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Esoterismo Cristiano: L'Iniziazione di Rosacroce

Esoterismo Cristiano: L'Iniziazione di Rosacroce

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Esoterismo Cristiano: L'Iniziazione di Rosacroce

Lunghezza:
150 pagine
2 ore
Pubblicato:
24 apr 2018
ISBN:
9788869373237
Formato:
Libro

Descrizione

Esoterismo è il termine con cui si indicano, in senso   lato, le dottrine di carattere almeno in parte segreto o   riservato. La verità occulta o i significati nascosti di tali dottrine sono accessibili solo  agli iniziati, prevedendo spesso diversi gradi di iniziazione.
 
...i sapienti e i profeti delle età più diverse sono venuti a conclusioni identiche nella sostanza, seppure dissimili nella forma, sulle verità fondamentali e finali,
seguendo tutti lo stesso sistema
dell'iniziazione interiore e della meditazione”  E.S.
 
“Quando si arriva alla vera visione dello spirito, essa assegna i suoi limiti a ciò che è elemento personale:
l’ego umano cessa di agire, quando si diviene
chiaroveggenti in senso puro, perché
l’anima si trasforma in strumento di visione,
non di giudizio”   R.S.
 
Pubblicato:
24 apr 2018
ISBN:
9788869373237
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore

(geb. 21. Januar 1841 in Strassburg; gest. 7. April 1929 in Paris) war ein französischer Schriftsteller und Theosoph. Seine Bekanntheit gründet sich heute vor allem auf sein 1889 erschienenes Hauptwerk «Les Grands Initiés» (Die Grossen Eingeweihten), in dem er versuchte, eine hinter verschiedenen Philosophien und Religionen der Menschheitsgeschichte liegende esoterische Geheimlehre darzustellen.


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Anteprima del libro

Esoterismo Cristiano - Edouard Schuré

L’APOCALISSE

​Prefazione

Prefazione

Nel mese di maggio del 1906, Rudolf Steiner venne a Parigi con alcuni discepoli, per tenervi una serie di con­ferenze in un circolo privato. Non lo avevo mai visto e ignoravo persino la sua esistenza, ma, in séguito alla pub­blicazione di un mio libro, ero entrato in corrispondenza con la sua cortesissima amica, la signorina von Sivers, dive­nuta poi sua moglie e la sua più intelligente collaboratrice. Fu appunto lei che, una mattina, accompagnò il maestro nel mio studio.

Non dimenticherò mai la straordinaria impressione che mi fece quest’uomo, quando entrò nella mia stanza. Vedendo quel volto scarno ma di perfetta serenità, quegli occhi neri e misteriosi da cui irradiava, proveniente da profondità in­sondabili una luce ineffabile, ebbi per la prima volta nella mia vita, la certezza di trovarmi di fronte a uno di quei sublimi veggenti dotati di una diretta percezione del sovra- sensibile. Ne avevo descritto di simili, intuitivamente e poe­ticamente, nel mio libro I Grandi Iniziati, ma non speravo davvero di incontrarne in questo mondo. Fu una sensazione istantanea e irresistibile, qualcosa di inatteso e al contempo di già conosciuto. Ancor prima che egli cominciasse a par­lare, una voce dentro di me mi disse: « Ecco un vero mae­stro, egli avrà un ruolo capitale nella tua vita ».

In séguito i nostri rapporti mi avrebbero mostrato come quella prima impressione non fosse stata illusoria.

La serie delle sue conferenze, che si susseguirono giorno dopo giorno e il cui programma mi era stato comunicato in precedenza dall’oratore stesso, risvegliarono tutto il mio in­teresse. Tale programma abbracciava l’insieme della sua filo­sofia, sviluppandone soltanto i punti salienti. Si sarebbe detto che il maestro volesse darcene una visione globale dall’alto delle sue vette. La sua eloquenza calda e persuasiva, illuminata da un pensiero chiaro e preciso, mi colpì sùbito per due sorprendenti e impreviste facoltà.

Innanzitutto la sua potenza evocatrice e plastica. Quan­do Egli parlava di fenomeni e di entità del mondo invisibile, aveva l’aria di trovarsi perfettamente a suo agio, ci esponeva quanto avviene in quei dominii sconosciuti, in un linguaggio semplice, con dettagli incisivi, come se si trattasse di fatti normalissimi. Non descriveva, ma vedeva e faceva vedere oggetti e scene, immagini cosmiche aventi la chiarezza di cose reali. Ascoltandolo, non si poteva dubitare della forza della sua visione astrale, limpida quanto una visione fisica, ma ben più vasta.

