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I silenzi de Dio

I silenzi de Dio

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I silenzi de Dio

Lunghezza:
434 pagine
2 ore
Editore:
Pubblicato:
9 lug 2018
ISBN:
9788494903861
Formato:
Libro

Descrizione

I Silenzi di Dio è unlibro enigmatico e sorprendente. Già dall’epigrafe all’opera, l’autore ci introduce in un’atmosfera favoloso e mistica nella quale tutti i personaggi sono immersi in un dialogo di reciproche parole e silenzi, condividendo la scena di un mondo popolato di voci e di echi interni. Il tempo del narrato si dilata oscillando tra il presente e il passato, il verbo percorre paesaggi reali e sognati, memorie riscattate dall’oblio con un solo gesto.
Per semplificare, si potrebbe che la trama dell’opera consista nel dialogo tra un vecchio e un giovane ragazzo, in un dialogo tra loro di fronte a Dio, e di fronte a se stessi, di fronte allo specchio della vita che trascorre. Ma ciò non basta a definire l’opera dato che questo dialogo, nonostante l’apparente semplicità e linerarità della sua struttura, ci appare come un gioco dalle numerose sfaccettature, un dialogo polifonico, dunque, nel quale partecipa la natura in tutte le sue forme, trasfigurata in una dimensione corale, nella sua doppia funzione di interlocutore e spettatore. Questa la dimensione e lo spazio drammatico dell’opera, uno scenario in cui si presenta la parola di Dio. Ma, chi è questo Dio? Non si tratta certamente di una divinità che contempla l’uomo dall’alto, ma si tratta piuttosto di un Dio incarnato, una divinità, dunque, umanizzata e, per ciò, più che mai tragica, che offre risposte allo stesso tempo che propone domande, una divinità che, in un costante gioco di parole e di silenzi, , esprime la sua più intiima essenza di padre alla ricerca del figlio prodigo che è l’uomo. È questa essenza divina a determinare il profondo lirismo di queste pagine, lesue luci e le sue ombre, i suoi continui salti nel detto e in ciò che non è possibile esprimere a parole. Il narrato avanza in una catena di dialoghi che si sovrappongono gli uni sugli altri, si dipana come una matassa, in avanti, al ritmo dell’incedere di un camminante, e indietro, in un viaggio à rebours verso la memoria perduta dell’infanzia. E infatti, l’infanzia è uno dei protagonisti dell’opera. La sua presenza costante, latente, abraccia e sospende il tempo del narrato. L’infanzia è vista come uno scenario luminoso e al tempo stesso assente, meta di un’eterna ricerca dell’ineffabile essenza umana, l’infanzia come mistero, ingenua e piena di speranze, è come un ponte teso verso il vero senso.
L’inatteso e il tragico attendono in ogni pagina, nelle immagini estatiche nelle quali il tempo pare arrestarsi, o nei trilli allegri che danno voce a una candida e, al tempo stesso, terribile visione della vita. Questa è, sembra volerci dire l’autore, la vita: così semplice e terribile, così ingenua e desolante. Ed è una vita che, come il volo di una farfalla, sembra cedere di fronte all’irruenza delle reti della parola per, subito dopo, sfuffire alla nostra comprensione, nelle pause, fra le verità intuite, nei silenzi.
Editore:
Pubblicato:
9 lug 2018
ISBN:
9788494903861
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

Álvaro Puig de Morales nació en Bilbao en 1932. Máster en Marketing y gestión empresarial - curso de Casos Prácticos ESADE - actualmente es tutor personal y escritor. Títulos: Más allá de las sombras de la muerte, La niña que no nació, Conoce tu verdad, La bondad de un loco, Los silencios de Dios, Mis conversaciones con la ermitaña, Confesiones a Zoé, traducidos al catalán, al inglés, al alemán, al italiano, al francés y al portugués. Atraído por otras disciplinas, posee un amplio conocimiento en lo que implica la psico-sociología en relación con el individuo. Especializándose en el análisis, motivación y concepción de producto, así como en sus posibilidades de mercado; habiendo impartido clases en la Escuela Superior de Marketing. Presidente interino del curso de Alta Dirección de la Escuela de Alta Dirección ESADE, ha dado clases en todas las Cámaras de Comercio nacionales, también como profesor preparador, Administración y Dirección de empresas de la UNED y como Directivo y Consultor en Empresa, Industrial, Publicidad y Comunicación, Construcción, Industria alimentaria, Decoración y Centro comercial.


