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Sopravvivere alla schizofrenia

Sopravvivere alla schizofrenia

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Sopravvivere alla schizofrenia

Lunghezza:
129 pagine
1 ora
Editore:
Pubblicato:
16 gen 2019
ISBN:
9781547534517
Formato:
Libro

Descrizione

Sul libro:

A Richard Carlson Jr. è stata diagnosticata la schizofrenia paranoide a ventun anni. La malattia si è manifestata per la prima volta quando era preadolescente. Richard non si è affidato alla psichiatria moderna per più di dieci anni. Poi, dopo un incidente con la polizia, ha capito che la sua diagnosi era vera e ha finalmente iniziato il lungo processo di guarigione. Dopo più di dieci anni, la sua vita è migliorata notevolmente. Durante il trattamento, Richard è guarito da depressione, disturbo ossessivo-compulsivo e letargia.

Non lasciare che quello che è successo a Richard succeda a te, ai tuoi cari o a un paziente con una grave malattia mentale. Sii sempre onesto con gli altri e con il tuo psichiatra.

Sull'autore:

Richard Carlson Jr. è autore di libri per bambini e romanzi di formazione. È una persona altamente sensibile, o PAS, e soffre di schizofrenia paranoide e disturbo ossessivo-compulsivo.

Editore:
Pubblicato:
16 gen 2019
ISBN:
9781547534517
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Sopravvivere alla schizofrenia - Richard Carlson Jr.

Dichiarazione di non responsabilità: le informazioni presenti in questo libro non devono essere intese come consigli medici. L'autore non è un medico. I pazienti con un disturbo mentale devono sempre consultare i professionisti medici.

Sopravvivere alla schizofrenia è un'opera di saggistica, tuttavia, alcuni fatti e dettagli sono stati cambiati.

Capitolo 1

Sii onesto

Per favore, ascolta perché è importante.

Affrontando la mia grave malattia mentale, ho appreso soprattutto che bisogna essere leali con se stessi e con gli altri. L'onestà non è solo il fondamento di una vita di successo e appagante, senza di essa non puoi nemmeno ricevere il trattamento di cui hai bisogno né sperimentare una vera guarigione.

Non sprecare gli anni della tua vita raccontando bugie.

Non ho ricevuto il trattamento adeguato per più di dieci anni, perché non ero onesto con i miei psichiatri e la mia famiglia.

Non indugiare oltre  e inizia subito a essere sincero.

Capitolo 2

Nato a New York

La cicogna mi mise tra le braccia di mia madre agli inizi degli anni '70. I miei genitori erano borghesi e cattolici, e vivevamo in una bella strada vicino al quartiere ebraico. Sapevi che generalmente le persone schizofreniche sono nate e cresciute in un ambiente urbano? Ho trascorso gran parte della mia infanzia a New York, quindi mi chiedo spesso quanto abbia influito.

Mia madre era una donna solerte che rimase a casa ad accudire me e i miei fratelli più piccoli Mike e Steve. Mio padre è stato un ottimo padre, per me è stato un grande esempio da seguire. Una volta mi  portò con lui al lavoro presso l'istituto per il trattamento delle acque reflue. I nostri genitori si prendevano cura di noi. La vita sembrava perfetta.

I miei primi ricordi riguardano i miei nonni, i quali vivevano al pianterreno di casa nostra. Io, i miei genitori e i miei fratelli vivevamo al piano di sopra. Ogni mattina correvo di sotto in pigiama per vedere i miei nonni. Mio nonno era emigrato dalla Polonia a diciassette anni. Mia nonna era nata in America, ma era cresciuta in Polonia. Le volevo molto bene. Ricordo vividamente quando preparava i pieroghi per cena. Le mie origini polacche sono molto importanti per me grazie ai miei nonni.

Mio nonno è stato per me un grande esempio di vita, non vedevo l'ora di crescere per essere come lui. Ho ammirato mio padre, che è stato un ottimo genitore, ma ho un ricordo ancora migliore di mio nonno. Era un brav'uomo, e insieme facevamo lunghe passeggiate in città.

Avevo quattro anni quando lasciai le tracce degli pneumatici della mia Batmobile giocattolo sul cemento fresco del nostro vicino, Teddy, che lo aveva versato sul  cortile anteriore di casa sua; poi mio nonno lisciò il cemento.

Era calvo, portava occhiali spessi e odorava dei sigari che fumava.

Non farlo! esclamò vedendomi dalla finestra, No!. Tuttavia, continui a muovere la mia Batmobile sul cemento fresco. Le ruote della Batmobile e le mie manine erano macchiate di cemento in fase di indurimento. Quando mio nonno corse fuori, la luce del sole comparve tra le nuvole.

