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Ramana Maharshi: meditazione olistica: Il percorso diretto

Ramana Maharshi: meditazione olistica: Il percorso diretto

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Ramana Maharshi: meditazione olistica: Il percorso diretto

valutazioni:
5/5 (1 valutazione)
Lunghezza:
126 pagine
1 ora
Pubblicato:
7 dic 2018
ISBN:
9788894975789
Formato:
Libro

Descrizione

Colui che si imbatte in questa sorta di breviario filosofico redatto da A. R. Natarajan, non pensi mai che ciò possa essere avvenuto per puro caso. Costui sia certo di essere giunto nella propria esistenza, seppur inconsciamente, innanzi all'opportunità di assolvere al proprio dovere ontologico di affrontare i quesiti fondamentali che riguardano l'Essere: la vita, il suo senso e quello della divina Manifestazione Universale. Argomenti altamente filosofici dunque. E quale fonte più antica e autorevole può esservi di quella delle millenarie conoscenze indù? Oltretutto trasmesse attraverso i semplici e toccanti insegnamenti di Romana Maharshi, che come per magia portano luce sui temi in apparenza oscuri riguardanti l'animo umano, permettendo al lettore di fare esperienza diretta della Conoscenza. Risalta in essi l'aderenza alla dottrina advaita (non dualità), che considera l'intero Creato quale manifestazione riflessa dell'eterno e inviolabile Principio Supremo (Brahman/Atman), l'onnipervadente Sé. Questo testo va dunque assaporato lentamente, soffermandosi a contemplare i concetti semplici e profondi che l'Autore con pazienza ripete, per dimostrare la illusorietà della mente e delle identificazione nei diversi ego che in essa sorgono, ponendosi l'Atman quale unica verità assoluta. La lettura sarà dunque un'occasione per il lettore di esperienziare direttamente il Sé, quando volto lo sguardo dall'apparente dualità verso la propria vera essenza, finirà per scoprire l'identità tra l'Io e il Sé.
Pubblicato:
7 dic 2018
ISBN:
9788894975789
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Ramana Maharshi - A.R. Natarajan

CASA

Presentazione di Paolo D’Arpini

Traduzione e note di Giuseppe Moscatello

© Bhagavan Sri Ramana Maharshi Research Centre

Heritage Building, Post Office Road,

Sanjay Nagar, Bangalore- 560 094.

Prima edizione: Gennaio 2005, Bangalore, India

©2018

OM EDIZIONI

Tutti i diritti letterari ed artistici sono riservati.

è vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, di quest’opera.

Qualsiasi copia o riproduzione effettuata con qualsiasi procedimento (fotografia, microfilm, nastro magnetico, disco o altro) costituisce una contraffazione passibile delle pene previste dalla legge 11 marzo 1975 dei diritti d’Autore.

Stampato in Italia nel mese di Ottobre 2018 presso

Graphicolor snc, via Cesare Sisi 2 – 06012 – Cerbara (PG)

OM EDIZIONI

Via I Maggio, 3/E – 40057 Quarto Inferiore (BO) – Italy

Tel (+39) 051 768377 – (+39) 051 767079

info@omedizioni

www.omedizioni.it

ISBN 978-88-94975-29-1

ISBN EBOOK 978-88-9497-578-9

A.R. Natarajan

Ramana Maharshi:

MEDITAZIONE OLISTICA

Il percorso diretto

Invero l’Ātman, sole di saggezza fissato nello

spazio del cuore, è colui che dissolve l’oscurità;

essendo l’omnipervadente sostrato di tutto, esso

infinitamente risplende e fa ogni cosa risplendere.

