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Sistema informativo del lavoro sociale e nuove tecnologie: Tesi di Laurea Magistrale in Sociologia della salute

Sistema informativo del lavoro sociale e nuove tecnologie: Tesi di Laurea Magistrale in Sociologia della salute

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Sistema informativo del lavoro sociale e nuove tecnologie: Tesi di Laurea Magistrale in Sociologia della salute

Lunghezza:
256 pagine
2 ore
Pubblicato:
11 lug 2018
ISBN:
9788828355694
Formato:
Libro

Descrizione

Dopo anni di lavoro e dopo aver comunque già realizzato il mio obiettivo di Laurea Specialistica in Servizio Sociale  ho deciso che avrei dovuto chiudere il cerchio approfondendo e mettendo il punto fermo in area Sociologica  e con questo lavoro ho chiuso anche questa esperienza. 
Vi metto quindi a disposizione la Tesi finale del Corso Magistrale in Sociologia della salute che ho realizzato nel 2010 su un tema ancora particolarmente attuale e poco esplorato.
Spero vi sia utile, per me è stato un lavoro durato oltre 10 anni e proseguito anche dopo, su cui mi auguro si possa ancora dire molto.
Aggiungo infine che vorrei lo si potesse dire con la collaborazione strettissima di Assistenti Sociali professionisti che ogni giorno devono raccogliere e utilizzare a tutto tondo dati in ambito sociale e che con l’avvento delle tecnologie oggi hanno l’occasione di farlo meglio e di poter quindi anche rileggere e diffondere informazione e spunti di ricerca fondamentali per il Lavoro Sociale professionale. 


Buon lavoro a tutti. 
Sabrina Paola Banzato 
Ass. Sociale, Dottore in Servizio Sociale e Sociologa della salute
Pubblicato:
11 lug 2018
ISBN:
9788828355694
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Sistema informativo del lavoro sociale e nuove tecnologie - Sabrina Paola Banzato

Sistema Informativo del Lavoro Sociale  e Nuove Tecnologie 

Tesi di Laurea Magistrale in Sociologia della salute

Sabrina Paola Banzato

Indice

SISTEMA INFORMATIVO DEL LAVORO SOCIALE E NUOVE TECNOLOGIE

Tesi di Laurea Magistrale in Sociologia della salute

1. Premessa

2. Nuove Tecnologie e lavoro sociale

2.1. Rivoluzione informatica e telematica

2.2. Innovazione e nuovo welfare

2.3. Lavoro di rete e nuove tecnologie

2.4. Nuove Tecnologie nel lavoro sociale: aree grigie

3. Dall’informazione al sistema informativo sociale

3.1. Dato, informazione e conoscenza

3.2. Sistema informativo sociale

3.3. Sistema informativo informatizzato

3.4. Sistema informativo sociale in rete

3.5. Dimensione interorganizzativa e sistema informativo sociale

4. Applicazione delle NT nel lavoro sociale

4.1. L’informazione al cittadino: carta servizi online

4.2. L’informazione degli operatori: cartella sociale informatizzata e altri software

4.3. L’informazione sulla rete dei servizi: osservatorio politiche sociali

4.4. Altre modalità di utilizzo delle NT nel lavoro sociale

5. Cartella sociale e sistema informativo

5.1. Cartella sociale

5.2. Fabbisogno informativo

5.3. Procedimento metodologico del lavoro sociale

5.4. Gestione integrata degli interventi

6. Progetto SILS: Sistema Informativo del Lavoro Sociale

6.1. Presentazione del progetto

6.2. Realizzazione e sperimentazione di Sils

6.3. Caratteristiche del sistema SILS

6.4. SILS come strumento di valutazione e monitoraggio

6.5. Osservazioni sui risultati del progetto SILS

7. Da SILS al sistema informativo integrato (SIS)

7.1. I moduli informativi integrati

7.2. Gestire e diffondere i Servizi territoriali: Cartaservizi.info

7.3. La pianificazione territoriale con SrDat

7.4. Gestione integrata e Sistema informativo unico

8.Riflessioni conclusive

Bibliografia

Dopo anni di lavoro e dopo aver comunque già realizzato il mio obiettivo di Laurea Specialistica in Servizio Sociale  ho deciso che avrei dovuto chiudere il cerchio approfondendo e mettendo il punto fermo in area Sociologica  e con questo lavoro ho chiuso anche questa esperienza.

