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Antonio Vieira e l'impero universale: La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali
Antonio Vieira e l'impero universale: La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali
Antonio Vieira e l'impero universale: La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali
E-book268 pagine3 ore

Antonio Vieira e l'impero universale: La Clavis Prophetarum e i documenti inquisitoriali

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Questo libro racconta la storia del gesuita
padre Antonio Vieira (1608-1697) e più in particolare della sua Clavis Prophetarum, o Chiave dei Profeti, la grande opera incompiuta, in gran parte tuttora inedita, cui egli dedicò lunghi anni della sua vita. Inutile però cercarne traccia nei manuali scolastici o universitari: essi ci riferiscono,
in genere, di un’altra opera profetica, la História do Futuro, o Storia del Futuro, che invece non esiste, come questo lavoro documenta ampiamente, se non come parte della prima e stratagemma per eludere la censura inquisitoriale.
In questo senso le vicende del padre Vieira e della sua Clavis Prophetarum vanno collocate in quella lunga storia della distruzione dei testi, della loro estromissione o cancellazione dalle riserve della memoria collettiva in funzione dei rapporti di forza dominanti, che forse è
ancora da scrivere o da riscrivere. I manoscritti dimenticati giunti fino a noi, che in qualche caso recano ancora visibili le tracce materiali della violenza censoria, testimoniano della lunga lotta condotta da Vieira perché essa vedesse la luce e raccontano di un grande messaggio contenuto nelle profezie bibliche a partire dai testi di Daniele: un regno di Cristo non solo nei cieli, ma anche sulla terra, prima della fine dei tempi; un impero universale sotto il segno della pace e della tolleranza fra le grandi religioni e fra popoli e genti di tutta la terra finalmente riuniti in un’unica promessa di salvezza.
Predicatore insuperabile (i duecento e più sermoni che ci ha lasciato sono fra le gemme dell’oratoria barocca), «imperatore della lingua portoghese», come lo ha definito la sensibilità pur tutta novecentesca di Fernando Pessoa, frequentatore delle più raffinate corti europee e al tempo stesso viaggiatore nelle più sperdute lande delle foreste brasiliane, dove svolgeva l’attività missionaria cui si era votato fin da giovanissimo, il padre Vieira era possessore di una magnanima speranza, che è all’origine della sua instancabile attività al di qua e al di là dell’oceano e del fascino che la sua parola esercitava sui potenti come sulle folle anonime: l’attesa, al di là di ogni aspettativa miracolistica, di un disegno di Dio che si realizzi attraverso la fede degli uomini e in un orizzonte di libertà.
LinguaItaliano
Data di uscita7 apr 2018
ISBN9788878536487
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    Antonio Vieira e l'impero universale - Silvano Peloso

    OPERE

    PREFAZIONE

    Dare una valutazione esatta e approfondita del pensiero e dell’opera del gesuita padre Antonio Vieira (1608-1697), figura vigorosa e complessa, personalità in grado di armonizzare l’eredità della tradizione classica e della Ratio Studiorum con le poetiche, le retoriche e i codici comunicativi dell’età barocca in uno sforzo grandioso di sistematizzazione dei molteplici fermenti che vivacizzano il panorama culturale della sua epoca, è compito che si presenta certamente non privo di difficoltà e tuttavia quanto mai attuale in un’epoca, come la nostra, che sembra rinnovare di quel lontano passato sia il fascino, sia le tormentate contraddizioni. In effetti già la biografia del grande gesuita si presenta come un perfetto paradigma degli stimoli e dei fermenti del suo tempo: Vieira passerà cinquant’anni della sua lunghissima vita in Brasile; quasi quaranta presso la corte portoghese e in una intensa attività diplomatica nelle principali metropoli europee (oltre a Lisbona, Parigi, L’Aja, Amsterdam e soprattutto Roma). Attraverserà l’oceano in un senso e nell’altro, affrontando tempeste e navi corsare, sette volte; la prima, da bambino, quando ha sei anni, l’ultima, per il definitivo rientro in Brasile, nel 1681, quando ne ha già 73. Fautore di una visione solidale e universale del Cristianesimo, egli si batté sempre per un’apertura, religiosa e politica, nei confronti degli ebrei e si impegnò praticamente per tutta la vita in difesa degli abitanti del Nuovo Mondo. Dal 1663 al 1667 venne processato, incarcerato e condannato dall’Inquisizione, condanna tuttavia mai accettata da Vieira, che fino alla fine lotterà per una revisione del processo. Sarà autore di più di duecento sermoni che costituiscono, oltre al loro valore di pensiero, autentici gioielli dell’oratoria barocca seicentesca; la sua Clavis Prophetarum, opera ancora oggi ai più sconosciuta, rappresenta un gigantesco monumento del pensiero storico, giuridico e religioso del periodo, e non solo.

