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La mappa delle personalità

La mappa delle personalità

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La mappa delle personalità

Lunghezza:
329 pagine
3 ore
Editore:
Pubblicato:
2 apr 2018
ISBN:
9788827823897
Formato:
Libro

Descrizione

Oggi la relazione personale e professionale è la maggiore responsabile della qualità della nostra vita, nel bene e nel male, per cui capire come relazionarci meglio è diventata priorità, non più un'opzione. Questo libro fornisce i codici di accesso, le password per comprendere meglio chi ci troviamo di fronte, sia esso un familiare, un cliente o noi stessi allo specchio. E' un vero e proprio manuale operativo per interagire nella maniera più efficiente con il mondo nel quale siamo chiamati a vivere e per relazionarci meglio con noi stessi e con gli altri. Un viaggio dentro e fuori da sé che farà scrutare in modo nuovo e più trasparente i tanti mondi con cui ci relazioniamo quotidianamente.
Editore:
Pubblicato:
2 apr 2018
ISBN:
9788827823897
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

La mappa delle personalità - Rachele Di Bona

AUDEN

Introduzione

Ti è mai capitato di fare qualcosa con il migliore degli intenti e ricevere mazzate come risposta?

Magari hai detto o fatto qualcosa di assolutamente positivo (o almeno così a te sembrava), un complimento, un gesto di cortesia, un favore a cui però il destinatario ha reagito in modo negativo.

Ci sono stati momenti in cui avresti voluto dire qualcosa, ma non l’hai fatto per paura di essere frainteso?

Hai mai pensato in un modo ed agito in un altro?

Ti sei mai sentito un pesce fuor d’acqua, troppo diverso o troppo omologato?

In questo libro, tra le altre cose, troverai una mappa che ti aiuterà a capire il senso di certi comportamenti (tuoi ed altrui) e, di conseguenza, ti aiuterà a migliorare il modo in cui entri in relazione con te stesso e con gli altri.

Il mio obiettivo, infatti, è offrirti non solo uno strumento di comprensione, ma anche e soprattutto uno strumento di evoluzione e di espressione di chi sei veramente, uno strumento per sentirti sempre più in equilibrio con te stesso e con gli altri.

Da più di 20 anni, ufficialmente, mi occupo di crescita e sviluppo personale. Dico ufficialmente perché in realtà, a pensarci bene, fin da piccola ho sempre dimostrato una passione per l’animo umano ed una inclinazione a prendermi cura del ben-essere di ogni persona o cosa intorno a me.

I miei genitori e le perone più vicine a me definivano ipersensibilità la mia naturale tendenza ad immedesimarmi, ad empatizzarmi con tutti e con qualsiasi cosa. La sola idea di aver dato più attenzioni alla mamma che al papà mi faceva star male e correvo subito ai ripari compensando la mancanza, così come il fatto di aver dato un bacino ad una bambola e alle altre no, stessa storia… Vedevo e sentivo tutto animato e, soprattutto, sentivo ogni persona e cosa meritevole di attenzione. Arrivavo al punto di dispiacermi se un compito veniva lasciato a metà, se alcune parti della casa venivano pulite e altre no (comunque sono normale eh, tutto sotto controllo!)

Da bambina mi capitava, talvolta, di scoppiare a piangere senza motivo. In realtà un motivo c’era. Ad un certo punto i miei genitori capirono che quella mia reazione era suscitata dall’ascolto di alcuni tipi di musica.

Quante volte mi sono sentita dire da mia madre che a causa della mia ipersensibilità avrei sofferto molto nella vita e che dovevo cambiare.

E invece di cambiare cosa ho fatto?

Mi sono iscritta alla facoltà di Psicologia per complicare ancora di più le cose.

Povera mamma!

Lei sognava per me un futuro d’avvocato, professione che, a suo parere, ben si adattava alla mia parlantina, ma…

«Due strade trovai nel bosco e io, io scelsi quella meno battuta.»