Vi metto quindi a disposizione la Tesi finale del Corso Magistrale in Sociologia della salute che ho realizzato nel 2010 su un tema ancora particolarmente attuale e poco esplorato.

Spero vi sia utile, per me è stato un lavoro durato oltre 10 anni e proseguito anche dopo, su cui mi auguro si possa ancora dire molto.

Aggiungo infine che vorrei lo si potesse dire con la collaborazione strettissima di Assistenti Sociali professionisti che ogni giorno devono raccogliere e utilizzare a tutto tondo dati in ambito sociale e che con l’avvento delle tecnologie oggi hanno l’occasione di farlo meglio e di poter quindi anche rileggere e diffondere informazione e spunti di ricerca fondamentali per il Lavoro Sociale professionale.

Buon lavoro a tutti. 

Sabrina Paola Banzato 

Ass. Sociale, Dottore in Servizio Sociale e Sociologa della salute

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1. Premessa 

Da qualche anno ormai provo una sensazione di disagio ogni qualvolta mi chiedono di cosa mi occupo e ancor più difficile diventa per me quando sono costretta a entrare nei dettagli precisando che mi occupo principalmente di ICT nel lavoro sociale ovvero la mia attenzione professionale è rivolta alla dimensione digitale del lavoro sociale. Sono un’Assistente Sociale specialista, il mio attuale lavoro è centrato sulle relazioni individuali e di comunità con attenzione particolare al disagio e al sistema dei servizi sociali per promuovere percorsi di autonomia; si tratta di un lavoro basato sulla relazione di aiuto, quindi perché occuparsi di Nuove Tecnologie? Perché dedicarsi a questo spazio di ricerca e intervento? In quale direzione va l’analisi e l’applicazione delle ICT nella dimensione del lavoro sociale?

Già nel 2000 ho realizzato una prima tesi sull’utilizzo delle nuove tecnologie nel lavoro sociale, analizzando l’impatto e le potenzialità future delle ICT all’interno dei percorsi di intervento del lavoro sociale e più tardi, nel 2002, ho pubblicato con la Carocci il testo Internet per il servizio sociale. Da quel momento in poi ho dedicato buona parte del mio tempo ricercando, analizzando e sperimentando concretamente l’uso specifico di alcuni servizi e strumenti tecnologici per migliorare e qualificare il lavoro dell’Assistente sociale e degli operatori del sociale, con l’obiettivo di individuarne le reali potenzialità nella prospettiva di aiuto sociale.

Dal 2000 ad oggi le mie difficoltà sono notevolmente cambiate, mentre prima ero costretta a spiegare cos’è Internet oggi devo spiegare anche perché Internet nel lavoro dell’Assistente sociale e come poterlo utilizzare; posso addirittura provare a dimostrare i risultati delle esperienze realizzate, identificando una dimensione digitale del lavoro sociale non basata solo sulla possibilità di inviare email ai colleghi ma anche sulla possibilità di gestire attraverso il web il lavoro tra i colleghi di diversi servizi ed enti e magari giungere ad una possibilità di gestione partecipata dagli utenti dei nostri servizi in una prospettiva comunicazionale tra istituzioni e cittadini.

L’informatica ha fatto il suo esordio nella gestione dei servizi pubblici ormai parecchi anni or sono ma ancora non è riuscita a trovare una strada di utilizzo uniforme e condiviso dentro le organizzazioni burocratiche in cui ha dovuto innestarsi; solo da pochi anni l’uso delle ICT ha trovato posto all’interno di una normativa di riferimento che spinge nella direzione dell’e-governement ovvero dell’organizzazione e gestione di servizi digitali rivolti al cittadino (pagamenti online, …), ma ancora difficile resta il suo concreto utilizzo sia in termini strutturali che culturali.  