    Con Vieira, insomma, il Portogallo delle scoperte, con il suo slancio verso mondi lontani e una moderna visione universalista che non rinuncia alle matrici classiche, ma vi innesta l’esperienza di nuove genti e nuove tradizioni, guarda in modo nuovo all’ Europa, in un momento in cui il vecchio continente, dopo aver scosso il mondo con la sua iniziativa espansionistica, viene a sua volta agitato dai riflessi politici, culturali e religiosi, che ne sono una conseguenza. Da una parte, le correnti utopistiche (Erasmo, Tommaso Moro, Campanella), ma anche la nuova antropologia relativistica di Montaigne; dall’altra, una Controriforma che cerca di controllare drasticamente gli effetti più dirompenti determinati, appunto, dall’incontro con nuovi popoli e nuove culture. Il tragico rogo di Campo de’ Fiori, che il 17 febbraio 1600 illumina dei suoi bagliori sinistri un nuovo secolo che Giordano Bruno non potrà vedere, sembra incenerire definitivamente anche gli infiniti mondi dischiusi dai viaggi e dalle scoperte. Quando Galileo, tuttavia, comincerà a puntare il suo cannocchiale verso il cielo (il Sidereus Nuncius è del 1610) al di là della tolemaica sfera del fuoco, si ha subito la sensazione di un nuovo e inatteso passaggio delle Colonne d’Ercole, stellari stavolta, e, così come era stato per Colombo, che più di un secolo prima aveva allargato a dismisura gli orizzonti del mondo conosciuto, si genererà un nuovo tempo di aspettative messianiche, in un secolo, in questo simile al nostro, che aveva perso, forse, molte delle sue ancore d’identità, ma che disponeva in compenso di molte versioni del possibile. Paolo Rossi ha giustamente parlato in questo senso di una Repubblica ideale, una Repubblica della Scienza (noi diremmo più in generale del Sapere) «che si costruì faticosamente un suo spazio in situazioni sociali e politiche sempre difficili, spesso drammatiche, talora tragiche» [1] .

    A questa Repubblica ideale certamente appartiene anche l’umanesimo di Antonio Vieira, il suo senso della storia, la sua ricerca di nuove e più libere relazioni fra religione, filosofia, politica e scienza, la sua lotta strenua e mai abbandonata per i diritti della persona e delle genti, la sua rivolta contro i soprusi del potere, la sua capacità di pensare in grande i destini dell’umanità, il suo sforzo per far rivivere quella speranza, che rappresenta una vittoria sul tempo e sulla finitezza umana. Si aggiunga che il suo pensiero si esprime nell’ambito di un’oratoria barocca che si eleva a vette forse mai più raggiunte, nella versatilità di una scrittura proteiforme, che mostra i riflessi e nasconde la luce, ora privilegiando i luoghi avanzati dei miraggi del visibile, ora i luoghi arretrati e nascosti che sconfinano con l’ombra. Non solo, dunque, un insieme di varianti mnemotecniche, di schemi di retorica sacra e profana, di giochi che producono testi e di testi che producono giochi, in cui si compendia la recita del mondo con tutti i suoi colori, ma, oltre a ciò, una relazione speciale fra parola e immagine, fra contenuto ed espressione, che offre, anche in senso simbolico, un’importante chiave di lettura di tutta un’epoca. Non a caso la sensibilità novecentesca di un grande poeta come Fernando Pessoa eleggerà Vieira a imperador da língua portuguesa. Tenendo presente, però, che l’inesauribile potenzialità della parola è stavolta al servizio di un ottimismo della volontà, a sua volta strumento di Dio, per completare un disegno provvidenziale che, al di là di tutti gli ostacoli presenti, deve essere fermamente realizzato nella storia. E se il mondo è una «gran scena» nella quale ognuno «dovrebbe sapersi vestire di molti abiti, per poter in questa commedia rappresentare diversi personaggi», come voleva Virgilio Malvezzi, Vieira in un certo senso rovescia lo schema delle classiche contrapposizioni barocche scegliendo la vita piuttosto che il sogno, la realtà contro la maschera, la grandezza temporale in opposizione alla caducità delle cose. Fra il labirinto delle parole e l’ordine della biblioteca, ci si può così dedicare con coraggio a forgiare le armi di un nuovo sapere in grado di riconoscere, in quell’insieme di testimonianze di ardua decifrazione che si identifica con le profezie bibliche, un disegno, un progetto teorico e normativo insieme, che, se è indubbiamente di origine divina, indica però una direzionalità che deve essere, tutta e ancora una volta, esploratata nella storia.

