo sistema operativo non è visibile e agisce in background.

Per gli esseri umani vale lo stesso. Il nostro cervello ha registrato diverse esperienze nella nostra banca dati. Noi ci identifichiamo con quei ricordi e quelle esperienze e per questo crediamo di essere tutti diversi gli uni dagli altri. Alcuni esempi sono il nostro costante bisogno di fare paragoni, il nostro senso di vuoto, la nostra esigenza di amore, i nostri desideri, le nostre paure, le nostre ansie e la nostra solitudine. Il modo in cui il pensiero opera, ovvero il nostro ‘sistema operativo’, è invisibile a noi ed è lo stesso in tutti gli esseri umani.

In che modo questo ‘sistema operativo’ è invisibile a noi?

Consideriamo ad esempio il processo della comparazione. Paragoniamo quello che percepiamo attraverso i nostri sensi a quello che è già presente nella nostra memoria. Ciò avviene automaticamente e di solito non siamo consapevoli di agire in questo modo. Ne vediamo gli effetti, ma non il processo del pensiero che ne è responsabile. Se vediamo qualcuno che fa qualcosa che noi non faremmo, siamo critici. Se vediamo un telefono nuovo, lo paragoniamo a quello che abbiamo già e questo fa nascere in noi il desiderio di possederlo. Se qualcuno che conosciamo sta meglio di noi, proviamo invidia. A volte siamo critici con i nostri figli se agli esami non ottengono risultati altrettanto buoni come quelli dei loro compagni. Non riusciamo però a vedere che alla base di tutti questi eventi c’è il processo della comparazione.

Arrivare a comprendere il ‘sistema operativo’ che è lo stesso in tutti noi rappresenta la vera ricchezza. Scopriremo che questo sistema operativo non è nient’altro che una serie di schemi del pensiero e il modo in cui agiscono dentro di noi. Il nostro pensiero è rapido e complesso ed è pertanto necessaria un’osservazione scrupolosa per capire come funziona effettivamente la nostra mente.

Differenza tra ‘Autoconsapevolezza’ e ‘consapevolezza di sé’

Quando parliamo di ‘autoconsapevolezza’ ci riferiamo di solito allo studio dei contenuti della nostra memoria. Quello che vogliamo dire è che studiamo noi stessi, spesso attraverso un’analisi causa-effetto. Siamo infelici oggi perché siamo stati trascurati durante la nostra infanzia; oppure, siamo aggressivi perché abbiamo subito violenza e carenza d’affetto da bambini; o ancora, siamo tristi perché qualcuno ci ha lasciati. Quest’analisi ha come conseguenza l’aggiunta di ulteriori pensieri, opinioni e conclusioni alla nostra banca dati.

È il ‘mio’ dolore, la ‘mia’ paura e la ‘mia’ infelicità. Ogni pensiero ne innesca un altro e così via fino ad arrivare ad una cacofonia di pensieri che può generare uno stato di confusione. Non ci proteggerà dal dolore nel futuro, né ci aiuterà a riconoscere quegli schemi del pensiero che sono in primis la causa del dolore stesso. Pensare a un problema psicologico raramente ci porta all’illuminazione o alla sua risoluzione.

Nell’ ‘autoconsapevolezza’ le diverse strutture e i diversi schemi del pensiero che sono invisibili ai nostri occhi continuano ad agire invariati. Il nostro interesse egoistico continua ad operare nel nostro subconscio, così come il processo della comparazione e il nostro bisogno di apprezzamento, potere, stimoli e piacere. I nostri schemi del pensiero, i nostri modelli di comportamento e le nostre reazioni continuano ad esistere così com’erano.

