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Il Pianeta dei Giganti, primo episodio: la nascita delle civiltà nel sistema solare (Prima Parte)

Il Pianeta dei Giganti, primo episodio: la nascita delle civiltà nel sistema solare (Prima Parte)

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Il Pianeta dei Giganti, primo episodio: la nascita delle civiltà nel sistema solare (Prima Parte)

Lunghezza:
267 pagine
4 ore
Editore:
Pubblicato:
25 gen 2018
ISBN:
9788827809709
Formato:
Libro

Descrizione

l primo libro della saga del Pianeta dei Giganti, "l'Età dell'Oro, la nascita delle civiltà del sistema solare," scritto dall'autrice Ninmah Damkina è una favola fantastica ambientata in un' epoca antica mitologica e misteriosa: l'Età dell'Oro. Le vicende sono ispirate alle "teorie alternative degli antichi astronauti," chiamati da alcuni studiosi con vari nomi: Alieni, Arcangeli, Angeli, Elohim, Dei, gli Anunaki o Nibiruiani.

Immaginiamo di intraprendere un viaggio cosmico alla scoperta dell'Universo fantascientifico dell'Età dell'Oro dove i pianeti del nostro sistema solare hanno un aspetto totalmente diverso da quello attuale. Quattro di essi sono abitati da quattro razze diverse di Esseri Autocoscienti: il popolo dei Gioviani (associati dall'autrice agli Anunaki Sumeri) solari, intelligenti e saggi abitanti di Giove (associato al grande e misterioso Nibiru); il popolo dei dolci e romantici Venusiani abitanti del bellissimo e luminoso pianeta Venere; il popolo dei Marziani, fieri combattenti abitanti di Marte l'affascinante pianeta rosso; e infine il popolo dei misteriosi e tenebrosi Saturniani abitanti del romantico e luminoso Saturno.

I protagonisti della saga del Pianeta dei Giganti sono i Gioviani i viaggiatori dello spazio, il popolo più intelligente, evoluto e all'avanguardia di tutto il sistema solare dell'Età dell'Oro. I Gioviani non sono Dei onnipotenti e non hanno poteri magici, sono Esseri Autocoscienti dotati di una profonda sensibilità, di una spiccata intelligenza e saggezza, che decidono di intraprendere i primi viaggi spaziali alla scoperta degli altri pianeti del sistema solare, con l'intenzione pacifica di effettuare delle ricerche e conoscere le popolazioni native. Che conseguenze può comportare una decisione simile nella psiche delle altre popolazioni, per quanto le intenzioni del popolo dei Gioviani fossero buone e pacifiche?... I primi viaggi spaziali alla scoperta delle meraviglie del sistema solare avrebbero cambiato per sempre la vita dei Gioviani stessi e di tutti gli altri popoli abitanti nell'Universo infinito....
Editore:
Pubblicato:
25 gen 2018
ISBN:
9788827809709
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


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Anteprima del libro

Il Pianeta dei Giganti, primo episodio - Ninmah Damkina

Damkina

1.

L’Età dell’Oro

La magia, il sogno e la favola di questo Universo ebbe vita miliardi di anni fa, grazie ad un primo battito di un cuore puro, luminoso e pieno di energia e amore.

Ci fu un principio, un inizio, in cui ogni cosa nacque  fondamentalmente dal battito del cuore di una Sorgente: un Dio Universale, che rappresentò le fondamenta di Tutto ciò che esiste, percettibile e non percettibile. La Sorgente diede il via a una ruota cosmica, composta da una serie di eventi che combinati tra loro generarono influenze e conseguenze, e per tutta l'eternità saranno collegate da un filo invisibile, indistruttibile. Esse costituiscono l'essenza stessa della Sorgente.

