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Le ragazze di via Ormea

Le ragazze di via Ormea

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Le ragazze di via Ormea

Lunghezza:
76 pagine
57 minuti
Pubblicato:
Jul 25, 2018
ISBN:
9788828365112
Formato:
Libro

Descrizione

Il presente a Torino: guerra di bande per il controllo del territorio con un poliziotto che cerca di limitare i danni. Il passato a Roma dove battaglie di questo tipo sono state sperimentate. Diversi protagonisti sono inventati, altri costruiti su personaggi reali (alcuni ancora in vita) come pure i fatti in parte figli dell’invenzione, in parte veramente accaduti (non tutti di dominio pubblico) sebbene camuffati dalla fantasia per non cadere nella cronaca giornalistica. Un giudice ci ha raccontato a suo modo la Banda della Magliana adesso le confidenze di un delinquente  ci forniscono la parte mancante.  
Pubblicato:
Jul 25, 2018
ISBN:
9788828365112
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Le ragazze di via Ormea - Valerio Bollac

LE RAGAZZE DI VIA ORMEA

MIREYA – DEMETRIO

Stasera nella taverna di Cadice c’è odore di evento. Pienone altolocato, tavoli stipati ma con ordine ecclesiale, acquavite che piove nei bicchieri; sono tutti lì in attesa di lasciarsi inebriare dalla voce roca e nera della bambina dei pettini. Ignacio Espeleta, bello come Adone, potente ed inviolabile come una testuggine romana, ignora gli sguardi vogliosi della mature matrone che sbavano al cospetto del Dio; l’intera casata dei Floridas, squartatori di buoi e ministri di un culto primitivo che ha radici nella notte dei tempi, occupa il suo spazio come un manipolo di vincitori; il gigantesco Don Pablo Murube, allevatore di tori, enigmatico quanto una maschera minoica, troneggia isolato nel suo scanno valutando gli umori dei presenti. Nascosto dalle nebbie del ricordo lo spirito di Goya, stazzonato di grigio e argento, aleggia nella sala e guarda, soddisfatto, il suo dipinto. Sono tutti qui ma non come padroni, come ospiti, invece, perché chi comanda le voci, i ritmi delle danze, i gorgheggi cupi ed il battito prepotente delle nacchere e dei tacchi focosi è il Duende, il demone gitano dal potere misterioso che tutti sentono e che nessun filosofo spiega. Se ne sta da parte solitario e silenzioso come un eremita nascosto da mistici ripari, aspetta la sua vittima per fargli vomitare secoli di rabbia, vessazioni, colpe mai commesse; il Flamenco, quest’Arte meticcia che fa del gesto e del suono un messaggio universale, in realtà è un Dio ascondito e benevolo che, in parte, restituisce ciò che è stato tolto.

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Stasera, nella taverna di Cadice, c’è anche un’avvenente raffinata prostituta che spopola in città, figlia dell’altrettanto bella e ricercata Soledad Vargas che, negli Anni Cinquanta, si prese il lusso di rifiutare un Rothschild come marito. Seduta al tavolo Eloisa aspetta un cliente che arriva con le fattezze di un bel giovane in vacanza. Il Duende trasforma quello sguardo in un incontro dall’esito imprevedibile, addirittura irragionevole: ubriachi di acquavite, canti, danze, liberi da stereotipi mummificati si sposano la mattina dopo senza neanche aver prima consumato il matrimonio. Quando si dice che l’Amore muove il Sole e le altre stelle! 

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Il battesimo di Mireya non si celebra tra le navate della Chiesa, immerso nel silenzio mistico interrotto soltanto dalle orazioni dell’officiante, ma nella sagrestia, travolto dal baccano giocoso dei canti di pochi invitati che zittiscono l’omelia appena sussurrata. Più che liturgia sembra una festa privata, per intimi molto rumorosi. Kiko, leader della setta nata tra gli emarginati delle baracche di Palomeras Altas, abitate da prostitute precoci, piccoli delinquenti destinati alla galera, poveracci che mendicano pane, tutti ospiti coatti della pattumiera che è la loro casa e la loro vita, ha concluso la sua opera di cerimoniere ed ora osserva la felicità delle pecorelle smarrite. Kiko è amico e mentore di Eloisa da sempre, ha battezzato anche lei, e adesso in quel fagottello che tiene tra le braccia vede l’opera di Dio. Ma è anche castigliano, neppure lui sfugge alla prepotenza del Duende e medita su questo demone che ti fa buttar fuori la parte migliore di te, anche con dolore ma la sputi. Pensa che, in fondo, la Grazia Divina assolve lo stesso obbligo: supera la materia e affonda nell’anima per creare una materia migliore. Mireya, che ha radici lontane nel triste Jondo, è un vivace raggiante Chico speranzoso; Kiko non ha dubbi, Mireya è frutto del Demone che ti permette di mettere a nudo l’anima, la stessa cosa che fa lo Spirito Santo quando ti sfiora. Aveva ragione Isaia il Profeta: Veramente tu sei un Dio nascosto.

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Alle otto di sera la sveglia comincia il suo servizio. Premurosa come una mamma, adorabile come un’amica generosa spande nella stanza l’Adagio di Barber. Il crescendo soave degli archi accompagna dolcemente Demetrio nel breve sentiero che lo conduce dai suoi sogni bizzarri alla vita vissuta. Scolla le palpebre, apre gli occhi, ispeziona il suo minuscolo solitario eremo, un monolocale che gli costa mezzo stipendio, con l’agilità di un quasi settantenne si rizza sul letto, infila le pantofole sfondate e si affaccia alla finestra per il quotidiano saluto a Sorella Luna che risponde con un sorriso. L’ama quel sasso bianco; con luce ovattata e discreta apre tutti gli scrigni notturni mostrandogli ombre diafane che danzano al tenue chiarore dei suoi riverberi. Ama Madama Selene almeno quanto odia quell’osceno, orrido disco rovente che tutto fa brillare col suo sorgere arrogante e acceca di luce fragorosa nascondendo i segreti del giorno. Lasciata la sua prima amante ideale raggiunge la seconda con la quale, invece, condivide la fisicità, la sensualità della convivenza. La caffettiera lo attende allegra in cucina, sa benissimo che la blandirà con carezze amorose, dolci pensieri fugaci, palpiti violenti del cuore, come fosse la donna che non ha

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