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Dogma, teologia e pastorale: Un teologo parla
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E-book90 pagine1 ora

Dogma, teologia e pastorale: Un teologo parla

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La testimonianza coraggiosa di un grande teologo, l'ultimo esponente della grande scuola romana di teologia che annoverava Cornelio Fabro, Antonio Piolanti, Luigi Bogliolo, Brunero Gherardini, Dario Composta, Raimondo Spiazzi, Enrico Zoffoli ed altri grandi menti. Mons. Antonio Livi in questo testo affronta alcuni temi della teologia con il coraggio e l'apertura che tutti gli riconoscono.  Riccardo Cascioli, direttore de La Nuova Bussola Quotidiana, dice nella prefazione: "In queste pagine egli risponde anche ai suoi critici, soprattutto a quei giornalisti che amano dividere la Chiesa secondo logiche politiche: progressisti e conservatori, con papa Francesco e contro papa Francesco, buoni e cattivi. Dividere il mondo e i fedeli in tifoserie è un bel modo per evitare di confrontarsi sui contenuti. Monsignor Livi esce da questa logica, è chiaro che gli interessa soltanto ciò che porta a Dio, ci aiuta a discernere la vera teologia, che a Dio ci avvicina, dalla falsa teologia, che invece ci porta lontano senza neanche che ce ne accorgiamo". Aurelio Porfiri, curatore del volume, dice nella sua introduzione: "Io credo che bisogna tenere vicini e come grandi doni coloro che ci possono essere maestri. Essi sono una benedizione che Dio ci manda per aiutarci nel nostro pellegrinaggio terreno. Non sarà questo libro che darà la misura della grandezza di Monsignor Antonio Livi, ma il mio scopo è un altro. Quello di fornire un dito che indichi la luna, uno strumento che invogli poi a leggersi i lavori più impegnativi per scoprire un pensatore originale, dalla forte tempra e sempre fedele al perenne insegnamento della Chiesa. Ecco lo scopo di questo testo. Chi volesse approfondire il suo pensiero dovrebbe leggere il testo di William J. Slattery pubblicato dalla casa editrice Leonardo da Vinci, creatura dello stesso Mons. Livi. Qui, in questo libricino, c'è solo una riflessione fatta da lui sulla teologia. All'inizio, come per altri testi della mia casa editrice, avevo pensato ad un dialogo, ma poi ho pensato fosse meglio lasciare a lui l'iniziativa e ritirarmi nel ruolo di sollecitatore". Un libro denso, forse controverso, ma di non difficile lettura. Una lettura indispensabile per chi vuole comprendere cosa non va oggi nella Chiesa e quali sono le possibili soluzioni.

Mons. Antonio Livi è nato a Prato il 25 agosto 1938. Ordinato sacerdote nel 1963. Direttore spirituale del Seminario romano per le vocazioni adulte dal 1967 al 1971; Cappellano di Sua Santità dal 1998. Direttore spirituale del Seminario arcivescovile di Benevento dal 200 al 2005. Attualmente fa parte del Clero romano ed è vice rettore della chiesa di Sant’Andrea del Vignola. Autore di numerosi scritti tra cui ricordiamo Vera e falsa teologia (di prossima pubblicazione), Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede, Metafisica e senso comune. Per l'intera bibliografia si rimanda a: www.antoniolivi.com


Biografia Mons. Antonio Livi
Prefazione (Riccardo Cascioli)
Introduzione (Aurelio Porfiri)
Teologia come vocazione.
Teologia come scienza.
L'oggetto della teologia.
Teologia o teologie?.
Teologia e liturgia.
Teologia e morale.
Libri di Antonio Livi
LinguaItaliano
EditoreChorabooks
Data di uscita3 dic 2018
ISBN9789887897095
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    Dogma, teologia e pastorale - Antonio Livi