Altra particolarità non meno rilevante: da questo mi­stico-filosofo, da questo pensatore veggente, tutte le espe­rienze psichiche venivano messe in rapporto con le leggi immutabili della natura fisica. Tali leggi servivano a spie­gare e a classificare i fenomeni psichici che si presentano dapprima al veggente nella loro prodigiosa varietà, in una sconcertante infiorescenza.

Allora, per una prodigiosa reazione, questi fenomeni fluidi e sottili, divenuti potenze cosmiche, ordinati in una perfetta gerarchia, rischiaravano con una luce totalmente nuova la struttura materiale, univano le diverse zone e le attraversavano da parte a parte, dall’alto in basso e dal basso in alto, dando così la possibilità di percepire la gran­diosa architettura dell’universo dall'interno, ossia da dove il visibile viene emanato dall’invisibile per mezzo di un perpetuo generarsi

Durante la prima conferenza dello Steiner, non presi alcun appunto, tuttavia essa mi aveva colpito così profon­damente che, tornato a casa, sentii il bisogno di metterla per iscritto, senza dimenticare neppure un solo anello della catena di quei luminosi pensieri.

L’assimilazione era stata così completa che non trovai alcuna difficoltà, ma, per una trasmutazione involontaria e immediata, si riproduceva in francese. Ripetendo la stessa operazione per le diciotto conferenze, ottenni un quaderno che conservai come raro e ricco tesoro. Tali conferenze, non essendo state stenografate né trascritte dall’autore, non si trovano nella collezione di quelle pubblicate da lui o datti­loscritte dai membri della Società Teosofica. Esse sono quin­di integralmente inedite. Alcuni membri francesi di questa società hanno espresso il desiderio di presentarle in un vo­lume unico. Aderisco a tale desiderio, tanto più volentieri in quanto queste preziose conferenze costituiscono un mo­mento capitale nel pensiero di Rudolf Steiner, quello dello spontaneo scaturire della sua geniale concezione ed il suo primo cristallizzarsi. Inoltre, sono lieto di rendere omaggio all’incomparabile maestro a cui debbo una delle grandi rive­lazioni della mia vita.

​ORIGINE DELL’ESOTERISMO CRISTIANO

Si troverà dunque, in queste conferenze, una visione glo­bale di quella che Rudolf Steiner chiama Antroposofia. Non ho la pretesa di fare, in questa prefazione, un compendio di tale vasto sistema in cui tutto è organicamente collegato. I suoi principi sono contenuti in una teogonia, in una cosmogonia e in una psicologia perfette. Come filosofia, serve a istituire una morale, una pedagogia e una estetica partico­lari. L’insegnamento di questo Pensatore-Veggente compren­de tutti i domini. Le sue ampie vedute abbracciano tutta la storia dell’umanità e tendono a infondere l’impulso spirituale nella scienza moderna, senza toglierle nulla del suo rigore e della sua chiarezza.

Vorrei richiamare l’attenzione del lettore sui più nuovi e salienti capitoli di questo breviario, che ci permette di risa­lire alle fonti di tale alto pensiero.

Quando tenne queste conferenze, Rudolf Steiner era ancora segretario generale (per la Germania) della Società Teosofica orientale la cui sede si trova a Madras: società fon­data dalla Signora Blavatsky, attualmente presieduta dalla Signora Annie Besant. Malgrado le lacune e le sue ulteriori deviazioni, questa concezione orientale che ha le sue radici nell’India e che deriva il suo nome di teosofia dalla tradi­zione alessandrina, ebbe il grande merito di immettere nella mentalità dell’Occidente non iniziato le sue idee fondamen­tali sulla tradizione esoterica universale, ovvero:

1) la plu­ralità delle esistenze ascendenti dell’anima umana secondo la legge del Karma;

2) l’evoluzione dell’umanità per l’influenza di potenze spirituali che la dirigono.

All’epoca in cui R. Steiner insegnò nella Società teo­sofica da lui scelta come campo d’azione, egli possedeva già pienamente quella dottrina a cui doveva la propria Inizia­zione. Le conferenze del 1906 qui trascritte ne rappresentano la prova.

La differenza essenziale tra la teosofia indù e l’antro­posofia risiede nel ruolo capitale che quest’ultima attribuisce al Cristo nell’evoluzione umana e nel suo collegarsi alla tra­dizione rosicruciana. Questa idea emerge dalle due prime conferenze intitolate: La formazione dell’intelletto umano e La missione del Manicheismo. Con maggior chiarezza di qualsiasi altro occultista, R. Steiner ha visto la profonda trasfor­mazione operatasi, lungo il corso dei secoli, nella costitu­zione psico-fisica dell’uomo e nel suo modo di percepire la verità.