E venne il primo giorno. Un primo lieve battito del cuore della Sorgente espresse se stesso, con tutta la sua purezza e il suo vigore. Fu come una luce accecante e luminosa ricolma di energia, simile a un gigantesco Quasar. Essa sprigionò tutto il suo potere con una pulsazione molto lenta, quasi non percepibile.

Fu così che tanti miliardi di anni fa tutto il Cosmo, costituito da Universi, sotto-universi paralleli e pluridimensionali vide sorgere la vita.

L'essenza più pura dell'energia sprigionata dalla Sorgente,  sin dal principio, si basò sulla Dualità: Positivo e negativo, maschile e femminile, buio e luce. Due poli opposti che costituirono le basi  della Creazione del TUTTO, di ciò che è tangibile, e non tangibile.

E venne il secondo giorno. Il battito del cuore della Sorgente si espanse e si contrasse sempre più, generando un energia incontrollabile, causata dallo scontro delle due polarità opposte. Gli Universi, i sotto universi paralleli e pluridimensionali generarono la vita, esprimendola ciascuna in diversi modi, tutti collegati da un filo invisibile. Nella nostra dimensione nacque l’Universo, l'energia della Sorgente originò l'esplosione della Materia.

E venne il terzo giorno. Gli ioni che composero la Materia caratterizzati dal polo positivo e negativo, generarono una reazione chimica, fisica ed elettromagnetica incontrollata. Iniziò a verificarsi un accorpamento della Materia e ci fu l'origine dei Pianeti, delle Stelle e delle Galassie.

E venne il quarto giorno. Alcune stelle nell'Universo accorparono dentro di se più energia, in seguito a reazioni atomiche, ancor più forti e violente, divenendo ardenti, incandescenti e luminose. Esse al loro interno generarono tanto calore e potenza fino a creare un campo elettromagnetico e gravitazionale intorno a se, che si espanse e si contrasse. Quindi diedero origine a tanti sistemi solari, paralleli e multidimensionali.

E venne il quinto giorno. La nostra stella generatrice chiamata  Sole, accorpò a se con la sua forza gravitazionale, elettromagnetica,  una minima parte di Pianeti presenti in tutto l'Universo. Nacque così il nostro Sistema Solare.

E venne il sesto giorno. L'energia del Sole, causò turbolenze tra i pianeti, che iniziarono a scontrarsi tra di loro. Alcuni esplosero, si distrussero, e da essi ne nacquero altri. In tutto il Cosmo avvenne a quel tempo, una vera e propria Battaglia Celeste, scontri continui tra pianeti, esplosioni di stelle, super nove, tutto causato dalla potenza che sprigionò l'incontro delle due polarità opposte.

Sin dal Principio fondamentalmente, le due polarità opposte, positivo e negativo, essenza pura della Sorgente quindi del Dio Universale, non fanno altro che attrarsi e respingersi tra loro, lo scontro genera energia e reazioni. L'energia genera la vita.

La Sorgente è generatrice di vita, essa c'è, c'è sempre stata e sempre ci sarà, non ha né un inizio né una fine: è immortale. Il suo scopo esistenziale è quello di sperimentare se stessa, scindendosi in Energia e generando una fusione spirituale con ogni elemento ed Essere da Essa creato.

Quindi  la Sorgente sperimentò se stessa in questa dimensione, dando la vita a Tutto ciò che esiste, all'interno del principio della Dualità. Tutti gli elementi presenti in questo disegno prestabilito sono collegati tra loro, quindi l'uno necessità dell'altro: il filo non si può spezzare, esisterà per l'eternità.

E venne il settimo giorno. I pianeti del nostro sistema solare formatosi in seguito agli scontri guidati e causati dalla stella generatrice, il Sole, presero spazio nelle rispettive orbite.

Il Sole generò l'equilibrio fisico e matematico, con la sua forza gravitazionale ed elettromagnetica. La forza del Sole, mise in moto l'energia che portò i pianeti a girare su se stessi ed intorno ad esso, in modi e tempi diversi.

