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L'Apocalisse mondiale

L'Apocalisse mondiale

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L'Apocalisse mondiale

Lunghezza:
383 pagine
5 ore
Pubblicato:
19 ott 2015
ISBN:
9788891194909
Formato:
Libro

Descrizione

Durante i millenni le persone hanno creato grandi e potenti imperi religiosi fra cui varie forme di falsa cristianità e il falso cristianesimo, denominati, tra l'altro: Cattolici, Evangelisti (chiesa evangelica), Evangelicalismo, Riformisti, Riformati, Valdesi, Luterani, Fondamentalisti, New Age, Chiesa confessante, Ortodossi, Protestanti, Battisti, Anabattisti, Avventisti, Luterani, Pentecostali, Metodisti, Presbiteriani, Calvinisti, Ugonotti, New Age, Mormoni, Quaccheri, e tante altre associazioni semi occulte come i Ku Klux Klan e occulte come i Neonazisti cattolici e protestanti, gli Esorcisti e i satanisti. Inoltre vi sono molte tribù di indigeni e tante altre migliaia di religioni e sette di culto, piccole e grandi appartenenti tutte all'enorme catena intercontinentale che li unisce con altri organismi mondiali interreligiosi. Nondimeno, necessita sapere che pure tutte le altre grandi forme di culto denominate, tra l'altro: Buddisti, Taoisti, Scintoisti, Induisti, Musulmani, Giudaismo, Islamisti e tante altre sette e tribù di indigeni delle oltre 10.000 religioni appartengono a quella stessa ed enorme catena che li unisce in una fusione che lega e collega tutte le religioni della falsa Cristianità con questi grandi imperi religiosi e con tutti gli altri organismi mondiali interreligiosi, piccoli o grandi che siano. Dopo "La distruzione totale dell'Impero Mondiale della falsa Religione" che è stato trattato nella prima parte di questa serie, tratteremo qui la seconda fase dell'Armaghedon Universale di Dio, cioè: "La distruzione totale del Dominio Umano, politico, bellico e commerciale". Non contenti di avere annientato l'intero Impero mondiale della falsa religione ormai disattivo e inesistente, gli elementi politici e nazionalistici del pianeta tenteranno poi di sfogare la propria ira contro quelli che ancora sostengono la vera adorazione e sono attivi nella predicazione del veniente Governo celeste dell'Onnipotente Dio. questi sono quell'unico popolo che porta il nome personale di Dio, tutti leali discepoli di Gesù Cristo. Satana il Diavolo e i suoi demoni istigheranno i governanti politici a compiere spietate azioni di persecuzione e genocidio al fine di distruggerli e annientarli completamente. Facendo ciò, tutti i governanti politici e i loro eserciti bellici del mondo saranno portati a combattere direttamente contro Dio e il Re da lui costituito, Gesù Cristo. Con le parole di Dio: "chi tocca voi tocca la pupilla del mio occhio", Egli non permette che le nazioni della terra distruggano il suo vero popolo. Per mezzo di suo Figlio e delle sue potenti forze angeliche, egli verrà in difesa dei suoi servitori umani annientando tutti i sistemi governative del pianeta.
Pubblicato:
19 ott 2015
ISBN:
9788891194909
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Libro

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L'Apocalisse mondiale - Sergio Felleti

trattato.

CAPITOLO 12

CHE NE È STATO DELL’AUTORITÀ RELIGIOSA?

Le persone riflessive si rendono conto che l’autorità è necessaria. Se non esistesse nessuna autorità, la società umana sprofonderebbe presto nel caos. Per questo un testo francese di diritto costituzionale afferma: Ogni gruppo umano si divide in due categorie: quelli che comandano e quelli che ubbidiscono, quelli che danno ordini e quelli che li eseguono, capi e membri, governanti e governati. Si può costatare che l’autorità esiste in tutte le società umane.

Comunque, dalla seconda guerra mondiale e in particolare dopo il 1960 l’atteggiamento nei confronti dell’autorità è cambiato. Riferendosi a tale periodo l’enciclopedia francese Encyclopædia Universalis parla di crisi antigerarchica e antiautoritaria. Questa crisi non sorprende chi osserva attentamente l’evolversi attitudinale della gente. Difatti, i nostri sono tempi difficili, gli uomini in generale sono amanti di se stessi, amanti del denaro, millantatori, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori e non disposti a nessun accordo. Descrivendo il nostro tempo e la nostra era, nessuno potrà negare che l’autorità è in crisi ed è contestata a tutti i livelli: famiglia, scuola pubblica, università, imprese, enti locali e governo. Rivoluzione sessuale, rap duro, manifestazioni studentesche, scioperi selvaggi, disubbidienza civile, corruzione e atti di terrorismo sono tutti segni di un crollo del rispetto per l’autorità.