Nel ciclo antico (prima di Cristo), l’umanità era ancora dotata di una chiaroveggenza atavica e collettiva. All’epoca atlantidea, l’uomo viveva più nell’altro mondo che in questo. La sua ragione era embrionale; la veggenza fisica era la sua realtà dominante e il suo principale modo di conoscenza: però, dei mondi superiori, egli aveva solo una visione confusa e caotica. Tale facoltà diminuì e andò gradatamente scompa­rendo nel corso dell’evoluzione posteriore: l’osservazione della natura e l’attività della ragione presero il sopravvento. Lo yoga dei Rishi dell’India, da cui derivano i miti e le reli­gioni ariane, costituì un possente sforzo per riacquistare la veggenza perduta e allo stesso tempo per ordinarla secondo una gerarchia di potenze cosmiche. Ma, poco prima dell’av­vento del Cristo, l’umanità, pervenuta all’ultimo grado della sua discesa nella materia, attraversava una crisi spaventosa: le passioni delia sfera animale da cui proveniva minacciavano di sopraffarla, la civiltà stessa era in pericolo. La psiche uma­na che, con un lungo lavoro, si era liberata delle tenebre pri­mitive, rischiava di perire nella decadenza dell’Ellenismo e nell’orgiasmo romano.

​CRISTO, ASSE DELL’EVOLUZIONE UMANA L’INIZIAZIONE ROSICRUCIANA

Ecco l’estremo pericolo che rese necessaria l’incarnazione del « Logos che era al principio », del Verbo divino sotto forma umana. Da ciò la missione di Gesù Cristo, da lungo tempo predetta sotto nomi diversi nei santuari dell’India della Persia e della Caldea, annunziata in particolare dalla visione di Osiride resuscitato, chiamato, nelle cripte d’Egitto, il Sole di mezzanotte.

L’umanità si era materializzata a tal punto, che non avreb­be potuto essere salvata, se lo Spirito divino non le si fosse manifestato sul piano fisico.

E’ questa la ragione per cui la Luce, che fino a quel momento fluttuava sul mondo, la Luce « piena di grazia e di verità », discese nelle tenebre dell’in­ferno terrestre, per incarnarsi nella persona di Gesù di Na­zaret e diventare l’asse dell’evoluzione umana.

Mutamento prodigioso, rivoluzione interiore di portata incalcolabile, che doveva cambiare la faccia del mondo.

Ne risultò una trasformazione della coscienza umana, i cui due poli furono in un certo senso capovolti. Si ebbe una scis­sione, una soluzione di continuità tra le due grandi facoltà umane: la Sensibilità e l’Intelligenza, l’Intuizione e la Ra­gione. Fino ad allora, l’intuizione aveva dominato per mezzo della veggenza e la ragione aveva sostenuto un ruolo secon­dario; la Scienza continuava ad essere la docile figlia della Religione e la loro armonica combinazione formava la Sag­gezza primordiale.

Ora, la conquista e la dominazione del mondo mate­riale divenivano la mèta principale dell’umanità. La ragione prendeva il sopravvento sul sentimento che, ormai, doveva vivere una vita propria. Da un lato, la ragione trionfava con il sillogismo di Aristotele, dall’altro, il sentimento celebrava la sua più sublime vittoria con la vita, la morte e la resurre­zione del Cristo. Scienza e Religione diventavano due po­tenze separate, ben presto rivali e mortalmente nemiche. Se­condo la Religione era sufficiente credere in Cristo, per otte­nere la propria salvezza, al contrario, la Scienza non tardò ad avanzare la pretesa che tutto ciò che non veniva passato al vaglio dell’osservazione fisica e del sillogismo non posse­deva realtà. Ne derivò quel dualismo che da duemila anni divide e lacera la coscienza umana, ma a cui possiamo rico­noscere un’utilità, quella di aver sviluppato al massimo i due poli dell’anima, le due facoltà principali dell’intel- ligenza.

Presentemente, poiché la religione esclusivistica ha respinto l’intuizione della scienza e la veggenza nella formazione del­l’uomo, la nostra civiltà materialistica è arrivata a tal grado di anarchia da esserne minacciata nella sua stessa esistenza.

Sin dalla sua origine, l’esoterismo cristiano ebbe come obiettivo essenziale il comporre questo dualismo e preparare i concetti e la disciplina atti a riconciliare le due potenze avverse: la Religione e la Scienza, l’Intuizione e la Ragione, il cui accordo e la cui azione combinata sono l’unico mezzo per conseguire la verità ed assicurare lo sviluppo normale dell’umanità.

Due idee essenziali hanno caratterizzato in ogni tempo la tradizione esoterica: quella della pluralità delle esistenze ascendenti dell’anima e quindi la particolare concezione del­l’origine del male e il modo con cui l’uomo può dominarlo.

I grandi maestri dell’esoterismo hanno sempre racco­mandato ai loro discepoli di praticare simultaneamente due vie iniziatiche per poter raggiungere, con

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