FROST

Ho scelto di intraprendere una strada impervia, quella che la maggior parte delle persone evita. Ho scelto la strada che in ogni momento mi obbliga a fare i conti con me stessa, con i miei limiti e le mie paure e, anche se questa strada ha in parte realizzato le previsioni di mia madre, non tornerei indietro per niente al mondo, non cambierei questa strada con una più semplice e in discesa.

Perché? Perché la felicità che deriva dalla consapevolezza di essere sulla strada giusta per me vale molto di più dell’apparente serenità di chi vive tenendo botta, di chi fa finta di non aver sogni e desideri che lo potrebbero altrove se solo non avesse paura.

In questo libro non voglio in alcun modo parlarti delle difficoltà che ho incontrato lungo il mio cammino, voglio svelarti invece le soluzioni, le risposte che ho trovato ai miei perché.

Nel mio percorso di ricerca ho incontrato tante risposte, tante teorie, tante verità, forse troppe. Ogni giorno vedo spuntare nuove teorie, nuovi approcci, formule strane che sembrano più idee partorite da specialisti di marketing che soluzioni proposte da persone che conoscono a fondo l’animo umano.

La crescita personale non funziona come quella tecnologica, dove l’ultima soluzione è quella più performante ed efficace. Nelle questioni che riguardano l’animo umano spesso le risposte migliori sono quelle più antiche.

In questo libro ti parlerò di un antichissimo strumento di comprensione e crescita che ho scoperto durante gli studi universitari: l’Enneagramma.

Questo strumento mi ha affascinato a tal punto che ancora oggi proseguono i miei studi, le mie ricerche e le scoperte su di esso. Tale strumento mi ha permesso di fare un po’ di ordine prima di tutto in me, nella percezione della mia di personalità e poi anche nella selva delle teorie che ancora oggi mi capita di incontrare lungo il cammino. L’Enneagramma sta infatti alla base di teorie e discipline come la programmazione neurolinguistica, l’analisi transazionale e la teoria degli archetipi che, insieme ad altre teorie, fanno parte della cassetta degli attrezzi del mio modo di intendere il lavoro di coaching.

In questo straordinario strumento ho trovato e continuo a trovare tutte le risposte ai miei perché.

Perché in determinate situazioni capita sempre – o quasi – di reagire in un determinato modo?

Perché quella persona ha reagito in quel modo invece che in un altro?

Perché con alcune persone è più facile comunicare che con altre?

Perché scelgo partner che hanno quasi sempre le stesse caratteristiche?

Perché a lavoro replico le stesse dinamiche?

Perché scelgo quasi sempre nella stessa identica maniera?

L’Enneagramma ci permette di guardare dentro noi stessi in varie situazioni, in particolar modo quando siamo in relazione con gli altri e di capire, per quanto sia possibile, il perché delle nostre azioni e soprattutto delle nostre reazioni, ma la cosa che più mi ha affascinato di questo strumento è la possibilità di capire meglio l’animo delle persone. Questo mi permette di entrare più facilmente in contatto con loro e di aiutarle a crescere e migliorare alcuni aspetti della loro vita.

Come ho già detto, il bello dell’Enneagramma è proprio questo: non è solo uno strumento di comprensione dell’animo umano, ma anche e soprattutto, uno strumento di evoluzione. È uno strumento che ci consente di diventare sempre più padroni e responsabili delle nostre emozioni, del nostro comportamento, della nostra vita e delle nostre relazioni.

Esso ci libera dall’illusione che il nostro stato emotivo dipenda dagli altri o dagli eventi o, peggio ancora, dalle condizioni atmosferiche; ci svincola dall’idea che gli altri siano esattamente come noi e che, di conseguenza, debbano reagire esattamente come noi in ogni situazione.

Non è forse da questa illusione che deriva la maggior parte dei problemi relazionali?