    Basterebbe solo questo a far di Vieira uno dei protagonisti del suo tempo, e a manifestare sempre più urgente il compito di mettere mano alla sua opera per renderla finalmente disponibile nella sua completezza; compito che si presenta ancor oggi difficile e irto di ostacoli, sia per l’insufficienza della maggior parte degli approcci critici finora realizzati, sia per i numerosi e irrisolti problemi di carattere filologico legati a centinaia di testi, manoscritti e a stampa, dispersi in biblioteche ed archivi, pubblici e privati, d’Europa e d’America. L’unica edizione completa, ma in realtà mancano numerosi e importanti inediti, rimane quella uscita a Lisbona fra il 1854 e il 1858 in vari volumi (15 di sermoni, 4 di lettere, 3 di testi inediti, 2 di opere varie, 1 della História do Futuro e 1 dell’Arte de Furtar, a Vieira impropriamente attribuita), edizione, tuttavia, che si presenta fortemente incompleta e con errori in qualche caso non marginali. Nasce da siffatta situazione la necessità di avviare un lavoro preliminare di reperimento, censimento e indagine dei testi, che potrà poi portare in un futuro che si spera prossimo, alla messa a punto di edizioni più complete, sulla base di un panorama critico che parta da alcune grandi questioni in parte o in tutto non ancora risolte: il problema, per quanto riguarda i Sermoni, della relazione fra manoscritti, edizioni a stampa uscite ancora in vita dell’autore e la grande raccolta da lui stesso promossa e rivista nel periodo che va dal 1679 al 1697 (12 tomi), cui si aggiunsero altri tre tomi fra il 1710 e il 1748; il problema, sempre in relazione ai Sermoni, da una parte, dei testi apocrifi e, dall’altra, delle traduzioni (soprattutto, ma non solo, italiane e spagnole) uscite nel corso del Seicento; il caso delle numerose lettere ancora inedite o disperse in pubblicazioni minori e di non facile accesso; infine, ma non ultima, la spinosa e controversa questione dei rapporti fra História do Futuro e Clavis Prophetarum, cui è dedicato questo libro, e il problema dei problemi relativo all’edizione della Clavis, già affrontato subito dopo la scomparsa di Vieira e ancora non definitivamente risolto, soprattutto per la gran quantità di documenti e testimoni, che continuano ad affiorare sparsi un po’ ovunque (questione che già angustiò Vieira) e che occorre attentamente confrontare e valutare in relazione ai vari modelli strutturali (principalmente in due, tre e quattro libri) esistenti nei progetti iniziali e nei manoscritti ritrovati dopo la sua morte.

    Il compito appena delineato è, dunque, enorme e tuttavia non impossibile, anche se la gran mole di documenti è spesso fonte di incertezza e di notevole rallentamento di un lavoro che ha inevitabilmente come corollario la ricostruzione di contesti difficili, variamente articolati e su cui spesso si è depositata una polvere del tempo difficile da rimuovere. Quella che sta lentamente venendo alla luce in questo tipo di indagine è tuttavia una grande memoria storica, con innumerevoli riflessi su questo tormentato inizio di un terzo millennio, che ha bisogno di non dimenticare il suo passato se vuole costruire il suo futuro. È possibile, dunque, accettare la sfida e non scoraggiarsi, soprattutto perché, come soleva ricordare Vieira, parafrasando a sua volta un antico adagio medievale, «um pigmeu sobre um gigante pode ver mais que ele».