A un simposio organizzato a Parigi dall’Istituto francese di Scienze Politiche e dal quotidiano parigino Le Monde, il prof. Yves Mény ha detto: «L’autorità esiste solo se è sostenuta dalla legittimità». Una ragione dell’attuale crisi dell’autorità è che molti dubitano della legittimità di chi governa. Dubitano cioè che abbia il diritto di esercitare autorità. Un sondaggio ha rivelato che all’inizio del 1980 il 9% della popolazione americana, il 10% di quella australiana, il 24% di quella britannica, il 26% di quella francese e il 41% indiana considerava illegittimo il proprio Governo.

Alla ricerca di un’autorità legittima

Nei precedenti capitoli abbiamo trattato ogni tipo, di potere, di dominio, di autorità, di Leggi, di Costituzioni, di norme e di scienze politiche. Abbiamo costatato che questi sistemi per comandare sul genere umano sono tutti delle prerogative inventate e possedute da uno o più individui o da un'istituzione per stabilire obblighi o vincoli in funzione del raggiungimento di un determinato scopo sociale. Sappiamo ora che l’'autorità si distingue dal potere poiché è fondata sul consenso della collettività in cui è esercitata e non sulla forza. Max Weber distinse tre tipi fondamentali di autorità: tradizionale, legale e carismatico. Le fonti tradizionali di legittimazione del potere, se tradotte in Legge, equivalgono al diritto consuetudinario e sono radicate nella concezione secondo cui 'esiste un modo consolidato in cui si affrontano casi del genere'; ci si appella cioè all'autorità derivante dalle esperienze precedenti, dal passato. L'autorità legale è fondata invece su una misura di razionalità ed è legittimata da una spiegazione di tipo positivistico. È tipica del diritto amministrativo o civile ed è volta solitamente al ripristino di una condizione o di una relazione, piuttosto che alla punizione e alla rivalsa. L'autorità denominata di tipo carismatico è il terzo tipo di autorità legittimata dalle caratteristiche particolari di chi la detiene: l'esempio classico è quello di Gesù Cristo. Istituzioni quali la Chiesa, la religione o la monarchia incarnano contemporaneamente, anche se con gradi differenti, i tre tipi Weberiani di autorità. L'autorità familiare, come il patriarcato e il matriarcato, pur radicandosi nella tradizione, tenta di legittimarsi anche in conformità a criteri di tipo legale. L'autorità delle forze di polizia o del fisco è di tipo legale. L'autorità di un sacerdote o di un leader politico è di tipo carismatico.

Il Diritto divino è la dottrina politica secondo la quale i sovrani sono, o almeno pensano di essere, i rappresentanti della divinità e che hanno ricevuto, o almeno pensano di avere ricevuto, da Dio il potere di governare. La dottrina è suscettibile di due diversi sviluppi. Il primo costituisce una giustificazione della teocrazia, in altre parole di un regime in cui il potere temporale è gestito da una casta sacerdotale della quale fa parte anche il governante supremo (è questo il caso dell'antico Egitto, all'epoca dei faraoni). Il secondo costituisce invece un potenziamento di un potere temporale esistente, che rafforza le sue pretese vantando una diretta investitura divina.

Nel corso dell'Alto Medioevo la dottrina del Diritto divino fu intesa come la duplice giustificazione dell'autorità politica degli imperatori (imperium) e dell'autorità spirituale dei papi (sacerdotium). Tuttavia tra i secoli XI° e XII° i papi diedero un'interpretazione diversa del rapporto tra sacerdotium e imperium, sostenendo che solo il primo era istituito direttamente da Dio, mentre il secondo derivava da questo la sua autorità. Al pontefice spettava quindi sia il potere spirituale sia quello politico, che egli poteva decidere di delegare ai vari sovrani terreni. Di conseguenza il papa, che diveniva così un monarca universale, era in diritto di deporre e nominare i sovrani e di sciogliere i sudditi da ogni vincolo di obbedienza.

