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La sposa: racconto (Tradotto): versione filologica a cura di Bruno Osimo

La sposa: racconto (Tradotto): versione filologica a cura di Bruno Osimo

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La sposa: racconto (Tradotto): versione filologica a cura di Bruno Osimo

Lunghezza:
64 pagine
29 minuti
Editore:
Pubblicato:
Apr 4, 2021
ISBN:
9788898467389
Formato:
Libro

Descrizione

Ultimo racconto di Anton Čechov del 1904. Nadja è fidanzata col figlio di un sacerdote, amico di famiglia in questa cittadina di provincia. A casa di Nadja, oltre alla mamma e alla nonna e alla servitù, c'è in questi giorni anche Saša, una sorta di figlio adottivo, un ragazzo povero e orfano educato in questa famiglia. Saša vive ormai in città per conto proprio, ma ora è qui per le vacanze, e per il matrimonio di Nadja.
Tra rumori di grondaie, insonnie, incubi, quadri di donne nude, acqua corrente nelle case più tecnologiche dell'epoca, sensi del dovere, sensi di colpa, senso della volgarità delle cose andanti e voglia di vivere, si dipana un vero capolavoro della produzione di Čechov.
Editore:
Pubblicato:
Apr 4, 2021
ISBN:
9788898467389
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

La sposa - Čechov

Note

Antón Pàvlovič Čechov

La sposa

(1903)

versione filologica del racconto

a cura di Bruno Osimo

Copyright © Bruno Osimo 2020

Titolo originale dell’opera: Невеста

Traduzione dal russo di Emanuele Bero, Francesca Fiacco, Cristina Ferloni, Eleonora Cavalli, Matteo Traficante

Bruno Osimo è un autore/traduttore che si autopubblica

ISBN 9788898467549 per l’edizione cartacea

ISBN 9788898467389 per l’edizione elettronica

Contatti dell’autore-editore-traduttore: osimo@trad.it

Traslitterazione

La traslitterazione dei nomi è fatta in base alla norma ISO 9:

â si pronuncia come ‘ia’ in ‘fiato’ /ja/

c si pronuncia come ‘z’ in ‘zozzo’ /ts/

č si pronuncia come ‘c’ in ‘cena’ /tɕ/

e si pronuncia come ‘ie’ in ‘fieno’ /je/

ë si pronuncia come ‘io’ in ‘chiodo’ /jo/

è si pronuncia come ‘e’ in ‘lercio’ /e/

h si pronuncia come ‘c’ nel toscano ‘laconico’ /x/

š si pronuncia come ‘sc’ in ‘scemo’ /ʂ/

ŝ si pronuncia come ‘sc’ in ‘esci’ /ɕː/

û si pronuncia come ‘iu’ in ‘fiuto’ /ju/

z si pronuncia come ‘s’ in ‘rosa’ /z/

ž si pronuncia come ‘s’ in ‘pleasure’ /ʐ/

Antón Čechov, La sposa

I

Erano quasi le dieci di sera e sul giardino splendeva la luna piena. In casa Šumin era appena finita la vsenošnaâ [¹] ordinata dalla nonna Marfa Mihàjlovna e ora Nadâ – era uscita un attimo in giardino – vedeva che in sala stavano apparecchiando per i zakuski [²] , e che la nonna si affaccendava nel suo elegante vestito di seta; padre Andrej, protoereo [³] della cattedrale, parlava di qualcosa con la madre di Nadâ, Nina Ivànovna, e in questo momento la madre, alla luce serale che filtrava dalla finestra, sembrava, per qualche motivo, molto giovane; accanto c’era il figlio di padre Andrej, Andrej Andreič, e ascoltava con attenzione.

In giardino c’era silenzio, era fresco, e sul terreno si allungavano ombre scure, tranquille. Da lontano, molto lontano, evidentemente da fuori città, si sentivano gracidare le rane. Si sentiva maggio, il dolce maggio! Si respirava profondamente e veniva voglia di pensare che non qui, ma da qualche parte sotto il cielo, sopra gli alberi, lontano dalla città, nei campi e nei boschi, stava sbocciando ora una propria vita primaverile, misteriosa, bellissima, ricca e sacra, inaccessibile alla comprensione dell’uomo debole, peccatore. E per qualche motivo veniva da piangere.

Lei, Nadâ, aveva ormai ventitré anni; dall’età di sedici sognava ardentemente il matrimonio e ora, finalmente, era promessa sposa ad Andrej Andreič, quello stesso che stava dall’altra parte della finestra; a

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