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Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: Sintesi del D.P.R. 62/2013 per concorsi pubblici

Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: Sintesi del D.P.R. 62/2013 per concorsi pubblici

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Il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici: Sintesi del D.P.R. 62/2013 per concorsi pubblici

Lunghezza:
68 pagine
34 minuti
Pubblicato:
25 giu 2018
ISBN:
9788828340386
Formato:
Libro

Descrizione

Sintesi ragionata del Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (Decreto n. 62 del 16 aprile 2013) per superare i concorsi pubblici. Tutta la normativa sui diritti e doveri dei dipendenti pubblici. Aggiornato al decreto legislativo n. 75 del 2017 e alla Legge 179 del 2017 (nuove norme sul Whistleblowing e segnalazione di attività illecite nell’amministrazione pubblica).

Indice:
Capitolo 1
Dalla L. 190 del 2012 al D.P.R. 62 del 2013
1.1 Le ragioni del Codice di comportamento: la “legge anticorruzione”
1.2 I precedenti Codici di comportamento degli impiegati pubblici
1.3 Il nuovo art. 54 del D.Lgs. 165/2001
1.4 I Codici di comportamento delle singole amministrazioni
Capitolo 2
Sintesi del D.P.R. 62 del 2013
2.1 Disposizioni introduttive
2.2 Ambito di applicazione
2.3. I principi generali
2.4 Regali, compensi e altre utilità
2.5 Partecipazione ad associazioni e organizzazioni
2.6 Comunicazione degli interessi finanziari e conflitti d’interesse
2.7 Obbligo di astensione
2. 8. Prevenzione della corruzione
2. 9. Trasparenza e tracciabilità
2.10 Comportamento nei rapporti privati
2. 11 Comportamento in servizio
2. 12. Rapporti con il pubblico
2. 13 Disposizioni particolari per i dirigenti
2.14. Contratti e altri atti negoziali
2.15. Vigilanza, monitoraggio e attività formative
2.16. Responsabilità conseguente alla violazione dei doveri del Codice
2.17 Gli obblighi di massima diffusione (Disposizioni finali e abrogazioni)
Appendice normativa
D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62
Art. 1 Disposizioni di carattere generale
Art. 2 Ambito di applicazione
Art. 3 Principi generali
Art. 4 Regali, compensi e altre utilità
Art. 5 Partecipazione ad associazioni e organizzazioni
Art. 6 Comunicazione degli interessi finanziari e conflitti d'interesse
Art. 7 Obbligo di astensione
Art. 8 Prevenzione della corruzione
Art. 9 Trasparenza e tracciabilità
Art. 10 Comportamento nei rapporti privati
Art. 11 Comportamento in servizio
Art. 12 Rapporti con il pubblico
Art. 13 Disposizioni particolari per i dirigenti
Art. 14 Contratti ed altri atti negoziali
Art. 15 Vigilanza, monitoraggio e attività formative
Art. 16 Responsabilità conseguente alla violazione dei doveri del codice
Art. 17 Disposizioni finali e abrogazioni
Pubblicato:
25 giu 2018
ISBN:
9788828340386
Formato:
Libro

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abrogazioni

Capitolo 1

Dalla L. 190 del 2012 al D.P.R. 62 del 2013

1.1 Le ragioni del Codice di comportamento: la legge anticorruzione

Il Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) 16 aprile 2013, n. 62 è entrato in vigore il 19 giugno 2013 (quindici giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 4 giugno 2013, n. 129). Il Decreto reca il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici Il provvedimento dà attuazione all’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) come modificato dalla L. 190/2012.

Quest’ultima norma (legge 6 novembre 2012, n. 190 recante Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione), nell’ambito di di una più generale strategia di lotta alla corruzione, aveva infatti sostituito l’art. 54 del D.Lgs. 165/2001 e dato mandato al Governo (art. 54 comma 1) di definire un Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni al fine di assicurare:

- la qualità dei servizi,

- la prevenzione dei fenomeni di corruzione,

- il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità e servizio esclusivo alla cura dell'interesse pubblico.

Una specifica sezione doveva essere dedicata ai doveri dei dirigenti, articolati in relazione alle funzioni attribuite, e comunque prevedere per tutti i dipendenti pubblici il divieto di chiedere o di accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità, in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, fatti salvi i regali d'uso, purché di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia.

Il Governo ha dato attuazione a tale previsione con il D.P.R. 62/2013 e, con l’entrata in vigore di quest’ultimo, è stato abrogato il decreto del Ministro per la funzione pubblica 28 novembre 2000, recante il precedente Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni.

1.2 I precedenti Codici di comportamento degli impiegati pubblici

A partire dalle riforme del pubblico impiego degli anni Novanta, la definizione dei doveri del dipendente compete ad un Codice di comportamento «uniforme» valevole per tutte le amministrazioni pubbliche che, nonché ai codici di comportamento adottati dalle singole amministrazioni, contenenti eventuali integrazioni e specificazioni al codice generale resesi necessarie in seguito a verifica di applicabilità.

Nel campo del pubblico impiego si sono susseguiti tre codici di comportamento generali:

- il D.M. 31-3-1994, approvato in attuazione dell’art. 58-bis del D.Lgs. 29/1993 (cd. privatizzazione del pubblico impiego);

- il D.M. 28-11-2000, che per primo definiva con puntualità gli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità della condotta del pubblico dipendente;

- l’ultimo, in vigore dal 19 giugno 2013, il D.P.R. 16-4-2013, n. 62.

Con il D.P.R. 62/2013 il codice di comportamento, dunque, cambia per l’ennesima volta fonte di produzione: dopo essere stato disciplinato con D.M. 28 febbraio 2000 e essere stato richiamato dalla contrattazione nazionale collettiva, il Codice di comportamento torna ad essere fonte di natura pubblicistica, emanato unilateralmente dal Governo, ed approvato, ai sensi del comma 2 novellato, con decreto del Presidente della Repubblica. Il nuovo codice, nel

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