Ebbe inizio così la mia favola, miliardi di anni fa, dopo la formazione del nostro Sistema Solare. Esso caratterizza solo una minuscola particella dell'infinito Cosmo ricolmo di vita, generato dalla Sorgente. In decine di miliardi di anni, i pianeti del nostro sistema solare si scontrarono tra di loro, e cambiarono di aspetto  un numero indefinito di volte.

Improvvisamente, con il passare del tempo, una fiaba ebbe inizio, e sorse un'epoca magica, celeste, spirituale e luminosa. La Sorgente espresse se stessa con tutto il suo potere e vigore, creando una simbiosi completa  con tutto ciò di tangibile e non tangibile, dando origine ad una radicale esplosione di vita nell'Universo. La mia fiaba inizia proprio durante quest'Era mitologica, misteriosa, fiorente e luminosa, denominata: Età dell'Oro. L'Universo a quel tempo, riuscì a trovare un equilibrio perfetto e matematico, tra i due poli opposti: positivo e negativo, generando così un'esplosione di vita  incontrollabile e meravigliosa. Il nostro viaggio ha inizio tanti, ma tanti miliardi di anni fa.

2.

La nascita della civiltà

dei Venusiani e dei Marziani.

C'era una volta un tempo molto antico, fiorente, luminoso e magico, dove un Dio Universale chiamato Sorgente, originò tutto il Cosmo, e di conseguenza tutto il nostro sistema solare.

La Sorgente diede la vita al Sole, stella madre, che originò i pianeti. A quell'epoca furono in totale undici.

Il primo pianeta che prese vita, posizionò la sua rotta più vicino al Sole, ad esso venne messo il nome Mercurio.

Mercurio, anche durante l'Età dell'Oro, fu il più interno del sistema solare, il più vicino alla nostra stella, il Sole. Sin dalle origini orbitò in senso diretto. Il corpo celeste, completa tre rotazioni intorno al proprio asse, per ogni due orbite attorno al Sole.

La superficie di Mercurio sperimentò già da allora, la maggiore escursione termica tra i pianeti, rendendolo sprovvisto di un'atmosfera, e non svolgeva alcun ruolo nella ridistribuzione del calore.

Infine la superficie, già durante l'Età dell'Oro, fu fortemente piena di crateri e geologicamente inattiva.

Il secondo pianeta del sistema solare, in ordine di distanza dal Sole che prese vita fu Venere.

Fu dal principio il più luminoso dei pianeti del sistema solare per questo motivo era conosciuto sin dall'Età dell'Oro.

Tuttavia l’aspetto che il pianeta Venere ebbe durante l’Età dell’Oro, era notevolmente differente da quello odierno, era considerato il gemello della Terra sin dagli albori, ma gemello nel vero senso del termine, ovvero era quasi uguale alla Terra odierna.

Venere, nonostante la sua notevole vicinanza dal Sole, fu il primo pianeta di tutto il sistema solare che a quel tempo sviluppò la vita. Si formò un intenso e spesso campo magnetico che proteggeva il pianeta dai raggi cosmici e dalle radiazioni solari.

Fu il primo pianeta geologicamente attivo, caratterizzato da un’intensa attività vulcanica, che generò un’atmosfera carica di anidride carbonica, idrogeno, azoto, ossigeno. Venne a formarsi un denso strato di ozono, come scudo protettivo.

Nel pianeta Venere, in seguito ai movimenti tettonici, si formarono due zolle continentali molto vaste che rimasero unite e non si separarono. Il perimetro del grande continente unito e compatto richiamava la forma di un pentacolo, una stella a cinque punte. Attorno a questo continente molto esteso caratterizzato da molte pianure, colline e vulcani attivi, si formò l’oceano. La quantità d'acqua presente era molto minore, rispetto a quella della terra ferma.

