Trova il tuo prossimo libro preferito

Abbonati oggi e leggi gratis per 30 giorni
Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico

Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico

Leggi anteprima

Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico

Lunghezza:
183 pagine
1 ora
Pubblicato:
Jan 16, 2018
ISBN:
9788827553442
Formato:
Libro

Descrizione

Nelle Tredici Notti Sante, viene ricapitolata l’intera storia dell’umanità: dall’Era Lemurica nella Vigilia di Natale, l’Antica Festa di Adamo ed Eva; al Natale, la nascita dell’anima del secondo adamo del Gesù del Vangelo di Luca; fino all’Epifania con l’arrivo dei Re Magi in visita al Gesù del Vangelo di Matteo per arrivare infine al Natale del Cristo, ovvero la discesa dello Spirito Solare entro Gesù di Nazareth al Battesimo nel Giordano. In ognuna di queste Notti Sante, discendono sulla Terra le forze dello Zodiaco con cui il discepolo della via esoterica può lavorare interiormente.

Le Tredici Notti Sante vengono considerate sia dal punto di vista delle indicazioni date direttamente da Rudolf Steiner al suo discepolo Herbert Hahn, che dal punto di vista delle indicazioni cristologiche date da Sergej Prokofieff. Ogni Notte Santa è corredata da commenti su entrambi punti di vista, con i loro nessi occulti, frutto della meditazione delle Tredici Notti Sante stesse. Un testo per prepararsi al periodo di Natale dal punto di vista scientifico-sprituale e antroposofico, contiene anche una guida per le Quattro Settimane d’Avvento, Capodanno, nonché sulla simbologia dell’Albero di Natale.

L'autore:
Giorgio Tarditi Spagnoli PhD è libero ricercatore di Scienza dello Spirito, l’Antroposofia fondata da Rudolf Steiner. Ha conseguito la laurea in Scienze Naturali e il dottorato in Scienze della Formazione, con una tesi in Psicologia Archetipale ed Evoluzione.
Pubblicato:
Jan 16, 2018
ISBN:
9788827553442
Formato:
Libro

Informazioni sull'autore


Correlato a Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico

Libri correlati
Articoli correlati

Anteprima del libro

Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico - Giorgio Tarditi Spagnoli

Bibliografia

Introduzione

L’uomo antico non aveva una comprensione temporale degli eventi, quanto più una comprensione spaziale: questo si osserva se si ripercorre l’evoluzione della coscienza a ritroso, dal Mistero del Golgotha fino alla terza epoca di cultura Egizio-Caldaica, alla seconda Persiana fino alla prima Indiana e ancor più alla precedente Era Atlantidea. Allora l’uomo percepiva il tempo come ciclico e dunque necessariamente inanellato nell’Eterno Ritorno degli eventi. Ancora nell’Antica India, la realtà che man mano andava esteriorizzandosi, inserendosi nel flusso del tempo con la sua impermanenza, diveniva sempre di più pura illusione, la Maya. Dunque, tutti i Misteri dell’antichità erano Misteri dello Spazio, ovvero la percezione del tempo era localizzata in precisi luoghi di potere nello spazio, le sedi dei Misteri Antichi, dove l’uomo aveva accesso a quella saggezza esoterica che era stata preservata dai sette oracoli di Atlantide¹.

Successivamente, alla fine dell’Era Atlantidea e con il passaggio dall’epoca Indiana a quella Persiana, la memoria cessò progressivamente di essere localizzata. Divenne una memoria ritmica, in cui venivano ripetute le esperienze avute nel mondo esteriore all’interno, nell’anima. Poi, quando la guida spirituale dell’umanità procedette dall’oriente sempre più verso occidente, in particolare in Grecia, si passò dalla memoria ritmica alla memoria temporale la quale maturò per tutta la quarta epoca di cultura Greco-Romana e in cui ancora viviamo. Ed è proprio alla metà della quarta epoca di cultura che gli Antichi Misteri legati allo spazio, cominciano man mano a decadere, rimanendo nel loro stato originario solo in qualche remota località, specie legata alla prosecuzione del culto solare atlantideo.

