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Ipazia di Alessandria

Ipazia di Alessandria

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Ipazia di Alessandria

Lunghezza:
83 pagine
53 minuti
Pubblicato:
Apr 7, 2018
ISBN:
9781547523658
Formato:
Libro

Descrizione

Mentre il mondo occidentale cadeva nell'oscurità, lei ebbe il coraggio di difendere la Luce.

Nata nel 355 d.C, dopo il regno di Costantino, Ipazia di Alessandria visse il declino dell'Impero Romano, in un mondo in cui l'obbedienza alle autorità religiose era più importante della scienza e dove la ragione e la logica erano viste come una minaccia per il nuovo ordine mondiale. Era il mondo precedente al Medioevo, un mondo impegnato a decidere il rapporto tra scienza e religione, libertà e ortodossia, tolleranza e odio.

Per più di 40 anni Ipazia visse al confine tra gli anni bui e la luce della filosofia classica, delle arti e delle scienze. Sebbene nessuno dei suoi libri sia sopravvissuto ai feroci roghi del fanatismo religioso, Ipazia rimane una delle scienziate più importanti di tutti i tempi.

Questa è la sua affascinante storia.

Include bibliografia, cronologia dettagliata e coordinate di latitudine e longitudine delle principali città dell'Impero romano per consentire al lettore di esplorare le meraviglie celesti con Ipazia.

Pubblicato:
Apr 7, 2018
ISBN:
9781547523658
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Anteprima del libro

Ipazia di Alessandria - Laurel A. Rockefeller

Indice

Prologo

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

Epilogo

Coordinate di latitudine e longitudine di alcune città del Romano Impero

Cronologia

Bibliografia

Informazioni su questa serie

Prologo

Magistra, sono arrivati i libri che desideravate! disse inginocchiandosi la giovane novizia, mentre la sua badessa curava un paziente a Disibodenberg, nella valle del Naheland nella Germania centro-occidentale.

La badessa Hildegarde si alzò, asciugandosi le mani con un asciugamano: Ottimo. Il confratello ha detto per quanto tempo posso tenerli in prestito?

No, Magistra.

Hildegarde si diresse verso la biblioteca del monastero: Allora glielo chiederò io prima che parta.

Posso chiedere perché questi libri sono così importanti?

Sono le opere di antichi matematici e astronomi greci.  La saggezza del mondo antico, un mondo molto diverso da quello in cui viviamo oggi rispose Hildegarde.

Ma queste letture sono proibite!

È vero.

Allora perché rischiare?

Dio parla a molte persone, non solo ai cristiani.  Se c’è qualcosa che vale la pena imparare, allora io desidero impararlo, non importa a chi Dio l’abbia insegnato. Giunta alla biblioteca, Hildegarde sorrise vedendo il tavolo coperto da una decina di tomi pesanti: Grazie per avermeli portati, confratello. Per quanto tempo mi permette di tenerli il vostro superiore?

Il monaco prese in mano un libro: Due mesi, tuttavia ha detto che potrebbe lasciarveli più a lungo se necessario. Ha detto che avreste trovato particolarmente interessante questo.

I padri di Nicea e post-Nicea di Socrate di Costantinopoli?’

Il monaco aprì la prima pagina del quindicesimo capitolo: "Sì.  Guardate qui!"

Hildegarde lesse ad alta voce: ’Ipazia, la filosofa. Ad Alessandria visse una donna chiamata Ipazia, figlia del filosofo Teone, la quale conseguì così tanti successi nel campo della letteratura e della scienza da superare di gran lunga tutti i filosofi dell’epoca’. Interessante! Conoscete questa Ipazia?

No, Magistra.

Perché era una donna?

Penso che forse troverete la risposta leggendo il libro.

Certamente! sorrise Hildegarde sedendosi e iniziando a leggere.

Capitolo 1

Alessandria, la città-capolavoro di Alessandro Magno, risplendeva come un gioiello sul fiume Nilo. Navi cariche di merci esotiche approdavano ai suoi moli, mentre i mercanti si preparavano a contrattare. Alla luce dell’alba, i negozianti attendevano con ansia le consegne. Il rumore dei pesanti carri si fondeva con il crescente schiamazzo di migliaia di conversazioni in greco, latino ed ebraico. L’alba dai toni rosati si trasformò in un giornata azzurra e dorata.  Teone di Alessandria era intento a riordinare i libri della biblioteca centrale. Un uomo di mezza età gli si avvicinò. Teone fece un rispettoso inchino: Kaleemera keerie katheegeeta.

Kaleemera, Teone. Sei in anticipo disse il bibliotecario.

Mia moglie dovrebbe partorire da un momento all’altro.

Allora dovresti essere a casa, non qui ad archiviare libri come un apprendista.

Sono agitato per il parto e anche per la sua salute.

Un motivo in più per essere a casa.

Ma cosa posso fare? Ilizia ascolterebbe le mie preghiere?  Sicuramente no, nemmeno se esistesse davvero.

Possiamo fare solo ciò che ci è concesso, Teone.  In questo momento, tua moglie ha bisogno di te più di quanto lo faccia io. Torna a casa.  Ti prometto che la biblioteca sarà ancora qui quando sarai pronto a ritornare sorrise il bibliotecario.

Teone annuì: Efcharistó, katheegeeta.

Venti minuti dopo, Teone giunse a casa. Udì il dolce pianto di un neonato.  Teone aprì la porta della camera da letto e vide sua moglie, stanca ma viva, con un neonato appoggiato al petto.  La levatrice si rivolse a Teone: Congratulazioni.  È una bambina.

Teone sospirò pieno di sollievo e gratitudine: Efcharistó, Eileithyia. Lodata sia Ilizia, lodata sia Era!

La moglie di Teone sorrise: Come la chiamiamo, Teone?

Ipazia, perché sarà la più grande di tutte le donne.

––––––––

È impossibile! gridò Ipazia lanciando il suo fuso dall'altra parte della stanza, mentre il filato si srotolava disordinatamente dalla rocca. La sua bambinaia, una schiava chiamata Iola, raccolse il fuso da terra. Ipazia si gettò tra le sue braccia. Non posso farlo!

Iola la calmò: Avete solo cinque anni!  Pretendete davvero di filare come una donna adulta e madre di figli?

Ogni volta che cerco di tirare la lana, si disfa tutto. E quando cerco di rimettere insieme le due estremità, si disfa tutto ancora di più.

Iola prese il fuso e la lana, dopodiché si sedette su una sedia: "Potete farcela, lo sapete.  Ecco, guadate: vedete come sovrappongo le due estremità e le tengo insieme tra le mie dita? Ora le tengo ben ferme mentre giro il fuso e inserisco il filato nella tacca

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