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Notti Pericolose: Steele Security

Notti Pericolose: Steele Security

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Notti Pericolose: Steele Security

Lunghezza:
240 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
Jul 14, 2019
ISBN:
9781547563241
Formato:
Libro

Descrizione

Prima arriva l’amore, poi il matrimonio e alla fine è il turno di una carrozzina nuova di zecca.

Tuttavia, la vita è mai così semplice?

Noah e Brianna Steele hanno una vita da sogno adesso che si sono sposati. I giochi pericolosi del loro passato sono solamente un lontano ricordo, e ogni giorno sembra regalargli nuove ed entusiasmanti sorprese. Speranze e sogni, una volta solamente delle fantasie, adesso sembrano la loro realtà.

Colton Lanier e Chaise Steele hanno trovato l’amore in un modo un po’ bizzarro. Durante la loro storia tormentata, hanno spezzato i legami pericolosi che li univano e ne hanno creati di nuovi, rafforzando il loro amore. Dopo aver ricucito i rapporti con le loro famiglie, sembra che la vita gli abbia concesso una seconda opportunità per essere felici.

Tuttavia, un pericolo sconosciuto si aggira nell’oscurità, e le loro speranze iniziano a crollare. Proprio quando la vita sembra perfetta, riuscirà la famiglia della Steele Security ad affrontare i pericoli delle notti pericolose pronti a distruggerli?

Editore:
Pubblicato:
Jul 14, 2019
ISBN:
9781547563241
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Notti Pericolose - A.D. Justice

mia.»

Capitolo 1

CAPITOLO UNO

SETTEMBRE

Presente

La fine dell’estate fu segnata da un finale diverso. I cicli di chemio e radio terapia avevano iniziato a pesare sul più grande degli Steele. Il cancro lo aveva indebolito rapidamente, e i trattamenti seguivano a stento la crescita della nuova cellula. Le possibilità di miglioramento erano sempre di meno, e i medici erano stati costretti a considerare altre opzioni per Steve.

«Signor Steele, sembra che il trattamento non stia funzionando come speravamo,» disse il dottor Patel. «Credo che lei e sua moglie dovreste discutere come proseguire e quando smettere con i trattamenti.»

L’unico suono che si sentì nella stanza furono i gemiti di Sara. Steve fissò la parete di fronte mentre elaborava quella notizia. Noah e Brianna erano seduti al fianco di Sara, incapaci di trovare le parole giuste. Colton e Chaise erano seduti sull’altro lato del letto, mentre Chaise stringeva la mano di Steve.

«La ringrazio dottor Patel. Ne parleremo,» alla fine disse Steve.

Il dottore annuì e, prima di uscire dalla stanza, disse: «Fatemi sapere se c’è qualcosa che posso fare. Mi dispiace dovervi dare notizie così tristi, speravamo che ci fosse un miglioramento.»

La coppia annuì e poi Sara appoggiò il viso sulla spalla di Steve, bagnandolo con le sue lacrime mentre mormorava: «No. No. No.»

«No!» urlò prima che il suo corpo iniziasse a tremare per i singhiozzi.

Steve si voltò per abbracciarla e poi la fece stendere al suo fianco sul letto. Durante gli alti e bassi del loro matrimonio, il loro amore non era mai cambiato.

«Papà,» mormorò Chaise, «chiederemo una seconda opinione. Il dottor Patel è bravissimo, ma potrebbe sbagliarsi.»

Steve scosse il capo. «È il migliore, bambina. Non si sbaglia. Ho dovuto interrompere i trattamenti qualche giorno fa a causa delle reazioni che ho avuto. Il mio corpo era disidratato, e non riesco a sopportare la terapia, non c’è altro che potrà arrestare il cancro.