È con il Mistero del Golgotha, poco dopo la metà della quarta epoca di cultura, che i Misteri dello Spazio, vengono man mano convertiti nei Misteri del Tempo: quando lo spirito solare del Cristo penetra nella Terra e ne diviene lo spirito, anche l’Io dell’uomo si incarna completamente nel corpo fisico. Fu allora che l’uomo pervenne a percepire in modo sempre più oggettivo il mondo esteriore, fino a vederlo contrapposto al suo mondo interiore. Il Cristo con la sua azione, rappresenta la risoluzione di questa opposizione.

Da quel momento il ciclo dell’anno ed il respiro dell’anima della Terra, che Rudolf Steiner ha caratterizzato per mezzo dei versi del Calendario dell’Anima, può essere compreso secondo due principali prospettive: quello dei Misteri dello Spazio, in cui riecheggia l’antica saggezza della memoria localizzata e dei misteri del cosmo preservati fin dall’Atlantide; e quello dei Misteri del Tempo, in cui vive la memoria temporale, collegata all’incarnazione dell’Io entro il corpo astrale, eterico e fisico. La memoria ritmica si manifesta nel ciclo dell’anno stesso, con la ripetizione ritmica dell’equilibrio tra interiorizzazione ed esteriorizzazione, tra i misteri microcosmici del tempo ed i misteri macrocosmici dello spazio.

Ecco che, avendo brevemente caratterizzato i Misteri dello Spazio e del Tempo, possiamo parlare delle stagioni. L’autunno e l’inverno sono legati ai Misteri del Tempo che, con la morte della natura esteriore, corrispondono alla rinascita ciclica della coscienza nell’interiorità dell’uomo, ovvero del risvegliarsi dell’uomo nella sua interiorità, essendo la coscienza rivolta verso l’anima e lo spirito. Mentre la primavera e l’estate sono legati al rinnovamento degli antichi Misteri dello Spazio, con la rinascita della natura esteriore e corrispondono all’esteriorizzazione della coscienza negli spazi che vengono compenetrati dalla vita degli elementi.

Il Solstizio d’Estate e San Giovanni Battista sono quindi il culmine dei Misteri dello Spazio; mentre il Solstizio d’Inverno e il Natale rappresentano il culmine dei Misteri del Tempo. L’Equinozio di Primavera rappresenta il passaggio ritmico tra i Misteri del Tempo nell’inverno e quelli dello Spazio, verso l’estate; l’Equinozio d’Autunno rappresenta invece il passaggio ritmico tra i Misteri dello Spazio e quelli del Tempo, verso l’inverno.

Inciso sull’architrave del Tempio dell’Oracolo di Delfi era inscritta la massima Conosci te stesso, un enunciato di profonda sapienza che tuttavia era seguito da un ulteriore aspetto, il quale riecheggiava

nell’interiorità come una risposta alla massima stessa: e conoscerai l’universo e gli dei. Conosci te stesso riassumeva in sé i Misteri Minori, Conoscerai l’universo e gli dei, riassumeva in sé i Misteri Maggiori. I Misteri Minori sono infatti i misteri dell’interiorità, ovvero l’incontro col divino in noi stessi. E da un altro punto di vista sono, nel loro complesso, i Misteri dell’Antico Saturno, Sole, Luna e della precedente metamorfosi della Terra-Marte e dunque i misteri della corrente dell’incarnazione e della nascita nel mondo fisico. I Misteri dello Spazio corrispondono invece all’incontro col divino nel mondo e nel cosmo e sono dunque in relazione ai Misteri Maggiori, i misteri degli spazi cosmici. Nel loro complesso comprendono i Misteri della presente metamorfosi della Terra-Mercurio, e successivamente al Futuro Giove, Venere e Vulcano e dunque ai misteri della corrente dell’escarnazione e della rinascita nel mondo eterico, e ancora nei mondi animico-spirituali.

