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Poesie (1977-2017)

Poesie (1977-2017)

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Poesie (1977-2017)

Lunghezza:
310 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
31 ott 2018
ISBN:
9788827853818
Formato:
Libro

Descrizione

Napoletano, di famiglia lucana (1950), autore di saggi di antropologia storica e letteraria, Antonio

Lotierzo è un originale poeta del secondo Novecento. Qui presenta con organicità le sue quattro raccolte di poesie, da

"Il rovescio della pelle"(del 1977) a "Golfo di sogni inquieto" (del 2000), descrizione della crisi esistenziale, e fino alle ultime (del 2017), con ampie note, lettere ed un saggio di Tito Spinelli. Queste poesie sono in equilibrio instabile fra uno sperimentalismo contestativo e linee alte tradizionali, cercando di rispecchiare la v i t a nelle immagini, con uno sguardo etico sul mondo.
Editore:
Pubblicato:
31 ott 2018
ISBN:
9788827853818
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Libro

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Anteprima del libro

Poesie (1977-2017) - Antonio Lotierzo

Indice

Cronologia

BIBLIOGRAFIA

IL ROVESCIO DELLA PELLE

LAMENTAZIONE PER UN TESTO

LUISA, DEMOISELLE D’AVIGNON, DEI QUARTIERI

IL TEMPO TRASCORSO

MILITARE A PIETRALATA

CHIESA DI S. GIANUARIO

LA VITA IN PAESE

IL RITORNO DEGLI ULIVI

LA MEDIAZIONE POLITICA

DALL’UNIONE COL PROPRIO TEMPO

SATIRA PRIMA

GLI ABISSI DELLA PALUDE

IL RELITTO MAGICO

LA VOCAZIONE DELLO STORICO

LE FIGURE DELLA STORIA

«LA RAGIONE APPASSIONATA »

L’INTELLETTUALE MERIDIONALE

TESTO N.1

NUOVA EDILIZIA

TESTO N. 2 (Aspettando le volpi)

LA LETTERA DEL POETA DA MATERA

NAPOLI

PER PABLO NERUDA

IL CONTADINO SOGNANTE

L’albanella

MIA MADRE

SCOMPOSIZIONI

ANCORA SU DI UNA ROMA

A VITO RIVIELLO

A DARIO BELLEZZA

CLAUDIA CON LE FEMMINISTE ALL’INSTABILE.

CARLA

POMIGLIANO D'ARCO

AD UNA COMPAGNA

L'ALFANEBETISMO

LAMENTO PER CARLO LEVI

L’ACQUA, CARA MEMORIA

MORITOIO MARGINALE

NOTTURNO

IV In putrefazione ginestre sui calanchi

QUOTIDIANO NONSENSE

V LE LETTERE PERSIANE UNA BOUTADE DICEVI

VI NIPOTINO DI ROUSSEAU

VII GLI IPPOCASTANI ADORNANO CON PASSERI

VIII OH GALLO SPERANZOSO

IX PARCO CULTORE D’INFREQUENTI LUOGHI IL POETA

FUORIBATTITO

CANTINA

TESTI PAESANI

IL VESCOVO BERTAZZONI DOPO UNA VISITA PASTORALE A MARSICO

X SE GIOVANE ANCORA IN QUESTO MORITOIO

Libritti del poeta Sinisgalli

GOLFO DI SOGNI INQUIETO

I - MATERIA E ALTRI RICORDI

ORIGINI

COME UN FOTONE

L’ACCETTAZIONE DELLA FINITUDINE

L’UOMO COME TRAPASSO

IL FUORI DI SE’

REGIME

ROSA AGOSTANA

IL GELSO DELL’ANGELO

IL BUCO

MALESSERE

SINISGALLI A GRUMENTUM

PULCINELLA

MARATEA

II - RESPONSORIALE

ACQUAFREDDA

ALBUM

ACQUETTA TIRRENICA

LO SPECCHIO DELLA SPERANZA

PIAZZA CAVOUR

LA METROPOLI PLEBEA

ILLUSIONI

HIGH-TECH

LA BOUGANVILLEA VIOLETTA

AMORI CON GUARDONE

RITRATTO DI RAGAZZA

GIUBILEO

AL DUOMO

LA SOCIETA’MULTIETNICA

UN FASCIO DI NEUTRINI

RESPONSORIALE

LA COMPRENSIONE

LE CICALE DI CASTROCUCCO

L’INDESIDERATO

PASSEGGIANDO A SALA

CANE (Davis)

SCOLATOIO

CARNEVALE

PAURE RAZZISTE

UN CICILLO PER MADAMA

ANSIA

L’AMORE, DITEMI, IN UN SORRISO

DISTESA ESTATE

MIELE D’AMPLESSI

PLATANI

ILARIA

DOCENTI

CON IL CALCIO

INCUBI

FORMICHE

III - REVUOTE

NDÀCCHE

LLÀVIJ

NA FACCIA RE CUORNE

L’UOMMENE NUN SO’CILORFA

NCE SANNE FA LI FEMMENE

A FUNDANA ‘NDO VOSCHE.

