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Ufo - Dossier Sicilia
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E-book268 pagine3 ore

Ufo - Dossier Sicilia

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Info su questo ebook

Come mai la Sicilia è interessata da un gran numero di
avvistamenti UFO?  Perché la zona dell’Etna sembra esercitare particolare attrazione per i dischi volanti? Esistono davvero    forme di intelligenza aliene che hanno scelto l’isola come corsia preferenziale per le loro scorribande nei cieli?
Cosa c’è di vero negli incontri ravvicinati di cui parlano           numerosi ufologi siciliani?
A questi e ad altri enigmi, come i casi di autocombustione      spontanea che si sono verificati nel Messinese, prova a dare      risposta  l’autrice, che si è accostata a questa casistica con un   approccio rigoroso e non pregiudiziale: attraverso aneddoti,      interviste, testimonianze, ricostruzioni e perizie sul materiale     fotografico raccolto nel corso della sua indagine, ha cercato di far luce sui presunti contatti con gli extraterrestri avvenuti negli anni in Sicilia.Un’antologia, per la ricchezza degli episodi contenuti e per l’obiettività, indispensabile per gli appassionati del settore.
Oriana Zagaria, nata in Puglia nel 1984, è una grande appassionata di misteri ed una assidua indagatrice              dell’occulto: ha collaborato con le riviste “Italia Misteriosa” e “X Times”, ha fatto parte dell’EPAS (European Paranormal Association Society) ed è stata cofondatrice del CRUP (Centro Ricerche Ufologiche e Paranormale).
Il presente volume, edito da “Il Cerchio della Luna”,  costituisce la sua prima opera letteraria.
LinguaItaliano
Data di uscita2 gen 2018
ISBN9788869372827
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    Ufo - Dossier Sicilia - Oriana Zagaria

    ​Ringraziamenti

    ​Prefazione: di Marco Columbro

    " Di maniera che non è un sol mondo, una sola terra, un solo sole; [...] Ma se infiniti sono i Mondi e le galassie, l’uomo non può essere il privilegiato del creato. Tantomeno lo è un unico popolo, appartenente alle molteplici e poliedriche razze umane ."

    Così si esprimeva, più di 400 anni fa il più grande fra gli eretici, Giordano Bruno.

    Affermazioni, queste, degne di un vero Spirito libero che pagò con la vita la sua audacia e lungimiranza. In questi ultimi anni assistiamo a qualcosa di sconcertante e sorprendente al tempo stesso.

    Dichiarazioni, sugli alieni, fatte da uomini appartenenti a quella stessa chiesa che, nel 1600, mandò al rogo per le stesse affermazioni il grande filosofo di Nola. E’ una triste nemesi.

    Oramai non è più un mistero che il Vaticano abbia stupito il mondo affermando le sue insospettabili aperture sull’esistenza di altre civiltà cosmiche. A fare tali affermazioni a favore degli extraterrestri non sono umili preti di campagna, ma uomini di spicco della Chiesa Vaticana come Padre Balducci fra i primi a parlare dell’esistenza dei fratelli cosmici. Padre José Gabriel Funes, gesuita, astrofisico, che nel 2008, a quel tempo direttore della Specola Vaticana, pubblicò sull’Osservatore Romano un articolo dal titolo, L’extraterrestre è mio fratello.

    Dal 2015 il nuovo direttore della Specola Vaticana è ancora un gesuita e ovviamente astrofisico Padre Guy Consolmagno.

    Il Direttore della Specola Vaticana ha scritto un libro dal titolo, tenetevi forte, " Vuoi battezzare un alieno" e lo ha presentato nel settembre 2014 nientemeno che al simposio della NASA a Washington D.C. Vi sembra incredibile? Allora ascoltate questa.

    Il 13 maggio 2014 è apparsa su tutti i quotidiani questa affermazione del capo supremo della Chiesa Cattolica, Papa Francesco:

    "Se domani – chiede Bergoglio – giungesse qui una spedizione di marziani, e alcuni di loro venissero da noi… Marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini.