«Comunque, ho intenzione di non andarmene ancora per qualche mese, così morirò da uomo felice. Resisterò per il compleanno del mio primo nipotino,» disse non appena si voltò verso Noah e Brianna. Poi fissò Chaise e Bull e disse: «E accompagnerò la mia bambina all’altare per affidarla all’uomo che ama. E cosa più importante, morirò felice sapendo che la mia famiglia è di nuovo unita.

«Sara.» Fece una pausa e aspettò che si alzasse dal suo petto. «Sono pronto a uscire da quest’ospedale per tornare a casa.»

«Papà,» disse Noah e poi si schiarì la voce. «Sei sicuro che sia una buona idea?»

«Abbiamo già discusso che genere di cure potrei ricevere a casa, figliolo. Avrò delle infermiere, così tua madre potrà trascorrere del tempo con me,» spiegò Steve. «Per lei è dura stare sempre in ospedale.»

«Non si tratta di questo, papà. Deve esserci qualcosa che possiamo fare,» disse Noah con voce disperata.

Steve sorrise al figlio. «Apprezzo davvero che ti preoccupi, figliolo, ma preferirei trascorrere i miei ultimi a giorni a casa con la mia famiglia. Continuerò con la chemio e la radio finché potrò, ma a casa.»

Sara uscì dalla stanza per discutere con il dottor Patel la decisione del marito.

«Dottor Patel, mio marito ha deciso di tornare a casa. Può occuparsi di trovare qualcuno per le cure a domicilio il prima possibile, per favore?» gli chiese prima che perdesse il coraggio di parlare.

Lo sguardo del medico si addolcì di fronte alla disperazione di Sara «Certo, signora Steele, me ne occuperò subito.» Il dottore chiamò un’infermiera, chiedendole di preparare le carte per le dimissioni di Steve e per la richiesta dell’assistenza medica domiciliare. Dopo si voltò verso Sara per provare a rassicurarla. «So che è una situazione difficile, ma non sarà da sola. Mi dispiace davvero di non avervi potuto fornire notizie migliori.»

Sara non riuscì a fermare le lacrime. «Non è colpa sua, dottore. Sappiamo che ha fatto tutto il possibile. Non ci resta che pregare per un miracolo. La ringrazio per il suo aiuto.»

Quando si voltò per tornare in camera di Steve, ogni passo sembrò sempre più duro. Quel corridoio non era mai sembrato così lungo. Era sul punto di cedere.

«Come posso farcela?»

Qualche ora dopo, Steve tornò a casa, nel sud di Miami, con la sua famiglia. La villa sulla spiaggia era tutto ciò che un uomo d’affari potesse desiderare. Steve Steele si era fatto un nome grazie al suo ruolo di amministratore delegato di un’importante azienda di assicurazioni.

Il suo acume nel gestire organizzazioni di un certo spessore lo aveva trasformato in un uomo molto richiesto. Da quando si era ritirato ufficialmente, si era reso conto delle gioie della vita che non aveva vissuto a causa del lavoro. Avrebbe dovuto dedicarsi ai suoi figli per tenere unita la famiglia invece di occuparsi solamente degli affari.

Poi, una notte, era finito in ospedale a causa di dolori allo stomaco e, in pochi secondi, tutto era cambiato. Lo avevano operato di emergenza e il chirurgo lo aveva informato che avesse un cancro a uno stadio avanzato. Vide tutti i suoi progetti svanire davanti ai suoi occhi. Non avrebbe più potuto riconciliarsi con i suoi figli. Non avrebbe più potuto riparare ciò che aveva distrutto.

Poi Noah e Chaise erano apparsi nella sua stanza in ospedale. All’inizio, aveva pensato che fosse la sua immaginazione dato che aveva preso degli antidolorifici potenti, ma poi si era reso conto che fossero davvero lì quando vide Sara piangere e abbracciarli. I suoi figli erano tornati... due di loro almeno. Ne restava ancora uno.

Mentre era disteso a letto, Steve rifletté sulle parole del dottor Patel. «Ho lavorato duramente per tutta la mia vita e, quando sono andato in pensione, ho scoperto di avere il cancro. Allo stadio terminale,» mormorò tra sé. «Com’è potuto succedere?»