PAISE A DDOPPIE.

ÀHERE

VETRI RIFLETTENTI

ANNOTAMENTI

TESTIMONIANZE

LETTERE

ANTONIO LOTIERZO

POESIE

(1972 –2017)

con un saggio di TITO SPINELLI ed altri apparati

NAPOLI 2018

Poesie (1977-2017)

© 2018 - Antonio Lotierzo

ISBN | 9788827853818

Prima edizione digitale: 2018

© Tutti i diritti riservati all’Autore

Youcanprint Self-Publishing

Via Marco Biagi 6, 73100 Lecce

www.youcanprint.it

info@youcanprint.it

Questo eBook non potrà formare oggetto di scambio, commercio, prestito e rivendita e non potrà essere in alcun modo diffuso senza il previo consenso scritto dell’autore.

Qualsiasi distribuzione o fruizione non autorizzata costituisce violazione dei diritti dell’autore e sarà sanzionata civilmente e penalmente secondo quanto previsto dalla legge 633/1941.

Cronologia

1950 - 1960

Antonio Lotierzo, primogenito, nasce Marsico Nuovo (Potenza) il 28 giugno 1950, alle ore 17.30, in una casa fittata dai Santalucia Tafuri, sotto la cattedrale, nel rione Civita. Il padre, Michele Lotierzo (1923 – 1989), scampato alla guerra ed alla prigionia dei Tedeschi, è, dal 1948, insegnante elementare mentre la madre, Graziella Caprio (1927- 1985) dopo il magistrale, a Lagonegro, non sostenne l’esame finale e poi venne invitata a non lavorare se non come casalinga. Graziella è proprietaria d’una casa al Portello, dove si trasferiscono dal 1952, avendola ristrutturata. Insieme con loro viveva Vincenza Caprio (1902- 1987), vedova del sarto Angelo, figlio del varricchiaro (barilaio-falegname) Nicola.

Il 14 settembre 1952 nacque il fratello Angelo (medico); il 12 febbraio 1957 Giovanna (impiegata comunale), il 30 novembre 1964 Andrea (ingegnere).

La casa del Portello, non spaziosa ma comoda, si suddivideva in tre ambienti: al piano terra una lunga cantina, che fungeva anche da deposito derrate, forno, lavanderia manuale, gallinaio; al primo piano cucina e soggiorno; al secondo piano camera da letto e salottino-studio.

La famiglia era piccolo-borghese, i nonni paterni mezzadri e contadini, i materni artigiani. Nonno Antonio (1898-1972) era un contadino che aveva perso una gamba nella prima guerra mondiale, ricevendo una magra ma utile pensione che integrò con il suo lavoro agricolo fino al 1961.

Sono anni di grande trasformazione sociale, impercettibile dai soggetti coinvolti, la struttura sociale rurale sta cedendo ad una contraddittoria trasformazione. Gli anni dell’infanzia scorrono fra le grida del vicinato, il ciclo stagionale del lavoro contadino, la spensierata vicinanza di decine di compagni.

A cinque anni è iscritto come uditore alla prima elementare nell’austero quanto fatiscente palazzo Manzoni – convento Benedettine - al Casale e lì svolge l’intero ciclo, con insegnanti ogni anno diversi, concludendo con l’esame di ammissione alla prima media che si svolgeva a Moliterno. La prima comunione avviene in S. Marco, chiesa anche dei funerali dei suoi. Avendo riportato la media dei sette/ decimi il padre chiese all’Enam un posto in un collegio meridionale. Il padre acquistò enciclopedie come Vita meravigliosa nella cui lettura, sia delle immagini e sia dei testi, si formò l’immaginazione del fanciullo. Possedeva anche un minuscolo proiettore di diapositive, con cui iniziava a conoscere la civiltà delle immagini che sarebbe esplosa con la televisione, dopo il 1957.

