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Il sangue di Natuzza si fa scrittura. La verità sulle emografie

Il sangue di Natuzza si fa scrittura. La verità sulle emografie

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Il sangue di Natuzza si fa scrittura. La verità sulle emografie

Lunghezza:
162 pagine
1 ora
Pubblicato:
Jan 16, 2019
ISBN:
9788868227630
Formato:
Libro

Descrizione

Questo libro non è né una biografia né un freddo resoconto: Francesco Frontera e Francesco Perticone sono due medici che hanno analizzato il DNA della mistica, lo hanno confrontato con le sue “emografie” e sono giunti ad una verità.
Una verità raccontata attraverso referti, documenti ufficiali, foto inedite delle emografie. In più i risultati di una consulenza genetico-forense e i commoventi stralci delle conversazioni tra la mistica, la S. Madre di Dio e Gesù. Frontera e Perticone, con l’obiettività del medico e l’animo del credente, offrono al lettore una testimonianza sostenuta da una forte fede che nasce accanto alla scienza.
Lucia Bisantis è stata accanto a Natuzza durante i frequenti ricoveri e la sua testimonianza, vissuta nell’intimità dell’amicizia, è ancora più preziosa.
Un libro rigoroso privo di sensazionalismi.
Una lettera affettuosa e riconoscente di tre figli alla loro “Mamma Natuzza”.
Pubblicato:
Jan 16, 2019
ISBN:
9788868227630
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Il sangue di Natuzza si fa scrittura. La verità sulle emografie - Lucia Bisantis

LUCIA BISANTIS - FRANCESCO FRONTERA -

FRANCESCO PERTICONE

IL SANGUE DI NATUZZA

SI FA SCRITTURA

La verità sulle emografie

a cura di

Arcangelo Badolati

I diritti d’autore di questo volume sono devoluti alla Fondazione Cuore Immacolato di Maria - Rifugio delle Anime di Natuzza Evolo

Proprietà letteraria riservata

© by Pellegrini Editore - Cosenza - Italy

Stampato in Italia nel mese di dicembre 2018 per conto di Pellegrini Editore

Via Camposano, 41 (ex via De Rada) - 87100 Cosenza

Tel. (0984) 795065 - Fax (0984) 792672

Sito internet: www.pellegrinieditore.it - www.pellegrinieditore.com

E-mail: info@pellegrinieditore.it

Si ringrazia Vittorio Carlo Stella per la collaborazione fotografica.

I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, riproduzione e adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.

A mia moglie

Desidero rivolgere un pensiero speciale di gratitudine alla mia Lucia, non solo per le sue qualità di moglie e compagna di vita, quanto per un mio ringraziamento alle sue funzioni di Mamma, uno dei tanti doni che Iddio ha dato all’uomo sulla terra…

Presso alla culla in dolce atto di amore che intendere non può chi non è madre.

Un modo del nostro grande Giusti per immortalare la Mamma. Così come, in maniera eccellente, è stata immortalata anche dal celebre tenore Caruso con la canzone Mamma.

Peraltro, non a caso si dice che a fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna; comunque, non sarebbe sufficiente essere un buon professionista e/o considerarsi imprenditore se mancassero o venissero meno tutte le altre specificità tra cui quelle, molto importanti, della famiglia. Così come, afferma Einaudi, è la vocazione naturale che spinge l’uomo, non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquisire credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste... costituiscono una molla di progresso altrettanto potente.

Franco Frontera

Sono un verme di terra, è la frase che la Mamma ripeteva spesso per fare capire ai suoi fedeli che tutto era nelle mani del Signore e della Madonna e che nulla era nella sua possibilità e tanto meno in suo potere; e molto spesso concludeva il suo dire promettendo farò anche per voi una preghiera alla Madonna.

Quando mi accingo a scrivere queste poche righe siamo a domenica 17 giugno 2018 e sulla stampa, a caratteri cubitali, viene pubblicata la notizia secondo cui il Vaticano dà ragione al Vescovo Monsignor Luigi Renzo.

Sono due anni, infatti, che si porta avanti e con alterne vicende la controversia tra il Vescovado di Mileto, Nicotera, Tropea e la Fondazione Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime. E troppo tempo è trascorso per non creare preoccupazione in mezzo al popolo di Natuzza, pure perché persiste la chiusura al culto delle strutture religiose di Paravati, nella Villa della Gioia.