Le nuove tecnologie, entrate prepotentemente anche nel lavoro sociale, non sono strumenti particolarmente amati dai professionisti del sociale che ormai da qualche anno e con fatica, si sono dovuti confrontare e adeguare alla loro entrata nell’organizzazione e gestione del lavoro, spesso senza le dovute risorse per definirne la modalità di utilizzo più razionale e funzionale. Da qualche tempo ormai si sente parlare di sistemi informativi nel lavoro sociale e di cartella sociale informatizzata, tendendo ad utilizzare l’informatica e timidamente anche la telematica quali strumenti e servizi idonei alla raccolta, archiviazione e gestione in rete dell’informazione.

E’ a partire dall’entrata in vigore della Legge 328/2000 che tutto ciò ha avuto il suo principale e concreto avvio di sviluppo; essa inserisce il Sistema Informativo (art. 21) tra gli Strumenti per favorire il riordino del sistema integrato di interventi e servizi sociali quale strumento di conoscenza per gli operatori, per i responsabili delle politiche e per i cittadini; in esso sono descritte le risorse impiegate e le attività svolte ma soprattutto, a livello di governo, il suo utilizzo deve facilitare la lettura dei bisogni e sostenere il processo decisionale.

Per ottenere un risultato più idoneo ed efficace in questo nuovo processo di organizzazione e gestione del Welfare locale, si rende necessario coinvolgere attivamente e con competenza gli operatori sociali che vivono a diretto contatto con l’utenza al fine di sostenerli nella programmazione dell’attività quotidiana migliorando così anche la qualità dei servizi offerti ai cittadini/utenti nonché la qualità del lavoro professionale. Essi, infatti, utilizzano già strumenti professionali in forma cartacea per la raccolta dati sull’utenza e sugli interventi (cartella sociale) contenenti numerosi dati che, inseriti in un unico sistema informativo sociale, possono facilmente diventare utili sia a livello operativo (cioè di esercizio), sia a livello dirigenziale e politico (cioè di governo). Tali strumenti vanno riletti, omogeneizzati e codificati i linguaggi, identificati i percorsi di lavoro integrato e i flussi informativi e così realizzato un modello di sistema informativo realmente utilizzabile. Solo dopo tale percorso è possibile definire un sistema informativo informatizzato del lavoro sociale. Gli operatori vanno posti nella condizione di poter dialogare con gli esperti di nuove tecnologie mettendo il loro sapere professionale in contatto con il linguaggio informatico e tecnologico. Questi processi di sviluppo incidono sull’organizzazione complessiva dei sistemi di welfare e sulla cultura organizzativa che deve modificarsi proprio in funzione dell’innovazione che le nuove tecnologie offrono. Si ribalta sostanzialmente la modalità di programmazione, organizzazione e gestione del lavoro e si evidenzia la necessità di rispondere alla sempre più alta richiesta del cittadino di comunicare anche direttamente con le istituzioni del sistema di welfare. A tali richieste gli operatori sociali devono saper rispondere con gli strumenti più idonei e per farlo devono conoscerne potenzialità e criticità, nonché promuoverne l’utilizzo.

Considerando che il lavoro di rete sociale trova in Internet il suo naturale mezzo per realizzare il sistema di comunicazione e diffusione formalizzato delle informazioni, va analizzato e definito il suo utilizzo per tali scopi, al fine di considerarlo concretamente quale fondamentale mezzo per la gestione integrata degli interventi e delle politiche tra enti e servizi e preparare contemporaneamente l’organizzazione strutturalmente e in termini culturali alla sua applicazione. 

Il lavoro di rete attraverso la rete delle reti, ovvero il Web, mette gli operatori nella condizione di realizzare concretamente la tanto decantata integrazione del lavoro e dei servizi (spesso definita direttamente attraverso il concetto di integrazione socio-sanitaria pur non essendo l’area sanitaria l’unica componente di integrazione necessaria nel sistema di welfare). Le resistenze a questo cambiamento sono dovute a numerosissimi fattori di cui buona parte sono relativi sia alle conoscenze e competenze specifiche che spesso i professionisti già operativi da anni non hanno, ma anche, e in modo molto evidente, ad una difficoltà di cambiamento organizzativo e metodologico del lavoro.