Adi Śaṅkara, Ātmabodha

Presentazione

Il Cuore, nella visione di Ramana Maharshi, non rappresenta un punto fisico ma la percezione dell’Io sono, che riflettendosi nella mente individuale sembra assumere una ubicazione. La traduzione letterale di hṛdayam, a cui fa riferimento il saggio di Tiruvannamalai, è Io sono il Centro, la sorgente da cui tutto emana. Ma dal punto di vista non-dualistico potrebbe sorgere un dubbio riguardo alla eventuale esistenza o posizione di questo centro. Ramana, in diverse occasioni, aveva precisato che non si tratta del Loto del Cuore, il cakra del kuṇḍalini yoga (che talvolta si fa coincidere con l’organo fisico), bensì un punto posto a due dita dallo sterno verso destra. Egli specificò che non si trattava di un centro fisiologico, che oggi chiameremmo psicosomatico, ma di una sottile fonte energetica da cui emerge la coscienza dell’Io, il punto d’incontro fra essere e non essere. 

Questo in particolare fu spiegato allorché un devoto chiese a Ramana com’era possibile determinare quel punto  attraverso un’esperienza diretta, al che Ramana spiegò che è nell’esperienza diretta di ognuno percepire sottilmente l’origine dell’io in quella posizione, al che il devoto indicando se stesso chiese Bhagawan intende dire che io posso percepirlo infallibilmente e naturalmente da me stesso?, così parlando egli si era toccato la parte destra del petto al che Ramana osservò Vedi, spontaneamente lo stai facendo...!

  Allo stesso tempo in più occasioni Ramana aveva asserito che il Sé, ovvero il Cuore, non ha inizio né fine, non è situato né in superficie né al centro, poiché egli è il Tutto omnipervadente. Questa apparente incongruenza sollevò alcuni interrogativi sulla realtà dei fatti esposti, nella mente di alcuni devoti. Il chiarimento giunse durante un dialogo avuto tra Ramana ed il suo avanzato discepolo, Sri Punja, più tardi conosciuto come Papaji di Lucknow. Questi obiettò, riguardo all’esistenza di un centro psicofisico definito Cuore, avente una specifica ubicazione sul lato destro del petto ed indicato come sede del Sé, che tale affermazione non risultava confacente con la verità assoluta sul Sé. 

Ramana confermò che il Sé è senza forma, ed aldilà di ogni ubicazione interna od esterna, ma che il suo discorso sul Cuore era rivolto a persone che si identificavano con il corpo fisico e che quindi percepivano la coscienza come emanante dall’interno e questo luogo non può essere il cervello, un semplice meccanismo funzionale alla concettualizzazione, ma quel punto da cui la vita sembra irradiarsi, situato sul lato destro del petto. 

Questa spiegazione potrebbe, secondo una analogia elementale (basata sugli elementi), essere ricollegata ad un antico testo di Ayurveda che fa riferimento al hṛdayam (menzionato da Ramana) come punto in cui il prāna  entra ed esce vivificando l’organismo e stabilendo qui il Focus dell’esistenza. In effetti il prāna, che corrisponde all’elemento Aria, è quella manifestazione energetica che contribuisce a raffigurare il senso dell’io, in quanto coscienza e presenza. Quest’ultima è comunque una mia deduzione che nasce da una intuizione diretta basata sull’autoanalisi sulla sorgente dell’Io.

Ma qui vorrei andare oltre e superando il punto di partenza desidero ricollegarmi più specificatamente alle indicazioni contenute nel testo Meditazione olistica, il percorso diretto, ove si enunciano delle tappe e si forniscono consigli per compiere un viaggio dal sé al Sé. Tenendo però conto, come sovente affermò lo stesso Ramana, che non possono sussistere due Sé. L’Ātman è l’assoluta ed unica verità, mentre l’identificazione con un io separato e ristretto ad un nome ed una forma, non è altro che un semplice gioco di specchi della e nella Coscienza, quindi non è vero. Pur non essendo vero questo specchiarsi è reale, finché perdura l’illusione. Pertanto lo scopo dell’insegnamento empirico è quello di spingere la coscienza a distogliere lo sguardo dallo specchio dirigendolo su colui che osserva. Eppure questa auto-osservazione è falsa, poiché l’osservatore non può osservare se stesso, ma serve alla mente per abbandonare la sua tendenza alla fissità sull’oggettivazione.