Le origini del diritto divino in occidente

L'idea che i monarchi e più in generale chi detiene il potere politico riceva questo potere direttamente da Dio è presente nella Bibbia e precisamente in una lettera che scrisse l’apostolo Paolo in cui si dice: Le autorità superiori sono ordinate da Dio: (Romani 13:1). Di quest'autorità secolare però necessita averne il giusto concetto ed esatta comprensione. Scrivendo ai cristiani di Roma, l’apostolo Paolo fu ispirato da Dio a parlare di come i veri cristiani dovevano comportarsi rispetto alle autorità secolari. Egli scrisse: Ogni anima (individuo) sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non vi è autorità se non da Dio; le autorità esistenti sono poste nelle loro rispettive posizioni da Dio. Perciò chi si oppone all’autorità si mette contro la disposizione di Dio; quelli che si mettono contro di essa ne riceveranno giudizio: (Romani 13:1-2). Significa questo che Dio abbia messo al potere i governanti secolari?

La Bibbia risponde inequivocabilmente di no! Essi (i Governi) esistono col suo permesso, e la ‘rispettiva posizione’ che hanno occupato nel corso della storia è stata determinata da Dio. Qual è stata tale posizione? La scrittura appena citata la definisce l’autorità ‘superiore’. Pertanto i funzionari governativi non devono essere trattati in maniera irrispettosa. Le Leggi che essi emanano non devono essere ignorate. Questo non significa che si debbano ammirare gli uomini che governano o approvare le loro eventuali azioni corrotte. Ma è giusto mostrare loro rispetto a motivo dell’incarico che ricoprono. Le Leggi secolari sono per lo più utili. Contribuiscono al mantenimento dell’ordine e garantiscono una certa protezione alle persone e alle cose. Per giunta i governi provvedono di solito strade, fognature, servizi antincendio, istruzione e altre cose utili alla popolazione. Devono essere pagati per questi servizi? Certo! È giusto pagare le tasse? Certo!

Tuttavia, questa domanda suscita spesso sentimenti accesi a causa delle tasse troppo elevate e del frequente cattivo uso dei fondi pubblici. Anche ai giorni di Gesù la questione aveva risvolti politici. Ma Gesù non disse che la situazione esistente giustificasse in qualche modo il rifiuto di pagare. Riferendosi al denaro coniato dal Cesare romano (l’Imperatore), Gesù disse: Rendete dunque a Cesare le cose di Cesare, ma a Dio le cose di Dio: (Matteo22:21). Egli non sostenne quindi l’idea che ciascuno dovesse divenire Legge a se stesso.

Comunque, Gesù mostrò che Cesare, cioè, lo Stato secolare, non era l’unica Autorità di cui si dovesse tener conto. Le autorità superiori non sono superiori a Dio e non sono nemmeno al suo livello. Al contrario, sono notevolmente inferiori a Dio. Perciò, l’autorità dei governi terreni, pur se è chiamata: Autorità superiore, è limitata, è assolutamente inferiore all’autorità di Dio e quindi è un’autorità NON assoluta. Per questo motivo i veri cristiani si sono spesso trovati a dover prendere una decisione critica. È una decisione che dovrebbero prendere tutti quelli che desiderano essere dalla parte di Dio e quindi seguaci di Cristo. Quando uomini politici al potere chiedono al popolo ciò che appartiene a Dio, cosa dovrebbe fare il vero cristiano? Se i governanti umani proibiscono ciò che Dio comanda, a chi ubbidirete? In maniera rispettosa ma ferma, nel primo secolo, gli apostoli di Gesù dichiararono ai membri dell’alta corte di Gerusalemme qual era la loro esatta posizione: Non possiamo smettere di parlare delle cose che abbiamo viste e udite. Dobbiamo ubbidire a Dio quale governante anziché agli uomini:(Atti 5:28, 29). La giusta condotta da seguire per essere ubbidiente a Dio è tutta scritta nella Sua Parola la Bibbia.

INVESTITURA DIVINA E INFALLIBILITÀ DEI SOVRANI E DEL PAPA

Nei millenni, i sostenitori di sovrani, re, regine, papi e imperatori inventarono e svilupparono una serie di dottrine che confutavano le pretese dei reggenti di egemonia assoluta, insistendo soprattutto sulla netta divisione tra potere temporale e potere spirituale e sulla validità dell'investitura divina alle autorità politiche e religiose. Tra queste vi è il diritto all’infallibilità. La caratteristica d'infallibile è stata ritenuta un Dogma secondo cui la chiesa e il Papa, in virtù della speciale assistenza di Dio, non possono ingannarsi in materie di fede e di morale. Nella religione cattolica, questo Dogma è la verità contenuta nella Rivelazione, cioè nella Bibbia e quindi proposta come obbligatoria alla fede universale, una proposizione o principio tenuto per verità incontrastabile. L’Infallibilità è quindi la dottrina secondo cui l'assistenza divina dispensa la Chiesa e il papa da errori sostanziali in materia di fede e di morale. Generalmente posta in relazione con la Chiesa cattolica, questa dottrina è applicata anche dalla Chiesa ortodossa alle decisioni dei concili ecumenici, mentre la rifiutano i protestanti, i quali affermano che solo Dio può essere definito 'infallibile'.

