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Il misterioso trenino scomparso nel lago:  La linea Decauville Revine-Pieve di Soligo

Il misterioso trenino scomparso nel lago: La linea Decauville Revine-Pieve di Soligo

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Il misterioso trenino scomparso nel lago: La linea Decauville Revine-Pieve di Soligo

Lunghezza:
100 pagine
29 minuti
Pubblicato:
1 nov 2018
ISBN:
9788829541768
Formato:
Libro

Descrizione


 Durante l’occupazione del 1918 venne costruita una teleferica a doppio filo portante che dal Castello di Serravalle arrivava ai Con (frazione di Serravalle) e da qui al Masieron, poi al borgo Bridòt, ed infine alle Lame di Revine dove, per l’appunto, si trovava la stazione ferroviaria. Da qui partiva, per l’appunto, la ferrovia a scartamento ridotto che trasportava rifornimenti fino all’aeroporto militare di Cison e oltre. Si racconta che durante la ritirata gli italiani affondarono il treno nel lago, dove, “secondo alcune testimonianze”, paresi trovi tuttora, sotto i sedimenti e la melma che si sono accumulati negli anni. Da alcune testimonianze pare che dopo la battaglia del Solstizio gli austro-ungarici non presiedevano la ferrovia, erano disorganizzati, per cui gli italiani approfittarono con un attentato presso la linea ferroviaria, spostandone i binari e facendo deragliare alcuni vagoni in località Santa Maria. Alcune voci parlano anche di un bottino affondato assieme al trenino, testimonianze che nel 2009 videro la convinzione univoca dei Comuni di Tarzo e Revine Lago a chiedere addirittura un contributo per verificare la veridicità del fatto. Peccato che il contributo allora non sia stato accolto e non se ne fece più nulla, come successe anni prima con i sommozzatori del Sile. Di questa ferrovia ci sono ancora le prove. Infatti, quando fu smartellata parte delle rotaie, vennero portate a Vittorio Veneto ed alcuni pezzi poi sono stati recuperati dagli abitanti del circondario per altri scopi; ad esempio, presso la casa di Francesco Grava vi è un pezzo di quelle rotaie usato come trave della cantina. Alcuni tratti della ferrovia erano visibili fino a pochi anni fa, ma ora rimane visibile solo qualche pezzo di terrapieno dove erano posizionati i vecchi binari; invece sono ancora visibili nella stagione di secca quando l’acqua dei laghi è bassa nel canale presso il ponticello in legno in località Fratta di Tarzo, dove è ancora possibile vedere le vecchie rotaie della piccola ferrovia che portavano verso Cison di Valmarino, ma credo sia un lavoro più recente, è probabile che abbiano riutilizzato le rotaie vecchie per un altro lavoro dato che, secondo le testimonianze, la vecchia ferrovia in quella zona passava più vicino alla strada che porta a Cison e Follina.
  Detto ciò, le testimonianze sono abbastanza contradittorie e tra le più rilevanti che credo possibili ne ho individuate tre che ricadono nel lago di Santa Maria. Tra l'altro vi è anche testimonianza che alcuni vagoni siano stati deviati  all'inizio del lago dopo lo stretto di comunicazione tra i due laghi, mentre la locomotiva sarebbe stata gettata nell'ansa verso la fine del lago verso "Cibelo", dove dalle testimonianze vi era anche una stazioncina che fungeva da officina e vi era anche un binario che si staccava dalla linea principale e arrivava al lago per attingere acqua.
Pubblicato:
1 nov 2018
ISBN:
9788829541768
Formato:
Libro

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 Il misterioso trenino scomparso nel lago

La linea Decauville Revine-Pieve di Soligo

Storia e Individuazione delle zone di affondamento

SINOSSI

 Durante l’occupazione del 1918 venne costruita una teleferica a doppio filo portante che dal Castello di Serravalle arrivava ai Con (frazione di Serravalle) e da qui al Masieron, poi al borgo Bridòt, ed infine alle Lame di Revine dove, per l’appunto, si trovava la stazione ferroviaria. Da qui partiva, per l’appunto, la ferrovia a scartamento ridotto che trasportava rifornimenti fino all’aeroporto militare di Cison e oltre. Si racconta che durante la ritirata gli italiani affondarono il treno nel lago, dove, secondo alcune testimonianze, paresi trovi tuttora, sotto i sedimenti e la melma che si sono accumulati negli anni. Da alcune testimonianze pare che dopo la battaglia del Solstizio gli austro-ungarici non presiedevano la ferrovia, erano disorganizzati, per cui gli italiani approfittarono con un attentato presso la linea ferroviaria, spostandone i binari e facendo deragliare alcuni vagoni in località Santa Maria. Alcune voci parlano anche di un bottino affondato assieme al trenino, testimonianze che nel 2009 videro la convinzione univoca dei Comuni di Tarzo e Revine Lago a chiedere addirittura un contributo per verificare la veridicità del fatto. Peccato che il contributo allora non sia stato accolto e non se ne fece più nulla, come successe anni prima con i sommozzatori del Sile. Di questa ferrovia ci sono ancora le prove. Infatti, quando fu smartellata parte delle rotaie, vennero portate a Vittorio Veneto ed alcuni pezzi poi sono stati recuperati dagli abitanti del circondario per altri scopi; ad esempio, presso la casa di Francesco Grava vi è un pezzo di quelle rotaie usato come trave della cantina. Alcuni tratti della ferrovia erano visibili fino a pochi anni fa, ma ora rimane visibile solo qualche pezzo di terrapieno dove erano posizionati i vecchi binari; invece sono ancora visibili nella stagione di secca quando l’acqua dei laghi è bassa nel canale presso il ponticello in legno in località Fratta di Tarzo, dove è ancora possibile vedere le vecchie rotaie della piccola ferrovia che portavano verso Cison di Valmarino, ma credo sia un lavoro più recente, è probabile che abbiano riutilizzato le rotaie vecchie per un altro lavoro dato che, secondo le testimonianze, la vecchia ferrovia in quella zona passava più vicino alla strada che porta a Cison e Follina.

  Detto ciò, le testimonianze sono abbastanza contradittorie e tra le più rilevanti che credo possibili ne ho individuate tre che ricadono nel lago di Santa Maria. Tra l'altro vi è anche testimonianza che alcuni vagoni siano stati deviati  all'inizio del lago dopo lo stretto di comunicazione tra i due laghi, mentre la locomotiva sarebbe stata gettata nell'ansa verso la fine del lago verso Cibelo, dove dalle testimonianze vi era anche una

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