Il pianeta pur avendo una buona inclinazione assiale di circa 23 gradi e un alternarsi delle stagioni, la sua vicinanza dal Sole eccessiva alimentò l'origine di un clima secco, desertico e tropicale. La maggior parte del pianeta era caratterizzato da estati molto calde che causavano una certa aridità del suolo. Nelle aree tropicali, l'autunno, l'inverno e la primavera erano molto umidi, caratterizzati da precipitazioni diffuse e frequenti. Inoltre vi era una radicale escursione termica tra il giorno e la notte.

I due poli di Venere non tanto estesi erano freddi e ghiacciati, quindi il pianeta dallo spazio si presentava come un grosso continente esteso e compatto, maggiormente pianeggiante, ricco di bacini idrici, fiumi e laghi, inoltre era circondato da una minima parte di oceano.

Tuttavia lo sviluppo della fotosintesi dette origine alla vita, per cui si svilupparono tante specie di piante, adatte a sopravvivere in un clima prevalentemente caldo e arido. In un primo momento si svilupparono organismi procarioti e poi eucarioti.

Passarono i millenni, e l'evoluzione di Venere fece il suo corso, come una reazione a catena sviluppò un ecosistema variegato e unico, che rifletteva le caratteristiche fisiche del pianeta.

Ci fu un'esplosione di vita. Il Dio Universale espresse se stesso in tutti gli Esseri viventi che creò. Si svilupparono tante specie di piante e animali, erbivori, carnivori e onnivori tra cui: rettili, anfibi, uccelli, pesci, mammiferi, felini e insetti. Tuttavia erano presenti maggiormente specie di rettili, insetti e felini.

Nel corso dei millenni il pianeta Venere, percorse un cammino di trasformazione radicale dei suoi Esseri viventi. Si sviluppò una civiltà Autocosciente e Intelligente che come gli Esseri Umani plasmò il pianeta per renderlo abitabile, essa fu la più antica del sistema solare. Essi si fecero chiamare dalle altre civiltà, sviluppatisi all'epoca: i Venusiani.

I Venusiani erano Esseri Umanoidi Autocoscienti, frutto di un’evoluzione millenaria, di un essere intelligente: una sorta di  ibrido, tra una specie di insetto e un Umanoide Autocosciente di origine mammifera, di alimentazione erbivora e autoctono del pianeta Venere. Però il loro quoziente Intellettivo, era inferiore rispetto a quello Umano, e il loro aspetto era del tutto singolare e decisamente affascinante. Totalmente erbivori i Venusiani, se si cibavano di carne rischiavano la morte, erano dotati di braccia e gambe come gli Esseri Umani, camminavano dritti sulla schiena, e avevano un cranio leggermente allungato verso l’alto.  

La conformazione del corpo era quella di un Umanoide di bell'aspetto, bello e sensuale. Per la legge della Dualità di Dio, in due sessi distinti si divisero. I maschi Venusiani raggiungevano massimo un metro e cinquanta di altezza, le femmine appena un metro e trenta. Avevano la pelle scura, per via delle temperature alte del pianeta Venere, gli occhi  grandi leggermente a mandorla e assai espressivi e intensi, di tutti i colori dell’arcobaleno. Il loro corpo era glabro, privo di peli, di una delicatezza, sensualità, proporzione e armonia, unica e rara.

Anche i Venusiani erano provvisti di capelli, erano lunghi  e solitamente mossi o ricci, riflettevano tutti i colori dell'arcobaleno. I maschi avevano la barba, le loro orecchie erano grandi e a punta, le labbra erano carnose e morbide.

Essendo Ibridi, i bellissimi Venusiani, ereditarono dai loro progenitori, delle caratteristiche tipiche degli insetti volanti. Possedevano delle grandi ali sulla schiena come quelle delle farfalle, colorate e meravigliose, che la notte sprigionavano una luce brillante come quella delle libellule. Inoltre nella fronte erano provvisti di antenne, infatti i loro quattro sensi erano alquanto sviluppati.