La teologia cattolica afferma che la Chiesa intera è infallibile (e non può quindi commettere errori in materia di fede), quando, dai vescovi al laicato, mostra consenso universale in materia di fede e di morale. Per i cattolici, l'infallibilità non è una sorta di miracolosa chiaroveggenza, bensì piuttosto una grazia, o dono divino, biblicamente e teologicamente fondata. Si sostiene che la Chiesa riceva questo dono da Dio, che è l'unica fonte d'infallibilità. I teologi della chiesa vaticana affermano: «Poiché gli argomenti soggetti all'infallibilità sono dottrine radicate nelle Scritture bibliche e nella tradizione antica della Chiesa, non possono essere contraddette».

Seguendo questa linea argomentativa alcuni pensatori (tra i quali lo stesso re d'Inghilterra Giacomo I) sostennero che dalla teoria dell'ordinamento divino della monarchia derivavano pure altri principi egualmente importanti, tra cui: l'inviolabilità del diritto ereditario e l'assolutezza del potere del re o del papa che doveva rispondere delle sue azioni solo a Dio e l'illegittimità di ogni forma di resistenza al sovrano. La loro applicazione più compiuta si ritrova probabilmente nel regno di Luigi XIV di Francia. A queste idee, ancor oggi, s'ispirarono i pontefici della chiesa cattolica vaticana e molti monarchi seicenteschi. Ma è proprio tutto vero ciò che afferma la chiesa cattolica? Il papa è veramente il successore dell’apostolo Pietro? Il papa è divinamente infallibile per volere di Dio?

L’infallibilità e i primi cristiani

La dottrina dell’infallibilità è strettamente collegata a quella del primato o supremo potere del papa. Secondo l’Enciclopedia Cattolica: I testi biblici che stabiliscono il primato fanno pure fede dell’i[nfallibilità] pontificia. La stessa opera come pure la dottrina cattolica cita a sostegno i seguenti versetti biblici (versione cattolica della CEI) in cui Gesù Cristo si rivolge all’apostolo Pietro:

Matteo 16:18: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa.

Luca 22:32: Ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli.

Giovanni 21:15-17: Pasci i miei agnelli. Pasci le mie pecorelle. Pasci le mie pecorelle.

I succitati brani, secondo la Chiesa Cattolica, dimostrerebbero, primo: che Pietro era il Principe degli Apostoli, cioè che esercitava il primato fra loro; secondo: che era infallibile; e, terzo: che avrebbe avuto dei successori con le sue stesse prerogative, il primato e l’infallibilità.

Al riguardo Giuseppe Alberigo, docente di storia della Chiesa Cattolica, fa tuttavia questi rilevanti commenti: «Nel NT[Nuovo Testamento]non ricorre mai, come è noto, la parola ‘papa’, né la relativa sostantivazione ‘papato’. L’unica figura dominante è Gesù di Nazaret; tra i discepoli e in modo particolare tra gli apostoli è molto problematico riconoscere, sulla base dei testi, una figura emergente in assoluto. Pietro, Giovanni, Giacomo, Paolo costituiscono altrettante figure molto caratterizzate e significative, diverse tra di loro e complementari. Senza dubbio Pietro è presentato come uno degli interlocutori privilegiati del Cristo, anche se non l’unico, né sempre il più significativo».

Che cosa credevano i primi cristiani? Il prof. Alberigo osserva: «Nei primi secoli non esiste un’elaborazione dottrinale né pragmatica della figura e delle funzioni del papa. Anche per Cipriano Tazio Cecilio [scrittore del III° secolo, vescovo e padre della Chiesa Cattolica] l’eventualità di un ‘episcopus episcoporum’ [vescovo dei vescovi] è un’aberrazione, come afferma nel sinodo di Cartagine».