Insomma, l’Enneagramma ci libera dall’illusione che siamo fatti così, che tanto non possiamo cambiare e quindi siamo destinati a ripetere gli stessi errori.

Come vedremo, lo scopo ultimo di tale strumento è quello di mantenere attive le parti funzionali e produttive di ogni personalità e di neutralizzare o ridurre al minimo le parti non funzionali alla nostra evoluzione.

Di questo tema parleremo nell’ultima parte del libro che, naturalmente, è la parte più interessante, quella a cui tengo di più. Lì tratterò l’Enneagramma in termini evolutivi e ti spiegherò come sfruttare questo strumento per gestire meglio le tue emozioni, per migliorare la qualità delle relazioni e, di conseguenza, la qualità della tua vita.

Nella prima parte parlerò delle origini storiche dell’Enneagramma e dei suoi elementi costitutivi: enneatipi, ali, congiunzioni e centri. Prima di questo però, sempre nella prima parte, ho voluto approfondire alcuni temi che considero fondamentali per capire il vero senso dell’Enneagramma, per sfruttarlo in senso evolutivo, e ho dedicato un intero capitolo a quelli che ho definito gli elementi chiave dell’Enneagramma: le credenze, le emozioni e le domande guida. Li ho definiti elementi chiave perché stanno alla base del nostro comportamento e, per questo, possono essere considerati come le chiavi che aprono tutte le porte: quella della comprensione e dell’evoluzione.

Come vedremo nella seconda parte del libro, ogni enneatipo, ossia ogni profilo di personalità, si fonda su una credenza originaria, ha una domanda ed una emozione di base che guidano il proprio comportamento. Quindi sapere cos’è una credenza, come nasce, in che modo incide nell’espressione delle nostre potenzialità ma, soprattutto, come si può cambiare, è fondamentale per capire l’origine del nostro comportamento ed evolverci. Lo stesso vale per la domanda guida e per le emozioni: per evolverci, il più delle volte, dobbiamo cambiare la nostra domanda guida originaria e dobbiamo gestire le emozioni che limitano la nostra crescita.

Evolvere significa raggiungere uno stato di maggiore equilibrio con sé stessi e con gli altri. Ciò è necessario in quanto non siamo entità a sé stanti, separate dagli altri ma agiamo sempre come parti di un sistema – azienda, famiglia o gruppo di amici.

Alla fine del capitolo dedicato agli elementi chiave dell’Enneagramma ho inserito anche una parte dedicata alle interazioni – personali e professionali. Questa è una delle parti che più mi caratterizzano rispetto a tutti coloro che hanno affrontato il tema dell’Enneagramma.

Come vedremo, questo fantastico strumento ha molteplici applicazioni e può essere dunque trattato da diversi punti di vista. Il mio approccio è quello da coach che utilizza quotidianamente questo come strumento di consapevolezza, accettazione ed evoluzione con le persone che seguo personalmente.

Più precisamente amo definirmi una Systemicmind Coach. Cosa significa?

Partiamo dalla parola coach, una parola che ormai, da qualche anno, è diventata di uso comune, per la verità anche troppo e spesso è abusata. Oggi ci sono consulenti che usano la parola coach per rendere più affascinante la propria attività. In realtà il coaching è una cosa ben diversa dalla consulenza: il coach è un allenatore che aiuta le persone a perseguire i propri obiettivi, non offre consigli o suggerimenti su cosa fare, ma aiuta le persone a diventare più consapevoli delle proprie risorse personali e a sfruttarle al meglio e lo fa servendosi di alcuni strumenti. Tra gli strumenti del mestiere di coach che io uso più frequentemente, come dicevo, c’è proprio l’Enneagramma. Rispetto a tanti altri lo prediligo perché si sposa perfettamente con il mio approccio sistemico – di qui il Systemicmind.

Ti racconto velocemente da dove deriva.