    E uno dicesse: ‘Voglio il Battesimo!’. Cosa accadrebbe?" e poi ha continuato

    Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un "alieno" che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo alieno che si chiama Gesù.

    Beh questa può sembrare davvero grossa, può suonare come una dichiarazione scioccante l’affermazione di Papa Francesco: Gesù un alieno?

    Ma io che non sono né bigotto, ne condizionato da dogmi o falsi fideismi. Posso affermare che il Papa non ha fatto altro che il suo mestiere, forse anche troppo direbbero alcuni.

    Infatti ha riportato, fedelmente, ciò che Gesù dice nel Vangelo secondo Giovanni 8:21-30

    " Dove vado io, voi non potete venire. E diceva loro: Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo". Più chiaro di così.

    Ma nei vangeli non c’è solo l’ammissione esplicita che Gesù è un alieno. C’è tanto, molto di più, vedi i libri di Mauro Biglino, illuminanti a tale proposito. Purtroppo la Chiesa si serve di veleni mentali quali il dogmatismo-fideismo che impediscono ai fedeli- gregge di vedere la Verità che da sempre è sotto i loro occhi. Anche nel Nuovo Continente c’è molto fermento. Pochi mesi fa La Clinton, ha detto che nel caso in cui dovesse diventare presidente degli Stati Uniti , condividerebbe con i cittadini tutti i documenti segreti che esistono sugli Ufo e alieni. E’ chiaro che la Clinton in quanto politica navigata sa bene che quest’affermazione suona più come una boutade per accaparrarsi voti che una vera promessa. Ma tale affermazione è implicitamente la conferma che esistono realmente docu-menti segreti su gli alieni.

    Dopo tutte queste strombazzate su l’esistenza degli extraterrestri, credo sia lecito domandarsi, perché tutto questo chiasso mediatico da parte del Vaticano, da un lato, e di politici americani, dall’altro, che sembrano farsi eco a vicenda, e tutti nello stesso momento. Ci sarà pure un motivo.

    Questa domanda ha cominciato a frullarmi nella mente per giorni, e una vocina insistente mi suggeriva questa ipotesi: non è che forse velatamente, poi neanche tanto, ci vogliono preparare ad una dichiarazione congiunta, dei capi di stato delle grandi nazioni, più o meno su questo tono:

    " Carissimi cittadini scusateci, beh, insomma come dire, anche noi sappiamo ridere e scherzare come voi, anche noi sappiamo essere dei burloni, in fondo siamo esseri umani come voi (ne siamo sicuri, dico io ).

    Ebbene sì vi abbiamo fatto uno scherzo facendovi credere che eravate soli nell’universo. Ci siamo divertiti un mondo nel vedere come ci siete cascati, intere popolazioni della terra che credono ancora a Babbo Natale, non ci sembrava vero.

    Le cose in realtà, cari cittadini boccaloni, stanno diversamente, si.. come dire,… abbiamo dei vicini… wow…grande . E presto ci hanno assicurato che verranno anche a trovarci, si,si, proprio così".

    Beh io l’ho fatta un po’ teatrale ma penso che il senso potrebbe essere più o meno questo.

    Intendiamoci questa è soltanto una mia ipotesi per spiegare il chiasso mediatico di tali personaggioni. Intanto che noi aspettiamo l’evolversi della vicenda molti seri ricercatori della verità indagano da tempo il tema della vita aliena, avvistamenti, rapimenti e via dicendo.

    Oramai esiste una tale mole di documenti riguardanti avvistamenti di vario tipo testimonianze di alti ufficiali degli eserciti delle grandi potenze, testimonianze rese in fase di ipnosi regressiva a seri psicologi, foto, video, etc che negare il fenomeno è pressoché impossibile.

