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LA DEVIANZA MINORILE. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del Criminologo

LA DEVIANZA MINORILE. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del Criminologo

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LA DEVIANZA MINORILE. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del Criminologo

Lunghezza:
88 pagine
55 minuti
Editore:
Pubblicato:
30 ago 2016
ISBN:
9788892615175
Formato:
Libro

Descrizione

Il presente lavoro affronta il contesto carcerario nell'ambito minorile e le principali teorie criminologiche che hanno cercato di dare una risposta alla problematica della "devianza" minorile. In particolare le teorie di carattere sociologico nate sulla spinta della Scuola di Chicago, e le problematiche giuridiche che sottendono al trattamento all'interno degli Istituti penali per minorenni. La mancanza di un ordinamento penitenziario specifico per minori che determina l'applicazione anche ai minori dell'ordinamento penitenziario degli adulti adottato con legge 354/1975. Viene descritta l'attività all'interno di un Istituto Penitenziario Minorile, raccogliendo il punto di vista degli operatori penitenziari, come nella prassi si svolge il "trattamento" dei minori e quali difficoltà vi sono in relazione alla specificità dell'utenza e le criticità nell'organizzazione della struttura. In ultimo analizza le interazioni tra la devianza e i principali contesti di sviluppo dell'adolescente: la famiglia, la scuola, i coetanei, il ruolo dei docenti, e la figura del Criminologo.
Editore:
Pubblicato:
30 ago 2016
ISBN:
9788892615175
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

LA DEVIANZA MINORILE. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del Criminologo - Serena Caracausi

Indice

Introduzione

Capitolo Primo LA DEVIANZA MINORILE

1.1.Orientamenti teorici

1.2.La scuola classica

1.3.La scuola positiva

1.4. La scuola di Chicago

1.5.Teoria dell'associazione differenziale

1.6. Teoria dell'anomia

1.7. Teoria della subcultura

1.8. Teoria dell'etichettamento

Capitolo Secondo I MINORI DETENUTI: ASPETTI E PROBLEMI DEL TRATTAMENTO

2.1. L’ordinamento penitenziario minorile: inerzie del legislatore ed interventi della Corte Costituzionale.

2.2.Il trattamento penitenziario.

2.3. Soluzioni di riforma prospettate dalla dottrina.

2.4. Minori e criminalità organizzata

Capitolo Terzo IL TRATTAMENTO NEGLI ISTITUTI PENALI MINORILI: UNA RICERCA PRESSO L’IPM DI CALTANISSETTA

3.1. Il trattamento del minore detenuto all’IPM di Caltanissetta.

3.2. Il personale di Caltanissetta

3.3. Operatori esterni e volontariato.

3.4. La testimonianza del cappellano nel carcere minorile di Caltanissetta

Capitolo Quarto IL RUOLO DELLA SCUOLA NELLA PREVENZIONE DELLA DEVIANZA E LA FIGURA DEL CRIMINOLOGO

4.1. Fattori di Rischio nell’adolescenza e preadolescenza

4.2. Il ruolo degli insegnanti nell'educazione del minore deviante

4.3. La figura del criminologo nella scuola: una nuova figura professionale per la prevenzione della devianza minorile.

Conclusione

Bibliografia

Notes

Serena Caracausi

La devianza minorile. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del criminologo.

ISBN | 9788892615175

Questo libro è stato realizzato con PAGE di Youcanprint

Youcanprint.it

Serena Caracausi

LA DEVIANZA MINORILE

Il trattamento penitenziario minorile
Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza
e la figura del Criminologo

Youcanprint Self-Publishing

Titolo | LA DEVIANZA MINORILE. Il trattamento penitenziario minorile. Il ruolo della scuola nella prevenzione della devianza e la figura del Criminologo

Autore | Serena Caracausi

ISBN | 978-88-92612-61-7

© Tutti i diritti riservati all’Autore

Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il

preventivo assenso dell’Autore.

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Introduzione

Questo studio nasce dall’interesse che ho sempre nutrito e coltivato nel corso nella mia esperienza universitaria nei confronti dell’esecuzione penitenziaria in ambito minorile. L’importanza di studiare il contesto carcerario si fa ancora più pregnante quando i ristretti sono soggetti minori di età, quindi bisognosi di una protezione maggiore sia da parte dello Stato che da parte di tutti coloro con cui entrano in interazione.

Ma chi sono i minori interessati da tale analisi? Ho cercato di rispondere a questa domanda nel corso del capitolo I analizzando, senza pretese di completezza, le principali teorie criminologiche che hanno cercato di dare una risposta alla problematica della devianza minorile. In particolare mi sono soffermata su teorie di carattere sociologico nate sulla spinta della Scuola di Chicago.

Nel capitolo II ho ripercorso le problematiche giuridiche che sottendono al trattamento all’interno degli Istituti penali per minorenni. La mia analisi ha mosso da un dato molto grave e cioè la mancanza di un ordinamento penitenziario specifico per minori che determina l’applicazione anche ai minori dell’ordinamento penitenziario degli adulti adottato con legge 354/1975.

Questa lacuna normativa è stata più volte denunciata dalla Corte Costituzionale la quale, in ragione della specificità dell’utenza minorile, ha sollecitato il legislatore a colmarla.

La lettura integrata di tale norma con l’art. 27 comma 3 della Costituzione, che sancisce il principio rieducativo della pena, impone la necessità di predisporre un trattamento differenziato nei confronti dei minori ristretti che abbia come finalità l’educazione di un soggetto ancora in fieri.

La stessa necessità è evidenziata nella vasta normativa internazionale che si è occupata della protezione dell’infanzia e dell’amministrazione della giustizia minorile sia nell’ambito delle Nazioni Unite che del Consiglio d’Europa.

Nonostante questi autorevoli impulsi, il legislatore italiano non ha ancora varato una normativa specifica per l’esecuzione penale minorile. Questo dato è ancora più grave se affiancato ai progressi che sono stati fatti in ambito processuale. Il nostro paese, infatti, si è contraddistinto per una normativa processuale specifica per i minori varata nel 1988 con il D.P.R. 448 che prevede una serie di istituti innovativi tendenti ad evitare la detenzione per il minore autore di reato. Si è così assistito, negli anni, ad una tendenza ad anticipare la funzione educativa alla fase processuale per poi ricadere nella normativa generale nell’ambito del trattamento penitenziario.

Gli impulsi al cambiamento sono arrivati anche dalla dottrina che ha indicato con precisione quale dovrebbe essere l’oggetto di una riforma a favore dei minori ristretti e che, in particolare, ha espresso la necessità di rivedere le sanzioni nei confronti dei minori autori di reato prevedendo la possibilità di comminare sanzioni alternative al carcere già in sede di condanna.

Constatando poi l’impossibilità, in questo momento storico, del superamento del carcere, la dottrina ha indicato le linee guida che il legislatore dovrebbe seguire nel trattamento intramurario. Si

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