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Rinascimentali. Come si viveva in Italia nel Cinquecento
Rinascimentali. Come si viveva in Italia nel Cinquecento
Rinascimentali. Come si viveva in Italia nel Cinquecento
E-book115 pagine1 ora

Rinascimentali. Come si viveva in Italia nel Cinquecento

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Questo libro nasce dal tentativo dell'autrice di diffondere la cultura del Rinascimento con stile narrativo semplice e comprensibile, attraverso la rievocazione di alcuni aspetti della vita in Italia nei secoli XV e XVI. Come si viveva nel Cinquecento in Italia? Si andava a scuola? Cosa si leggeva? Come si vestiva un rinascimentale e cosa mangiava? Nel Cinquecento quali erano le malattie più diffuse e come erano fatte le case? Curiosità ma anche descrizioni della vita nelle più importanti corti rinascimentali italiane, dagli Estensi a Ferrara ai Visconti di Milano, dai Montefeltro di Urbino ai Gonzaga di Mantova, dai Bentivoglio di Bologna ai Medici di Firenze, fino agli Aragonesi di Napoli. Un panorama sulle città italiane rese moderne da architetti come Leon Battista Alberti e Donato Bramante. Un affresco di un'epoca dove la bellezza e la raffinatezza manifestano ancora dopo secoli lo spirito aureo del "Rinascimento italiano.
LinguaItaliano
Data di uscita16 feb 2017
ISBN9788892649217
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    Rinascimentali. Come si viveva in Italia nel Cinquecento - Rosa Amato

    Indice

    INTRODUZIONE

    RINASCIMENTO E UMANESIMO

    LE CORTI RINASCIMENTALI IN ITALIA: GLI ESTENSI A FERRARA

    I MONTEFELTRO A URBINO

    I VISCONTI E GLI SFORZA A MILANO

    I GONZAGA A MANTOVA

    I MEDICI A FIRENZE

    I BENTIVOGLIO A BOLOGNA

    IL RINASCIMENTO ALLA CORTE NAPOLETANA

    L' EDUCAZIONE

    LA LINGUA

    LA MUSICA E IL TEATRO

    LA RELIGIONE

    L' ARCHITETTURA

    LE CASE DEI RICCHI

    LE CASE DEI POVERI

    I CIBI E LA CUCINA

    TRE RICETTE DI PIATTI RINASCIMENTALI

    LA FAMIGLIA

    IL MATRIMONIO E L' AMORE

    IL MATRIMONIO DI PARAGGIO

    LA DONNA

    LE STREGHE

    L' ABBIGLIAMENTO

    LE MALATTIE

    I GIOCHI

    BIBLIOGRAFIA

    Notes

    AMATO ROSA

    RINASCIMENTALI

    Come si viveva in Italia

    nel Cinquecento

    Youcanprint Self-Publishing

    ISBN | 9788892649217

    Questo libro è stato realizzato con PAGE di Youcanprint

    Youcanprint.it

    Titolo | Rinascimentali – Come si viveva in Italia nel Cinquecento

    Autore | Rosa Amato

    Immagine di copertina | www.fotolia.com - © evasilchenko

    ISBN | 978-88-92647-12-1

    © Tutti i diritti riservati all’Autore

    Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’Autore.

    Youcanprint Self-Publishing

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    INTRODUZIONE

    Il primo a usare il termine Rinascimento fu lo storico francese Jules Michelet (Parigi, 21 agosto 1798 - Hyères, 9 febbraio 1874) in un corso di lezioni universitarie che egli tenne a Parigi nel 1840. Basti pensare che, fino ad allora, tale periodo (che va indicativamente dalla metà del XIV secolo fino al XVI secolo) era considerato ancora parte integrante del Medioevo. Fu Michelet a dar vita ad una vera e propria frattura, introducendo un termine che metteva in luce la risurrezione della bellezza e della cultura. Lo storico francese ruppe definitivamente quel cordone ombelicale che legava il periodo definito da lui Rinascimento al Medioevo e con il quale non aveva nessun legame di continuità. 

    Venti anni più tardi, lo storico e scrittore svizzero Jacob Burckhardt (Basilea, 25 maggio 1818 - Basilea, 8 agosto 1897), allievo della grande scuola storiografica berlinese, scrisse un saggio storico intitolato "La civiltà del Rinascimento in Italia, affrontando l’argomento in modo analitico e con stile brillante. Il Quattrocento fu da lui teorizzato come un’epoca completamente distaccata dal Medioevo, un’epoca in cui si manifesta lo splendore delle arti, delle scienze e dei costumi in netta contrapposizione con l’oscurantismo culturale e la barbarie del medioevo" ¹. Entrambi i concetti, quello di Michelet e quello di Burckhardt, furono successivamente molto dibattuti e messi in discussione. Tuttavia entrambi continuano ad essere punti di riferimento indispensabili per molti studiosi e per molti appassionati di quest’affascinante periodo storico. 