    Livi

    Biografia Mons. Antonio Livi

    Nato a Prato il 25 agosto 1938. Ordinato sacerdote nel 1963. Direttore spirituale del Seminario romano per le vocazioni adulte dal 1967 al 1971; Cappellano di Sua Santità dal 1998. Direttore spirituale del Seminario arcivescovile di Benevento dal 200 al 2005. Attualmente fa parte del Clero romano ed è vice rettore della chiesa di Sant’Andrea del Vignola. Autore di numerosi scritti tra cui ricordiamo Vera e falsa teologia (di prossima pubblicazione), Filosofia del senso comune. Logica della scienza e della fede, Metafisica e senso comune. Per l'intera bibliografia si rimanda a: www.antoniolivi.com

    Incarichi culturali e attività accademiche Caporedattore della rivista mensile Studi cattolici dal 1972 al 1982. Membro dell’«Arcipelago, International Society for the Unity of Sciences» a partire dalla sua istituzione nel 1990. Socio ordinario della Pontificia Accademica di San Tommaso dal 1992. Fondatore e presidente dell’Associazione internazionale Sensus communis (Roma) dal 1998. Fondatore e direttore (dal 1994) della Grande Enciclopedia Epistemologica, collana di monografie di argomento epistemologico, edita prima dalle Edizioni Romane di Cultura e poi dalla Casa editrice Leonardo da Vinci. Fondatore e direttore della rivista filosofica Sensus communis. Annuario di logica aletica (dal 1999). Docente di Logica e Filosofia della conoscenza nella Pontificia Università Lateranense (1993-1996); professore stabile ordinario della stessa materia dal 1996. Docente di Antropologia alla Libera Università Campus Bio-medico (Roma) nell’anno accademico 1993-1994. Visiting professor nell’Università di Navarra (Spagna) e nella Pontificia Università della Santa Croce (Roma) dal 1996. Professore di Filosofia presso lo Studio Teologico di Benevento, affiliato al Pontificio Ateneo Antonianum (Roma), dal 2000 al 2005. Direttore editoriale della Casa editrice Leonardo da Vinci (Roma) dal 1999. Direttore della rivista internazionale di filosofia Aquinas dal 2002 al 2008. Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Lateranense dal 2002 al 2008. Collaboratore dei quotidiani L’Osservatore romano e L’Eco di Bergamo, nonché di vari periodici culturali, tra i quali Filosofia oggi (Genova) Rivista di filosofia neo-scolastica (Milano) Per la filosofia (Pisa-Roma) Doctor Communis (Città del Vaticano) Acta philosophica (Roma) Divus Thomas (Bologna) Tópicos (Città del Messico) Nova et vetera (English Edition, New York) Palabra (Madrid) Nuestro Tiempo (Pamplona) Istmo (Città del Messico) Humanitas (Santiago del Cile) Metafisica y Persona (Malaga, Spagna) Studi cattolici (Milano) Il Timone (Milano) Città di vita (Firenze) Sacerdos (Roma) Cultura & Libri (Roma) Espiritu (Barcelona) e Sapientia (Buenos Aires). Professore emerito della Pontificia Università Lateranense dal 2008. Collaboratore scientifico dei seminari filosofici organizzati dall’Ipe (Istituto per le attività educative) di Napoli. Direttore del Comitato scientifico per l’edizione delle opere complete del cardinale Giuseppe Siri, a cura di Fabrizio Serra Editore (Pisa-Roma), con i patrocinio della Fondazione Kepha. Membro del Comitato scientifico della rivista on-line Metafisica y Persona (Malaga, Spagna), diretto da Tomás Melendo Granados. Membro del Comitato scientifico della Cattedra Gloria Crucis (promossa dai Padri Passionisti e operante presso la Pontificia Università Lateranense. Fondatore e presidente (dal 2010) di Fides et ratio – Unione apostolica per la difesa scientifica della verità cattolica (www.fidesetratio.com).