Anteprima del libro

I silenzi de Dio - Álvaro Puig de Morales

I SILENZI

DE DIO

per Álvaro Puig ©

I silenzi de Dio

© Álvaro Puig – Tel. contatto: (+34) 932.035.014

Barcel ona (Spagna)

Indirizzo di posta elettronica:

alvaropuigdemorales@gmail.com

È rigorosamente vietata la riproduzione totale o

parziale di quest’opera attraverso qualunque mezzo o

supporto, compresa la riproduzione e il trattamento

informatico, senza l’autorizzazione espressa del

titolare del Copyright, come stabilito dal a legge di

protezione dati.

Álvaro Puig

2

I silenzi de Dio

Io ho ascoltato i silenzi di Dio.

L’Autore.

A coloro che desiderano incontrare Dio.

Lo ha detto il pellegrino.

Non parlare quando non si è interrogati; che la

storia rimanga custodita nel grembo dell’amore.

Lo ha detto Dio.

Álvaro Puig

3

I silenzi de Dio

Prólogo

I Silenzi di Dio è unlibro enigmatico e sorprendente.

Già dal ’epigrafe all’opera, l’autore ci introduce in

un’atmosfera favoloso e mistica nel a quale tutti i

personaggi sono immersi in un dialogo di reciproche

parole e silenzi, condividendo la scena di un mondo

popolato di voci e di echi interni. Il tempo del narrato

si dilata oscil ando tra il presente e il passato, il verbo

percorre paesaggi reali e sognati, memorie riscattate

dal ’oblio con un solo gesto.

Per semplificare, si potrebbe che la trama del ’opera

consista nel dialogo tra un vecchio e un giovane

ragazzo, in un dialogo tra loro di fronte a Dio, e di

fronte a se stessi, di fronte al o specchio del a vita che

trascorre. Ma ciò non basta a definire l’opera dato che

questo dialogo, nonostante l’apparente semplicità e

linerarità del a sua struttura, ci appare come un gioco

dal e numerose sfaccettature, un dialogo polifonico,

dunque, nel quale partecipa la natura in tutte le sue

forme, trasfigurata in una dimensione corale, nel a sua

doppia funzione di interlocutore e spettatore. Questa

la dimensione e lo spazio drammatico del ’opera, uno

scenario in cui si presenta la parola di Dio. Ma, chi è

questo Dio? Non si tratta certamente di una divinità

che contempla l’uomo dal ’alto, ma si tratta piuttosto

di un Dio incarnato, una divinità, dunque, umanizzata

e, per ciò, più che mai tragica, che offre risposte al o

stesso tempo che propone domande, una divinità che,

in un costante gioco di parole e di silenzi, , esprime la

sua più inti ma essenza di padre alla ricerca del figlio

prodigo che è l’uomo. È questa essenza divina a

determinare il profondo lirismo di queste pagine, le

Álvaro Puig

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I silenzi de Dio

sue luci e le sue ombre, i suoi continui salti nel detto e

in ciò che non è possibile esprimere a parole.

Il narrato avanza in una catena di dialoghi che si

sovrappongono gli uni sugli altri, si dipana come una

matassa, in avanti, al ritmo del ’incedere di un

camminante, e indietro, in un viaggio à rebours verso

la memoria perduta del ’infanzia. E infatti, l’infanzia è

uno dei protagonisti del ’opera. La sua presenza

costante, latente, abraccia e sospende il tempo del

narrato. L’infanzia è vista come uno scenario

luminoso e al tempo stesso assente, meta di un’eterna

ricerca del ’ineffabile essenza umana, l’infanzia come

mistero, ingenua e piena di speranze, è come un ponte

teso verso il vero senso.

L’inatteso e il tragico attendono in ogni pagina, nelle

immagini estatiche nelle quali il tempo pare arrestarsi,

o nei tril i al egri che danno voce a una candida e, al

tempo stesso, terribile visione del a vita. Questa è,

sembra volerci dire l’autore, la vita: così semplice e

terribile, così ingenua e desolante. Ed è una vita che,

come il volo di una farfalla, sembra cedere di fronte

al ’irruenza del e reti del a parola per, subito dopo,

sfuffire al a nostra comprensione, nel e pause, fra le

verità intuite, nei silenzi.

Isabel Fernández Giua

Álvaro Puig

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I silenzi de Dio

Mi ritrovo nuovamente nel tempio del Signore.