Sentendo delle voci avvicinarsi, fissò la porta e aspettò Sara e l’infermiera che aveva inviato l’ospedale.

«Desideri qualcosa, tesoro?» domandò Sara.

«Solamente te.» Le sorrise.

«Mi hai già. Sempre,» lo rassicurò e si mise con lui a letto.

«Sono un uomo fortunato,» disse, baciandole la fronte.

«Salve, signor Steele. Sono Hope, una delle sue infermiere.» L’infermiera gli offrì la mano e sorride

«Hope,» mormorò Steve. «Anch’io ho bisogno di speranza.»

La donna annuì, comprendendo le sue parole. «Devo controllare i suoi parametri vitali e darle delle medicine. Non ci vorrà molto.»

«A quanto pare per il momento non ho altri piani.» Steve sorrise. «Facciamolo.»

Noah faceva avanti e indietro nel soggiorno della casa in cui era cresciuto. «Deve esserci qualcosa che possiamo fare.»

«Penseremo a una soluzione, tesoro. Non ci siamo ancora arresi,» lo rassicurò Brianna.

Sara entrò nella stanza e gli occhi di tutti si spostarono su di lei. «Hope sta controllando i suoi parametri vitali. Ho pensato di vedere come state mentre sono impegnati.»

«Mamma, noi stiamo bene,» disse Noah. «Hai bisogno di riposo.»

«Sto solamente cercando di tenermi impegnata,» disse. «È più facile che stare seduta a riflettere su quello che sta succedendo.»

«Che cosa possiamo fare per aiutare?» le chiese Brianna. «Ti basta chiedere.»

«Stiamo facendo tutto il possibile,» rispose Sara, stringendo la mano di Brianna. «Non sentitevi costretti a restare. Non morirà oggi. Siamo solo sconvolti perché non erano le notizie che speravamo di ricevere.»

Noah, Brianna, Chaise, e Bull restarono con Sara mentre Hope era con Steve. Un paio di ore dopo, l’infermiera raggiunse il resto della famiglia. «Signora Steele, ho finito. Il signor Steele sta riposando. È tutto nella norma, non si preoccupi. Tutti questi cambiamenti lo hanno sfinito.»

«Ti ringrazio, Hope. Ti prego, chiamaci Steve e Sara,» rispose.

«Tornerò domani e stabiliremo un piano di lavoro. Ecco il numero per contattarmi,» disse, dando a Sara un biglietto. «Se avete bisogno di chiamarmi, non esitate a contattarmi.»

Sara accompagnò Hope alla porta e tornò dalla sua famiglia. «Mi fa piacere vedervi tutti quei. Siete i benvenuti, ma non è necessario che restiate. Dormirà per il resto della notte, e domani riprenderemo i trattamenti.»

«Ti lasciamo riposare, mamma,» disse Noah quando le diede un bacio sulla guancia. «Chiamami se hai bisogno.»

Chaise abbracciò Sara. «Ti voglio bene, mamma. Vuoi che resti con te?»

«No, tesoro,» rispose. «Torna a casa con Colton, dovete riposare. Vi voglio bene, più di quanto saprete mai.»

Dopo essersi salutati, Sara si mise a letto, accoccolandosi al fianco del marito. Lacrime calde le rigarono il viso prima di addormentarsi.

Alla Steele Security erano ancora tutti giù di morale da quando Steve era tornato a casa. Aveva ripreso i trattamenti e, con l’aiuto di alcune medicine, aveva iniziato a tollerare gli effetti della terapia, tuttavia, tutta la famiglia era preoccupata per lui.

«Sai,» iniziò Brianna. «Tua madre mi ricorda molto la mia vicina in Colorado. Non avevo capito quanto mi avesse aiutato a mantenere la calma mentre eravamo lontani. Mi manca.»