Nel corso di questi anni, nell’ottimizzare i risultati dei miei clienti, ho ottimizzato anche i miei e, nella giungla del coaching e della consulenza, ho creato un mio spazio rivolto prevalentemente a persone e sistemi – aziende, gruppi, organizzazioni – che non solo sono interessati a migliorare le proprie performance e vogliono migliorare la loro qualità di vita, ma che mettono come priorità il farlo in maniera ecologica e sistemica, da qui il mio ruolo di Systemicmind Coach.

Il termine sistemico indica il principio secondo cui quando agisci, decidi, vivi, lo fai seguendo tre semplici regole rispondendo ad altrettante 3 semplici domande:

1. È buono per me?

2. È buono per l’altro?

3. È buono in assoluto?

I tre si rendono il semaforo verde e la persona pronta a procedere, uno o più no rendono il semaforo rosso, per cui bisogna fermarsi per sistemare le cose prima di procedere in modo tale da rendere il semaforo verde.

L’approccio sistemico considera l’individuo come parte di un sistema. Lo ripeto, non siamo entità a sé stanti, non siamo isole, siamo realtà in continua interazione. Ogni nostra scelta ed azione ha una ricaduta sulle scelte e azioni di altri esseri che possono essere colleghi, clienti, fornitori, familiari o amici.

Guido chi si affida a me seguendo il principio del butterfly effect, principio analizzato per la prima volta nel 1963 da Edward Lorenz per la New York Academy of Science.

Il principio si basa, appunto, su una singola azione che può determinare imprevedibilmente il futuro in un verso o nell’altro e, nella metafora della farfalla, si immagina che un semplice movimento di molecole d’aria generato dal battito d’ali dell’insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano, per cui ogni fenomeno, sia esso naturale o umano, può essere spiegato solo se ricondotto al contesto, ossia al sistema di cui fa parte dove ogni elemento è interconnesso.

Alan Turing anticipava il concetto nel 1950:

«Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l'uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga o la sua salvezza

Riportandolo a noi risulta molto semplice come principio: pensa e agisci in modo che le conseguenze generino bene per te, per gli altri e in assoluto.

Ad oggi sempre più aziende e organizzazioni tendono a mettere le persone prima di tutto, per fortuna ci si sta svegliando sotto questo punto di vista.

Quello che faccio è fornire strumenti di consapevolezza, strategia e azione per generare risultati efficienti e sani.

La nostra crescita non può dunque prescindere dall’interazione con gli altri e, alla fine, crescere significa migliorare il modo in cui entriamo in relazione con gli altri membri del sistema e il modo in cui lo influenziamo.

L’immagine stessa dell’Enneagramma è significativa: i 9 punti della figura che simbolizzano 9 diversi tipi di personalità sono collegati tra loro attraverso una serie di linee di congiunzione. Ciò significa che non possiamo prescindere dalla relazione. L’Io non può prescindere dal Noi.

Alla prima parte di preparazione alla scoperta degli enneatipi segue poi un test che ti suggerisco di fare prima di leggere la loro descrizione. Potrai così affrontare la lettura della seconda parte in modo più consapevole ed attivo.

Nella seconda parte del libro ho descritto le caratteristiche fondamentali dei vari enneatipi con le varie sfumature, le influenze e gli stadi evolutivi e ho fornito alcuni suggerimenti per entrare in relazione con ciascuno di essi.

Ad ogni enneatipo ho dedicato un capitolo che inizia con una storia in cui il protagonista possiede molte caratteristiche di quel tipo di personalità. Ogni storia si interrompe, come si suol dire, sul più bello, ossia nel momento in cui il protagonista entra in crisi. Ti chiederò ogni volta di scrivere il finale. Non limitarti ad immaginarlo. Scrivilo! Capirai meglio il senso di questo esercizio narrativo quando leggerai l’ultima parte del libro. Lì, vedremo come ogni enneatipo può evolversi e lo faremo proprio partendo dal momento di crisi vissuta dai protagonisti di quelle storie.