Com’è gratificante il fatto che così sia, dato che

pretendo ritrovare me stesso e trovare la mia fede

occulta agli uomini: è la fede di un vecchio! È una

faccenda complessa. È difficile trovarla dopo tutto

quel che ho passato in questo lungo cammino. Non

ho ancora trovato quell’infanzia spirituale che mi

permetta di possedere la fede che dovrebbe essere di

oggi e di sempre. Nella mia giovinezza, la fede era

un fiorire di tutte le cose, un respirare la vita, una

fede e una infanzia spirituale, frutto quest’ultima di

quella. Quel che racconterò vuole soltanto ricordare

quel giovane che sono stato e che sarebbe potuto

essere. Quel che dico è così scandalosamente

profondo come poterono esserlo il dialogo che ebbi

con un giovane che incontrai in mezzo ad un

mattino sereno, lungo le rive del fiumiciattolo della

vita. Il silenzio di Dio udì le nostre parole. Sono

sicuro. Dio si servì di lui, di un ragazzo, per

ascoltare i suoi silenzi. Quel ragazzo e Dio mi

hanno permesso di trovare la fede in un’infanzia

spirituale.

Álvaro Puig

6

I silenzi de Dio

Storia raccontata da

Un giovane,

Il vecchio,

Un prete,

Il campanaro,

La maestra del paese,

Un sindaco,

Il medico,

Un pellegrino,

Lo scrivano,

Un visitante,

Il ramo del bosco,

L’uccello volante,

L’uccello del bosco,

Il fiumiciattolo,

Il professore,

La cavalletta,

Lo spaventapasseri,

Lo scoiattolo,

L’uccello di campagna,

Il passero,

Un cieco,

Un chincagliere,

Il contadino,

L’Autore e Dio.

Tutti i personaggi sono fittizi, tranne Dio.

Álvaro Puig

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I silenzi de Dio

Mi misi a parlare con il giovane. Gli facevo delle

domande come soltanto i vecchi possono farle ai

giovani. Intanto, Dio restava in un silenzio

disperante. La prima cosa che gli dissi fu di stare

attento a tutto quel che gli potevo dire, come si

usava dire nei racconti o nelle storie familiari. E

ascoltava, con curiosità e con disinvoltura.

Ascoltava il vecchio, perché il silenzio di Dio si

allungava. Il vecchio si domandava se a Dio non

interessava quel che stavano dicendo. Forse lo

sapeva di già, e quel che gli interessava era

semplicemente ascoltare il dialogo tra il vecchio e il

giovane.

L’espressione del giovane si allargò, con tranquillità

e, al contempo, con un pizzico di tristezza. Il

giovane, con lo sguardo fisso nella lontananza,

regalò un sorriso di ringraziamento al vecchio per

tutto ciò che gli stava dicendo, tutto quel che il

vecchio gli raccontava gli era nuovo. Lui, il

giovane, conosceva soltanto la sua vita. E com’era

essa, breve e priva di avvenimenti; e infatti tutto

quel che accadeva agli altri gli pareva straordinario.

Il giovane voleva imparare dal vecchio, dato che

questo conosceva bene le storie degli altri, e quella

che gli aveva raccontato gli pareva non fosse del

tutto reale. Invece lo era. E in più, se non era il

vecchio a raccontargli questa o quell’altra storia chi

gliele avrebbe mai spiegate?

Il silenzio di Dio era afferrato alle stelle, e solo esse

vedevano quel che accadeva sulla Terra. Le stelle

potevano ascoltare i silenzi di Dio.

Álvaro Puig

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I silenzi de Dio

Il vecchio voleva trovare la bontà e la mitezza del

giovane che lo ascoltava, e udire, a sua volta, i

silenzi di Dio.

Il giovane credette che Dio conosceva il vecchio

non soltanto per i suoi lunghi anni vissuti, ma da

sempre. Anche se non si rivolgevano la parola,

anche se il vecchio e Dio non si dicevano niente, né

l’uno né l’altro. Com’era lontano Dio e com’era

vecchio quel vecchio! Se egli pensava a lui stesso si

faceva tutto intorno silenzio. Il giovane sentì che

amava sia l’uno che l’altro. Amava Dio, che poco

poco andava scoprendo, e amava il vecchio, perché

le sue parole erano tenere e struggenti allo stesso

tempo. Il giovane pensò: "L’uno e l’altro sono parte

dell’altro, si appartengono a vicenda". E lui si

trovava in mezzo, perché il destino così aveva

voluto che fosse. Che strano modo di giocare con il

destino, come se fosse un cosa da poco!

--Nessuno può parlare di una storia, se non la si

racconta come una favola —questo disse Dio al

giovane.

Il vecchio, sorridendo, gli rispose:

--Dio ha sempre ragione. Non perché sia Dio, ma

perché vede più inlà di noi. Ciò è possibile perché

Dio è molto vicino ma allo stesso tempo molto

lontano da noi. La lontananza gli permette di

conoscere le tragedie delle vite.