I Venusiani furono creature, molto innocenti, pacifiche, sensibili, spirituali, dolcissime, sentimentali e affettuose. La loro genetica non era provvista di un istinto da predatore sviluppato come quello degli animali carnivori o onnivori, quindi spesso diventavano vittime degli animali feroci, presenti  nel loro pianeta. Purtroppo non sempre i Venusiani si sapevano difendere, ma come gli animali erbivori, conoscevano solo la fuga perchè erano assai fifoni.

Lo sviluppo che i Venusiani ebbero nel tempo, fu sempre totalmente collegato alla natura, perché per loro era sacra e inviolabile. La loro cultura era molto simile agli Indiani delle due Americhe o Australiani, che molti millenni successivi si sarebbero sviluppati nel pianeta Terra.

I Venusiani si organizzarono in villaggi semplici e umili, costruiti con legno o con mattoni di argilla, in un primo momento nomadi, e poi divennero sedentari, svilupparono un'agricoltura fiorente, basata sul raccolto. Essendo creature erbivore, la loro alimentazione era molto semplice, basata sostanzialmente di frutta, verdura, legumi, cereali e tanta acqua. Tutti i villaggi erano gestiti e amministrati da un Capo villaggio, un Mago-Sacerdote esperto di arti esoteriche, alchemiche, occulte e magiche. Egli teneva sempre con se il bastone del comando con inciso in sommità  l'emblema del loro popolo: lo specchio di Venere, che simboleggiava la bellezza, la sensualità e la purezza di cuore. Si riteneva che il Sacerdote prevedesse il futuro e comunicasse con altri mondi e con gli spiriti dei defunti, perché era esperto di Sciamanesimo.

I Venusiani, ritenevano che ogni elemento della natura, Aria, Fuoco, Terra e Acqua sia vivente che non vivente avesse un anima e lo associavano ad una Divinità. Infatti praticavano la meditazione spirituale e la preghiera, per mettersi in comunicazione con gli spiriti della natura. Inoltre credevano nella reincarnazione, ovvero che lo spirito del defunto dopo la morte, si reincarnasse in un'altra Entità, che poteva essere anche un animale.

Gli affascinanti Venusiani indossavano solitamente delle vesti larghe, comode e colorate con dei disegni floreali, erano solitamente traspiranti e leggere di puro cotone o lino.

In ogni villaggio, erano presenti numerosi Templi Sacri dedicati a diverse Divinità, erano solitamente di forma piramidale, costruiti con mattoni di argilla essiccata al sole. All’interno di essi i Sacerdoti praticavano le arti magiche, alchemiche e esoteriche, cercavano sempre di mettersi in contatto con gli spiriti della natura, o con il grande Dio Creatore di tutto ciò che esiste, per prevedere il futuro. Nei Templi dedicati agli Dei antropomorfi che simboleggiavano i quattro elementi naturali, vi erano quattro altari lussuosi ed eleganti in oro zecchino. Al di sopra di essi vi era un elemento che simboleggiava: il Fuoco, la Terra, l’Acqua e l’Aria.

I quattro elementi naturali li veneravano come se fossero delle Divinità vere e proprie, infatti all’interno del Tempio vi era presente anche una grande scultura sacra che richiamava l’aspetto che credevano avesse la suddetta Divinità. La Dea della Terra veniva chiamata Madre Terra, il Dio del Fuoco veniva chiamato Signore del Fuoco, la Dea dell’Acqua e dell’Amore veniva chiamata Signora degli abissi, delle tempeste e delle piogge, il Dio dell’Aria veniva chiamato Signore dell’Aria e dei Venti.

La Dea della Terra era rappresentata come una scultura di una donna Venusiana tutta dipinta di verde, che aveva indosso un abito colorato e floreale, e teneva tra le mani un grande mazzo di fiori.