In questo libro ci occuperemo in particolare del Natale, che rappresenta, come abbiamo accennato al culmine dei Misteri del Tempo. La preparazione di questo culmine in un certo senso comincia già con la Festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno, in cui lo sguardo ammonitore dell’arcangelo Uriel informa la morale umana: qui la luce esteriore che cresce fin dal Natale comincia a spegnersi e con essa viene meno il calore esteriore. Si passa poi alla Notte di San Lorenzo, il 10 agosto, con la ricezione del ferro meteorico nel sangue per mezzo di Michael, che ci dona la capacità di formare la spada per combattere gli spiriti arimanici.

È in questo periodo dell’anno che che nell’antichità precristiana, venivano celebrati i misteri dell’autunno, ovvero della resurrezione dell’anima e dello spirito umani, celebrando i Misteri di Adone, in cui la bellissima effige del dio veniva immersa per tre gironi e mezzo nel mare o in un lago, per poi essere nuovamente eretta, mostrando come l’anima e lo spirito umani risorgessero nell’etere cosmico. Infine si giunge alla Festa di Ognissanti, il 1 novembre, e dei Morti, il 2 novembre, in cui la membrana che separa il mondo fisico da quello dell’aldilà diviene più sottile in un processo che prosegue fino alle 13 Notti Sante di cui tratteremo.

Di conseguenza andando dall’estate all’autunno fino al cuore dell’inverno, la natura, con i regni vegetale e animale, comincia diminuire la sua attività esteriore: cadono le foglie che vanno a fertilizzare il terreno, i mammiferi vanno in letargo, scende il torpore negli animali a sangue freddo e gli uccelli si acquietano, non cantano più, cala il silenzio per lande ormai spoglie. È solo in questo morire esteriore della natura che permesso alla luce interiore e al calore interiore di manifestarsi e, detto in altro modo, l’elemento dell’aria-luce e quello del fuoco sublimano rispettivamente nell’etere della luce e nell’etere del calore. Come nel silenzio della natura in cui si manifesta l’etere del suono, chiamato anche etere chimico, che invece che intessere nell’apparenza esteriore, intesse interiormente nei processi fisiologici del mantenimento nella sospensione della vita vegetale e animale. In questo processo di diminuzione della vita esteriore, aumenta la vita interiore, così come avverrebbe tornando allo stato dell’Antica Luna con l’etere del suono, dell’Antico Sole con l’etere della luce e dell’Antico Saturno con l’etere del calore.

Nel loro complesso, i Misteri del Tempo celebrati a Natale comprendono un tempo di 7 settimane, la somma delle quattro Settimane d’Avvento in aggiunta alle 3 settimane successive, che comprendono le 13 Notti Sante fino ad arrivare al Battesimo nel Giordano, festeggiato una settimana dopo il 6 gennaio, l’Epifania. In questo periodo si completa il ciclo dei Misteri del Tempo che sottende già alla preparazione dei Misteri dello Spazio della primavera e dell’estate.

Cominceremo ad esporre il Natale dal principale simbolo occulto legato ad esso, ovvero l’Albero di Natale che riassume tutta l’evoluzione umana e cosmica.

Capitolo 1: l’Albero di Natale e la storia cosmica

Rudolf Steiner illustrò il potente simbolo dell’Albero di Natale in relazione ai simboli degli Antichi Misteri, riunendo in sé sia i misteri minori del microcosmo che quelli maggiori del macrocosmo. Steiner per mezzo delle investigazioni scientifico-spirituali, risale a come questa configurazione di simboli veniva presentata nei misteri egizi (Figura 1).

È nel 1906 che Steiner diede per la prima volta delle indicazioni sulle decorazioni dell’Albero di Natale. In un primo momento pose sull’albero i sette segni di legno dorato che compongono la croce, ponendo in un certo rapporto misterico la Croce del Golgotha con l’Albero del Paradiso. Poi nel 1911 Steiner aggiunse gli altri sette segni dei Pianeti, anche questi in legno dorato, secondo una sinusoide intrecciata alla croce. I segni vanno disposti in modo che siano tutti ben visibili, quindi sulla metà anteriore dell’albero.