Quando si affermò la dottrina del papato? Il prof. Alberigo dice: «Verso la fine del IV sec. la rivendicazione da parte della chiesa romana di una funzione apostolica, cioè di coordinamento, per le chiese dell’occidente si fa più insistente. Fu durante l’episcopato di Leone I [V° secolo], che si sviluppò la tesi del ‘principato’ di Pietro tra gli apostoli, fondandolo su Matteo 16,18. Non si incontrano nel NT indicazioni di Gesù sui successori di Pietro o degli altri apostoli».

Chi è la preziosa pietra di fondamento?

Ma versetti biblici come quello di solito più usato dai teologi cattolici, sostengono la dottrina del papato? Lì è scritto: Tu sei Pietro [greco, Pétros] e su questa pietra [greco, pétrai] edificherò la mia Chiesa: (Matteo 16:18). Per la Chiesa Cattolica la stretta somiglianza dei due termini mostra che Pietro è la pietra di fondamento della vera chiesa o congregazione cristiana. Ma poiché la Bibbia parla diffusamente della simbolica Pietra, per avere il corretto intendimento occorre esaminare anche gli altri brani biblici. Alcune importanti profezie delle Scritture Ebraiche avevano già predetto la venuta di una simbolica Pietra di fondamento e il duplice ruolo che essa avrebbe avuto. Questa Pietra di fondamento doveva essere uno strumento di salvezza per chi vi avesse riposto fede. Nel V.T. è scritto: Ecco, io pongo come fondamento in Sion una pietra, una pietra provata, il prezioso angolo di un fondamento sicuro. Nessuno che eserciti fede proverà panico: (Isaia 28:16). Viceversa, doveva essere una roccia su cui gli israeliti increduli avrebbero inciampato, al riguardo, nel V.T. è scritto: La pietra che gli edificatori hanno rigettato è divenuta la testa dell’angolo: (Salmo 118:22). E aggiunge: Come una pietra contro cui urtare e come una roccia su cui inciampare per entrambe le case d’Israele: (Isaia 8:14).

Poteva un semplice uomo, specialmente l’impulsivo apostolo Pietro, realizzare la duplice finalità della simbolica pietra? (Matteo 26:33-35, 69-75; Marco 14:34-42). Per ottenere la salvezza, in chi occorre riporre fede, in Pietro o in qualcuno più grande di lui? In chi inciamparono gli israeliti, in Pietro o in Gesù? Tutte le Scritture bibliche indicano chiaramente che le profezie circa la preziosa pietra si adempirono non in Pietro, ma nel Figlio di Dio, Gesù Cristo. Fu proprio Gesù ad applicare a se stesso le profezie di Isaia 28 e del Salmo 118, come è riportato in Matteo 21:42-45.

Pietro stesso, come si legge, considerò Gesù, e non se stesso, la pietra di fondamento: (1°Pietro 2:4-8). In una precedente occasione, parlando ai capi religiosi ebrei, l’apostolo Pietro aveva confermato: Gesù Cristo il Nazareno è la pietra che gli edificatori avevano considerato di nessun conto, la quale è divenuta la testa dell’angolo: (Atti 4:10, 11).Anche l’apostolo Paolo ebbe lo stesso intendimento. Lo attestano le scritture di: (Romani 9:31-33, 1°Corinti 10:4 ed Efesini 2:20), versetto quest’ultimo che conferma come i componenti della Congregazione cristiana sono edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, mentre Cristo Gesù stesso è la pietra angolare. Egli (Gesù) è anche il capo della Congregazione, che dirige ogni cosa dai cieli. Gesù stesso pronunciò le seguenti parole: Io sono con voi tutti i giorni fino al termine del sistema di cose: (Efesini 1:22; 5:23; Matteo 28:20 e Colossesi 1:18).

L’apostolo Pietro: è un papa o uno fra uguali?