L’elaborato di tesi deriva dall’esperienza professionale diretta che in questi anni mi ha visto protagonista di interventi di studio e ricerca nonché di sperimentazioni sull’utilizzo delle nuove tecnologie nel lavoro sociale sia a livello specialistico (del professionista Assistente sociale) sia a livello comunitario con la progettazione e gestione, ormai di lunga data, dell’Osservatorio provinciale sulle politiche sociali della Provincia di Pesaro e Urbino (il progetto è stato avviato nel 1999 e premiato dall’allora Ministro Bassanini al FORUM PA a Roma nel 2000). In particolare il percorso di ricerca e sperimentazione realizzato in questi anni (dal 2000 ad oggi) in stretta collaborazione con l’ASUR Zt7 (ex ASL 7) di Ancona e che ha portato allo sviluppo, sperimentazione e utilizzo (oggi anche in molti altri territori italiani) del sistema denominato SILS (Sistema Informativo del Lavoro Sociale e socio-sanitario), è il filo conduttore di tutte le riflessioni emerse, e viene poi sinteticamente spiegato nell’ultimo capitolo. Da questa esperienza, che anche oggi continua il suo sviluppo, sono nati ancora nuovi e interessanti percorsi di utilizzo di Internet nel lavoro sociale di cui se ne fa solo un piccolo cenno, al temine di questo lavoro, parlando del Sistema informativo integrato territoriale in cui SILS gioca un ruolo fondamentale.

Ciò che preme di più sottolineare e su cui si rilevano le principali riflessioni all’interno di tutto l’elaborato riguarda la possibilità offerta dalle Nuove Tecnologie e da Internet in particolare, di realizzare nella pratica i tanto decantati processi di lavoro integrato e quanto tali processi rimettano in discussione l’impianto metodologico del lavoro sociale costringendo la comunità professionale a riflessioni teorico-pratiche che si dirigono sempre più verso lo studio e la pratica di processi di valutazione del lavoro sociale. Essi sono diretti ad un approccio non più solo qualitativo ma anche quantitativo della ricerca, con le dovute rivisitazioni e cautele. La Cartella sociale informatizzata, di cui tanto si sente parlare in questi ultimi anni, non può essere ne uno strumento prettamente amministrativo nato per rispondere alle esigenze di servizio inquadrando e standardizzando il bisogno secondo le disponibilità dell’ente, ne tantomeno un testo aperto, compilabile in modo autonomo, diventando così inutilizzabile per l’uso delle informazioni riportate in termini di analisi e valutazione. Lo strumento informatico che si va creando deve diventare sempre più un modo per ripercorrere le tappe del proprio operato, agendo in integrazione con servizi ed enti diversi, nonché un sistema di apprendimento costante in favore della comprensione e analisi del bisogno concreto dell’utente. 

Non si può informatizzare tutto ma non si può nemmeno non informatizzare nulla; qual è quindi il limite? È l’informatica che detta come e cosa o sono gli operatori che devono trovare una strada di utilizzo concreto? Qual è il modello di sistema informativo del lavoro sociale che si può arrivare a realizzare? E poi esiste un modello o forse esiste un modo per informatizzare i processi di lavoro sociale che va studiato e condiviso?

In sintesi, quindi, dopo un breve cenno iniziale sulla rivoluzione informatica e telematica nel sistema di welfare con attenzione specifica al lavoro sociale e alle difficoltà e pregiudizi che ancor oggi si riscontrano nel loro concreto utilizzo, si provvede a descrivere nel dettaglio l’uso delle nuove tecnologie nel lavoro sociale e l’importanza del trattamento di dati e informazioni all’interno del processo metodologico di lavoro del servizio sociale con riferimento ad una figura professionale chiave nel rinnovamento del welfare: l’Assistente Sociale, quale figura trasversale nel sistema dei servizi sociali, ancora alla ricerca di una sua identità in costante rinnovamento. Si ripercorrono così alcune parti di lavoro di ricerca effettuato in questi anni che ha portato alla realizzazione delle esperienze concrete che vengono delineate nell’ultima parte dell’elaborato di tesi ovvero il progetto SILS e i suoi sviluppi che ha portato alla definizione di ulteriori moduli di un sistema informativo integrato (denominato SIS) che risponde all’esigenza informativa più completa del sistema dei servizi sociali territoriali.

Il

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