Oltre ai segni, vanno aggiunte anche una spirale di candele ed una di rose: 30 candele rosse, che girano attorno all’albero, culminando in 3 candele bianche poste sulla punta; così come 30 rose rosse, sempre disposte a spirale, e 3 rose bianche che adornano la cima dell’albero. Le 3 candele bianche e le 3 rose bianche si trovano così attorno alla stella che è il puntale dell’albero. Simbolicamente, le 30 candele rosse ricordano la vita di Gesù di Nazareth, le 3 candele bianche la vita di Gesù Cristo; mentre le rose, così associate alla croce e all’albero, sono un rimando alla corrente Rosicruciana dei Misteri Occidentali.

In questa potente composizione simbolica, i pianeti si inseguono a spirale nell’evoluzione cosmica, mentre la croce centrale mostra l’evoluzione dell’uomo. Il diagramma rappresenta il primordiale Albero della Vita, da cui l’umanità del Giardino dell’Eden, rappresentata nel suo complesso da Adamo ed Eva, mangiava del frutto insieme agli angeli, vivendo nel flusso della vita divino-spirituale. Nella nomenclatura teosofica, questa era la terza Era Lemurica. In questa remota era, l’umanità era guidata da un matriarcato, in cui l’aspetto femminile, Eva, riceveva le comunicazioni dagli angeli i quali dirigevano l’intera vita umana.

Tuttavia, a metà dell’Era Lemurica, si ebbe l’intervento degli spiriti della brama, guidati da Lucifero, il Tentatore, il Serpente. Essendo l’anima di Eva più ricettiva agli influssi sottili di quella di Adamo, Lucifero la tentò facendole mangiare del frutto dell’Albero della Conoscenza del Bene e del Male. Poi Eva offrì del frutto della conoscenza ad Adamo. Fu allora che nel corpo astrale di Eva e poi di Adamo si riversarono gli spiriti luciferici, separando l’umanità dalla vita divino-spirituale e inserendo tanto la futura possibilità della libertà nell’uomo, il libero arbitrio, che le brame istintive, la fame e l’aggressività. Fu anche in questa stessa era che da un’umanità androgina si passò alla separazione dei sessi e con questa al desiderio sessuale.

Fu dunque vietato all’umanità di mangiare del frutto della vita e così l’umanità andò allontanandosi dallo stato edenico e della comunione con il mondo divino-spirituale. Questa separazione dell’umanità dal grembo del divino portò, in seguito, all’ingresso degli spiriti arimanici che a metà dell’Era Atlantidea si inserirono nel corpo eterico, portando con sé la paura, la malattia e la morte. Fu qui che si ebbe l’uccisione di Abele da parte di Caino.

Da ciò si comprende come l’Albero di Natale sia, innanzi tutto, un ricordo dello stato edenico dell’umanità prima dell’ingresso degli spiriti luciferici nel corpo astrale. Un ricordo dell’unione dell’anima umana con le guide angeliche dell’umanità e dunque con il fluire della vita cosmica. Dal punto di vista delle tradizioni natalizie, l’Albero di Natale viene a manifestarsi nelle settimane che avvicinano alla Vigilia di Natale: tradizionalmente l’Albero viene tagliato ed addobbato l’8 dicembre, il giorno dell’Immacolata Concezione, che ricorda come Maria sia nata priva

Hai raggiunto la fine di questa anteprima. Registrati per continuare a leggere!
Pagina 1 di 1

Recensioni

Cosa pensano gli utenti di Le Tredici Notti Sante ed il Natale Antroposofico

0
0 valutazioni / 0 Recensioni
Cosa ne pensi?
Valutazione: 0 su 5 stelle

Recensioni dei lettori