Al contrario, la ‘consapevolezza di sé’ potrebbe essere descritta come lo studio del sistema operativo che tutti gli esseri umani hanno in comune. Non è un processo esclusivo e relativo solamente a ‘me’. Possiamo cominciare concentrandoci sulle cause delle nostre paure (essere soli, morire, non avere soldi) per poi proseguire studiando il meccanismo della paura in sé che accomuna tutti gli esseri umani. Piuttosto che limitarci alle cause del nostro dolore personale, potremmo esplorare le radici del dolore in quanto tale. Questa paura e questo dolore sono gli stessi in tutti gli esseri umani, mentre quello che in particolare ci fa paura o ci rende infelici è specifico e unico per ognuno di noi. Questa è una differenza di vitale importanza. La nostra indagine va al di là delle cause del nostro dolore, spostandosi verso il sentimento universale di dolore in quanto tale e i meccanismi che ne sono alla base.

I benefici dell’indagine

Consideriamo due dei benefici dell’indagine. La nostra indagine ci può far comprendere che tutti subiamo l’influenza delle esperienze passate che abbiamo accumulato e che le nostre reazioni in ogni situazione dipendono da loro. Di solito non siamo consapevoli del collegamento tra il nostro passato, il nostro pensiero e le nostre azioni. Seppure lo fossimo, le nostre reazioni sono così rapide che non possiamo fare a meno di reagire in quel determinato modo. Capire che per gli altri è lo stesso potrebbe consentirci di essere più comprensivi nei loro confronti, perché ci renderemmo conto che anche loro, come noi, agiscono in base ai propri condizionamenti. È impossibile rinnegare il proprio passato o semplicemente desiderare che svanisca o ancora cercare di reprimerlo. Tuttavia la consapevolezza di come influenzi in ogni istante il nostro presente fa nascere dentro di noi un’intelligenza che può spezzare quel collegamento tra le nostre esperienze passate e il nostro modo di pensare e di agire oggi. Questo ci consente di vivere nel presente e di rispondere in un modo del tutto nuovo alla vita.

Un altro esempio del potenziale beneficio dell’indagine si trova nello studio delle proprie convinzioni, che esploreremo in modo più completo in seguito. Lo studio sulla natura delle nostre convinzioni ci porta a comprendere che non sono nient’altro che un insieme di pensieri che presumiamo siano veri, ma che in realtà non hanno alcun fondamento. Se si trattasse di un fatto reale, non sentiremmo il bisogno di crederci. Ecco perché è possibile che qualcuno creda in una cosa e che qualcun altro creda in una cosa del tutto diversa. Alcuni credono nell’esistenza di un Dio onnipotente, mentre altri non ci credono. Nessuno si metterà invece a discutere sulla possibilità che la terra non giri intorno al sole, perché è un fatto provato. Vedremo che l’attaccamento alle proprie convinzioni può creare divisione tra persone, comunità e nazioni e che è la causa di molta della violenza che ha afflitto gli esseri umani nel corso di tutta la storia. Se approfondiamo la questione, scopriremo che dietro al bisogno di credere, che tutti noi condividiamo, esiste un senso di insicurezza, di incertezza e di vuoto. Le convinzioni ci aiutano a insabbiare queste sensazioni. Studiarle può farci comprendere che è la nostra insicurezza che dobbiamo sconfiggere e, se ci riusciremo, potremo liberarci del nostro attaccamento a qualunque convinzione. In questo modo si potrebbe porre fine ad ogni conflitto tra persone con convinzioni differenti.

La bellezza di questo approccio – quello di indagare sulla condizione umana – sta nel fatto che non bisogna far altro che osservare le cose così come sono, man mano che si presentano dentro di noi. Questo ci illumina invece di creare ulteriore confusione e tende ad avvicinare l’umanità, perché ci ritroviamo tutti ad esplorare la stessa cosa. Richiede energia, ma nessuno sforzo per riuscire a cambiare. Non esiste un’autorità che ci dica cosa fare e come vivere. Non crea conflitto, ma al contrario può avere come risultato la fine di tutti i conflitti. Non è necessaria l’appartenenza ad un certo gruppo, né seguire una determinata religione. Elimina il rischio di essere sfruttati dai leader che agiscono per interesse egoistico e si fonda sulla realtà di ciò che siamo come esseri umani.