Quale strumento impiegò Gesù per dirigere l’opera dei suoi fedeli seguaci dopo la sua ascensione al cielo? Costituì forse uno di loro come suo Vicario con poteri supremi, come il papa? No, non stabilì una sorta di Governo monarchico sulla sua Congregazione. Piuttosto affidò la cura del gregge a un Corpo o Collegio di fedeli servitori. Al suo inizio la Congregazione cristiana fu diretta dall’intero Corpo dei dodici apostoli cui si aggiunsero Anziani della Congregazione di Gerusalemme. Furono i dodici apostoli, tutti insieme, a decidere come provvedere alle necessità materiali dei bisognosi: (Atti 6:1-6). Fu ancora il Corpo dei dodici a decidere chi mandare ai samaritani che avevano accettato la buona notizia. Fu stabilito di inviare Pietro e Giovanni. In questa circostanza Pietro, anziché essere colui che ha il potere di decidere da solo, appare piuttosto come un semplice ‘inviato’ degli apostoli: (Atti 8:14).Infine, durante l’assemblea tenutasi a Gerusalemme verso il 49 (d.C.) E.V.), furono gli Apostoli e gli Anziani a decidere in base alle Scritture che non era necessario circoncidere i gentili convertitisi al cristianesimo: (Atti 15:1-29). Dalla narrazione storica è chiaro che non fu Pietro ma l’apostolo Giacomo (fratellastro del Signore Gesù e figlio di Maria e Giuseppe), a presiedere quell’assemblea. Infatti, fu lui a concludere l’esame dell’argomento dicendo: La mia decisione è di non turbare quelli delle nazioni che si volgono a Dio: (Atti 15:19). Avrebbe potuto Giacomo parlare di una ‘propria decisione’ se Pietro, lì presente, avesse detenuto il primato fra gli apostoli?

L’apostolo Paolo, parlando dei vari ministeri che contribuivano a edificare la Congregazione, non menzionò il cosiddetto magistero del papa, ma il servizio collettivo di tutti gli apostoli: (1°Corinti 12:28; Efesini 4:11-12). L’apostolo Pietro, a motivo del suo zelo e spirito di iniziativa, svolse indubbiamente un ruolo considerevole, come scrive Alberigo. Gesù gli diede: le chiavi del regno dei cieli: (Matteo 16:19). E Pietro, insieme con altri apostoli e discepoli, impiegò queste simboliche chiavi per aprire a giudei, samaritani e gentili l’opportunità di entrare nel Regno dei cieli: (Atti 2:14-40; 8:14-17; 10:24-48). Gli fu data inoltre la responsabilità di ‘legare’ e ‘sciogliere’, compito affidato anche agli altri apostoli: (Matteo 16:19; 18:18-19). Doveva pascere la Congregazione cristiana, ciò che devono fare anche tutti gli altri Sorveglianti cristiani: (Atti 20:28; 1°Pietro 5:2).Comunque, anche altri apostoli oltre a Pietro furono preminenti per le loro qualità cristiane. Paolo parlò di: quelli che sembravano essere colonne della Congregazione, riferendosi a Giacomo e Cefa [Pietro] e Giovanni: (Galati 2:2, 9). L’apostolo Giacomo (il fratellastro di Gesù),svolse compiti particolarmente importanti. Presiedé, come si è già detto, l’assemblea di Gerusalemme. Vari episodi confermano il notevole ruolo da lui svolto:. (Atti 12:17; 21:18-25; Galati 2:12).

Dio conferì molti poteri ai fedeli discepoli di Gesù, compreso quello di fare miracoli. Ma non risulta che abbia attribuito loro la prerogativa di fare dichiarazioni infallibili. Pietro, per quanto fedele, commise errori. Fu ripreso da Gesù, e una volta l’apostolo Paolo lo corresse in pubblico: (Matteo 16:21-23; 26:31-34; Galati 2:11-14).

Soltanto le Scritture bibliche sono infallibili, essendo la Parola di Dio. Pietro parlò della parola profetica a cui prestare attenzione come a una lampada risplendente: (2°Pietro 1:19-21). Per conoscere la volontà di Dio, dobbiamo dunque affidarci alla sua vivente Parola: (Ebrei 4:12). Solo la Parola di Dio la Bibbia, e non un’equivoca definizione, una falsa interpretazione dogmatica fatta dai capi religiosi o filosofi o teologi della Chiesa Cattolica o di qualche altra religione, offre quelle certezze di verità assolute e infallibili di cui l’umanità ha tanto bisogno. Anche nel nostro tempo, Cristo Gesù sta impiegando un gruppo di suoi servitori, fallibili ma fedeli, chiamati collettivamente: lo schiavo fedele e discreto: (Matteo 24:45-47).Chi rappresenta oggi sulla terra questo schiavo simbolico? Un accurato studio della Bibbia potrà aiutarvi a identificarlo.

Fonte: Enciclopedia Cattolica, Sansoni, 1951, Vol. VI, coll. 1920-4.

Nuovo Dizionario di Teologia, a cura di G. Barbaglio e S. Dianich, Edizioni Paoline, 1977, pp. 1096-9.