La scultura della Dea dell’Acqua e dell’Amore era tutta pitturata di azzurro e raffigurava una grande donna Venusiana con indosso un abito elegantissimo blu, essa usciva dall’oceano come una sirena. La scultura del Dio del Fuoco era tutta dipinta di arancione, e raffigurava un uomo Venusiano con indosso una veste semplice e colorata con disegni floreali che teneva tra le mani una grande torcia. Infine la scultura  del Dio dell’Aria era tutta colorata di celeste e raffigurava un uomo Venusiano che indossava una semplice veste di colore bianco.

Tutti gli Dei erano figli della divinità più potente il Dio Universale, Creatore di tutto ciò che esiste, i Venusiani pensavano che risiedesse nell’infinito più profondo dell’Universo e gli davano un aspetto antropomorfo. Furono una civiltà di origine matriarcale, quindi per tradizione nelle sculture dei Templi Sacri, usavano rappresentare il Dio Universale, come una Dea madre incinta. Essa aveva le fattezze di una grande donna Venusiana con le ali, dove alle sue spalle vi era sempre un dipinto che raffigurava tutto l’Universo e i corpi celesti. Inoltre praticavano il culto sacro del Sole generatore di vita che pensavano fosse un Dio antropomorfo, lo chiamavano Dio Sole, credevano fosse il figlio maggiore del Dio Universale, il più grande e più potente, e comandasse tutte le altre Divinità da loro venerate. Al Dio Sole, dedicarono un ulteriore Tempio Sacro, sempre a forma piramidale. Esso all’interno aveva un grande altare prezioso ed elegante in oro zecchino, al di sopra vi era una tovaglia lussuosa in seta e ricamata a mano; dietro l'altare vi era una scultura gigante, che aveva le sembianze di ciò che i Venusiani credevano potesse avere la divinità.

Loro raffiguravano il Dio Sole come un uomo gigante Venusiano con le ali e tutto colorato di rosso, inoltre aveva una fiamma sacra che avvolgeva il suo corpo e richiamava l’aspetto dei raggi solari. Inoltre i Venusiani pensavano che se veneravano il Dio Sole, dedicandogli preghiere e culti sacri, portando al tempio dei doni e regali tutto l’anno, egli in cambio garantisse prosperità e pace a tutto il popolo, e tramite Lui, credevano di riuscire mettersi in contatto con la Madre: il Dio Cosmico e Universale, Creatore di tutto ciò che esiste. Al Dio Sole, figlio maggiore del Dio Cosmico portavano in dono al Tempio, fiori, frutti e piccole offerte ricavate dal faticoso lavoro dei campi.

Infatti durante l’anno Venusiano vi erano quattro festività legate al Sole: il Solstizio d’Inverno, l’Equinozio di Primavera, il Solstizio d’Estate e l’Equinozio d’Autunno, ciascuna delle quattro stagioni la associavano ad una Divinità antropomorfa.  La Dea che si credeva portasse la primavera era chiamata la Principessa maestosa, sublime e feconda, la Dea che portava la stagione Estiva era chiamata la Regina solare e raggiante, il Dio che si credeva portasse la stagione Autunnale era chiamato Principe regale creatore dei mille colori, il Dio che si credeva portasse la stagione Invernale era chiamato Sovrano dei grandi freddi e del ghiaccio. Ad ogni Divinità che simboleggiava le quattro stagioni, dedicarono un Tempio Sacro di forma piramidale. All’interno c'era presente un altare sacro e lussuoso in oro zecchino, decorato con una elegante tovaglia ricamata a mano. Dietro l’altare vi era una scultura, essa aveva l’aspetto che i Venusiani credevano avesse la Divinità che portava la nuova stagione. La Dea della primavera era rappresentata come una scultura di una donna Venusiana gigante, e vestita di un abito elegantissimo fatto di fiori. La scultura che rappresentava la Dea dell’Estate era di colore giallo, era raffigurata come una donna Venusiana, con indosso un costume da bagno Hawaiano, una coroncina di alloro in testa, e un cesto ricolmo di frutta in mano. Il Dio dell’Autunno era rappresentato sempre con una scultura gigante, che raffigurava un uomo Venusiano che indossava una veste sgargiante e colorata, aveva un cesto in mano ricolmo di uva, funghi e castagne, tipiche risorse che porta la stagione Autunnale. Il Dio dell’Inverno era rappresentato come una scultura gigante, e raffigurava un uomo Venusiano che indossava una veste semplice e bianca, egli aveva l’espressione del viso spaventosa e minacciosa, e dalle sue labbra uscivano tempeste di ghiaccio e neve, era un chiaro segno che i Venusiani erano molto  terrorizzati dalla stagione Invernale.