Con grande speranza lanciamo un invito ai fedeli per pregare più intensamente ed una invocazione alla mistica Natuzza di intervenire presso la Madonna, affinché le parti in causa, seguendo il consiglio del Cardinale Stella, ne ascoltino i consigli e per riallacciare al più presto, per il bene dei fedeli e della Chiesa, i buoni rapporti con il vescovo e di trovare in spirito di obbedienza, un accordo con lui.

Franco Frontera

IN MISSIONE

Il Sant’Anna Hospital è stato per Natuzza Evolo come la sua seconda casa. È in questa clinica che Natuzza amava ricoverarsi perché, oltre la competenza e professionalità medica, trovava accoglienza e riservatezza.

Natuzza in clinica ha vissuto la sua permanenza sotto la veste di paziente e di madre.

Come paziente si è sottoposta a tutte le indagini, analisi, diagnosi e cure che le venivano prospettate con umiltà e qualche volta offrendo Lei stessa qualche suggerimento che proveniva dal suo angelo custode o da qualche altra entità celeste. Questa sua paziente disponibilità alle cure mediche nasceva dalla piena convinzione che non basta la preghiera e la fiducia in Dio, ma che è necessario accogliere l’intervento di Dio stesso attraverso le mani, gli occhi, la scienza dei medici.

Amava ripetere Natuzza: Dio ci ha lasciato medici e medicine che sono un segno della sua Provvidenza.

Natuzza ha vissuto la nascita e la trasformazione della clinica come qualcosa che le appartenesse, come una madre, offrendo suggerimenti e consigli alla famiglia Frontera, perché questa realtà potesse continuare ad avere al centro il bene della persona, di tutte le persone. Non si è mai risparmiata, nonostante fosse lì come paziente, a dare maternamente consigli sia ai medici che agli infermieri ed al personale tutto, perché svolgessero la loro professione con competenza e con umana attenzione e disponibilità verso i malati ed i loro familiari.

L’occasione di incontro con quanti svolgevano la loro professione in clinica è stato motivo di ascoltare situazioni personali, a volte molto dolorose, e dare consigli utili per come meglio risolverli. La presenza di Natuzza in Clinica si avvertiva immediatamente e si aveva la percezione che la struttura, con quanti abitavano, era visitata da una presenza apportatrice di speranza e di pace. Dalla sua stanza Natuzza non si risparmiava di dare incoraggiamento, consigli ed una parola di conforto a famigliari e ammalati. Ed a sera, a volte in un silenzio surreale, si elevava al cielo in compagnia degli ammalati, famigliari e personale medico la preghiera del Santo Rosario.

Natuzza non ha mai lasciato la clinica, il suo ricordo e la sua testimonianza rimangono come sprone a continuare a rendere un servizio a Dio attraverso la cura professionale e umana verso tutti i pazienti.

Lo studio accurato e attento del Prof. Francesco Frontera è una testimonianza scientifica, oltre che umana e di fede sulla presenza di Natuzza nella Clinica Sant’Anna.

Auguro che la lettura del testo possa accompagnare il lettore a scoprire come Dio ci viene incontro attraverso persone in cui Lui traspare.

Padre Michele Cordiano

UNA DONNA STRAORDINARIA

Questo libro racconta la storia di un rapporto intensissimo, nato quasi per caso, tra due eminenti medici, Franco Frontera e Francesco Perticone, la moglie di uno di loro, Lucia Bisantis Frontera e la mistica di Paravati Natuzza Evolo. Un rapporto cresciuto negli anni fino a diventare famigliare. Quello che leggerete non ha il filtro della mediazione editoriale ma è esattamente ciò che è accaduto. Il valore è di una testimonianza pubblica resa per dar conto della straordinarietà di Natuzza affettuosamente chiamata Mamma dai protagonisti-testimoni.

Fortunata Evolo, nota come Natuzza, nacque nella frazione Paravati di Mileto il 23 agosto 1924 e lì è morta il primo novembre del 2009, alle 5,20. Venuta al mondo in una famiglia molto modesta, cresciuta senza il padre emigrato in Argentina, dopo aver aiutato la madre ad accudire i fratellini più piccoli, la Evolo a 14 anni andò a fare la domestica in casa dell’avvocato Silvio Colloca sempre a Mileto. Fu in questo periodo che divenne protagonista di straordinari fenomeni e, nel 1941, lasciò la sua occupazione scegliendo di andare a vivere in casa

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