Bruum, bruuuum, bruuuuuum! borbottavo mentre facevo andare la Batmobile ancora più veloce. Batman e Robin dovevano acciuffare il malvagio Joker!

Mio nonno mi afferrò il polso e tirò la macchinina fuori dalla poltiglia. Urlai con sprezzo Nonno, no! inarcando la schiena e avvinghiandomi stretto alla macchina, cercando di non muovere nemmeno un muscolo. Mi condusse giù per i ripidi scalini della nostra cantina per lavarmi accuratamente le mani.

Joker! Batman e Robin hanno bisogno del mio aiuto!

Non devi giocare nel cemento, Richard. mi rimproverò. Quando si arrabbiava, il suo accento slavo era ancora più marcato.

Macchina dissi, sempre più desideroso di giocare mentre mi sollevava le maniche. Invece di restituirmi il mio giocattolo, lo strofinò e poi mi lavò le mani.

Dovevo ancora aiutare Batman, quindi chiesi se potevo giocare in cortile. Quando mi lasciò andare, mi lanciai sul terriccio dal quale cresceva una fila di giganteschi rosai. Mentre correvo in soccorso sul terriccio umido,  il petto iniziò a formicolarmi.

Bruuum, bruum, bruuuuuum! La Batmobile sfrecciava verso la banca di Gotham.

Ho fermato Joker! Sono un eroe!

Ero molto amato dai miei genitori e dai miei nonni.

Capitolo 3

La mia adolescenza a nord di New YorkPrima che fossi abbastanza grande per iniziare l'asilo, i miei genitori fecero costruire una casa a  Stormville, una cittadina a nord di New York. Non volevano che crescessi in città, che ritenevano troppo turbolenta per un bambino. Volevano anche assicurarsi che ricevessi una buona educazione. Era il 1975 e la nostra casa aveva il rivestimento esterno giallo e le finiture bianche. Mio padre mise un piccolo dondolo nel giardino, che era pieno di foglie di ninfea, pesci e gamberi d'acqua dolce. Un giorno, portò a casa dal lavoro un'enorme rana e la mise nello stagno.

Per me, Stormville era il posto più bello al mondo in cui crescere. Me la spassavo ad acchiappare rane, girini, rospi, tartarughe, serpenti, tritoni, salamandre e una miriade di altre creature non solo dallo stagno del nostro giardino, ma anche da ruscelli e stagni nel vicinato.

Fingevo di essere arruolato nell'avanguardia dell'esercito, gestivo un cantiere di camioncini giocattolo e mi divertivo in molti altri modi nella nostra casa a Stormville. Lamponi e more selvatici crescevano nel nostro giardino ed erano dolcissimi.

Una volta, mio padre assunse un uomo con una ruspa per togliere gli alberi dal giardino e questi si offrì di farmela guidare. Ero troppo timido, quindi rifiutai. Vorrei non averlo fatto. Negli anni mi sono lasciato scappare molte esperienze interessanti a causa della mia timidezza.

Ti piacerebbe guidare la mia ruspa? chiese l'uomo scendendo dal veicolo. Indossava una maglietta bucata, una vecchia salopette da lavoro verde e logori stivali marrone chiaro.

Mio padre si voltò verso di me mentre mi nascondevo dietro di lui, in silenzio. Non mi sarei mai aspettato di ricevere una proposta così divertente oggi! Immaginami –un bambino di cinque anni!–  mentre guido una ruspa, proprio come un vero operaio edile. Il formicolio al petto si agitava con inquieto nervosismo dentro di me. Aveva piovuto nel pomeriggio e l'umidità estiva mi incollava la maglietta sudata al petto.

Mia madre si mise le mani sui fianchi. Vieni fuori e di' di 'Sì' al signore, Richard! mi spronò.

Tenni lo sguardo fisso sulle scarpe e mio padre si inginocchiò guardandomi. Non essere timido. Puoi guidarla e vedere com'è disse.

Vorrei aver potuto guidare la ruspa, ma le mie labbra erano serrate.

Di' di 'sì' al signore, disse di nuovo mia madre, e voltai le spalle a quell'uomo gentile.

Sono timido, risposi guardando per un secondo mia madre in viso. Se solo mi avesse salvato da quella situazione!

Sarà divertente mi incoraggiò. Provaci

Mi siederò accanto a te, promise l'uomo, così non accadrà nulla.

Scossi la testa, con lo sguardo basso sulle scarpe, sebbene volessi guidare davvero la ruspa. Dopo un minuto, me ne andai e trovai rifugio nel cortile

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