    Roma, Aprile 2005


    [1] P. Rossi, La nascita della scienza moderna in Europa, Laterza, Roma-Bari 1997, p. IX.

    BIBLIOGRAFIA PREVIA

    (Dell’amplissima, ma non sempre coerente ed omogenea bibliografia vieiriana, si segnalano soltanto alcuni titoli principali cui fa riferimento questo libro. Fra parentesi quadra la sigla con cui i testi di più frequente rimando sono indicati nelle note)

    Biblioteche e Archivi Romani

    Archivum Romanum Societatis Iesu

    Clavis Prophetarum

    ms. Opp. NN. 137-138

    ms. Opp. NN. 369

    Epistolae Brasilienses [Bras.]

    Brasil. Epistolae 3 I (1550-1660)

    Brasil. Epistolae 3 II (1661-1695)

    Brasil. Epistolae 4 (1695-1737)

    Epistolae Lusitanae [Lus.]

    Lus. 34 I e II: Lusitania Epist. Gen. (1679-1699)

    Lus. 35 I e II: Lusitania Espist. Gener. (1700-1726)

    Lus. 38: Lusitania Epist. Gen. Soli (1675-1773)

    Lus. 54: Literae Annuae Lusit. (1648-1747)

    Lus. 57: Historia et Acta (1687-1728)

    Lus. 76: Epistolae Lusitaniae (1700-1756)

    Biblioteca Casanatense

    Clavis Prophetarum

    ms. 706

    Archivio della Pontificia Università Gregoriana

    Clavis Prophetarum -

    ms. APUG 354

    ms. APUG 359

    ms. FC 1165/1

    ms. FC 1165/2

    Opere di Antonio Vieira

    Sermões - L’editio princeps dei Sermoni di Antonio Vieira è stata pubblicata a Lisbona fra il 1679 e il 1748. Si dà di seguito l’elenco, nell’ordine originale, spesso non cronologico, dei XV tomi [Serm.];

    I - Sermões do P. António Vieira […], primeira parte. Dedicada ao Príncipe N.S., João da Costa, Lisboa 1679;

    II - Sermões do P. António Vieira […], segunda parte. Dedicada no Panegírico da Rainha Santa ao Sereníssimo Nome da Princesa N. S. D. Isabel, Miguel Deslandes, Lisboa 1682;

    III - Sermões do P. António Vieira […], terceira parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1683;

    IV - Sermões do P. António Vieira […], quarta parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1685;

    V - Sermões do P. António Vieira […], quinta parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1689;

    VI - Sermões do P. António Vieira […], sexta parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1690;

    VII - Sermões do P. António Vieira […], sétima parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1692;

    VIII - Xavier dormindo e Xavier acordado […], oitava parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1694;

    IX - Maria Rosa Mystica […], I parte, Miguel Deslandes, Lisboa 1686;

    X - Maria Rosa Mystica […], II parte, na impressão Craesbeeckiana, Lisboa 1688;

    XI - Sermões do P. António Vieira […], undécima parte. Miguel Deslandes, Lisboa 1696;

    XII - Sermões do Padre António Vieira […], parte duodécima. Miguel Deslandes, Lisboa 1699;

    XIII - Palavras de Deos empenhada e desempenhada […]. Miguel Deslandes, Lisboa 1690;

    XIV - Sermões e vários discursos do P. António Vieira […]. Valentim da Costa Deslandes, Lisboa 1710;

    Vozes Saudosas [...], tomo I. Miguel Rodrigues, Lisboa 1736.

    XV - Sermões vários e tratados ainda não impressos do grande P. António Vieira […], tomo II das Vozes Saudosas. Manuel da Silva, Lisboa 1748.

    Sermões, em 15 volumes, prefaciados e revistos pelo Rev. P. Gonçalo Alves, Lello & Irmão, Porto 1959 (1 a ed. 1908-1909).

    Cartas, coordenadas e anotadas por João Lúcio de Azevedo, 3 voll., Imprensa Nacional, Lisboa 1971, (1 a ed. 1925-1928) [Cartas].

    Defesa perante o tribunal do Santo Ofício, introdução e notas do prof. Hernâni Cidade, 2 tomos, Livraria Progresso Ed., Salvador 1957 [DFS].

