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Cicatrici oltre il buio. Perdonare il passato e rendere la difficoltà uno spettacolo magnifico

Cicatrici oltre il buio. Perdonare il passato e rendere la difficoltà uno spettacolo magnifico

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Cicatrici oltre il buio. Perdonare il passato e rendere la difficoltà uno spettacolo magnifico

Lunghezza:
81 pagine
1 ora
Pubblicato:
Feb 8, 2018
ISBN:
9788885557178
Formato:
Libro

Descrizione

“La mia pelle porta i segni di ogni mia crisi e conosco bene le paure. È difficile capire che proprio nella paura a volte si possa realizzare il desiderio che, nella profondità della notte, si accenda una luce. Ma proprio quando sei in crisi e tutto sembra contraddire questa visione, ti rimane solo l'estremo coraggio di portare la tua mente a sperare contro ogni speranza. La crisi non dev’essere vissuta come l'abbattimento totale della propria esistenza e dei pensieri, la crisi è un'occasione. Vincerà chi, nonostante la durezza della prova, saprà che domani il sole sorgerà ancora.
Questo libro è una raccolta di storie di persone che hanno dovuto superare lutti incredibili: la perdita di mani, braccia, seni. È speranza, perché tutto ciò che accade rientra in un disegno molto più grande del quale siamo, inesorabilmente, parte. Ma il tempo cura tutto, perfino la rabbia viscerale.
Nasce così ‘Cicatrici oltre il buio’: per perdonare il passato e rendere la difficoltà uno spettacolo magnifico. Le cicatrici sono un modo per vivere e condividere un dolore che scava negli sguardi e riga le guance con lacrime improvvise.”
Pubblicato:
Feb 8, 2018
ISBN:
9788885557178
Formato:
Libro

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Anteprima del libro

Cicatrici oltre il buio. Perdonare il passato e rendere la difficoltà uno spettacolo magnifico - Francesca Gerbi

oculare

Prefazione di Bruno Gambarotta

Cicatrici è un altro possibile titolo per questo libro denso di storie, di citazioni, di incoraggiamenti. Lo suggerisce una confessione dell’autrice, quasi alle ultime pagine, quando afferma: Amo visceralmente le cicatrici di qualsiasi tipo, perché adornano il corpo, la mente e il cuore. Cicatrice è una parola chiave che ritorna più volte, a iniziare dalla frase scelta come epigrafe, da Il guerriero della luce di Paulo Coelho, scrittore sciamano. Francesca Gerbi ci racconta le cicatrici, la sua e quelle delle altri (sono ossessionata dai menomati, quelli senza arti, come me). Se non abbiamo contato male, il libro raccoglie, oltre la sua, diciassette storie esemplari. Ricordiamo un altro titolo, Ritratti del coraggio era un libro firmato da J.F. Kennedy per il lancio della sua campagna elettorale e scritto da un oscuro ghost writer. Ma in questo caso si tratta di un genere di coraggio ben più alto e difficile da esibire, rispetto a quello mostrato in battaglia. Motivata dalla sua vicenda personale, l’autrice accosta con rispetto e pudore i suoi testimoni, uomini e donne, di ogni età e noi lettori siamo portati ad ammirare questi eroi che hanno vinto una battaglia durissima e trarre alcune considerazioni. È banale dire che le loro vite si dividono in un prima e in un dopo l’evento traumatico, ma qui l’autrice ci porta a scoprire che queste esistenze nascono una seconda volta, dopo essere risalite da un nero abisso di disperazione indicibile. Che si tratti di una seconda nascita lo dimostra il fatto che nei loro racconti ritornano le date, come pietre miliari. Per Francesca è il 21 marzo 2016, il giorno in cui il primario, piangendo, le ha amputato il braccio destro, dopo anni di inaudite sofferenze. Anche lei ha dovuto affrontare la traversata del deserto, con l’inevitabile manifestazione di una rabbia feroce che la porta a sfasciare i mobili dell’ufficio nei primi giorni di ritorno al lavoro. Per lei la salvezza è nella scrittura: Scrivevo prima di entrare in sala operatoria con la destra e con la sinistra quando uscivo con tutto il braccio fasciato. Grazie a una psicoterapeuta che le ordina di scrivere ogni giorno una lettera al moncone, scaricandogli addosso tutto il livore accumulato, conosce i benefici della terapia breve strategica. Quello che per Francesca è la scrittura, per quasi tutti gli altri è lo sport. Dal momento della rinascita a nuova vita, la pratica sportiva smette di essere un piacevole e rilassante diversivo per diventare un obbiettivo da raggiungere con feroce determinazione. Con risultati esaltanti, medaglie d’oro alle para olimpiadi, coppe del mondo di para ciclismo. Il caso più sorprendente è quello del catanese Orazio Fagone che quando perde la gamba destra in un incidente in moto è già un campione olimpico di short track. Non si arrende, dopo un anno di abbattimento, ricomincia, diventando hockeista su slittino e primeggiando ancora una volta. Il bello è che, come afferma Andrea Pusateri, nello sport nessuno ti regala niente, sei sicuro di esserti meritato i trofei. Tutti i casi raccolti nel libro sono ricchi di insegnamenti per il lettore e rappresentano un ampio ventaglio di tipologie.

C’è anche chi ritiene che siano più importanti altri aspetti della sua vita, come Sebastiano Mangiapane, un siciliano emigrato a Lione e ora ospite di una casa di riposo a Castellero; è su una carrozzina, ha perso entrambe le gambe per un problema circolatorio ma pensa che Francesca sia andata a intervistarlo per la sua bravura come suonatore di clarinetto. Ecco un libro che infonde coraggio e speranza, che aiuta a guardare negli occhi i nostri fratelli che sono stati capaci di ribaltare le menomazioni subite ridando nuova vita alla loro vita. E, di riflesso, alla nostra. Grazie all’uso salvifico della parola. Come invoca il poeta Mario Luzi, Vola alta, parola, cresci in profondità, (...) sii luce, non disabitata trasparenza.

Porto con me i segni e le cicatrici dei combattimenti:

sono le testimonianze di ciò che ho vissuto

e le ricompense per quello che ho conquistato.

Paulo Coelho, Il guerriero della luce

Introduzione

La mia pelle porta i segni di ogni mia crisi e conosco bene le paure.

Mi sono stancata di amare, ho deciso di sperare, infine ho creduto.

È difficile capire che proprio nella paura a volte si possa realizzare il desiderio che, nella profondità della notte, si accenda una luce. Ma proprio quando sei in crisi e tutto sembra contraddire questa visione, ti rimane solo l’estremo coraggio di portare la tua mente a sperare contro ogni speranza. La crisi non dev’essere vissuta come l’abbattimento totale della propria esistenza e dei pensieri, la crisi è un’occasione. Vincerà chi, nonostante la durezza della prova, saprà che domani il sole sorgerà ancora.

Ritorneranno le piogge, il dolore, ma in tempo di difficoltà si crescerà ulteriormente e ogni passaggio di iniziazione sarà scandito dal ritmo di una notte oscura. Verrà un giorno in cui dentro la penombra si aprirà un varco che indicherà il senso. Nel buio più profondo ci sarà sempre una luce verso cui andremo.

E lei sarà pronta a venire verso di noi.

La scrittura mi ha salvata. È tutto quello che ho sempre cercato, anche nei momenti tristi e malinconici, perché gli impedimenti non sono un alibi, ma devono essere affrontati cercando quello che ci dà ossigeno, la nostra linfa vitale, e io ho usato la scrittura per mascherare l’ignoranza, per farmi accettare dal mondo. Per

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