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La Scienza delle Direzioni: Tradizioni della Ruota di Medicina nelle Americhe

La Scienza delle Direzioni: Tradizioni della Ruota di Medicina nelle Americhe

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La Scienza delle Direzioni: Tradizioni della Ruota di Medicina nelle Americhe

Lunghezza:
161 pagine
1 ora
Pubblicato:
7 dic 2018
ISBN:
9788829569649
Formato:
Libro

Descrizione

Perché la scienza delle direzioni? Perché è il modo più antico, sperimentato e testato, per prendersi cura di sé grazie all’energia dei punti cardinali. Il cerchio è un simbolo di tutte le culture matrifocali, perché rappresenta il ciclo vitale ma anche il disco solare. La ruota delle direzioni, o ruota del tempo, è stata rappresentata in molteplici modi, stanziali e fissi, mobili e transitori, e perfino fatiscenti, come i mandala buddisti fatti di sabbie colorate che poi vengono cancellate, o quelli andini fatti di fiori, che durano il tempo di una cerimonia o di un rituale di guarigione. La scienza delle direzioni è uno strumento semplice e meraviglioso di auto-analisi ed esplorazione del cosmo, grazie al principio “come in alto così in basso, come fuori così dentro”. Non è un sistema di credenze ma una via di conoscenza, che ci mostra il modo in cui noi “incorniciamo” il nostro mondo. Forse, ancora più interessante è il fatto che il sacro cerchio è uno strumento di guarigione, nel senso che, se usato con consapevolezza, è in grado di guarire psiche e corpo. La grandezza del pensiero sciamanico sta in questo: i dogmi sono le sperimentazioni degli altri, quello che funziona con ognuno di noi possiamo saperlo soltanto noi. Se lo vorrete fare, sarà un viaggio appassionante che vi conquisterà come ha conquistato già milioni di persone di ogni razza e cultura. La ruota è il manufatto più banale e geniale che il genere umano abbia elaborato. Sembra l’uovo di Colombo e invece è frutto di intelligenza divina. Nasce dall’osservazione della natura: la rotondità degli astri, la ciclicità delle stagioni, il susseguirsi dei giorni, il mutare delle ore. Tutto gira, tutto va e poi di nuovo torna, tutto si trasforma pur restando sempre uguale. Questa percezione è stata tradotta in immagine, e poi in manufatto, dai nostri antenati. La scienza contenuta nella ruota si esprime attraverso il simbolo. Questo, perché le parole non possono rappresentare i significati profondi che sono contenuti nei simboli. La spiegazione di questo fenomeno diventa chiara e intuitiva quando pensiamo che la manifestazione stessa (il creato, il mondo così come lo conosciamo) è un simbolo. Se il verbo divino – come dicono tutte le tradizioni – si esprime nella creazione è perché si manifesta attraverso qualcosa di visibile. Possiamo dire che la manifestazione è il simbolo della sacralità e divinità che origina l’universo. Mappa del cielo e della terra, misura del tempo e dello spazio, calendario e toponomastica del territorio, la scienza delle direzioni è un sapere, accumulato nei millenni dall’uomo, e affonda le sue radici nelle specie che ancora non erano “uomo” (homo sapiens sapiens). Quando l’uomo era ominide, già aveva accumulato talmente tanta esperienza della natura e del ciclo della vita che, quando lo sviluppo in homo sapiens sapiens lo ha trovato con un cervello più denso e una consolidata abilità simbolizzatrice, capace di astrazione e concettualizzazione, e auto-consapevole, allora è stato anche in grado di dar vita a un sistema simbolico che rappresentasse quelle esperienze maturate nei millenni e dar loro un nome. Questo nome oggi può tradursi in Scienza delle Direzioni, definizione che riassume in due parole il senso di quelle millenarie esperienze, percezioni, visioni, connessioni con l’universo e con l’essenza della natura.
Pubblicato:
7 dic 2018
ISBN:
9788829569649
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Libro

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Anteprima del libro

La Scienza delle Direzioni - Enrica Tedeschi

ENRICA TEDESCHI

La Scienza delle Direzioni

Tradizioni della Ruota di Medicina nelle Americhe

© 2018 by Enrica Tedeschi

Foto Pruzi Pixabay

inpocheparole636@gmail.com

enrica.tedeschi@gmail.com

www.inpocheparole.net

UUID: c1456d22-fa4d-11e8-871f-17532927e555

Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

http://write.streetlib.com

Indice

Intro

La Medicina del Sacro Cerchio

Le Sacre Direzioni

Gli Elementi

Il Rito del Sacro Cerchio

Costruire la Ruota

La Ruota di 36 sassi

Schema base

Il Potere del Sacro Centro

Le Grandi Madri, spiriti guardiani

Le dodici Lune

I quattro sentieri

Come usare la Ruota

La ricerca della posizione

Carta natale terrestre

Gli Animali Totem

La tredicesima Luna e i calendari

Il ciclo delle tredici Lune: i Northern River Bears

Il ciclo delle tredici Lune: i Wsanic Saanich People

Lo Tz'olkin: la legge Maya del 13 e del 20

La Conta dei Sacri Venti

La simbologia del teschio

I Sacri Venti

La Vergine delle Stelle

Bioenergetica del Sacro Cerchio

Conclusioni

L'Autrice

Bibliografia

Fonti e sitografia

Intro

Ruota di medicina a Bighorn, Wyoming, http://solar-center.stanford.edu/AO/bighorn.html