    Persino D’Alembert nell’Enciclopedia del 1751 rilevava come il Rinascimento italiano avesse regalato all'umanità le belle arti, le scienze e il buon gusto, ossia dei principi indicatori di armonia e perfezione.

    A tutt'oggi sono numerosissimi gli storici e gli scrittori che si avventurano nello studio di quest’epoca, apportando ogni volta novità nei diversi campi del sapere, toccati dal benefico e innovativo vento del Rinascimento.

    Questo libro non vuole essere portatore di nuove teorie da aggiungere a quelle esistenti né ha la pretesa di confutarle. Semplicemente nasce dal tentativo dell’autrice di diffondere la cultura del Rinascimento con stile narrativo semplice e comprensibile, attraverso la rievocazione di alcuni aspetti della vita in Italia nei secoli XV e XVI .

    Un libro, quindi, per tutti e rivolto in particolare a coloro che sono affascinati da questo periodo storico. L’interesse di molti di noi per quest’epoca nasce soprattutto dalla contemplazione di numerose opere che risplendono dopo secoli nei nostri musei, che emergono in tutta la loro bellezza e munificenza nelle nostre città, che sono nascoste nelle tante chiese e nei tanti palazzi italiani. Tali opere, nella loro bellezza e raffinatezza, manifestano ancora dopo secoli lo spirito aureo del Rinascimento italiano.

    RINASCIMENTO E UMANESIMO

    Il Rinascimento fu un fenomeno che coinvolse tutta l’Europa tra il Quattrocento e il Cinquecento, affermandosi in quasi tutti i campi della conoscenza umana: arte, ingegneria, scultura, architettura, letteratura, scienze. In particolare l’Italia fu la culla di questo fenomeno, tanto da dare i natali ai più straordinari personaggi che hanno caratterizzato quest’epoca: da Leonardo da Vinci a Brunelleschi, da Bramante a Michelangelo, da Tiziano a Raffaello, da Ludovico Ariosto a Torquato Tasso, a Machiavelli. L’interesse che accumunava le discipline e i loro esperti era uno solo: lo studio dell’uomo, del corpo umano e della natura mediante l’osservazione diretta dei fenomeni naturali. L’uomo fu visto sotto una nuova luce, come artefice del proprio destino tanto da far parlare di umanesimo, una vera e propria concezione che rappresentò un movimento caratterizzante la cultura del Rinascimento. Lo storico Burckhardt tenne a sottolineare la splendida fioritura in quegli anni di biografie ed autobiografie, nonché la passione per la lettura di quelle dell’antichità classica, diffuse anche in italiano volgare e destinate ai lettori di media condizione sociale e culturale. In effetti, l’attenzione per l’uomo si concretò proprio nel raccontare la storia di alcuni uomini oppure nell’autocelebrazione.

    La parola "umanesimo" fu coniata nell’Ottocento e prese spunto da una già usata nel Quattrocento, "umanista", che indicava un insegnante o uno studente dedito agli studi classici dell’antica Grecia, come la grammatica, la retorica, la poetica, la storia e la filosofia. Lo studio del latino classico e del greco antico era alla base della formazione di letterati e poeti poiché si trattava di discipline ricche di conoscenze preziose, nonché di educazione, moralità e gusto letterario. La retorica (ossia l’arte di parlare in pubblico) e la poetica permettevano di leggere ed interpretare i testi poetici dei prosatori latini, tanto che, nel Quattrocento e nel Cinquecento, i professori che si occupavano di queste discipline aumentarono considerevolmente di numero e il loro ruolo fu anche molto ben retribuito in termini economici. Ugualmente le professioni di cancelliere e segretario rientrarono tra quelle esercitate dagli umanisti. Costoro copiavano documenti, lettere e orazioni, componevano in latino per papi e vescovi oppure per prìncipi e re. Si parlò appunto di mecenatismo, un fenomeno che consisteva nel sistemare lo studioso sotto l’ala protettiva del re, prìncipe o papa che gli garantiva lavoro, fama e successo.

    Lorenzo dei Medici fu, per esempio, il protettore di alcuni artisti tra cui Angelo Poliziano, Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Masaccio, Ghilberti e il pittore Botticelli, che dipinse per lui la nascita

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