IL VERO SIGNIFICATO E GIUSTO INTENDIMENTO DI ALCUNE PAROLE

Esiste un'importante differenza quando si legge: Dio con la D maiuscola, oppure dio con la d minuscola!

In tutto il mondo si adorano molti dèi. Lo scintoismo, il buddismo, l’induismo e le religioni tribali hanno milioni di divinità. Ai giorni degli apostoli di Gesù si adoravano dèi come Zeus ed Ermes: (Atti 14:11, 12). Perciò la Bibbia menziona che ci sono molti 'dèi', ma dice anche che effettivamente c’è per noi unsolo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose: (1°Corinti 8:5-6). Se vi chiedessero: Chi è questo Dio? cosa rispondereste? «È il Signore, rispondono molti». O forse dicono: «È uno Spirito che sta in cielo». Un dizionario definisce Dio: l’Essere Supremo. Nella Bibbia il vero Dio è descritto con diversi titoli e con espressioni quali: Dio Onnipotente, Altissimo, grande Creatore, grande Insegnante, Sovrano Signore e Re d’eternità: (Genesi 17:1; Salmo 50:14; Ecclesiaste 12:1; Isaia 30:20; Atti 4:24; 1°Timoteo 1:17). Oltre all'Iddio che ha creato tutte le cose esistenti, qualunque cosa, un essere vivente o morto, una creatura, un simbolo, o un'immagine adorata può essere definita un dio poiché l’adoratore gli attribuisce potere maggiore del proprio e lo venera. Perfino il proprio appetito può essere un dio: (Romani 16:18; Filippesi 3:18-19). Menzionando l'esistenza di molti dèi la Bibbia indica che tutti gli dèi delle nazioni sono dèi senza valore: (Salmi 86:8; 96:5; 1°Corinti 8:5-6). Diversamente, uno dei termini ebraici tradotti Dio è ʼEl, che significa: potente; forte: (Genesi 14:18). Tuttavia, ʼEl è riferito sia al vero Dio e sia ad altri dèi e pure a uomini. Inoltre, ʼEl è molto usato nei nomi composti, come Eliseo (Dio è salvezza) e Michele (chi è simile a Dio?). Alcune volte ʼEl è preceduto dall’articolo determinativo (haʼ Èl, lett.: il Dio) con riferimento al nome personale di Dio il Creatore di tutte le cose esistenti.

Come tutti gli angeli e creature spirituali, anche Satana è un dio. Gesù lo chiamò: il governante del mondo; Satana è colui al quale l’umanità in generale ubbidisce seguendone le esortazioni a non tener conto delle norme di Dio: (Giovanni 14:30; Efesini 2:2). La Bibbia chiama Satana anche: l’iddio di questo sistema di cose, che viene onorato dalle pratiche religiose dei sostenitori di questo attuale sistema di cose: (2°Corinti 4:4; 1°Corinti 10:20). Quando cercò di tentare Gesù Cristo, Satana il Diavolo: avendolo condotto in alto, gli mostrò in un istante di tempo tutti i regni della terra abitata; e il Diavolo gli disse [a Gesù]: ‘Ti darò tutta questa autorità e la loro gloria, perché mi è stata consegnata [da Dio] e io la do a chi desidero. Se perciò fai un atto di adorazione davanti a me, sarà tutta tua’: (Luca 4:5-7). Il libro biblico di: Rivelazione-Apocalisse 13:1-2 fa capire che Satana dà: ‘potenza, trono e grande autorità’ all'attuale sistema di dominio politico mondiale. Il libro biblico di Daniele 10:13, 20 indica che Satana ha principi demonici preposti ai principali regni della terra. Il libro biblico di Efesini 6:12 ne parla come di: ‘governi, autorità, governanti mondiali di queste tenebre, malvagie forze spirituali che sono nei luoghi celesti’.Non sorprende che il libro biblico di 1°Giovanni 5:19 dica: Tutto il mondo giace nel potere del malvagio. Ma dice pure che il suo potere durerà solo per un limitato periodo di tempo ed esclusivamente per la tolleranza datagli dal suo stesso Creatore il quale è l’Iddio Onnipotente.