    Obras Escolhidas, com prefácios e notas de A. Sérgio e H. Cidade, Vol. VI, Sá da Costa, Lisboa 1952 (Comprende: Carta Esperanças de Portugal pp. 1-66; Petição ao Conselho Geral da Inquisição, pp. 67-96; Defesa do livro intitulado «Quinto Império», que é a apologia do livro «Clavis Prophetarum» e respostas das proposições censuradas pelos Inquisidores, estando recluso nos cárceres do Santo Ofício de Coimbra, pp. 99-179; Sentença que no tribunal do Santo Ofício de Coimbra se leu ao Padre António Vieira, p. 180-236; Defeitos do Juízo, processo e sentença na causa do Padre António Vieira, pp. 237-245 ; Breve de Isenção das Inquisições de Portugal e mais reinos, pp. 246-250) [VPI].

    História do Futuro. Livro Anteprimeiro prolegómeno à História do Futuro, em que se declara o fim e se provam os fundamentos dela. Matéria, Verdade e Utilidades da História do Futuro. Escrito pelo Padre António Vieira da Companhia de Jesus, Pregador de Sua Majestade, na Oficina de António Pedroso Galram, Lisboa 1718 [HFV].

    História do Futuro, in Obras Escolhidas, com prefácios e notas de António Sérgio e Hernâni Cidade, vol. VIII e IX, Sá da Costa, Lisboa 1953 [HFC].

    História do Futuro (Livro Anteprimeiro), edição crítica prefaciada e comentada por José van den Besselaar, 2 voll., Aschendorffsche Verlagsbuchhandlung, Münster Westfalen 1976 [HFB ¹].

    Livro Anteprimeiro da História do Futuro, ed. crítica de José van den Besselaar, Biblioteca Nacional, Lisboa 1983 [HFB ²].

    História do Futuro, introdução do texto e notas por Maria Leonor Carvalhão Buescu, Imprensa Nacional, Lisboa 1992 ² [HFCB].

    Apologia das coisas profetizadas, organização e fixação do texto de Adma Fadul Muhana, Ed. Cotovia, Lisboa 1994 [ACP].

    Os Autos do Processo da Inquisição, edição, transcrição, glossário e notas de Adma Muhana, Unesp, São Paulo 1995 [APV].

    Sermões Italianos, edição, introdução e notas de Sonia N. Salomão, Sette Città, Viterbo 1998 [Serm. It].

    Clavis Prophetarum, Livro III, edição crítica, fixação do texto, notas e glossário de Arnaldo do Espírito Santo segundo projecto iniciado com Margarida Vieira Mendes, Biblioteca Nacional, Lisboa 2000.

    As Lágrimas de Heráclito, fixação dos textos, introdução e notas de Sonia N. Salomão, Editora 34, São Paulo 2001.

    Opere varie e contributi critici

    Anónimo Lusitano, Crisis Paradoxa super tractatu insignis P. Antonii Vieirae Societatis Jesu: De Regno Cristi in Terris Consummato vel de opere illo magno, universalis spei scopo, «Clavis Prophetarum nuncupato», Lisboa 1748.

    Azevedo, João Lúcio de, História de António Vieira, 2 voll., Livraria Clássica Ed., Lisboa 1992 (1 aed. 1918-1921) [HAV].

    Barros, André de, Vida do Padre António Vieira, Ed. J.M.C. Seabra & T.Q.Antunes, Lisboa 1858.

    Battistini, Andrea, Galileo e i Gesuiti. Miti letterari e retorica della scienza, Vita e Pensiero, Milano 2000.

    Besselaar, José van den, Antônio Vieira: Profecia e Polêmica, Eduerj, Rio de Janeiro 2002.

    Cantel, Raymond, Prophétisme et messianisme dans l’œuvre d’Antonio Vieira, Éditiones Hispano-Americanas, Paris 1960.

    - L’História do Futuro du père António Vieira. Réflexions sur la genèse de l’oeuvre et le différent moments de sa composition, in «Bulletin des Études Portugaises», nouvelle série, Tome XXV, 1964, pp. 23-49.

    Casnedi, Carlo Antonio, Sententia, a cura di Simone Celani, Sette Città, Viterbo 2005. Si tratta della prima edizione completa della Sententia.