Il silenzio di Dio era come un enorme vuoto,

proprio quando aveva più necessità delle sue parole.

Allora gli tornò in mente quel che gli aveva detto

una volta un frate: Dio abita nel Silenzio.. Non

Álvaro Puig

9

I silenzi de Dio

riuscì a capire quelle parole in quel momento.

L’unica cosa che pensò è che quando un uomo

santo parla con quella convinzione, ha sicuramente

ragione. Ebbe l’impressione che quella frase era di

una profondità straordinaria, o dovrebbe esserlo, ed

esclamò:

--Questi uomini santi, quante cose dicono che gli

uomini comuni non capiamo! Forse proprio per

quello sono santi.

Il vecchio, lesse il pensiero del giovane, ed esclamò:

--I tuoi pensieri sono pieni di verità! Nonostante la

tua gioventù, sai più cose dei vecchi.

Che sia vecchio o no, comunque si pensa: perché gli

uomini soffrono tanto, anche se la sofferenza non ha

sempre un senso? Non c’è sempre un perché.

Accidenti, questi uomini! Dovremmo ascoltare il

luccichio delle luci della notte e anche quelli che

sognano alzandosi tutti i giorni la mattina. Dio ha

fatto tutto ciò, anche se non ci ha spiegato i suoi

segreti.

--Questa è la vita—disse il vecchio.

Il giovane versò lacrime per le parole del vecchio.

Essendo un bravo uomo, i suoi pensieri e le sue

azioni erano abbastanza tristi. Il giovane cercò di

parlare con Dio, ma il silenzio di questo fu

sepolcrale.

Dov’era finita la magnificenza della vita se tutto, o

quasi tutto, aveva quella tristezza con cui il vecchio

ne parlava? La preghiera del giovane fu accolta da

Dio il quale disse:

--Nelle parole del vecchio c’è gran parte della verità

sull’uomo. La vita degli essere umani è così, ma

non importa perché, nonostante tutto, la

magnificenza persiste.

Álvaro Puig

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I silenzi de Dio

La voce di Dio si fece cupa e profonda.

--Il viver dell’uomo è molto più profondo e degno

che le sue opere. Molte volte, egli agisce senza

alcuna malizia: Perché se no secondo te –continuò

rivolgendosi al giovane—l’ho creato? Leggi nei

libri sacri, lì troverai le risposte che stai cercando.

Io ho amato gli uomini e, tante volte, più del

dovuto, perché sono tanti gli errori che fanno. Non

dimenticare che il bene e il male sono dentro

l’uomo, così come la sua possibilità di conversione,

ecco quello che rende umano l’uomo.

Il giovane credette di capire quel che gli aveva detto

il suo Dio, e rimase addormentato in grembo

all’amore, dell’amore di Dio en el desiderio di

amare, di amare gli altri.

--Vediamo un po’ se l’uomo sa chi sono io,

vediamo se si rende conto una buona volta che sono

il Dio di tutti, ma non per tutto. Ho voluto che gli

uomini sapessero vivere con tutto ciò che gli ho

concesso.

Dio sorrise, e non disse nient’altro, perché si era

stancato delle sue parole e dell’incomprensione

dell’uomo.

Secondo molti, pensò il vecchio, Dio è accanto

all’uomo. Potrebbe anche essere, ma il suo silenzio

fa che non lo avvertiamo.

--Potrebbe mai essere--domandò—che il suo

silenzio fosse necessario per lui stesso? Affinché in

questo

modo

preghiamo

e

continuiamo

rivolgendogli suppliche come se fossimo sordi di

fronte al mistero della divinità? In altre parole,

Álvaro Puig

11

I silenzi de Dio

conterà sicuramente molto poco la nostra sofferenza

quando il silenzio di Dio diventa impenetrabile.

Il giovane ascoltava con certo stupore i lamenti del

vecchio, e credette che le cose non potevano andare

in quel modo, perché lui aveva ascoltato Dio.

E formulò a se stesso una domanda: "Non potrebbe

essere che, per udire Dio, fosse necessario

possedere un’infanzia spirituale? Che in fondo

siamo più puri delle vergini che illuminano il mare,

che purificano tutto, come un battesimo?" I pensieri

del giovane erano trasparenti come l’acqua del

fiumiciattolo.

Il giovane lo conosceva bene perché ogni mattina si

sedeva ai suoi argini, per pensare e cercare di

indovinare tutte quelle cose che gli erano oscure.

--Certamente

il

vecchio

sa

molte

cose,

approfondisce e analizza con cura tutto quel che

accade intorno a lui e arriva a

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