Perché la scienza delle direzioni? Perché è il modo più antico, sperimentato e testato, per prendersi cura di sé grazie all’energia dei punti cardinali. Il cerchio è un simbolo di tutte le culture matrifocali, perché rappresenta il ciclo vitale ma anche il disco solare. Ci ricorda che, originariamente, le dee madri erano associate al sole e al cielo stellato (come dimostra il mitologo Kàroly Kerényi in Figlie del sole). La ruota delle direzioni, o ruota del tempo, è stata rappresentata in molteplici modi, stanziali e fissi, mobili e transitori, e perfino fatiscenti, come i mandala buddisti fatti di sabbie colorate che poi vengono cancellate, o quelli andini fatti di fiori, che durano il tempo di una cerimonia o di un rituale di guarigione.

Tutto dipende dal rapporto che avete con i sassi, visto che la ruota di solito è fatta di sassi. Con i sassi si sono delimitati i primi confini fra sacro e profano in tutte le culture umane, e di sassi (poi divenuti mattoni) sono fatti tutti i luoghi di culto di tutte le religioni sul pianeta Terra, che in fondo è un sasso lanciato nello spazio, diretto non si sa dove, non si sa perché. Non ci sono ricette per costruire la ruota, ma modi diversi. Tantissimi.

Gli animali, prima di noi, hanno imparato a orientarsi nello spazio, a percepire mutamenti, pericoli, nuovi eventi. Ad annusare le direzioni e a riconoscere i segni di quel che stava arrivando: nell'acqua, nella foresta, nelle steppe. Il sapere legato allo spazio ci proviene dalla nostra natura animale. L'uomo, in seguito, ha attribuito simboli, significati e pratiche rituali a quelle che per l'animale sono conoscenze immediate.

La scienza delle direzioni è uno strumento semplice e meraviglioso di auto-analisi ed esplorazione del cosmo, grazie al principio come in alto così in basso, come fuori così dentro. Non è un sistema di credenze ma una via di conoscenza, che ci mostra il modo in cui noi incorniciamo il nostro mondo. Forse, ancora più interessante è il fatto che il sacro cerchio è uno strumento di guarigione, nel senso che, se usato con consapevolezza, è in grado di guarire psiche e corpo.

Provare per credere: questa è una di quelle cose in cui avere fede è bello ma non basta, e l’unico ragionamento che tiene è quello della sperimentazione in prima persona. Se funziona funziona e non c’è altro da aggiungere. Quindi, perché parlarne e studiare tanto? Perché più ne sai e più funziona: anche su questo non si può pretendere di essere creduti sulla fiducia. L’unico modo è sperimentare, sperimentare, sperimentare. La grandezza del pensiero sciamanico sta in questo: i dogmi sono le sperimentazioni degli altri, quello che funziona con ognuno di noi possiamo saperlo soltanto noi. Vi piace? A me moltissimo. Essendo nata e cresciuta sotto la cupola di S. Pietro, costruita sui dogmi e sulla gerarchia del sapere, questo approccio democratico alla relazione dell’uomo con l’universo (perché di questo stiamo trattando) è l’unico che mi stimola e mi avvince. Mi emoziona e mi spinge a … sperimentare!

Se lo vorrete fare, sarà un viaggio appassionante che vi conquisterà come ha conquistato già milioni di persone di ogni razza e cultura. La ruota è il manufatto più banale e geniale che il genere umano abbia elaborato. Sembra l’uovo di Colombo e invece è frutto di intelligenza divina. Nasce dall’osservazione della natura: la rotondità degli astri, la ciclicità delle stagioni, il susseguirsi dei giorni, il mutare delle ore. Tutto gira, tutto va e poi di nuovo torna, tutto si trasforma pur restando sempre uguale. Questa percezione è stata tradotta in immagine, e poi in manufatto, dai nostri antenati. Ed è nato uno strumento semplice e ingegnoso che ha aperto le vie dello sviluppo al genere umano: i trasporti, la tecnologia, la comunicazione.