    Castro, Aníbal Pinto de, O Padre António Vieira e Cosme III de Médicis (com quatro cartas inéditas), in «Revista de História Literária de Portugal», n.1, 1962, pp.158-190.

    - Correspondentes Portugueses de Cosme III de Médicis, Imprensa da Universidade, Coimbra 1965.

    - António Vieira, Uma Síntese do Barroco Luso-Brasileiro, CTT Correios, Lisboa 1997.

    Celani, Simone, Cronologia della vita e delle opere di Antonio Vieira, in «Rivista di Studi Portoghesi e Brasiliani», IV, 2002, pp. 105-108.

    Freire Gomes, Plínio Um herege vai ao paraíso. Cosmologia de um ex-colono condenado pela Inquisição (1680-1744), Companhia das Letras, São Paulo 1997.

    Hansen, João Adolfo, Vieira: Tempo, Alegoria e História, em «Brotéria», 145, Out./nov. 1997, pp. 541-565.

    Leite, Serafim, História da Companhia de Jesus no Brasil, 10 tomos, Edição Fac-Símile Comemorativa dos 500 Anos da Descoberta do Brasil, Editora Itatiaia, Belo Horizonte-Rio de Janeiro 2000 (1 a ed. 1938-1950).

    - O P.Antônio Vieira e as ciências sacras no Brasil. A famosa Clavis Prophetarum e seus satélites, in «Verbum», I, 3-4, Rio de Janeiro 1944, pp. 257-279.

    Lopes SJ, António, Vieira o Encoberto, Principia, Lisboa 1999.

    Mendes, Margarida Vieira, A Oratória Barroca de Vieira, Editorial Caminho, Lisboa 1989.

    - A Edição da «Clavis», em «Gênese e Memória», IV Encontro Internacional de Pesquisadores dos Manuscritos e de Edições, Annablume Editora, São Paulo 1995, pp. 137-144.

    - Chave dos profetas: a edição em curso, em AA.VV., Vieira Escritor, org. de Margarida Vieira Mendes, Maria Lucília Gonçalves Pires e José da Costa Miranda, Ed. Cosmos, Lisboa 1997, pp. 177-187.

    Mendes, Margarida Vieira e Marquilhas, Rita, A Quarta Mão: um manuscrito da Clavis Prophetarum do Padre António Vieira, in «Confluência», 9, Rio de Janeiro 1995, pp. 13-21.

    Newton, Isaac, Trattato sull’Apocalisse, a cura di Maurizio Mamiani, Bollati Boringhieri, Torino 1994.

    Pécora, Alcir, Teatro do Sacramento. A unidade teológico-retórico-política dos sermões de Antônio Vieira, Edusp, São Paulo 1994.

    Peloso, Silvano, Antonio Vieira e l’Inquisizione: il Quinto Impero e il problema della Continuità dell’Impero Romano, in «Roma, Lisbona, Brasilia tra antichità e Futuro – Diritto e profezia nel pensiero di Antonio Vieira», C.N.R., Roma 1988, pp. 1-13.

    - Ut libri prophetici melius intelligantur, omnium temporum historia complectenda est: o Quinto Império de António Vieira e o debate europeu nos séculos XVI e XVII, em AA.VV., Vieira Escritor, org. de Margarida Vieira Mendes, Maria Lucília Gonçalves Pires e José da Costa Miranda, Ed. Cosmos, Lisboa 1997, pp. 177-187.

    - O paradigma bíblico como modelo universalista de leitura em António Vieira, «Brotéria», 145, out./nov. 1997, pp. 557-564.

    - Inéditos de Vieira: a «Clavis Prophetarum» nos manuscritos romanos, em Actas do Congresso Internacional «Terceiro Centenário da Morte do Padre António Vieira», vol. II, Universidade Católica Portuguesa, Braga 1999, pp. 1030-1036.

    - Messianesimo e profezia: dal Sebastianismo al Quinto Impero di Antonio Vieira, in Civiltà letteraria dei paesi di espressione portoghese – Il Portogallo: dalle origini al Seicento, a cura di L. Stegagno Picchio, Passigli Editori, Firenze-Antella 2001, pp. 557-569.

    - Roma fra universalismo e profezia nel pensiero di Antonio Vieira, in AA.VV., «Roma: Memoria e Oblio», Tielle Media Editore, Roma 2001, pp. 261-271.

    - Antonio Vieira

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