1960 - 1965

L’Ente assistenziale dei maestri lo assegna a Taranto, presso il collegio dei Salesiani, su Viale Virgilio, allora periferia della città, di fronte ad un mare sempre pensato e mai vissuto. I tre anni di scuola media vedono un allargamento ed un’interazione culturale essenziale: un’educazione cattolica intensiva che viene vissuta con adesione e trasporto.

Lotierzo canterà nella ‘schola cantorum’, servirà messa per anni, anche al paese, nella chiesa di s. Rocco, aderendo ad una spiritualità che modifica la stessa percezione della cultura sociale originaria.

La vita costrittiva ma ricca di amicizie e cultura religiosa del collegio, la sofferenza iniziale nel distacco dalla situazione affettiva, riplasmeranno la personalità che scoprirà effimere ma intense amicizie, allarganti il nucleo del vissuto, in quanto i collegiali provenivano da città come Brindisi, altri paesi lucani (Sant’Arcangelo, Corleto), Manduria. Il padre Michele è eletto sindaco di Marsico, per la Democrazia Cristiana, di cui era iscritto dal 1947 e segretario di sezione dal 1955, operando un’opposizione sia al Movimento Sociale e sia ai Socialcomunisti.

Quasi naturalmente, avendo coltivato meglio le materie umanistiche e manifestando paurosi vuoti verso le matematiche, Lotierzo si iscrive al Ginnasio dello stesso collegio.

Inizia la crisi adolescenziale, in cui l’interesse mistico religioso manifestato negli anni precedenti si sposta ed allarga ad interessi letterari. Periodicamente i Salesiani facevano delle fiere del libro, offrendo con un certo sconto libri da loro curato o distribuiti, con testi sia d’ispirazione religiosa(H.Hello) ma anche sunti da Shakespeare (C.Lamb). L’uscita dei primi Oscar della Mondatori nel 1965 e poi quelli della Longanesi gli consente di leggere pagine di Gide, Hemingway, Pavese, Russell.

Nel collegio, nel febbraio 1965, i Salesiani operano una perquisizione, che coincide con alcuni fatti di non corretto comportamento generalizzato. Nel polverone della scoperta dei libri proibiti,di immagini che venivano definite pornografiche, di alcune battute scambiate via citofono con delle suore, il direttivo del collegio decide di allontanare prima con una sospensione settimanale e poi definitivamente Antonio con altri tre convittori. E’il crollo della pedagogia salesiana, il contrasto fra il dire e l’operare che viene vissuto drammaticamente nell’animo del nostro. Il padre si rivolge ad un onorevole democristiano ma il debole intervento scritto non produce la restituzione del posto, che il padre gli fa vivere come aggravio economico. A ciò si aggiunga che i Salesiani non formalizzano l’espulsione ma pretendono che passi presso l’Enam come ritiro volontario compiuto dal genitore per ‘motivi di famiglia’. E’una prassi che sconvolge Antonio, perché gli rivela sotto triste luce l’operato dei preti, la non decisione del padre di contrastarli e di chiedere chiarezza, lo scaricare sulla coscienza del giovane un sottinteso di propria insufficienza negli studi. Infatti così solo viene letta l’iscrizione al Liceo Classico M. T. Cicerone di Sala Consilina dai locali docenti, che vedono presentarsi a marzo uno studente di prima Liceo, corso B.

La docente di latino e greco lo rimanderà settembre proprio perché vittima del pregiudizio che Antonio fosse stato ritirato dai salesiani per puri motivi di carenza negli studi. A settembre è promosso.

1965 - 1968

Da marzo 1965 a luglio 1968 Antonio completa il Liceo classico a Sala, vivendo un periodo nuovo, laico, in una pensioncina, dove viene a frequentare anche il fratello Angelo, iscritto al corso A, con docenti ancora più mitici (Bracco, Stanzione, Trione). Angelo appare da sempre più equilibrato negli studi, attento sia nelle materie classiche che in quelle scientifiche, che poi approfondirà con la laurea in medicina.

La pensioncina di Sala apre il giovane ad esperienze laiche, infatti si è soli con lo studio, si ha libertà di movimento nel paese, che appare grande come una cittadina, in cui predomina il senso degli affari, un costume sessuale più libertino,la ricerca del guadagno, l’innovazione capitalistica. A tavola Antonio ed Angelo pranzano con adulti, un orologiaio scapolo impenitente, degli assicuratori, degli impiegati, dei bottegai, con altri studenti ma di incogniti paesi di mare come Palinuro o Sapri che raccontano di svedesi, bagnanti libertine.