    Certo gli scettici e coloro che negano l’evidenza ci saranno sempre, in fondo ne hanno fatta una professione. Ma io mi rivolgo a coloro che sono ancora in possesso di un briciolo di consapevolezza e soprattutto sono desiderosi di Conoscenza e Verità. Per costoro questo libro, questo compendio, permette di fare chiarezza sull’argomento in modo, lucido, analitico, puntualizzando i vari aspetti che il tema ufologico comporta.

    Si capisce che dietro c’è una seria e poderosa ricerca, quasi maniacale, come se l’autrice avesse paura di omettere qualcosa. Oriana, come si evince dallo scritto, è contro ogni fanatismo perché evidentemente ne conosce la pericolosità, così come è contraria ad ogni sensazionalismo a buon mercato.

    La serietà di un ricercatore la si riconosce anche dal suo equilibrio interiore e dalla sana distanza che sa prendere dalle proprie ricerche, ed quello che fa Oriana, lasciando che sia il lettore a trarre le conclusioni ultime.

    È un compendio, che affascina il lettore per la mole e la varietà di informazioni, utile soprattutto per coloro che sono più o meno a digiuno sull’argomento, e che si troveranno dinnanzi a fatti e vicende che, sono sicuro, vi lasceranno stupefatti.

    E’ necessario come in ogni viaggio che si rispetti, e leggere questo libro è come un viaggio nella nostra psiche più profonda, non farsi aspettative ma godersi il panorama a mente aperta, senza giudizi o pre-giudizi.

    Solo alla fine potrete trarre le conclusioni e eventualmente approfondire gli argomenti che vi hanno più colpito. Ma questo può avvenire solo se vi liberate dei vecchi paradigmi che vi controllano mentalmente, per trovare nei tanti argomenti trattati la forza per iniziare una seria ricerca e un sano interesse verso una materia così controversa e complessa, come quella ufologica.

    Una materia che al tempo stesso ha a che vedere con noi stessi, con le nostre origini e potrebbe rispondere alla fatidica domanda: Io chi sono? . Buona lettura, e buona scoperta.

    Marco Columbro

    ​Da:I giganti del cielo – di Maria Antonietta De Muro e Orazio Valenti

    Una sera del mese di aprile del 1962 sentii ad un tratto la necessità di recarmi verso l’Etna. Salii in macchina e mi avviai. Avevo la netta sensazione che l’auto fosse guidata non da me, ma da una forza superiore. Mi inerpicai su per i tornanti e raggiunsi Monte Manfrè, a quota 1400 metri. Fermai la macchina lungo il bordo della strada e mi avviai a piedi su per un sentiero che portava in cima ad un cratere spento.

    Ero a circa la metà della ripidissima salita quando vidi stagliarsi contro il nero della collina la sagoma di due figure, la cui tuta spaziale argentea luccicava sotto i raggi della luna piena. Erano alti, dall’aspetto atletico, dai capelli lunghi spioventi sulle spalle, con degli strani bracciali lucenti come loro ai polsi e alle caviglie, con una cintura fosforescente alla vita e strane placche sul petto. Al vederli, il sangue mi si gelò nelle vene e mi sentii inondato di sudore. Erano undici anni che anelavo spasmodicamente di vivere tale momento: ma il luogo isolato, il silenzio tutt’intorno, il buio della notte, l’incontro improvviso, erano tutti elementi che non concorrevano certo a rendermi coraggioso e calmo. Ma fu una cosa di breve durata. Uno dei due personaggi rivolse contro di me il fascio di luce proiettato da un aggeggio che teneva in mano e d’improvviso il mio essere fu percorso da un brivido strano e mi sentii pervaso da una calma e serenità indescrivibili: il cuore, che prima sembrava volesse esplodere dal petto, era ritornare a battere regolarissimo. Guardai i due in volto: illuminati dalla luna intravidi dei lineamenti dolcissimi ed uno sguardo austero e mite a un tempo. Ed ecco che uno dei due mi rivolse la parola in perfetto italiano: «La pace sia con te, figliolo. Ti abbiamo aspettato. Imprimi nella tua mente quanto ti diciamo». E mi dettarono un messaggio da inviare ai Capi di Stato e agli uomini responsabili della terra.

