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Aristotele critica la teoria platonica delle idee: Aristotele, "Metafisica", A

Aristotele critica la teoria platonica delle idee: Aristotele, "Metafisica", A

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Aristotele critica la teoria platonica delle idee: Aristotele, "Metafisica", A

Lunghezza:
35 pagine
36 minuti
Pubblicato:
29 apr 2018
ISBN:
9788828316848
Formato:
Libro

Descrizione

Nel primo libro della "Metafisica" (A) Aristotele traccia una prima storia evolutiva della filosofia. In particolare oggetto della sua critica è la teoria delle idee, proposta dal proprio maestro, Platone. Qui vengono presentati tutti gli argomenti sviluppati dallo Stagirita, contro Platone e contro gli Accademici suoi successori.
Pubblicato:
29 apr 2018
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9788828316848
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Aristotele critica la teoria platonica delle idee - Stefano Ulliana

minima

INDICE

INDICE

Breve introduzione

Nel corpo del testo …

Breve sintesi riassuntiva

Bibliografia minima

Breve introduzione

Per uscire dall’ombra protettiva rappresentata dal proprio maestro Platone, Aristotele prende in considerazione la teoria delle idee e la sottopone al proprio taglio intellettuale, selettivo e critico, attraverso il quale cerca prima di depotenziare la separazione platonica (intellegibile-sensibile) e poi di riorientarne la carica formale secondo finalità considerate come naturali, esiti di un processo per il quale gli esseri in generale passano dallo stadio della potenza a quello – sperimentato e convergente, concretamente e non astrattamente inevitabile – dell’atto. Mentre così la potenza rimane aperta ad una molteplicità irriducibile, l’atto deve chiudersi – superando la tendenza dell’immaginazione alla moltiplicazione infinita – su di una necessità che risulta acquisita conoscitivamente grazie all’applicazione dell’intero armamentario logico (giudizio e deduzione). Una necessità che deve dunque avocare per se stessa la validità prima degli stessi principi logici (identità e non-contraddizione), a pena della caduta scettica. L’identità e la connessa identificazione tramite l’applicazione categoriale costituiscono in tal modo realmente la sostanza e la sua visibilità e comprensibilità intellettuale (l’essere determinato e per sé, o singola distinzione).

In accompagnamento e completamento di questa struttura ontologica solo l’atto giustifica l’esser causa di movimento e di trasformazione dei singoli esseri in generale, non l’idea, che – separata od immanente che sia – non potrebbe avere alcun valore finalmente e realmente produttivo, essendo impossibilitata a scindersi e a manifestarsi distinta. Un atto che valga come causa motrice (produttiva) e causa finale, senza alcuna mediazione numerica e di proporzionamento (combinazione, invero essa stessa impossibile a realizzarsi compiutamente).

La mediazione viva aristotelica infatti garantisce

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