E’un ambiente che parla di felicità boccaccesca, ma nel cuore di Antonio è vissuto con ambivalente adesione, in quanto il clima valoriale lucano e salesiano si scontra con la vitalità secolare, che fonda la vita su Bacco, tabacco e Venere e su di un’amicizia e solidarietà tutta mondana e serena.

Gli studi proseguono veloci. Dal 1966, traducendo i lirici greci, Antonio inizia a comporre brevi poesie, in cui riaffiora la classicità, l’imitazione facile ed esteriore di Quasimodo. Ora può leggere senza controllo ciò che l’editoria milanese propina in edicola a basso costo; americani come I peccati di Peyton Placeo Pirandello; altro B.Russell. La lettura e la vita da pensionante iniziano a straniarlo dalla comunità, si sviluppa l’occhio altro, che aspira ad una famiglia ma che la sente al tempo stesso perduta o insoddisfacente.

In questo clima psicologico avverte l’eco delle prime manifestazioni studentesche.

1968 – 1972

Iscrittosi a filosofia a Napoli, non inizia che a frequentare un mese a novembre e poi da gennaio 1969. E’la vita delle pensioni studentesche e dei miseri appartamenti dei fuorisede. Si formano amicizie d’una vita: conosce Alfonso Reccia,che diventerà avvocato, un casertano che fungerà da mediatore per la conoscenza della realtà napoletana, che l’avvierà alle lettura de L’Espresso. Le lotte politiche incendiano la città. Gli studenti sono in lotta accanto alla classe operaia. Lo studio continuo è accompagnato da questo incendio di lotte confuse, utopistiche se non astratte, da un esteriore e sconosciuto maoismo a Il manifesto, dove Antonio ascolterà V.Caprara, A. Wanderling, A. Carlo passando attraverso assemblee più appassionate che analitiche e lunghe manifestazioni di piazza contro i governi, contro l’imperialismo. Sui gradoni dell’Università, a corso Umberto, si poteva rintracciare Antonio fra i giovani che col pugno chiuso accoglievano gli operai sfilanti nell’autunno caldo. E poi verrà l’incendio dell’Università, gli scontri con i fascisti. E tanti slegati rapporti umani. La storia esterna confluiva nelle pensioni studentesche dove si commentava l’anticapitalismo e si finiva per imparare meglio il tressette.Non esisteva alcun legame con la borghesia napoletana, con i suoi figli studenti. Il fuori sede viveva in un suo limbo, in questa immensa altra e sconosciuta città di Napoli. Nel febbraio del 1970 Antonio organizza alcuni comizi in Basilicata contro la politica governativa. L’eco della contestazione studentesca giunge a Villa d’Agri, dove si promuovono convegni e si incontrano le esigenze del rinnovamento democristiano della ‘Base’con una recente organizzazione socialista, con cui collabora. Nel febbraio il padre ebbe una violenta emorragia allo stomaco, venne resecato ed uscì tre mesi dopo dall’ospedale.

Nel luglio del 1972 Antonio si laurea in filosofia,con C.Carbonara, ottenendo 110 / 110. La tesi su Marx gli consente di leggere sia le interpretazioni storicistiche che le strutturalistiche, da L. Colletti a L.Althusser. Nel novembre il padre non è più sindaco: una risicata giunta di sinistra ottiene la maggioranza al Comune.

1972 – 1973

Dall’ottobre 1972 è chiamato per il servizio di leva, quale fante presso i granatieri di Sardegna a Sassari. Nel gennaio è trasferito a Roma, Pietralata. Assolte le funzioni dovute, dalle ore 17 alle 23 di ogni pomeriggio, Antonio è al centro di Roma, fra piazza Campo dei Fiori e Trastevere. Sviluppando questa sua modalità di esserci e di non appartenere allo stesso tempo, frequentò cinema d’essai, teatri ‘underground’, mostre, musei, seguì conferenze, trascorse ore alla ‘Rizzoli ‘. Con emozione scoprì una sera d’avere davanti a sé come spettatore A. Moravia, di cui leggerà il commento su L’Espressoe ciò gli permetterà di riflettere sulla sua rapida modalità di composizione degli articoli. In caserma riuscì a stampare al ciclostile una trentina di poesie, cercò di venderle in piazza Navona. Incontrò D. Bellezza, seguendone gli articoli per ‘Paese Sera’. Partecipa al concorso a cattedra di filosofia e storia, che si concluderà anni dopo e da cui risulta idoneo. Nel luglio, la madre Graziella è colpita da un ictus, da cui si riprenderà ma le sue condizioni inizieranno a risultare

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