    Eugenio Siragusa

    Introduzione CENNI STORICI SULL’UFOLOGIA SICILIANA

    Nelle memorie storiche degli archivi il 24 giugno 1947 è la data ufficiale che decreterà la nascita dell’ufologia contemporanea. Quel giorno infatti negli USA il pilota statunitense Kenneth Arnold si rese protagonista involontario del primo avvistamento ufficiale UFO, acronimo che sta Unidentified Flying Objects, ossia oggetti volanti non identificati, subito denominati Flying Saucers (letteralmente piatti volanti). Questo periodo fu scandito da un convulso flusso di informazioni riportate di seconda mano dai mezzi di stampa grazie alle corrispondenze degli inviati di numerose testate giornalistiche: l’opinione pubblica italiana cominciò a realizzare, seppure in modo acerbo e del tutto preliminare, della possibile esistenza degli UFO. Successivamente si verificò un intenso ed improvviso afflusso di segnalazioni su scala nazionale ed internazionale. Si assistette ad un’ondata di sensazionalismo che rasentava l’isteria di massa, la popolazione era stata suggestionata largamente dai sempre più frequenti comunicati. Vennero segnalati in quei giorni numerosi casi di avvistamenti, frutto per lo più del condizionamento dell’ imprinting esercitato, a livello emotivo, da suggestive ipotesi. Il Corriere di Sicilia fu il primo mezzo stampa che si propose di erudire i siciliani su questa controversa realtà emergente: sul giornale venne pubblicato un articolo sugli avvistamenti nei cieli degli USA, intitolato I dischi volanti, il mistero del giorno. Il fragore con cui l’opinione pubblica seguì queste notizie venne alimentato dalla risonanza di ulteriori presunti avvistamenti. L’attenzione della gente successivamente venne meno, comportando un fisiologico e progressivo disinteresse, così che anche la curiosità accompagnata dagli innumerevoli quesiti andò normalizzandosi, con un graduale ritorno alla consuetudine dopo tutto quell’inatteso clamore che aveva colto di sorpresa le coscienze della collettività. Tuttavia, contrariamente alla perdita d’interesse da parte dell’opinione pubblica italiana, non cessarono di registrarsi avvistamenti massivi negli Stati Uniti. Il caso più eclatante si verificò nel gennaio 1948, nello stato del Kentucky, allorquando un caccia militare venne abbattuto in circostanze non definite: si trattava del velivolo condotto dal capitano Thomas Mantell, colpito da un UFO sopra la base aerea di Godman. La notizia funse da cassa di risonanza ed anche in Italia si riaccesero i riflettori su ciò che sembrava essere stato destinato inesorabilmente alla dimenticanza. Questo tragico epilogo segnerà il momento in cui nasceranno organi preposti ad un indagine interdisciplinare nell’analisi della casistica relativa alla fenomenologia OVNI (oggetto volante non identificato), con relativa catalogazione e classificazione della stessa. Lo studio generalmente viene condotto essenzialmente su due fronti: attraverso un processo di ricostruzione storico-documentale dell’avvenimento cercando di contestualizzarlo in una sorta di tracciabilità storica, dall’altra parte, cercando di ricostruire l’episodio su presupposti che rimandano a spiegazioni che ricadano in un certo rigore scientifico. Agli inizi degli anni ’50, dopo un’apparente cessazione del fenomeno, si verificò una progressiva ondata di avvistamenti. Nel ’54 in Sicilia si assiste ad un escalation di osservazioni registrate in zone più disparate dell’isola che toccarono gran parte delle province: quasi ogni paese si trovò coinvolto in almeno un caso d’avvistamento. Il fenomeno diventò assolutamente dilagante e contagioso tanto da divenire parte integrante nel menage quotidiano delle popolazioni locali. Le variegate quanto numerose segnalazioni vennero documentate dal giornale La Sicilia, che si adoperò per dare voce, attraverso il racconto della cronaca, a questi emblematici avvenimenti che si palesarono con prepotenza agli occhi di chi, con sentimenti di incredulità ed una comprensibile dose di sconcerto, assistette in qualità di testimone oculare.