«Mi piacerebbe conoscerla,» rispose Noah. «Con tutto quello che è successo negli ultimi mesi, non ci siamo mai fermati. Dovremmo prenderci una o due settimane per andare da lei. Potresti mostrarmi la città e raccontarmi della tua vita a Boulder.»

«Sul serio?» gli chiese. «Credi che per i tuoi genitori non sarebbe un problema se andassimo via?»

«Non preoccuparti, ho già parlato con mia madre questa mattina e vuole che la smettiamo di comportarci come se papà stesse per morire domani.» Noah ridacchiò. «Ha ragione, però. Tutti hanno chiamato almeno una volta al giorno per sapere come sta.»

«Andiamo allora,» concordò Brianna. «Voglio fare una sorpresa alla signora Stanton, e immagino che dovrò anche darle delle spiegazioni.»

«Lo faremo insieme,» intervenne Bull.

Noah aggrottò la fronte.

«Non guardarmi così, Reaper. Brianna è la mia sorellina, e anch’io ho sentito la sua mancanza per tre anni. Se percorrerete il viale dei ricordi, parteciperò anch’io,» disse Bull, incrociando le braccia al petto.

«Allora dovremo anche noi,» disse Rebel.

«Diamine sì,» esclamò Shadow. «Non resteremo seduti a non fare niente.»

«Sono d’accordo con i ragazzi questa volta, Noah,» intervenne Chaise, facendo l’occhiolino a Brianna.

«Sembra che tu sia in svantaggio, ragazzone.» Brianna sorrise. «Porteremo tutta la famiglia in Colorado.»

Noah si guardò attorno. «Mi sembra giusto. Chiederò che il jet privato sia pronto per domani mattina. Dovremo avvertire Roman per dirgli che avrà lui il comando mentre siamo via. Sarà un viaggio interessante.»

«Certo, guarda con chi ci andrai,» esclamò Shadow.

Noah scoppiò a ridere. «Adesso torno a casa con la mia donna. Ci vediamo domani mattina alle otto.»

«Chiamerò Roman prima di tornare a casa, Reap,» disse Rebel quando si diresse alla porta. «A domani.»

«Ti seguo, bello,» rispose Shadow. «Buona notte a tutti.»

«Andiamo, Chaise. Devi portare a termine i tuoi doveri da donna,» disse Bull.

«Bull. Andiamo.» Noah lo guardò disgustato.

«Che c’è?»

«Stai parlando di mia sorella,» si lamentò.

«Sì, lo so,» rispose Bull. «Tocca a lei preparare la cena questa sera, e deve aiutarmi a preparare la valigia. Che cosa avevi capito?»

«Niente. Non voglio nemmeno pensarci,» disse Noah.

«Oh, aspetta. Credevi che mi riferissi…» Bull sorrise. «Ottima idea. Questa notte dovrà adempiere ai suoi doveri.»

«Fuori,» ordinò Noah. «Subito.»

«Andiamo, Colton,» Chaise rise. «Anche tu devi adempiere ai tuoi doveri da uomo questa sera.»

«Non riesco a sentirti,» rispose Noah, coprendosi le orecchie. «Non sento nemmeno una parola. Fuori.»

Chaise e Bull uscirono ridendo. Brianna si avvicinò al marito, si sedette su di lui e lo baciò. Non appena aprì gli occhi, gli allontanò le mani dalle orecchie. «Sono andati via. Sei al sicuro.»

«Grazie a Dio. Non ci farò mai l’abitudine,» ammise.

«Tua sorella è una donna adulta e innamorata, Noah. Devi accettarlo.» Brianna sorrise. «Dov’è tuo fratello? Hai notizie?»

«Niente. È sotto copertura e non parla con il suo supervisore da un po’. Shadow ha detto che è normale, soprattutto se sta raccogliendo informazioni. Non può rischiare di far saltare la sua copertura,» Noah sospirò. «Spero solo che non gli sia successo niente di grave.»