Potevo limitarmi ad elencare cosa dobbiamo pensare, dire e fare per evolverci, ma nella mia esperienza ho capito che, se vogliamo rendere nostre alcune consapevolezze, dobbiamo metabolizzarle e farle scendere ad un livello più profondo della mente, ecco perché ho deciso di usare le storie e sfruttare il loro grande potere comunicativo.

Le storie sono potenti perché si rivolgono non solo alla nostra mente conscia, ma anche alla nostra parte più profonda che, alla fine, è quella maggiormente coinvolta nel processo di evoluzione.

Probabilmente ti sarà capitato di leggere o ascoltare una storia che ti ha catturato a tal punto da sentirti parte di essa. Quante volte, guardando un film o leggendo un libro, ti sei immedesimato nei protagonisti della storia a tal punto da vivere le sue stesse emozioni – ti sei commosso, divertito, sei stato con il fiato sospeso? E magari ci sono stati casi in cui alla fine del film o del racconto ti sei sentito una persona diversa, più matura, hai avuto la sensazione che quella storia abbia un po’ cambiato la tua vita.

Tutto ciò accade perché, come dice la psicologa e romanziera Keith Oatley, le storie funzionano come dei simulatori di volo per la vita sociale umana. Attraverso le storie possiamo sperimentare delle situazioni critiche senza viverle veramente. Questo perché esse fanno leva sulla nostra immaginazione; la nostra mente spesso non distingue tra un’esperienza vividamente immaginata ed una realmente vissuta, ecco perché certe storie ci catturano e hanno anche il potere di cambiarci.

Le storie che ti racconterò possono essere viste proprio come dei simulatori di volo che permettono di capire come puoi evolverti senza dover necessariamente vivere un evento traumatico o un momento di crisi, come accade ai protagonisti di quelle storie e un po’ come accade nei simulatori ti chiederò di immaginare il finale di ogni situazione.

Al tema dell’evoluzione ho dedicato l’ultima parte che, come puoi immaginare, è la parte più impegnativa, ma è anche quella per cui vale veramente la pena leggere questo libro.

Se il titolo La mappa delle personalità ti ha fatto pensare che questo libro possa offrirti una specie di navigatore che ti suggerisce ogni volta la direzione giusta da prendere, risparmiandoti la fatica di prestare attenzione alla strada e di superare eventuali ostacoli, ti dico subito che questo non è il libro che fa per te.

Un po’ come le mappe stradali, l’Enneagramma è solo uno strumento che può aiutarti a trovare la direzione, ma non sgombra la strada da eventuali ostacoli.

Se il tuo obiettivo ultimo è migliorare qualche aspetto della tua vita, sappi che per raggiungerlo devi essere pronto a fare un po’ di fatica: quella più grande è guardarsi in faccia, riconoscere i propri limiti, le proprie paure, ma anche i propri talenti e, cosa ancor più importante, accettarsi ed amarsi per quello che si è, protendendo al costante e continuo miglioramento perché è dall’accettazione che parte la vera trasformazione.

Ho usato più volte la parola fatica che, in realtà, non appartiene molto al mio vocabolario. Avrei preferito usare la parola responsabilità, che è decisamente più evolutiva, ma è esattamente la fatica la percezione che solitamente hanno le persone quando decidono di intraprendere un processo di crescita. Spesso si visualizzano come se stessero compiendo un viaggio in salita con uno zaino pesantissimo sulle spalle. Molto incoraggiante vero?

Ebbene, uno degli obiettivi che mi sono posta quando ho deciso di scrivere questo libro è di proporre un’immagine del percorso di crescita diversa da quella abituale.

Ognuno di noi ha dei poteri, dei talenti tali per cui, se messi a frutto, rendono ogni cosa, esperienza, fatica più semplice e anche piacevole.