    Prefazione

    Riccardo Cascioli

    Devo ringraziare Aurelio Porfiri per averci regalato questa piccola summa del pensiero di monsignor Antonio Livi. Così in poche pagine tutti hanno la possibilità di comprendere sia la chiave interpretativa della notevole opera filosofica e teologica di Livi – che poi ognuno potrà approfondire in questo o quell’aspetto prendendo in mano i suoi volumi - sia la radice della crisi in cui oggi si dibatte la Chiesa. Dalle sue parole e dai suoi esempi si può comprendere bene come il sentimento, anzi il sentimentalismo, abbia preso il sopravvento sulla ragione, di come la pastorale sia diventata un modo per scardinare la dottrina, di come la percezione soggettiva abbia cancellato l’oggettività della rivelazione. Con un rapido excursus attraverso la teologia, la mistica, la liturgia, la morale possiamo apprezzare il metodo rigoroso e la fede che fa dell’opera di monsignor Livi un punto di riferimento fondamentale in questi tempi di disorientamento.

    In queste pagine egli risponde anche ai suoi critici, soprattutto a quei giornalisti che amano dividere la Chiesa secondo logiche politiche: progressisti e conservatori, con papa Francesco e contro papa Francesco, buoni e cattivi. Dividere il mondo e i fedeli in tifoserie è un bel modo per evitare di confrontarsi sui contenuti. Monsignor Livi esce da questa logica, è chiaro che gli interessa soltanto ciò che porta a Dio, ci aiuta a discernere la vera teologia, che a Dio ci avvicina, dalla falsa teologia, che invece ci porta lontano senza neanche che ce ne accorgiamo.

    È la stessa rigorosità e lo stesso amore alla verità che ho potuto apprezzare in questi anni in cui ha volentieri collaborato al quotidiano online La Nuova Bussola Quotidiana ( www.lanuovabq.it) che dirigo. Contrariamente a ciò che una certa narrazione vuole far credere, lo sforzo di presentare la dottrina che la Chiesa ci tramanda da due millenni non è affatto rigidità e freddezza dal punto di vista umano. Anzi, ho sempre potuto apprezzare in monsignor Livi la passione di un vero pastore, ovvero la trepidazione per il destino del gregge che gli è affidato, la preoccupazione di portare ciascuno per la strada diretta verso il Bene ultimo, Dio e la vita eterna.

    Non posso dunque non ringraziare Dio per avermi messo al fianco per un tratto del mio cammino monsignor Livi, e monsignor Livi per la pazienza e l’attenzione dimostrata nell’indicare ai nostri lettori la strada retta.

    Introduzione

    Aurelio Porfiri

    Conosco Monsignor Antonio Livi da molti anni, da decenni. Può essere interessante capire come sono venuto a conoscerlo. Quasi trent'anni fa, una persona al tempo a me molto cara era impegnata in una tesi di laurea sul grande filosofo cattolico padre Cornelio Fabro. Allora, con lei, cominciai a frequentare convegni in cui si ricordava la figura di questo gigante del pensiero cattolico. A quel tempo ero anche vicino al passionista Enrico Zoffoli, che di Cornelio Fabro aveva grande stima. Al tempo erano ancora vivi molti dei grandi esponenti della scuola romana di teologia: Antonio Piolanti, Brunero Gherardini, Dario Composta, Luigi Bogliolo, Enrico Zoffoli, Raimondo Spiazzi...devo dire che mi ritengo fortunato di averli conosciuti tutti, alcuni in modo più approfondito di altri. Fra coloro che venivano sempre citati con grande rispetto e considerazione c'era Antonio Livi, l'unico tra questi ancora vivente. Lo conobbi e visitai un giorno nel suo studio al Laterano. A volte poteva dare l'impressione di avere un atteggiamento severo, ma in realtà aveva sempre in dote una certa gentilezza, nascosta dal suo temperamento forte ma riservato. E non si poteva comunque, a prescindere dai dati personali, non ammirare la sua adesione alla grande tradizione teologica cattolica, pur se rivista alla luce della sensibilità moderna (rettamente diretta). Da quel momento non posso dire di averlo sempre frequentato, anzi per lunghi periodi ci siamo anche persi.

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