«Hai avuto una giornata lunga,» disse Brianna. «È ora di tornare a casa, così potrai adempiere ai tuoi doveri da marito.»

«Suona meglio quando lo dici tu, moglie. È un piacere fare il bravo maritino.»

«Non è un piacere solamente per te,» disse Brianna «Anch’io mi diverto molto.»

«Andiamo,» rispose Noah. «Non vedo l’ora di essere a casa.»

Si alzò, tenendo la moglie in braccio e lasciando che gli allacciasse le braccia alla vita. Ormai era incinta di sedici settimane e la pancia era evidente. Brianna colse l’occasione per baciarlo mentre si dirigevano in auto.

«Mi stai uccidendo, donna,» ringhiò.

«Forse ti regalerò un trattamento speciale mentre guidi,» mormorò.

«Merda, vuoi distruggermi,» ridacchiò. «Anche se non proverò a fermarti.»

«Allora è un bene che il nostro SUV sia spazioso,» rispose. «Potrò muovermi con più facilità.»

«Non metterò in moto finché non avrò finito con te. Ci comporteremo da adolescenti arrapati sui sedili posteriori.»

«Se insisti,» concordò.

«Cavolo, adoro gli ormoni della gravidanza,» disse Noah quando aprì lo sportello del SUV per far sedere la moglie. «Spogliati. Approfitteremo dei nuovi vetri oscurati.»

Brianna si spostò per far salire il marito e si sfilò la camicia, mostrando i suoi seni sempre più generosi. «È tutto tuo ragazzone. Mostrami quello che sai fare.»

Noah accese il condizionatore e poi raggiunse la moglie. Osservò i suoi seni, prima di accarezzarli e provocarli con la bocca, mentre con l’altra mano scivolò nelle mutandine. Massaggiò la sua pelle sensibile e la penetrò con un dito, lasciando che il suo sesso bagnato lo accogliesse.

Lei gemette e poi Noah tirò fuori il dito per bagnare il clitoride con i suoi umori prima di riprendere. I muscoli di Brianna si contrassero quando Noah aggiunse in secondo dito. Iniziò a tremare non appena premette il pollice sul clitoride.

«Maledizione, non smetterò mai di guardare il tuo viso quando vieni,» le mormorò.

Brianna gli abbassò la cerniera dei pantaloni per liberare il suo membro. «Noah. Ho bisogno di te, adesso.»

La impalò in una sola mossa. «Cazzo, sei fantastica, piccola,» disse.

Appoggiò le mani sulle cosce della moglie e si sollevò, penetrandola più a fondo. Brianna iniziò a gemere e mormorare il suo nome. Noah stava per esplodere e, quando venne, riversò in lei tutto se stesso.

«Porca miseria, è stato grandioso,» ansimò Brianna. «Dobbiamo farlo più spesso.»

«Solo se insisti.» Noah sorrise e la baciò.

«Ti amo, Noah,» disse e gli accarezzò il viso.

«Ti amo, Brianna. Più della mia stessa vita.»

Capitolo 2

CAPITOLO DUE

«Colton, sei pronto, tesoro?» chiese Chaise.

«Dipende,» rispose quando si appoggiò allo stipite della porta. «Pronto per cosa?»

«Conosco quel sorrisino,» Chaise rise. «La risposta è no. Non succederà, quindi non pensarci nemmeno. Non abbiamo tempo per un altro round.»

«Chaise.» Sorrise maliziosamente e si avvicinò a lei. «Sappiamo entrambi che posso farti cambiare idea. Non costringermi a dimostrartelo.»

Le sfiorò il braccio con un dito, facendole venire i brividi. Gli occhi di Chaise si illuminarono dal desiderio quando lui sorrise. «E tu sei mia adesso.»

«Fuori!» Allontanò la sua mano.

Bull ridacchiò e prese i bagagli. «Non esserne dispiaciuta, piccola. Anche tu puoi farmi cambiare facilmente idea.»

«Lo terrò

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