I Venusiani quando iniziava una specifica stagione, portavano dei doni dentro al Tempio per la loro Divinità, per chiedere grazia e protezione. Inoltre quando iniziava una nuova stagione, celebravano feste allegre e gioiose, che si svolgevano all'esterno dei Templi.

L’inizio dell’anno Venusiano avveniva con l’arrivo della primavera, stagione ritenuta più sacra, poiché vi era la rinascita e l’esplosione della natura. L’evento si celebrava con grandi feste di balli e canti, molto allegre e gioiose, per i Venusiani  arrivava la Dea della Primavera chiamata Principessa maestosa, sublime e feconda, quindi si usava tra le famiglie scambiarsi doni e regali, soprattutto tra i bambini. Tuttavia la primavera e l’estate erano molto più lunghe durante l’anno Venusiano, rispetto alle stagioni invernale ed autunnale, a causa del clima, secco, arido e caldo.

I Venusiani per tradizione, usavano praticare la cremazione per le salme dei defunti, ovvero bruciavano il corpo in un grande falò.

La loro cultura era basata sull'amore Universale, la fratellanza, l'uguaglianza, la libertà, la pace, l'umiltà, il rispetto reciproco e la giustizia. I Venusiani svilupparono una loro lingua basata più che altro su suoni melodiosi, una scrittura fatta di simboli che si collegavano alla musica. Le grandi arti erano il loro forte: abili cantanti, musicisti, ballerini, pittori, scultori, scrittori e artigiani. Le arti curative le svilupparono soprattutto nell'ambito dell'erboristeria. Per curare le loro malattie utilizzavano solamente essenze naturali, ricavate dalle piante dell'ecosistema variegato del loro pianeta.

La bandiera del popolo dei Venusiani era solitamente di sfondo giallo o arancione, al centro vi era raffigurato l’emblema simbolo del loro popolo: lo specchio di Venere.

Fu un popolo semplice, umile e puro di cuore, i Venusiani erano dolcissimi, sensibilissimi, innocenti, solari e luminosi, riflettevano le caratteristiche del pianeta in cui abitavano.

La loro intelligenza brillante, gli diede la possibilità di sviluppare una tecnologia, capace di sfruttare al massimo la luce solare per produrre energia per sopravvivere, come gli attuali pannelli solari fotovoltaici e termici, utilizzavano esclusivamente una tecnologia eco sostenibile. Inventarono anche delle macchine simili alle pale eoliche, per sfruttare l'energia dei venti, molto diffusi nel pianeta. Inoltre  progettarono  delle dighe nei fiumi e laghi, i pozzi sotterranei e di emungimento per incamerare l’acqua sotterranea, e sfruttarono al massimo l’energia originata dagli oceani. Il loro obiettivo principale era riuscire a incamerare quanta più acqua possibile, perché il pianeta Venere era tanto arido e secco.

I Venusiani ebbero il loro sviluppo maggiore durante l'Età dell'Oro, erano considerati da tutte le altre civiltà presenti nel sistema solare, degli esseri magici, puri, dolci, sensuali è misteriosi, capaci di far

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