Come possiamo cominciare a esplorare noi stessi?

Come facciamo a osservare noi stessi? Alcune persone (mia madre ad esempio) faticano a capire in cosa consista questa indagine e da dove si debba cominciare. Nel corso di una conversazione possiamo notare come gli altri tendano a non ascoltare davvero, interrompendo i propri interlocutori prima ancora che abbiano completato una frase. Questa è consapevolezza. Notare lo stesso processo in noi stessi è autoconsapevolezza. Comprendere che tutti gli esseri umani sono uguali e hanno un forte bisogno di esprimersi perché rafforza il ‘Me’ è consapevolezza di sé.

Porsi le domande giuste è la chiave per rivelare i fatti, non quelli secondo qualche autorità, ma così come si presentano dentro di noi. Quando cominciamo a porci queste domande, iniziamo a farci delle opinioni e ad avere delle reazioni rispetto a quello che scopriamo. Se saremo in grado di notarlo e continueremo a indagare, un ricco bagaglio di conoscenze ci attenderà lungo il cammino.

Quando ci poniamo una domanda, le prime risposte scaturiscono dalla nostra memoria. Si tratta delle nostre opinioni o delle nostre conclusioni sull’argomento, ad esempio ‘Essere gelosi è umano’. Ma siamo capaci di osservare il fatto gelosia e imparare a distinguerla dalla nostra opinione su di essa? Farsi delle opinioni sui fatti li fanno passare in secondo piano e la nostra mente si affolla solo delle nostre opinioni e delle nostre reazioni. Se invece accettiamo semplicemente i fatti così come sono, man mano che emergono, e ci limitiamo ad osservarli, accadrà qualcosa di meraviglioso. Senza compiere alcuno sforzo, entrerà in gioco un’intelligenza che produrrà in noi un cambiamento spontaneo e duraturo.

Esplorare i fatti ci unirà. Per individuare la verità che c’è dietro di loro possiamo ricorrere alla nostra intelligenza; al contrario, analizzare le nostre opinioni non ci aiuta a comprendere le cose, ma ci allontana gli uni dagli altri, perché ognuno di noi avrà un’opinione differente scaturita da condizionamenti personali. La tentazione è quella di giustificare quello in cui crediamo, oppure crearci un ideale, ‘Non essere gelosi’ ad esempio. Entrambe le cose però ci distolgono dall’esplorazione dei fatti. Attenersi ai fatti mentre esploriamo questi interrogativi non è affatto facile, ma cerchiamo di restare ad osservare quello che emerge.

La consapevolezza ci può aiutare a risolvere i nostri problemi?

Può sembrare una domanda strana da fare, ma è possibile che la ‘consapevolezza’ e la conoscenza di sé ci possano aiutare a risolvere molti dei problemi che stanno affliggendo il mondo? Istintivamente risponderemo che possono aiutarci a risolvere solo i nostri problemi interiori, ammesso che ciò avvenga. In realtà saremmo interessati a esplorare la consapevolezza solo se producesse qualche miglioramento nella nostra vita. E se riuscissimo ad ottenere allo stesso tempo sia armonia e pace nella nostra vita che una soluzione a molti dei problemi mondiali?

Crediamo che i grandi problemi del mondo, come la crisi ambientale, le guerre, la sovrappopolazione, la tossicodipendenza, la fine delle relazioni e la violenza non abbiano nulla a che fare con noi. Siamo convinti che siano gli esperti e i governi a doversi occupare di risolvere questi problemi. Tuttavia, tranne che per i disastri ambientali, molti dei problemi mondiali sono collegati al modo in cui funziona la nostra mente. Se vogliamo risolverli, dobbiamo perciò comprendere il collegamento che esiste tra questi problemi e noi stessi, cosa che non ci appare subito evidente. Esploreremo queste idee più in dettaglio nel corso del libro.