Hai presente Obelix? Il mitico personaggio dei fumetti. Obelix ha l’abitudine di portarsi in giro delle pietre pesanti eppure non dà l’impressione che ciò richieda un grande sforzo, vero? Perché? Perché Obelix è dotato di una forza sovrumana. Da piccolo infatti è caduto nel paiolo in cui il druido Panoramix stava preparando la sua pozione magica e ciò gli ha conferito dei superpoteri.

Ora pensaci bene: anche noi siamo un concentrato di superpoteri... Si hai capito bene! I superpoteri sono parte di ognuno di noi: la forza, il coraggio, la perseveranza, la pazienza, l’entusiasmo, la passione, la gratitudine, la creatività, la libertà, l’amore, l’accettazione, il perdono... sono i nostri superpoteri!

Cosa credevi, che solo Superman e gli eroi dei fumetti ne fossero forniti?

I fumetti sono una bellissima metafora dell’essere umano.

Ognuno di noi ha il suo superpotere ed esserne consapevoli ci permette di attivarlo. Far finta di esserne sforniti, invece, è un passo certo verso la mediocrità e ciò è ancor più grave se si decide di intraprende un percorso di crescita.

Se il focus è solo sui limiti, sui punti deboli o le aree da migliorare è normale che il percorso apparirà faticoso e in salita. Solo la consapevolezza dei tuoi superpoteri ti permetterà di affrontare il percorso di crescita con l’energia giusta per superare qualsiasi ostacolo.

Quindi il mio obiettivo non è tanto quello di puntare il dito su ciò che di sbagliato c’è nella tua vita e di insistere sulla necessità di colmare quel gap, ma quello di alleggerire il tuo percorso di crescita, aiutandoti ad essere più consapevole dei tuoi superpoteri.

Ti piace l’idea?

Se la risposta è sì, allora puoi proseguire la lettura e prepararti per affrontare un meraviglioso viaggio.

PRIMA PARTE

L’ENNEAGRAMMA: LA PREPARAZIONE DEL VIAGGIO

La consapevolezza

come arma di costruzione di massa.

CAPITOLO 1

GLI ELEMENTI CHIAVE DELL’ENNEAGRAMMA

«L’essenziale è invisibile agli occhi»

Prima di descrivere le caratteristiche di ogni enneatipo voglio dedicare alcune pagine all’approfondimento di alcuni temi che ti consentiranno di comprendere meglio l’Enneagramma, ma soprattutto di usarlo per la tua crescita.

Nelle prossime pagine parleremo di credenze, emozioni, domande guida, ossia degli elementi chiave che ritroverai anche nella descrizione di ogni enneatipo. Esse sono, nel bene e nel male, gli attivatori del nostro comportamento. Dico nel bene e nel male perché a volte ci fanno agire nella direzione indicata dalla nostra volontà, a volte in quella opposta. Tra poco vedremo come funzionano.

Nell’ultimo capitolo, invece, vedremo come maneggiare questi elementi in chiave evolutiva, ossia come sia possibile cambiare le credenze e le domande guida e come gestire le emozioni per essere sempre più padroni del nostro destino.

Alla fine di questo capitolo troverai anche un approfondimento relativo al tema delle interazioni. Come abbiamo visto l’Enneagramma esprime simbolicamente le relazioni umane, può rivelarci come migliorare la loro qualità e, di conseguenza, anche la qualità della nostra vita.

Credenze

Parafrasando un passo della Bibbia possiamo dire che «in principio era la credenza.»

Come abbiamo già accennato in precedenza, alla base di ogni enneatipo c’è una particolare credenza che si installa in ognuno di noi al momento del distacco materno e nei successivi sei mesi di vita.

Il verbo installare fa un po’ pensare ai programmi informatici e, in effetti, la nostra mente funziona in modo simile ad un computer, dove vengono installati dei programmi che, ad una serie di input, rispondono con una

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