    Tra i primi avvistamenti siciliani, che balzarono agli onori della cronaca sul quotidiano La Sicilia si evidenziano quelli di Chiaramonte Gulfi (14 aprile 1950) e di Pachino (20 aprile 1950). In questo periodo prese piede una tendenza nefasta: era consuetudine ascoltare storie di clamorose visioni collettive e di altrettanto clamorose smentite, e così manie di protagonismo ed autocelebrazione si sostituirono al buonsenso e alla volontà di fare chiarezza sugli episodi. In una situazione così caotica e disorganizzata non fu possibile attuare una valutazione di discernimento sulla derivazione degli avvistamenti, veri o presunti che fossero. I fenomeni ufologici siciliani, in un secondo momento, furono attenzionati dal prof. Giuseppe Luigi Beneventano, che per primo tentò un approccio di rigore scientifico. Lo scienziato cercò di interpretare il fenomeno UFO riconducendolo ad un’origine di natura meteorica. Gli esiti delle sue tesi sono a tutt’oggi contenute nell’opera Che cosa sono i dischi volanti. Anche il Centro Studi e Ricerche Spaziali, nato nel 1958, si prodigò per dare una valutazione di tipo realistico della casistica, cioè definendo gli UFO come un fenomeno reale e non figlio della suggestione visionaria popolare, operando un netto distinguo da tutte quelle manifestazioni riconducibili all’attività antropica o appartenenti a processi fisici. Nel corso degli anni molteplici sono state le personalità che si sono avvicendate a differente titolo nel panorama dello studio ufologico, appartenenti alle più disparate tipologie d’inserimento formativo, così come non sono mancati passi falsi ed inattendibilità delle tesi tanto anelate da parte di sedicenti ricercatori. Fra i tanti che hanno avuto un approccio discutibile sul piano della credibilità, si inseriscono le vicende personali di alcuni contattisti. Il capostipite fu lo statunitense George Adamski, celebre ufologo a cui si deve il riconoscimento dell’attribuzione della maggior parte dell’iconografia postmoderna sui dischi volanti: egli fu il precursore nell’ambito pertinenziale del contattismo, riscosse un’ampia risonanza a livello mediatico ed i suoi reperti fotografici, rappresentanti UFO di diversa tipologia immortalati in diverse zone, divennero celebri e riconoscibili in tutto il mondo. Il neologismo Contacte (contattista) venne usato per la prima volta negli States proprio per il rifacimento al suo caso. Egli sosteneva con un certo vigore di essere in contatto con un venusiano identificato con il nome di Horthon: contatto che sarebbe avvenuto il 20 novembre 1952 nel Desert Center in Arizona alla presenza di una decina di testimoni oculari ritenuti attendibili, in base al raffronto del rilascio delle loro attestazioni coincidenti. Inoltre, a presenziare a quello storico incontro, vi fu anche l’archeologo George H. Williamson.

    Quest’ultimo, successivamente, si recò a Catania, per partecipare ad una conferenza di settore tra cui figurò da spettatore confuso tra la platea del pubblico l’allora ignoto Eugenio Siragusa. Nel 1952 Siragusa, nato a Catania il 25 marzo 1919, entrò ufficialmente nella storia degli annali dell’ufologia italiana. Il suo percorso iniziatico venne intrapreso fin dall’età dell’infanzia: dal momento in cui ricevette l’investitura di fungere da ricevente dei messaggi provenienti dall’altra dimensione la sua vita subì presto una considerevole metamorfosi spirituale. Nel 1951, mentre attendeva l’arrivo del

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