La scienza contenuta nella ruota si esprime attraverso il simbolo. Questo, perché le parole non possono rappresentare i significati profondi che sono contenuti nei simboli. La spiegazione di questo fenomeno diventa chiara e intuitiva quando pensiamo che la manifestazione stessa (il creato, il mondo così come lo conosciamo) è un simbolo. Se il verbo divino – come dicono tutte le tradizioni – si esprime nella creazione è perché si manifesta attraverso qualcosa di visibile. Possiamo dire che la manifestazione è il simbolo della sacralità e divinità che origina l’universo. Il pensiero segue l’energia e si esprime nella forma. Noi non vediamo il pensiero ma vediamo la forma. Quindi la forma è un ponte che ci collega con il pensiero originario, con l’intelligenza suprema che è all’origine di tutte le cose.

.Allineamenti a Bighorn, Wyoming, www.mandalaweb.info

Questa è la filosofia, o se volete la credenza, che è sottesa all’uso del simbolo della ruota in tutte le religioni, filosofie e culture spirituali del pianeta. Mappa del cielo e della terra, misura del tempo e dello spazio, calendario e toponomastica del territorio, la scienza delle direzioni è un sapere, accumulato nei millenni dall’uomo, e affonda le sue radici nelle specie che ancora non erano uomo (homo sapiens sapiens). Quando l’uomo era ominide, già aveva accumulato talmente tanta esperienza della natura e del ciclo della vita che, quando lo sviluppo in homo sapiens sapiens lo ha trovato con un cervello più denso e una consolidata abilità simbolizzatrice, capace di astrazione e concettualizzazione, e auto-consapevole, allora è stato anche in grado di dar vita a un sistema simbolico che rappresentasse quelle esperienze maturate nei millenni e dar loro un nome. Questo nome oggi può tradursi in Scienza delle Direzioni, definizione che riassume in due parole il senso di quelle millenarie esperienze, percezioni, visioni, connessioni con l’universo e con l’essenza della natura. La manifestazione dell' invisibile alla fine cos'è se non visibilità nello spazio (e del tempo che è tempo di percorrenza dello spazio)? Se lo spazio è il risultato visibile della manifestazione ovvio che assuma un valore simbolico. La simbolica dello spazio è alla base della simbolica religiosa. Di qui l'importanza dell'orientazione e delle direzioni. (cfr. René Guenon I simboli della scienza sacra).

Segue una lunga citazione-rielaborazione di Fanin (2017):

È scienza delle direzioni riconoscere i venti e annusare quello che portano, sul piano materiale, sul piano emotivo e anche sul piano spirituale.

È scienza delle direzioni interagire con le acque, e adattarsi al loro scorrere anziché cercare di domarle, contrattare con loro il fluire dello spazio e mettere a frutto il loro nutrimento vitale senza perire nei gorghi delle tempeste e delle alluvioni.

È scienza delle direzioni misurarsi col fuoco, rendendo dolce il suo impatto, accogliendo il suo calore e deviando la sua forza distruttiva.

È scienza delle direzioni patteggiare con la vegetazione, con gli altri esseri viventi, piante e animali, e poggiare sulla solidità della terra rispettando le sue leggi e la sua vocazione.

È scienza delle direzioni mettersi al centro e costruire il proprio microcosmo senza ferire l’armonia della manifestazione, accentando la policentricità della vita e mettendosi in gioco alla pari con gli altri viventi, tutti i fratelli nella vita, che essi siano sassi, alberi o cervi (cfr. Fanin, Introduzione alla Ruota di Medicina degli Indiani d’America). Queste percezioni, questo sentire, sulla pelle e nell’anima, queste esperienze profonde e dirette sono una scienza, un sapere che si articola in primo luogo nella relazione con lo spazio. Le direzioni sono semplicemente la presa di consapevolezza che agiamo in uno spazio e che questo spazio non è definibile quantitativamente ma qualitativamente: questo spazio ha significati, potenze, intelligenze. E può dialogare con noi.

La scienza delle direzioni è la nostra esperienza dello spazio, che è soggettiva, e quindi varia enormemente da cultura a cultura, da clan a clan, da lignaggio a lignaggio e anche da individuo a individuo. Perché tanta importanza allo spazio? Forse, perché essere, esistere, è darsi una collocazione nello spazio, è poter direttamente affermare: io sono qui e ora, in questo punto di intersezione della croce, braccio verticale su braccio orizzontale. Sono qui dentro a questo cerchio, fatto di tutte queste pietre che mi raccontano e mi sostengono. Tutto comunque parte da un CENTRO, che è l’origine, il punto di partenza, il punto principiale, senza forma, senza dimensione, cioè invisibile: la sola immagine che si possa dare dell’Unità primordiale (René Guenon, Simboli della scienza sacra, p.63).

Al centro ci può essere un vuoto, un punto metafisico, oppure un albero (l’albero della vita come l’albero della morte, l’albero della conoscenza, comunque l’axis mundi che consente l’ascensione dal visibile all’invisibile) oppure una colonna di fuoco, una colonna di fumo, un roveto ardente, un fulmine, una freccia, un diamante, un ponte,

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