La crisi ambientale

Il mondo sta affrontando una crisi ambientale dovuta all’aumento della popolazione e dei consumi. Le risorse della terra si stanno esaurendo, le foreste si stanno riducendo, gli habitat naturali sono a rischio, l’emissione dei gas serra è in aumento con conseguenti cambiamenti climatici, la scarsa qualità dell’aria nelle zone urbane è la causa di molti problemi di salute – la lista potrebbe andare avanti all’infinito.

Ecco alcuni dati forniti dal Worldwatch Institute:

la popolazione mondiale raggiungerà gli 8,9 miliardi di persone entro il 2050;

il 12% della popolazione mondiale che vive in Nord America e in Europa è responsabile per il 60% del consumo globale;

i consumi stanno aumentando in India e in Cina e finiranno per raggiungere quelli degli Stati Uniti e dell’Europa;

2,8 miliardi di persone vivono in povertà e un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile.

Tutti sanno che bisogna fare qualcosa, ma nessuno sa cosa fare. Qualunque tentativo di controllare l’emissione dei gas serra fino a questo momento è fallito. Perché? È possibile che la causa e l’eventuale soluzione alla crisi risiedano nella nostra coscienza, nel modo in cui funziona la nostra mente?

Se osserviamo noi stessi, vedremo che il piacere è una delle maggiori forze motrici della nostra vita. Non sempre ce ne rendiamo conto. Il piacere porta al consumo, sia per il bisogno che abbiamo di fare nuove esperienze, sia per il benessere che proviamo nel comprare nuove cose. Non ci siamo mai chiesti perché il piacere generi in noi questa costante sete di stimoli. Il denaro ci consente di comprare il piacere ed è forse uno dei motivi per cui siamo propensi ad accumularne quanto più possibile nel corso della nostra vita.

Sentiamo anche il bisogno di una sicurezza psicologica. Ci preoccupiamo per il futuro e questo ci spinge ad accumularne ancora di più. È un processo senza fine, perché l’insicurezza psicologica non ha mai termine. Desideriamo sempre di più di quello che abbiamo. I paesi più ricchi hanno tassi di natalità più bassi dei paesi più poveri.

Non è possibile imporre delle soluzioni idealistiche alle persone. La storia ne è una prova. Dire a qualcuno di non guidare la propria macchina o di fare più bambini non funziona, senza l’uso di un’imposizione drastica. Il bisogno di piacere e di sicurezza della mente umana è così forte che infrange qualunque regola gli si voglia imporre. Senza esplorare e affrontare la questione del nostro bisogno di piacere e di sicurezza psicologica, non saremo mai in grado di risolvere la crisi ambientale.

Comprendere l’intera struttura del nostro pensiero fa intervenire in noi un’intelligenza naturale che ci porterà spontaneamente a consumare di meno, perché quella sete di piacere costante tenderà a svanire. Con l’attenuarsi della nostra insicurezza interiore, può diminuire anche il nostro bisogno di accumulare averi e contrastare la tendenza ad avere dei bassi tassi di natalità.

Per far fronte alla crisi ambientale, dobbiamo partire dall’origine del problema, ovvero dalla struttura del processo con cui elaboriamo i nostri pensieri.

Violenza e guerra

La violenza è presente nelle nostre strade e tra un paese e l’altro, ma siamo convinti che la cosa non ci riguardi in quanto individui. Le spese militari a livello mondiale sono state di 1,7 trilioni di dollari nel 2013, eppure 2,8 miliardi di persone vivono in povertà. Questo è il mondo così com’è stato creato dalla nostra coscienza umana condivisa.

Secondo diverse stime più di 200 milioni di persone sono morte nel XX secolo a causa di guerre e oppressione. Tutto questo ha qualcosa a che fare con me e te? Gli schemi del pensiero che costituiscono la nostra coscienza

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