Riguardo alle divinità dell'impero romano, anticamente la loro religione subì notevolmente l’influenza degli etruschi, popolo ritenuto in genere originario dell’Asia Minore. La pratica della divinazione collega senz’altro la religione etrusca con quella babilonese. Per esempio, i modellini di fegati d’argilla usati nella divinazione scoperti in Mesopotamia sono simili al modellino bronzeo di un fegato rinvenuto a Piacenza (Emilia Romagna-Italia). Perciò quando i romani adottarono le divinità etrusche, in effetti, accettarono un’eredità babilonese. La triade romana formata da: Giove (il dio supremo, dio del cielo e della luce), Giunone (la consorte di Giove preposta a tutto ciò che interessava particolarmente le donne) e Minerva (dea protettrice delle arti) corrisponde agli etruschi: Tinia, Uni e Menerva. Come vedremo in un prossimo capitolo, anche la Trinità adottata nella teologia delle migliaia di false religioni che formano la cristianità, tra queste, il cattolicesimo, cioè l'unione delle tre persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo in una sola sostanza, è di origine pagana egiziana.

Attinente all'origine delle deità, la straordinaria somiglianza fra gli dèi e le dee dei popoli dell’antichità non può essere attribuita al caso. A questo proposito, in molte e importanti enciclopedie storiche è stato scritto: Non solo egiziani, caldei, fenici, greci e romani, ma anche indù, buddisti della Cina e del Tibet, goti, anglosassoni, druidi, messicani e peruviani, aborigeni dell’Australia e persino selvaggi delle isole dei mari del Sud, hanno derivato le proprie idee religiose da una fonte comune e da un centro comune. Troviamo ovunque le più sorprendenti coincidenze nei riti, nelle cerimonie, nelle usanze, nelle tradizioni, come pure nei nomi dei rispettivi dèi e dee e nei rapporti intercorrenti fra questi: (Fonte: J. Garnier, The Worshipof the Dead, Londra, 1904, Pag. 3).

AI POTENTI FRA GLI UOMINI SI FA RIFERIMENTO COME A DÈI

◘ La Bibbia rivela l'esistenza di una chiara differenza tra: Dio e dio:

(Giovanni10:34): Gesù rispose loro: ‘Non è scritto nella vostra Legge: Ho detto: ‘Voi siete dèi’?’ Anche gli angeli fedeli a Dio Onnipotente sono chiamati dèi: (Salmo 82:6).

◘ Esistono molti falsi dèi:

(1°Corinti8:5):[Ci sono] quelli che son chiamati ‘dèi’, sia in cielo che sulla terra, come ci sono molti ‘dèi’ e molti ‘signori’.

(Geremia10:14,15): La sua immagine di getto è una falsità, e non c’è in loro [gli dèi] nessuno spirito. Son vanità, opera di scherno. Nel tempo che si presterà loro attenzione periranno.

◘ Sono dèi senza valore,incapaci d’aiutare i loro stessi adoratori:

(Abacuc2:18): Di quale beneficio è stata l’immagine scolpita, quando il formatore d’essa l’ha scolpita, la statua di metallo fuso, e l’istruttore di falsità? Quando il formatore della sua forma ha confidato in essa, fino al punto di fare dèi senza valore privi di parola?

◘ יהוה - JHVH è il più grande Dio fra gli dèi:

(Levitico19:4): Non vi volgete a dèi senza valore, e non vi dovete fare dèi di metallo fuso. Io sono יהוה- Jhvh vostro Dio.

(Esodo 18:11): Ora in effetti so che Yahweh è più grande di tutti gli altri dèi.

(Salmi 95:3-6): יהוה - Jhvh è un grande Dio e un gran Re su tutti gli altri dèi, egli nella cui mano son le ime profondità della terra e a cui appartengono le vette dei monti; a cui appartiene il mare, che egli stesso fece, e le cui proprie mani formarono lo stesso asciutto. Oh venite, adoriamo e inchiniamoci; inginocchiamoci dinanzi a יהוה - Jhvh nostro Fattore.

LA DIFFERENZA TRA:Teocrazia e teocrazia

Nel corso dei millenni si è creata una tacita o apposita confusione intorno al vero significato della definizione: teocrazia. In realtà, teocrazia è un termine di derivazione greca (theo-kratía, governo di Dio) che indica un ordinamento politico in cui Dio è considerato il solo e unico depositario della sovranità universale, e il suo potere qui sulla terra, è esercitato temporaneamente da governanti da Lui tollerati, approvati e proclamati essere suoi rappresentanti divini. Come già è stato menzionato nell’introduzione di questo libro, per comprendere meglio e con più esattezza il termine TEOCRAZIA, questa parola deve essere distinta, separata, capita ed enunciata in due forme diverse:

1) La Teocrazia con la T maiuscola: è un sistema di governo

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