Diceva Ramana: Conosci la tua mente per non farti imbrogliare dalla mente. Infatti la mente è alla continua ricerca di risposte ma tali risposte son solo elucubrazioni della mente stessa, quindi non sono vere, e potrebbero trarre in inganno il ricercatore imbrogliandolo sull’essenza della sua vera natura, facendogli credere di aver raggiunto una comprensione e realizzazione che di fatto è semplicemente obiettiva, ovvero concettuale.

Attenzione, con ciò non si vuole deprivare del suo valore l’insegnamento spirituale qui contenuto. La mente è avvezza al pensare, la mente è pensiero, la mente è un groviglio di pensieri e persino l’io sono è un suo pensiero ma è l’unico pensiero a cui tutti gli altri sono riconducibili e su questo dobbiamo indagare attraverso l’auto investigazione suggerita da Ramana. Nel rincorrersi dell’io attorno e su se stesso si raggiunge uno stato di vuoto in cui la mente si arresta e quello è il vero hṛdayam, il Cuore!

Paolo D’Arpini

Introduzione

L’ignoranza colossale

Se uno si pone alcune domande essenziali, rivolte al significato della propria vita, allora e solo allora si renderà conto di quanto è all’oscuro a riguardo di se stesso e sul corso da dare alla propria esistenza. Consideriamo perciò una serie di interrogativi che renderanno questo evidente. Ho mai indagato sullo scopo della vita? Ho fatto ricerche sulla natura della mente? Ho osservato il miracolo quotidiano del sonno profondo, che è indispensabile ad una mente affaticata? Ho notato che nel sonno profondo sono libero dai pensieri, ciò nonostante felice ed a riposo? Ho indagato sul significato di questo quotidiano placarsi e ridestarsi della mente? Ho riflettuto su una via di fuga dall’ossessiva pressione di confusi pensieri? Il mio continuo agire alla ricerca del piacere, ha dato dei frutti? La risposta più onesta a tutte queste domane può essere solo: NO. Perché? Perché non si è mai trovato il tempo di fare una pausa e di indagare su di sé, sulla abitudinaria ripetitività della vita, su l’alternarsi della gioia e del dispiacere, sulla possibilità di acquisire una mente silenziosa e pacifica. Dunque non è più il momento di esitare nel cercare le risposte per se stessi.

Conoscenza del Cuore Spirituale – Conoscenza Soggettiva

La meditazione olistica punta l’attenzione della ricerca su tutti questi argomenti, e per mezzo di una siffatta indagine la propria vita risulterà trasformata. Gli insegnamenti di Ramana possono essere riassunti con la definizione, ‘Conoscenza del Cuore’, ossia la Dahara-Vidyā¹.

Nella meditazione olistica, basata su questa conoscenza che riguarda il soggetto reale, il fine ultimo è quello di restare in costante contatto con la corrente divina del proprio Cuore. Questa strada è stata chiamata da Ramana il Percorso Diretto. Egli fa riferimento ad una precisa sede nel corpo fisico e più volte descrive i mezzi per ritornare consapevolmente verso questa sorgente. Secondo Ramana, la storia dell’universo inizia e finisce là.

Egli stesso ci conduce passo dopo passo verso questa conoscenza, la quale può essere definita soggettiva, quindi in contrasto con quella oggettiva con la quale ognuno ha familiarità. Questa conoscenza è unitaria e riguarda colui che percepisce, l’individuo, al quale si relaziona l’intero mondo e Dio.

I passi verso la comprensione

Il fattore chiave per la comprensione, risiede nella condizione del sonno profondo. In quello stato infatti non esiste alcun individuo e non esistono neanche i pensieri. Esso è uno stato di pace, ma viene apprezzato solo al risveglio; è un’esperienza indiretta della verità e dovrà essere il punto di partenza dell’indagine². L’individuo che riemerge dal sonno profondo

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